I miei articoli

I MAESTRI D’ACQUA

by 2 febbraio 2007

 

 

maestri d'acqua

 

E’ nel Sahara che si trovano i grandi esperti d’acqua, discendenti di quelli che hanno fatto nascere le oasi, secoli fa. La consapevolezza di quanto sia prezioso quel liquido trasparente, è forte in chi l’ha saputo ottenere lavorando in armonia con la natura, dopo averla osservata e capita. Con pazienza, creando canali e cisterne per trattenerla quando una volta l’anno, ogni tre anni, ma a volte anche dieci, un grande acquazzone scarica tutto in una volta il peso delle nuvole. E poi distribuendola con sapienza, centellinandola, facendola scorrere in rivoletti attraverso gli orti all’ombra delle palme da dattero, che proteggono gli alberi da frutto e le verdure. Il maestro d’acqua è un saggio che sa amministrarla con oculatezza per fare in modo che duri a sufficienza, per poi recuperarne una parte anche dopo che sia evaporata. E’ in questa raffinata operazione che brilla l’ingegno umano. Quando viene la notte, col freddo l’umidità dell’aria si condensa sulle dune di sabbia e scivola piano dentro le aperture scavate con cura. Cola nelle parti più fresche, dove una rete di canali la guida nelle cisterne, per poter essere di nuovo portata agli orti e ai giardini. Nel deserto, le oasi sono nate grazie a questo metodo, chiamato foggara, a cui deve la vita anche la città di Ghardaia, dell’undicesimo secolo, in Algeria.

Dove c’è abbondanza di acqua, viene comunque valorizzata ed usata per raffrescare l’aria attraverso le fontane, nei cortili delle case e dei palazzi. (vedere ARIA CONDIZIONATA NATURALE in questa stessa sezione).

Recuperare l’acqua piovana convogliandola in cisterne, togliere l’impermeabilizzazione di cortili e parcheggi per lasciarla penetrare nel terreno, depurare quella degli scarichi col metodo della fito-depurazione (vedere nella sezione PIANTE) sono azioni che consentono di rallentare il danno all’ambiente causato dalle nostre attività.

Anche piantare nel proprio giardino alberi e piante ornamentali che abbiano bisogno di poca acqua è un modo per ridurre le irrigazioni estive ed evitare che, nei periodi di siccità, addirittura muoiano. (vedere PIANTE CHE RESISTONO ALLA SICCITA’ nella sezione PIANTE)

Mettere un riduttore di flusso ai rubinetti e qualche mattone negli sciacquoni per evitare che ogni volta buttino via una gran quantità d’acqua potabile, saranno altri contributi positivi. Infine, evitare il consumo di quella in bottiglia risparmierà la produzione e lo smaltimento della plastica, l’inquinamento col trasporto via camion e soprattutto lo spreco di 10 volte tanto nelle fasi della lavorazione. Ormai quella dell’acquedotto è migliore e più controllata.

 In molte città ci sono ormai fontanelle con acqua liscia e gassata, che permettono di rifornirsi gratis o con poca spesa, riutilizzando le bottiglie di plastica che, altrimenti, dovrebbero essere prodotte e poi smaltite, oltre che trasportate, con notevole inquinamento e costi inutili.

Se vogliamo che chi prende decisioni per tutti abbia sensibilità per la sostenibilità ambientale e la qualità della vita, è bene che ciascuno di noi faccia per primo lo sforzo di crearsi una cultura in questo senso, perchè le idee e la mentalità sono contagiose.

 

 

Aria condizionata naturale (VI), (SO), (PA)

by 2 febbraio 2007

 

crotti di Chiavenna (SO)

crotti di Chiavenna (SO)

 

Poco a Sud di Vicenza, in una calda giornata estiva, si può approfittare dell’occasione per visitare il paesino tutto ville antiche e giardini, Costozza, al riparo di una falesia dei monti Berici, piena di grotte: i COVOLI. Il pranzo lo si potrà gustare in un bel ristorante, celebre per il suo sistema d’aria condizionata naturale, che condivide con le ville vicine. E’ la Taverna di Eolo, nei locali che facevano parte della residenza più importante di cui è rimasta una sala affrescata qualche secolo fa, quando già era in uso l’ingegnoso sistema, ancora attuale. Infatti, le cantine sotto il centro storico sono cunicoli e piccole stanze che tutto l’anno mantengono la temperatura abituale sotto terra: in genere dai 10 ai 18 gradi centigradi, qui intorno ai 10. D’estate, basta aprire le porte e le prese d’aria dei covoli per avere un delizioso refrigerio a costo nullo per l’ambiente e per i proprietari.

