I miei articoli

imparare dagli alberi

by 2 febbraio 2007

 

Conoscere le qualità degli alberi e di tutta la natura, apre ampie prospettive sulla vita, facendo apparire possibilità che altrimenti sono invisibili.

Leggi I MIEI LIBRI, gli articoli che trovi su questo sito alla sezione PIANTE e ALBERI MONUMENTALI, ma anche le  SOLUZIONI NATURALI e troverai argomenti interessanti e utili, che ti aiuteranno anche a vivere in armonia con l’ambiente.

Nella pagina ATTIVITA’ DIVERSE troverai varie possibilità su misura.

Gli alberi sono fra gli esseri viventi più antichi e longevi della terra. Sono anche fra i più autonomi e con maggiori relazioni con forme di vita diverse. Sanno creare le condizioni adatte affinché ciò di cui hanno bisogno avvenga senza forzature né sfruttamento. Potremmo imparare a fare la stessa cosa e saremmo tutti più soddisfatti.

 

 

 

La salute del territorio e dei suoi abitanti, realizzata dagli alberi

by 2 febbraio 2007

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La discrezione con cui lavorano gli alberi, sommata alla scarsa cultura in ciò che li riguarda, rende invisibile il lavoro importante che fanno di loro gli esseri viventi dall‘effetto complessivo maggiormente benefico per la terra e tutti i suoi abitanti. Eppure, cominciando dalla salute, nei luoghi dove ci sono alberi a sufficienza da risanare almeno in parte l’aria dai gas tossici e dalle polveri sottili, le malattie respiratorie sono senz’altro ridotte. La serenità di spirito, poi,  aumenta quando ci si trova in un ambiente piacevole per gli occhi, oltre che per i polmoni. La produzione di ossigeno e l’assorbimento di anidride carbonica responsabile del riscadamento globale sono funzioni importanti che avvengono già solo per la presenza di alberi.

Dove ci sono alberi, in estate la temperatura scende di alcuni gradi. Basta sentire la differenza quando dalla città si va verso la campagna. Averne a ragionevole vicinanza dalle case e dai negozi, nei parcheggi e davanti ai capannoni industriali, riduce il bisogno di ricorrere al condizionamento d’aria, oltre ad essere un altro vantaggio sanitario ed estetico. Il consumo di energia e l’inquinamento, grazie a questo diminuisce. Naturalmente occorre piantare gli alberi giusti, più che mai dove ci sono pendii ed argini di corsi d’acqua.

Alberi ed arbusti dalle profonde radici a fittone e fascicolate trattengono il terreno meglio e con minor spesa di qualsiasi opera ingegneristica, senza contare il ben migliore effetto estetico. Anche le spese dovute ai danni per gli allagamenti e gli smottamenti possono essere ridotte dagli alberi, che con le foglie evitano che la pioggia colpisca violentemente la terra, facendola scivolare via ed erodendo i pendii. Se ci sono alberi, i terreni in pendenza rimangono saldi e quindi si riducono le frane, che tanto spesso causano tragedie. Inoltre, lungo le gallerie scavate dalle radici, le piogge penetrano in profondità ed alimentano le falde freaticheSalici, ontani e pioppi, piante tipiche delle zone umide, oltre a depurare le acque inquinate, asciugano e rassodano il suolo. Lungo i fiumi e i torrenti, gli alberi mantengono compatti gli argini e rallentano la corsa dell’acqua, che quando scorre in grande quantità ha una forza tale da travolgere e distruggere ogni cosa. I danni delle alluvioni si possono ridurre in modo significativo grazie a loro.

 

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Il clima diventato più estremo, con piogge violente e lunghe siccità, ha un grande bisogno degli alberi per mantenere l’umidità del terreno per fargli meglio assorbire le piogge torrenziali ed evitare che l’acqua scorra via, intasando le fogne e facendo debordare i fiumi. Contrastano al tempo stesso la siccità, evitando la desertificazione che sta avvenendo anche in certe zone d’Italia. Infatti, oltre a pompare continuamente acqua dalla profondità e favorire le piogge, gli alberi che fanno ombra al terreno, lo mantengono in buone condizioni perché si auto-regoli mentre ospita insetti e lombrichi, funghi e animali che ne favoriscono la fertilità, rendendolo meno bisognoso di interventi di irrigazione e altre lavorazioni.

