I miei articoli

ILLUSIONI SENSORIALI

by 4 febbraio 2007
foto da Pion Unlimited (Londra)

foto da Pion Unlimited (Londra)

 

foto di Akiyoshi Kitaoka

foto di Akiyoshi Kitaoka

 

Chi è attento si è certo accorto di quanto si possa cadere facilmente nelle trappole mentali e commettere sciocchezze. I motivi sono tanti ed uno di questi sono le illusioni sensoriali. Il nostro cervello, infatti, cerca di riempire i vuoti di informazione nel modo più coerente secondo ciò che è abituato a vedere e fare. Non sempre, però, questo è corretto e a volte completa le informazioni in modo clamorosamente sbagliato. Il contesto in cui avvengono dei fatti può cambiare completamente la loro percezione ed uno degli esempi più noti è verificabile con l’esperimento che segue.

In una bacinella si metta acqua calda, in una acqua fredda ed in un’altra acqua tiepida. Si immerga la mano destra nell’acqua calda e la sinistra in quella fredda. Dopo qualche minuto, si immergano entrambe in quella tiepida. La destra la sentirà come se fosse fredda, mentre la sinistra avrà la sensazione che sia calda. Entrambe sbagliano, perché condizionate dalle opposte esperienze precedenti.

Anche gli occhi ci possono far credere cose sulle quali saremmo pronti a giurare, sbagliando. Basta guardare le due immagini riportate qui sopra. Nella prima coppia, le foto sono identiche, ma sembrano invece avere una prospettiva del tutto diversa. Nella seconda, le due sfere sembrano di colore opposto, mentre sono identiche. E’ solo lo sfondo differente a farci cadere nell’illusione. E’ buona cosa essere convinti di ciò che si fa, ma sempre consapevoli della facilità con cui ci si sbaglia. Un buon sistema per evitarlo è fare continue verifiche. Oneste, naturalmente.

GLI ARTI FANTASMA

by 4 febbraio 2007

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La mente umana ha capacità davvero straordinarie, compresa la creazione di illusioni tenaci, che spesso si possono contrastare solo con altre illusioni. Una di queste riguarda gli arti fantasma. Molte volte, infatti, le persone a cui vengono amputate mani, braccia, gambe o piedi, continuano a percepirle come se ancora le possedessero. A niente serve loro constatare coi propri occhi una realtà contraria. Spesso sentono dolori molto forti, oppure credono di fare movimenti, come il toccare oggetti e persone, percependone con chiarezza gli effetti al tatto.

Un modo efficace per guarire una simile suggestione, molte volte è stato quello di generarne un’altra con l’aiuto di uno specchio. Collocandolo opportunamente di lato all’arto esistente, il suo riflesso dà l’impressione di vedere quello mancante, al quale si possono far compiere i gesti opportuni a  cessare il dolore. Attraverso un massaggio, una medicazione, oppure il compimento di movimenti che liberino l’arto da una costrizione illusoria, si opera sulla mente il cambiamento risolutivo.

Questo argomento è stato trattato dal professor Ramachandran nel libro “l’uomo che credeva di essere morto”, premiato al concorso letterario Merk Serono

SAPPIAMO LEGGERE E SCRIVERE DAVVERO?

by 4 febbraio 2007

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A volte si legge qualcosa che ci turba e, nell’emozione del momento, ciò che arriva alla nostra mente non sono le parole scritte, ma quelle che la nostra mente distorce. In altri casi è la fretta con cui scorriamo sulle frasi a travisare il significato. E’ umano, è un rischio che corriamo tutti. Per evitare il danno che deriva da uno stravolgimento delle parole altrui possiamo fare una cosa semplice ma efficace: RILEGGERE. Se ciò che è scritto ci tocca in modo particolare, occorre ripetere la lettura anche più volte e a distanza di ore o di giorni, a seconda dei casi. Succede, allora, che ci si accorga di aver cambiato, aggiunto o tolto parole e significati che nel testo non c’erano.

Anche la mentalità e le aspettative con cui si legge, ovviamente, producono modifiche arbitrarie.

La stessa cosa avviene quando si scrive. Se lo si fa con troppa fretta o troppa emozione, rischiamo di comunicare cose molto diverse rispetto a ciò che vorremmo davvero. La tentazione di inviare immediatamente una replica è forte, ma rischiamo di mandare qualcosa che rispecchia il turbamento e non la realtà. Le conseguenze possono essere gravi. Meglio aspettare ore o giorni fino a che, dopo molte riletture, il risultato rispecchi il modo con cui vorremmo che ci si rivolgesse a noi per chiarire una questione.

 

COSA DISTORCE (O RIEQUILIBRA) LA REALTA’

by 4 febbraio 2007

 

 

lagonegro

Tutti abbiamo frustrazioni e sentimenti negativi, ma il riconoscerli come normali permette di far fronte alla sofferenza che provocano, fino a trovare un modo di usarne l’energia per cercare e trovare sbocchi positivi.

Molti, però, trascurano di dare spazio e voce a ciò che viene dal profondo, restando inconsapevoli di parecchie cose. In aggiunta a questo, censurano i propri sentimenti negativi, col risultato che agiscono come una pentola a pressione con la valvola di sfogo intasata.

Così, invece di realizzare ciò che vogliono davvero, rasserenandosi, fingono persino con sé stessi di essere contenti, mentre accumulano veleno in dosi tossiche. Possono essere anche amabili e allegri, ma ogni volta che incontrano qualcuno che incarna ciò che sotto sotto vorrebbero essere e non sono, l’invidia e la gelosia fanno sentire un doloroso pungiglione. Spesso provano sentimenti  in contraddizione fra loro: odiano ed amano allo stesso tempo. Riuscendo loro impossibile accettare un simile stato di cose, finiscono con l’agire odiosamente, in un modo che sfugge di mano. Succede spesso che per gelosia si arrivi a tormentare per anni una persona che pure si ama o si ammira e si stima, finendo magari addirittura con l’ucciderla. L’invidia acceca allo stesso modo.