In Lombardia, a Chiavenna, ci sono i CROTTI, locali costruiti a ridosso di enormi massi, franati dalle montagne in epoche lontane, tra i cui interstizi filtra tutto l’anno l’aria a dieci gradi di temperatura. Questo consente, oltre ad una gradevole frescura estiva e tepore invernale, di conservare i cibi a lungo.

Un metodo analogo, ma con l’aggiunta dell’acqua è quello siciliano per la STANZA DELLO SCIROCCO. E’ un sistema imparato dagli arabi per sfuggire al calore torrido dell’estate, aggravato dallo scirocco. In questo caso, una stanza scavata nel tufo, con delle prese d’aria e la circolazione d’acqua in piccoli canaletti, oltre ad essere fresca per la sua posizione sotterranea, era aiutata dallo scorrere dell’acqua  e dalla sua evaporazione. Qui le persone si riunivano, mettendo come chiusura dell’ingresso una tenda bagnata per accrescere il raffreddamento, sempre a causa dell’evaporazione che sottrae calore. Nella villa Naselli Agliata a Villagrazia, appena fuori Palermo, se ne può vedere una. E’ visitabile su appuntamento quella della villa Micciulla ad Altarello di Baida, quartiere di Palermo a monte del viale regione Sicilia. Telefonare 368 3219292 o 091 223961 annasilvanadimarco@virgilio.it. Si avrà l’occasione di vedere al tempo stesso il qanat dell’Uscibene, il sistema di canaletti sotterranei costruiti dagli arabi con leggerissima pendenza in modo da portare ovunque in città l’acqua delle falde sotterranee.

Dove manca la possibilità di scavare, si può cercare un’altra soluzione verso l’alto, con le TORRI DEL VENTO. Infatti, con una torre o un camino situati strategicamente in una casa si cattura parte delle correnti d’aria per farle scendere verso le stanze, raffrescarle maggiormente attraverso la presenza d’acqua. Dato che l’aria fredda tende verso il basso, il suo arrivo fa risalire l’aria calda verso aperture in alto. Questo è un altro metodo dei paesi nordafricani, così come lo è la MAZIARA, egiziana. Sapendo che la terracotta è porosa e che l’evaporazione dei liquidi sottrae calore alla superficie che lascia, si mette in un punto della casa dove c’è corrente d’aria una grande giara di terracotta piena d’acqua. Il passaggio d’aria farà evaporare tutto il giorno quella che passa attraverso i pori, mantenendo fresca l’acqua e il locale in cui si trova.

Negli edifici contemporanei è possibile riscaldare e raffreddare l’aria, attraverso pozzi da cui risale quella sotterranea, a temperatura costante ma più calda rispetto a quella esterna, in inverno e più fredda in estate. Questa è la GEOTERMIA.

Si può ottenere tutto questo con delle pompe, magari alimentate ad energia solare, per riscaldare e raffreddare anche l’acqua per uso domestico.

L’aria di certe grotte può essere CURATIVA PER I DISTURBI RESPIRATORI, grazie alla sua purezza e freschezza. In Alto Adige, un’antica miniera di rame serve adesso per tali cure, senza farmaci, realizzate attraverso il rilassamento dei polmoni.

 Le antiche tecniche stanno trovando nuove applicazioni nella bio-architettura e la loro adozione permetterà di ridurne sempre più i costi iniziali, aumentando la sostenibilità ambientale e la qualità della vita di tutti.