Gli alberi riducono la forza del vento e la sua capacità di asciugare il terreno. Anche quando sono spogli in inverno, la gran quantità di rami e di tronchi di molti alberi riduce i venti freddi, mentre nelle altre stagioni ne rallenta la corsa. Occorre però sempre piantare in modo corretto ed evitare i tagli scriteriati che invece imperversano continuamente, indebolendo le loro capacità.

 

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Il valore commestibile e medicinale di frutti, fiori e foglie è quasi del tutto dimenticato tranne per le specie più note, mentre si potrebbe ridurre la fame nel mondo, favorendo la presenza degli alberi di questo genere, oltre a quelli che frenano l’avanzata del deserto, causa prima di mancanza d’acqua e di cibo. Purtroppo, chi si occupa di urbanistica, di architettura e anche di ecologia, così come chi prende decisioni importanti per i territori, raramente conosce le qualità degli alberi, col risultato di sprecare enormi possibilità. Invece di favorire la loro presenza, lascia che vengano danneggiati in continuazione, partendo dalle scriteriate potature fatte come se gli alberi fossero oggetti o comunque presenze pericolose e fastidiose da relegare nei parchi. Si guarda solo alla minor spesa immediata, ignorando l’enorme spesa che ne sarà la conseguenza.

E’ proprio nei luoghi dove si genera l’inquinamento ed il consumo energetico che vanno piantati. L’ossigeno e la bellezza dei boschi non riesce a risolvere i problemi delle città. Sempre che i boschi ci siano. Imparare a conoscere gli alberi dà un’importante carta in mano a ciascuno di noi, perché direttamente o indirettamente, tutti possiamo fare qualcosa per loro, dunque per noi. Anche chi non ha neppure un balcone o un giardino, può agire diffondendo la cultura della natura, per creare un ambiente favorevole a decisioni più assennate da parte di chi interviene sul territorio. E se anche non fossimo interessati a tutti i motivi citati più sopra, il notevole risparmio energetico e una maggiore bellezza del nostro Paese dovrebbe interessarci.

ALCUNI DATI IMPORTANTI

Un faggio centenario ha 7.000 m. quadri di superficie fogliare.

In un’ora assorbe 2,5 kg di anidride carbonica e rilascia 1,5 kg di ossigeno, indispensabile alla nostra respirazione.

In un giorno, immette nell’atmosfera 400 l. di acqua e con l’evaporazione, l’ombreggiamento e la riflessione fogliare riduce la temperatura di alcuni gradi sotto la sua chioma. Come minimo 2.

Un ettaro di bosco, in un anno fissa 50 t. di polveri, contro le 5t. di un prato

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acqua: mantenerla e farla tornare per mezzo degli alberi  

potare gli alberi

case di terra e tetti d’erba       parcheggi verdi

 

POTARE GLI ALBERI

by 2 febbraio 2007
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illustrazione n. 1 – i due disegni sulla sinistra mostrano procedimenti sbagliati, mentre sulla destra ci sono quelli corretti

 

 

Gli alberi hanno un loro modo di equilibrarsi e spesso non c’è bisogno di potature. Se sono fatte nei punti sbagliati, i nuovi rami crescono numerosi ma deboli e costringono a sempre nuovi interventi. I tagli vanno fatti quando sono davvero necessari e valutati di caso in caso a seconda del tipo di albero, della situazione, della stagione, del tempo. Sono esseri viventi sensibili, non oggetti. Il fatto che il loro legno sia usato come materiale, ha purtroppo distorto la mentalità, finendo col far considerare loro stessi alla stregua di cose inanimate. Invece percepiscono sensazioni, soffrono, si ammalano. Sono creature formate 345 milioni di anni fa e per questo sono molto diversi da noi che, volendo largheggiare, abbiamo solo 4 milioni di anni.