Invece di agire sulle cause (vale a dire cercando di realizzare altri desideri a cui non si dà ascolto) si agisce sull’effetto (cioè sul disagio e la sofferenza provocata dalla gelosia). A tratti, dunque, si vede  chi si invidia come un mostro e si finisce col rivoltare la frittata in modo plateale. Anche se la persona odiata/amata ha dato moltissimo del suo tempo, affetto e beni, la si tratta come una sanguisuga accaparratrice, contro ogni evidenza. Niente di ciò che quella persona farà sarà visto con favore, perché si è accecati dalla propria frustrazione. E’ impossibile agire direttamente su questo, ma occorre fare un lungo percorso che collochi in un punto di vista diverso.

Ecco perché è tanto importante conoscere se stessi, ascoltare i propri desideri, concedersi di avere sentimenti contraddittori. Tutto, in natura, ha ombra e proprio dall’alternarsi continuo degli opposti deriva un equilibrio che va ricostruito in continuazione. Se fosse sempre notte tutto morirebbe nel gelo e se fosse sempre giorno ogni cosa brucerebbe. Nel continuo succedersi dell’uno e dell’altra c’è la vita.

Un modo fra i più efficaci e piacevoli per trovare equilibrio è la conoscenza del funzionamento della natura, almeno nei suoi aspetti fondamentali. L’argomento è appassionante ed il risultato ha effetti positivi su di sé e al tempo stesso su tutto ciò che si ha intorno. Vale la pena di provare.

INTERIORITA’ ED ESTERIORITA’

by 4 febbraio 2007

 

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disegno di Anna Cassarino

 

 

Molte persone cresciute  subendo un po’ troppo i modi autoritari di genitori, religiosi o insegnanti, riescono male a valutare le necessità interiori. L’obbedienza e la sottomissione, infatti, presuppongono una mortificazione del proprio giudizio, a favore di quello di chi riesce ad imporlo, giusto o sbagliato che sia. Diventa allora sempre più difficile lasciar esprimere ciò che si prova e si desidera, soprattutto se è tale da poter essere criticato, cioè quasi sempre. Infatti, i giudizi sbrigativi dell’autoritarismo evitano di attardarsi sulle sfumature, che invece determinano il valore delle cose, delle azioni, dei pensieri, dei sentimenti.

Così, anche persone fondamentalmente ben disposte, si trovano nell’impossibilità di valutare ciò che è meno definibile, come le esigenze interiori e si concentrano su quelle più facilmente quantificabili e valutabili, come quelle esteriori e materiali. Capita spesso, che simili persone siano disposte a dare aiuti economici o comunque materiali, ma si trovino in grande difficoltà se si tratta di offrire solidarietà morale, comprensione, ascolto. Non lo danno neppure a sé stessi; come potrebbero darlo ad altri?

IL PROBLEMA, A VOLTE NON E’ DOVE SEMBRA

by 4 febbraio 2007
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maschera di Anna Cassarino

 

 

Nelle questioni psicologiche, come in quelle fisiche, un dolore o un disagio sembrano provocati da qualcosa, che è solo l’effetto di un problema situato altrove. Un esempio fisico può essere l’unghia incarnita di un alluce. Dato che il dolore e l’infiammazione si manifestano nel punto in cui l’unghia si inserisce nella carne, appare come un difetto dell’unghia o comunque qualcosa che la riguarda (la pressione delle scarpe, per esempio ). Spesso, invece, il problema si evidenzia lì perché è una zona delicata, ma la causa non risiede nell’unghia, bensì in un accumulo di tossine dovute per esempio, soprattutto nell’adolescenza, al funzionamento imperfetto dell’ipofisi, la ghiandola a cui corrisponde in riflessologia quel punto e che lo rendono  vulnerabile. Come è noto, mani, piedi, orecchi, occhi, hanno dei terminali in risonanza con le diverse parti del corpo e degli organi. La riflessologia si occupa proprio questo, trattando con massaggi la zona riflessa, per stimolare l’organo che vi corrisponde.

Il rimedio, dunque, va ricercato in ciò che provoca l’accumulo di tossine. Togliere l’unghia farà scomparire la manifestazione del male, che però continuerà ad esserci e potrà causare danni di cui non si saprà ritrovare la causa.

Altro esempio: una nevralgia ai denti può essere causata da una contrazione muscolare alla guancia per un colpo di freddo, magari da aria condizionata. Oppure potrà dipendere da un’infiammazione diffusa, provocata da tensione nervosa. Il dente può non essere al meglio delle sue condizioni, perché potrebbe avere la radice scoperta, ma non è quello la causa del dolore. Adoperarsi per sfiammare la guancia e l’intero corpo sarà il giusto rimedio, anziché togliere il dente!

Così il disagio o l’attrito con le persone possono venire da una causa molto diversa da quello che si crede. Cercare sinceramente di capire ciò che viene dal profondo si può fare in molti modi ed uno è la scrittura. Tralasciare del tutto il voler scrivere con correttezza formale ed esprimere invece con libertà ciò che emerge, descrivendo anche lo svolgimento dei fatti, può aiutare molto a capire quanto la realtà a volte sia in gran parte distorta dai pregiudizi e dalle apparenze ingannevoli. Occorre lasciar sedimentare ciò che si è scritto. Rileggere dopo qualche tempo, che può andare da alcune ore a giorni o mesi, aiuta a vedere le cose come sono e dunque a capire dove si trova il problema.