 

Dal mio libro Acqua, Aria, Terra e Fuoco -energie del mondo

 

 

 

FITO-DEPURAZIONE: COME LAVORANO LE PIANTE

by 2 febbraio 2007
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impianto di fito-depurazione realizzato negli anni 70 a Berlino

 

Tutti i vegetali sanno trasformare elementi di scarto di varia natura, rendendoli utili come nutrimento per sé e per l’ambiente circostante. Applicando questa conoscenza alle necessità pratiche di depurare le acque reflue domestiche e, a volte, industriali, si sono utilizzate le piante che normalmente vivono in ambiente umido. Creando vicino alle abitazioni, un percorso che renda possibile la raccolta, la sedimentazione e il deflusso delle acque grigie e nere, si sono realizzati impianti non solo rispettosi dell’ambiente, ma anche dell’estetica. Occorre un bacino impermeabilizzato e riempito di ghiaia, dove far crescere piante palustri, che coi loro rizomi sono particolarmente efficaci nell’assorbire sostanze inquinanti e nell’ossigenare l’acqua. Infatti trasportano ossigeno dalle foglie alle radici, sulle quali aderiscono i microrganismi che partecipano alla trasformazione di azoto e fosforo del refluo, in gas. Questi, nell’aria vengono catturati con le foglie da altre piante e trasformati in cibo.

Un simile sistema è consigliabile in modo particolare per case singole che si trovino fuori dal centro abitato. E’ però possibile realizzarlo anche in città, come è successo a Berlino, già negli anni ’80. Qui, un ampio spazio di terreno fra condomini è stato riservato, con risultati estetici molto gradevoli, ad un sistema elegante e discreto di depurazione delle acque di scarico, tramite il lavoro delle piante. Diecimila metri quadrati mossi da rilievi, alberi, arbusti, sono un piccolo parco in cui la conservazione e depurazione delle acque piovane ha permesso di realizzare laghetti in cui vivono pesci e nuotano bambini. Le stesse vengono utilizzate anche per certi usi domestici come sciacquoni e lavatrici, irrigazione del giardino e lavaggio delle auto.

La natura, comunque, ci aiuta in ogni modo quando ci impegnamo a conoscerla. I lombrichi sono ottimi depuratori di acque fognarie, così come i batteri, messi in condizione di lavorare. Il costo iniziale di ogni impianto innovativo viene ripagato dalla riduzione delle spese successive, dando un importante contributo alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita di tutti.

 

 

 

IL PULITO CHE SPORCA

by 2 febbraio 2007

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L’ordine e la pulizia, che in sé sono positive, in certe persone finiscono col diventare un’ossessione dannosa e perversa. Non mi riferisco solo a quelli che puliscono sul pulito e riordinano ossessivamente, ma anche a chi, in buona fede, crede di seguire norme igieniche solo perché l’apparenza è tale. Ad esempio, chi fa la spesa e avvolge tutto in sacchetti di plastica, compresi i vasetti di yogurt, o che acquista le verdure già dentro le vaschette di polistirolo, sigillate da fogli adesivi. Apparentemente la praticità nel maneggiare e trasportare queste cose con imballaggi supplementari sembra giustificare un simile atteggiamento, che sarebbe comprensibile se si dovessero trasportare in un carro bestiame o se i bambini si divertissero a giocarci a palla. Invece, appena uscite dal supermercato, le persone che hanno fatto la spesa in questo modo la caricano subito in auto e la scaricano a casa loro. La precauzione è inutile ai fini igienici ma dannosa per l’ambiente.

Oltre al fatto che le verdure e la frutta così confezionate si deteriorano molto rapidamente già nel supermercato, a causa della mancanza d’aria, c’è spreco di materiale che costa ed inquina quando si deve produrre, quando si deve trasportare e quando si deve smaltire.

Anche l’uso di disinfettanti nelle case per rendere tutto asettico, inquina per il dover produrre quelle sostanze e successivamente per la loro presenza nelle acque di scarico, dove inibiscono un naturale processo di purificazione per vie naturali (ossigeno, raggi ultravioletti, radici e rizomi di piante). Pure l’effetto sulle persone è negativo perché, togliendo loro l’abitudine alle sostanze comuni nell’ambiente, si diminuiscono le difese naturali. Appena accidentalmente ci sarà un contatto con germi che in dose normale non provocano danni, chi se ne sarà tenuto troppo lontano, si ammalerà.

