I miei articoli

Viaggia con me

by 2 febbraio 2007

 

Viaggia con me per vedere i musei più originali

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i luoghi più inconsueti

 

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le opere d’arte contemporanea più propositive

 

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gli alberi monumentali più impressionanti

 

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con la mia casa-studio mobile

 

 

 

 

Conoscere gli animali

by 2 febbraio 2007

 

Ascolta il racconto qui sotto, cliccando sul titolo

 

Cactoblastis cactorum

 

Questo racconto divertente ma anche molto chiaro su quanto piccole cose che sembrano insignificanti possano provocare effetti giganteschi, si trova nel mio libro ANIMALI -favolose storie vere-.

Storie di animali, di fenomeni naturali, di alberi, di umanità si trovano nel mio libro Viaggiare come la luna- per conoscere chi e cosa fa il mondo migliore–  Leggi gli articoli nella sezione ANIMALI. Conoscerai aspetti affascinanti e istruttivi su di loro, che in moltissime cose ci assomigliano

 

susi (2)

la mia gatta Susi

 

leggi una mia storia ogni giorno e trovera molti buoni motivi per sentirti meglio, dunque per agire meglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

imparare dagli alberi

by 2 febbraio 2007

 

Conoscere le qualità degli alberi e di tutta la natura, apre ampie prospettive sulla vita, facendo apparire possibilità che altrimenti sono invisibili.

Leggi I MIEI LIBRI, gli articoli che trovi su questo sito alla sezione PIANTE e ALBERI MONUMENTALI, ma anche le  SOLUZIONI NATURALI e troverai argomenti interessanti e utili, che ti aiuteranno anche a vivere in armonia con l’ambiente.

Nella pagina ATTIVITA’ DIVERSE troverai varie possibilità su misura.

Gli alberi sono fra gli esseri viventi più antichi e longevi della terra. Sono anche fra i più autonomi e con maggiori relazioni con forme di vita diverse. Sanno creare le condizioni adatte affinché ciò di cui hanno bisogno avvenga senza forzature né sfruttamento. Potremmo imparare a fare la stessa cosa e saremmo tutti più soddisfatti.

 

 

 

La salute del territorio e dei suoi abitanti, realizzata dagli alberi

by 2 febbraio 2007

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La discrezione con cui lavorano gli alberi, sommata alla scarsa cultura in ciò che li riguarda, rende invisibile il lavoro importante che fanno di loro gli esseri viventi dall‘effetto complessivo maggiormente benefico per la terra e tutti i suoi abitanti. Eppure, cominciando dalla salute, nei luoghi dove ci sono alberi a sufficienza da risanare almeno in parte l’aria dai gas tossici e dalle polveri sottili, le malattie respiratorie sono senz’altro ridotte. La serenità di spirito, poi,  aumenta quando ci si trova in un ambiente piacevole per gli occhi, oltre che per i polmoni. La produzione di ossigeno e l’assorbimento di anidride carbonica responsabile del riscadamento globale sono funzioni importanti che avvengono già solo per la presenza di alberi.

Dove ci sono alberi, in estate la temperatura scende di alcuni gradi. Basta sentire la differenza quando dalla città si va verso la campagna. Averne a ragionevole vicinanza dalle case e dai negozi, nei parcheggi e davanti ai capannoni industriali, riduce il bisogno di ricorrere al condizionamento d’aria, oltre ad essere un altro vantaggio sanitario ed estetico. Il consumo di energia e l’inquinamento, grazie a questo diminuisce. Naturalmente occorre piantare gli alberi giusti, più che mai dove ci sono pendii ed argini di corsi d’acqua.

Alberi ed arbusti dalle profonde radici a fittone e fascicolate trattengono il terreno meglio e con minor spesa di qualsiasi opera ingegneristica, senza contare il ben migliore effetto estetico. Anche le spese dovute ai danni per gli allagamenti e gli smottamenti possono essere ridotte dagli alberi, che con le foglie evitano che la pioggia colpisca violentemente la terra, facendola scivolare via ed erodendo i pendii. Se ci sono alberi, i terreni in pendenza rimangono saldi e quindi si riducono le frane, che tanto spesso causano tragedie. Inoltre, lungo le gallerie scavate dalle radici, le piogge penetrano in profondità ed alimentano le falde freaticheSalici, ontani e pioppi, piante tipiche delle zone umide, oltre a depurare le acque inquinate, asciugano e rassodano il suolo. Lungo i fiumi e i torrenti, gli alberi mantengono compatti gli argini e rallentano la corsa dell’acqua, che quando scorre in grande quantità ha una forza tale da travolgere e distruggere ogni cosa. I danni delle alluvioni si possono ridurre in modo significativo grazie a loro.