Ancora peggiore è il considerare sporcizia la presenza di foglie e ramoscelli caduti dagli alberi, che si depositano a terra. Se è vero che le foglie umide sono scivolose ed intasano, perciò vanno tolte dai marciapiedi e dalle strade, dai tetti e dalle grondaie, lasciarle sul terreno è bello, oltre a proteggere le radici delle piante dagli eccessi del freddo e concimarlo quando si decompongono. Se non si vuole rovinare il prato, si possono sminuzzare nell’apposita macchina e riversarle di nuovo dov’erano, dato che in quel modo svolgono la loro azione protettrice e nutriente e si decompongono abbastanza rapidamente da non danneggiare l’erba per la primavera.

Molti tagliano bellissimi alberi solo perché infastiditi dal dover continuamente spazzare sotto di loro. Sono quelli che considerano pulito l’asfalto ed il cemento solo perché richiedono poca manutenzione e non ci cresce niente sopra. Sono quelli che non riflettono neppure un instante su quanto un albero pulisca l’aria, mantenga sano il terreno, mite il clima, bello l’ambiente e via in una numerosa serie di virtù che giustificano ampiamente il lavoro che danno se si trovano presso le case. Conoscere le qualità degli alberi fa in modo che ci si rallegri di averli vicini. L’ignoranza in materia fa vedere solo gli svantaggi immediati e non i vantaggi a breve e lungo termine, così come il non conoscere una persona impedisce di apprezzarla. Se se ne ignorano le qualità, anche un sapiente o un benefattore dell’umanità può essere valutato solo per il suo bisogno di mangiare e di cambiarsi d’abito.

La sostenibilità ambientale e la qualità della vita dipendono da tante piccole azioni, apparentemente irrilevanti ma che, ripetendosi e sommandosi, creano effetti vistosi.

 

TRASPORTI COLLETTIVI

by 2 febbraio 2007
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el camello, trasporto pubblico cubano

 

In Italia, dove l’espressione BENE COMUNE stenta parecchio a farsi accettare e la macchina è una compagna di vita, condividere dei servizi come i trasporti con auto private è problematico.

Da qualche anno esiste il car-sharing, vale a dire l’uso della stessa auto da parte di più persone, gestita da compagnie di trasporti che mettono a disposizione veicoli adatti a diverse necessità. Sono parcheggiati in punti prestabiliti, a cui gli iscritti al servizio li possono prelevare quando ne abbiano bisogno, per riconsegnarli a fine servizio. Il costo del noleggio lo rende conveniente rispetto ad avere un’auto propria, se non si percorrono più di 10.000 km l’anno. In più si può cambiare mezzo a seconda delle diverse necessità e si riduce il numero di auto in circolazione, dunque anche i parcheggi. Si ha una tessera di riconoscimento e si conoscono le disponibilità prenotando telefonicamente presso il gestore.

Un mezzo simile ma più snello ed economico è quello ideato dagli studenti di Salerno e chiamato Mercurio, ma come sistema è un car-pooling. In questo caso, il proprietario di un’auto trasporta chi faccia il suo stesso percorso, in cambio del contributo alle spese di carburante, usura, assicurazione ecc. Per conoscere le disponibilità c’è un servizio internet ed sms. Nei paesi oltralpe il sistema funziona da tempo ed ha pure dei cartelli stradali.

Infine c’è il taxi collettivo, che fa risparmiare in media il 45 per cento del costo della corsa, condividendo il mezzo con altri che facciano lo stesso percorso. Esiste anche in alcune città italiane.

In Paesi meno ricchi dei nostri, come il Messico, i taxi collettivi sono comuni, passano spesso e sono convenienti.

La sostenibilità ambientale e la qualità della vita si ottengono anche riducendo il numero degli automezzi in circolazione. Articoli interessanti sul tema in questo sito sono: Jaime Lerner e la città di Curitiba e Antanas Mockus e la città di Bogotà

 

CASE DI TERRA E TETTI D’ERBA

by 2 febbraio 2007

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il tetto-giardino di uno degli edifici a Bad Blumau

 

Terra di campo, acqua, paglia, sole. Ecco di cosa erano fatte molte case di una volta. Ecco di cosa sono fatte ancora oggi in buona parte del mondo. A volte sono realizzate con cura, coi muri spessi, intonacate e decorate: allora sono molto belle e resistenti. In altri casi sono costruite in modo approssimativo, senza fare una buona manutenzione e per questo sono brutte e fragili. Erano le case dei poveri, perché la gente ricca se le faceva con materiali costosi per far vedere che potevano spendere, proprio come adesso. Eppure, le case di terra seccata al sole sono robuste, più calde d’inverno e più fresche d’estate. Sono anche le più ecologiche, perché si può usare la terra dei campi che si hanno intorno o comunque quella che non ha bisogno di essere cotta né trasportata lontano. Dunque non consuma altra energia che quella delle braccia e delle gambe che la lavorano. Ecco un ottimo esempio di sosteniblità ambientale.

Ancora adesso in certe regioni d’Italia come l’Abruzzo e la Sardegna ci sono case fatte in questo modo che, restaurate, non si distinguono dalle altre se non per il fatto che dentro ci si sta meglio. Basta costruirle nel posto adatto, dar loro buone fondamenta e un buon tetto, intonacarle bene e fare una buona manutenzione. Possono resistere per centinaia di anni. Si possono modellare in tante belle forme e rifinirle artisticamente. Per questo, adesso sono i più ricchi a volerle per sé e sono i poveri ad usare il cemento.

In Italia come nel resto del mondo, si costruivano insieme a tutti i paesani, per farle meglio divertendosi anche un po’. Si possono fare con dei mattoni seccati al sole o ammonticchiando la terra e pigiandola man mano lungo tutto il perimetro della casa.

In Africa e nei paesi caldi, dove c’è molto sole e piove in stagioni fisse, hanno il tetto a terrazza, per dormirci di notte quando è bel tempo, stendere la biancheria ad asciugare o aiutare l’acqua piovana a raccogliersi per ricadere in una cisterna ed essere utilizzata in seguito.

 

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Africa – palazzi in terra cruda foto da Ilmondoallarovescia

 

In altri paesi può avere il tetto di paglia a spioventi.

In quelli più a Nord del nostro, le case hanno avuto e hanno ancora i tetti che oltre ad essere rivestiti di terra, sono rifiniti con un bel prato. Questo è un ottimo isolamento contro il freddo ed il caldo, al punto che oggigiorno, in città moderne come Tokyo, New York, Città del Messico,dove ci sono condomini altissimi, il comune stanzia finanziamenti affinché si trasformino i tetti piani in giardini pensili. Infatti, il cemento e l’asfalto che prendono sempre più spazio, togliendolo al verde, riverberano il calore del sole d’estate. A questo, si aggiungono le lamiere delle auto che si arroventano. Si accendono i condizionatori d’aria che raffreddano dentro ma buttano all’esterno altro calore. Il risultato è che la temperatura della città si alza troppo, diventando spiacevole e richiedendo un grande consumo di energia che inquina ed è costosa.

Basta lasciar crescere alberi ed erba per abbassare la temperatura ma, dato che i palazzoni sono uno vicino all’altro, non rimane che fare i giardini sui tetti dei condomini che, in questo modo, non solo danno un buon isolamento dal calore e dal freddo, ma contribuiscono a rinfrescare i dintorni, oltre ad essere molto belli ed a smaltire anidride carbonica e altri veleni.

Per spingere ancora più lontano quest’idea, si può scavare una collina per costruirci dentro un’abitazione quasi invisibile da fuori, eppure molto luminosa, se si usa l’accorgimento di lasciare tutte le stanze lungo la facciata. In una casa del genere non serve riscaldamento né condizionamento d’aria, perché lo spessore di terra, erba e alberi è come un abbraccio contro gli sbalzi termici.

Un altro materiale naturale e poco costoso che si può usare per costruire le casa è la paglia. Dopo aver fatto una struttura di legno, le pareti sono riempite di balle a forma di parallelepipedo che, una volta ricoperte di terra e intonacate come si deve, sono robuste e molto isolanti. Ecco come migliorare la qualità della vita.

Consultare www.casediterra.it e www.skygardenproject.it