 

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Il clima diventato più estremo, con piogge violente e lunghe siccità, ha un grande bisogno degli alberi per mantenere l’umidità del terreno per fargli meglio assorbire le piogge torrenziali ed evitare che l’acqua scorra via, intasando le fogne e facendo debordare i fiumi. Contrastano al tempo stesso la siccità, evitando la desertificazione che sta avvenendo anche in certe zone d’Italia. Infatti, oltre a pompare continuamente acqua dalla profondità e favorire le piogge, gli alberi che fanno ombra al terreno, lo mantengono in buone condizioni perché si auto-regoli mentre ospita insetti e lombrichi, funghi e animali che ne favoriscono la fertilità, rendendolo meno bisognoso di interventi di irrigazione e altre lavorazioni.

Gli alberi riducono la forza del vento e la sua capacità di asciugare il terreno. Anche quando sono spogli in inverno, la gran quantità di rami e di tronchi di molti alberi riduce i venti freddi, mentre nelle altre stagioni ne rallenta la corsa. Occorre però sempre piantare in modo corretto ed evitare i tagli scriteriati che invece imperversano continuamente, indebolendo le loro capacità.

 

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Il valore commestibile e medicinale di frutti, fiori e foglie è quasi del tutto dimenticato tranne per le specie più note, mentre si potrebbe ridurre la fame nel mondo, favorendo la presenza degli alberi di questo genere, oltre a quelli che frenano l’avanzata del deserto, causa prima di mancanza d’acqua e di cibo. Purtroppo, chi si occupa di urbanistica, di architettura e anche di ecologia, così come chi prende decisioni importanti per i territori, raramente conosce le qualità degli alberi, col risultato di sprecare enormi possibilità. Invece di favorire la loro presenza, lascia che vengano danneggiati in continuazione, partendo dalle scriteriate potature fatte come se gli alberi fossero oggetti o comunque presenze pericolose e fastidiose da relegare nei parchi. Si guarda solo alla minor spesa immediata, ignorando l’enorme spesa che ne sarà la conseguenza.

E’ proprio nei luoghi dove si genera l’inquinamento ed il consumo energetico che vanno piantati. L’ossigeno e la bellezza dei boschi non riesce a risolvere i problemi delle città. Sempre che i boschi ci siano. Imparare a conoscere gli alberi dà un’importante carta in mano a ciascuno di noi, perché direttamente o indirettamente, tutti possiamo fare qualcosa per loro, dunque per noi. Anche chi non ha neppure un balcone o un giardino, può agire diffondendo la cultura della natura, per creare un ambiente favorevole a decisioni più assennate da parte di chi interviene sul territorio. E se anche non fossimo interessati a tutti i motivi citati più sopra, il notevole risparmio energetico e una maggiore bellezza del nostro Paese dovrebbe interessarci.

ALCUNI DATI IMPORTANTI

Un faggio centenario ha 7.000 m. quadri di superficie fogliare.

In un’ora assorbe 2,5 kg di anidride carbonica e rilascia 1,5 kg di ossigeno, indispensabile alla nostra respirazione.

In un giorno, immette nell’atmosfera 400 l. di acqua e con l’evaporazione, l’ombreggiamento e la riflessione fogliare riduce la temperatura di alcuni gradi sotto la sua chioma. Come minimo 2.

Un ettaro di bosco, in un anno fissa 50 t. di polveri, contro le 5t. di un prato

Articoli correlati: alberi che impediscono le frane   alberi che frenano il deserto   alberi frangivento

acqua: mantenerla e farla tornare per mezzo degli alberi  

potare gli alberi

case di terra e tetti d’erba       parcheggi verdi

 

POTARE GLI ALBERI

by 2 febbraio 2007
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illustrazione n. 1 – i due disegni sulla sinistra mostrano procedimenti sbagliati, mentre sulla destra ci sono quelli corretti

 

 

Gli alberi hanno un loro modo di equilibrarsi e spesso non c’è bisogno di potature. Se sono fatte nei punti sbagliati, i nuovi rami crescono numerosi ma deboli e costringono a sempre nuovi interventi. I tagli vanno fatti quando sono davvero necessari e valutati di caso in caso a seconda del tipo di albero, della situazione, della stagione, del tempo. Sono esseri viventi sensibili, non oggetti. Il fatto che il loro legno sia usato come materiale, ha purtroppo distorto la mentalità, finendo col far considerare loro stessi alla stregua di cose inanimate. Invece percepiscono sensazioni, soffrono, si ammalano. Sono creature formate 345 milioni di anni fa e per questo sono molto diversi da noi che, volendo largheggiare, abbiamo solo 4 milioni di anni.

La potatura si deve fare quando l’albero è a riposo, verso fine inverno, quando il rischio di gelate è più leggero. Un grande freddo su un albero ferito fa ancora più danni. La deve fare chi si è specializzato con corsi appositi. I criteri per riconoscere la competenza dell’operatore sono:

– anzitutto che disinfetti sempre gli strumenti, per non trasmettere malattie,

– che la lama dei suoi strumenti da taglio sia sempre ben affilata, altrimenti provoca strappi che moltiplicano il fischio di malattie,

– che faccia i tagli all’ascella dei rami e dei tronchi e non nel mezzo. Inoltre devono essere sempre obliqui, per far defluire bene l’acqua piovana, in modo che non penetri nelle ferite, facendole marcire.

– che tagli solo rami piccoli, lasciando intatta la struttura della chioma, anche se ridotta. Un buon lavoro deve lasciare ‘impressione della naturalezza.

I tagli che si vedono eseguiti come nell’illustrazione n. 1 sulla sinistra, creano molte grandi ferite da cui passano parassiti e malattie, deformano la struttura dell’albero, fanno crescere rami in concorrenza e polloni dappertutto, in particolare se sono tigli.

Fatti come nell’illustrazione 1 a destra, asportando con un taglio raso solo i rami che possono ostacolare. riduce le ferite, lascia all’albero l’equilibrio di cui ha bisogno e sufficienti foglie per respirare, nutrirsi ed irrobustirsi. Obbligarlo al grande sforzo di rifare troppi rami e foglie lo indebolisce e lo fa ammalare. Per ridurre le chiome bisogna tagliare solo rami relativamente piccoli e sotto il punto da cui ne parte un altro.

 

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foto da quilivorno.it

 

Si vedono spesso alberi mutilati come nella foto qui sopra. In questo modo, in cima ai rami usciranno in cerchio molti rametti deboli, oltre che esteticamente bruttissimi. Il taglio va fatto vicino al punto in cui parte un ramo secondario che si intende lasciare. Una potatura ben fatta deve mantenere intatta la struttura della chioma e non lasciare solo qualche moncone. L’albero reagisce in modo diverso a seconda dei punti in cui si agisce.

Evitare assolutamente monconi o rami tagliati lontani dall’ascella o strappi, che non cicatrizzano oppure lo fanno male, perché oltre ad infettarsi possono nascere molti rami in concorrenza fra loro e deboli. Per contenere la crescita, dopo aver capito quali sono i rami principali, tagliare all’ascella quelli secondari, che poi non dovranno essere cimati.

Dopo aver disinfettato la sega, tagliare con nettezza, senza slabbrature (con la lama ben affilata), vicino al colletto dove ci sono barriere naturali di difesa, in modo da dare all’albero le migliori possibilità di ripresa.

RADICI Così come non dobbiamo ferirli nella parte fuori terra, è necessaria grande attenzione anche per le radici. A parte quelle legnose, che servono da sostegno e da conduzione, possiedono metri di sottili filamenti che sono il loro sistema nervoso e cervello diffuso, oltre che mezzo di assorbimento dell’acqua e dei minerali.

Coprire con troppo materiale le radici, calpestare troppo il terreno, scavare senza riguardo, sono tutte cose che le danneggiano e fanno ammalare gli alberi, indeboliscono e fanno cariare i rami, così che poi si spezzano.

I grandi alberi possono essere potati dai treeclimbers, specialisti che si arrampicano sugli alberi e, assicurandosi con le funi, compiono il lavoro senza danni.

IMPORTANTE: molte volte chi taglia l’erba sotto gli alberi lo fa col decespugliatore, avvicinandosi troppo al fusto. In questo modo toglie la corteccia al colletto, che equivale per noi a spellarci profondamente. Fare bene attenzione a non togliere mai la corteccia, che protegge l’albero da infezioni, parassiti, freddo e caldo.

 Questo articolo è solo un accenno ai punti fondamentali che ogni cittadino dovrebbe conoscere. Per imparare occorre fare un corso o almeno studiarsi un manuale.