La potatura si deve fare quando l’albero è a riposo, verso fine inverno, quando il rischio di gelate è più leggero. Un grande freddo su un albero ferito fa ancora più danni. La deve fare chi si è specializzato con corsi appositi. I criteri per riconoscere la competenza dell’operatore sono:

– anzitutto che disinfetti sempre gli strumenti, per non trasmettere malattie,

– che la lama dei suoi strumenti da taglio sia sempre ben affilata, altrimenti provoca strappi che moltiplicano il fischio di malattie,

– che faccia i tagli all’ascella dei rami e dei tronchi e non nel mezzo. Inoltre devono essere sempre obliqui, per far defluire bene l’acqua piovana, in modo che non penetri nelle ferite, facendole marcire.

– che tagli solo rami piccoli, lasciando intatta la struttura della chioma, anche se ridotta. Un buon lavoro deve lasciare ‘impressione della naturalezza.

I tagli che si vedono eseguiti come nell’illustrazione n. 1 sulla sinistra, creano molte grandi ferite da cui passano parassiti e malattie, deformano la struttura dell’albero, fanno crescere rami in concorrenza e polloni dappertutto, in particolare se sono tigli.

Fatti come nell’illustrazione 1 a destra, asportando con un taglio raso solo i rami che possono ostacolare. riduce le ferite, lascia all’albero l’equilibrio di cui ha bisogno e sufficienti foglie per respirare, nutrirsi ed irrobustirsi. Obbligarlo al grande sforzo di rifare troppi rami e foglie lo indebolisce e lo fa ammalare. Per ridurre le chiome bisogna tagliare solo rami relativamente piccoli e sotto il punto da cui ne parte un altro.

 

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foto da quilivorno.it

 

Si vedono spesso alberi mutilati come nella foto qui sopra. In questo modo, in cima ai rami usciranno in cerchio molti rametti deboli, oltre che esteticamente bruttissimi. Il taglio va fatto vicino al punto in cui parte un ramo secondario che si intende lasciare. Una potatura ben fatta deve mantenere intatta la struttura della chioma e non lasciare solo qualche moncone. L’albero reagisce in modo diverso a seconda dei punti in cui si agisce.

Evitare assolutamente monconi o rami tagliati lontani dall’ascella o strappi, che non cicatrizzano oppure lo fanno male, perché oltre ad infettarsi possono nascere molti rami in concorrenza fra loro e deboli. Per contenere la crescita, dopo aver capito quali sono i rami principali, tagliare all’ascella quelli secondari, che poi non dovranno essere cimati.

Dopo aver disinfettato la sega, tagliare con nettezza, senza slabbrature (con la lama ben affilata), vicino al colletto dove ci sono barriere naturali di difesa, in modo da dare all’albero le migliori possibilità di ripresa.

RADICI Così come non dobbiamo ferirli nella parte fuori terra, è necessaria grande attenzione anche per le radici. A parte quelle legnose, che servono da sostegno e da conduzione, possiedono metri di sottili filamenti che sono il loro sistema nervoso e cervello diffuso, oltre che mezzo di assorbimento dell’acqua e dei minerali.

Coprire con troppo materiale le radici, calpestare troppo il terreno, scavare senza riguardo, sono tutte cose che le danneggiano e fanno ammalare gli alberi, indeboliscono e fanno cariare i rami, così che poi si spezzano.

I grandi alberi possono essere potati dai treeclimbers, specialisti che si arrampicano sugli alberi e, assicurandosi con le funi, compiono il lavoro senza danni.

IMPORTANTE: molte volte chi taglia l’erba sotto gli alberi lo fa col decespugliatore, avvicinandosi troppo al fusto. In questo modo toglie la corteccia al colletto, che equivale per noi a spellarci profondamente. Fare bene attenzione a non togliere mai la corteccia, che protegge l’albero da infezioni, parassiti, freddo e caldo.

 Questo articolo è solo un accenno ai punti fondamentali che ogni cittadino dovrebbe conoscere. Per imparare occorre fare un corso o almeno studiarsi un manuale.

 

 

 

Intelligenza vegetale

by 2 febbraio 2007
abete  pendulo

abete pendulo

 

 

ECCO COME HANNO PRESO IMPULSO LE PRIME RICERCHE

 

Il giornalista americano Peter Tompkins, uomo colto che faceva ricerche a proposito di storia e natura, da bambino era vissuto in Italia e vi era tornato durante l’ultima guerra mondiale, su incarico della CIA, per preparare la liberazione. Conosceva dunque il funzionamento della macchina della verità, usata per riconoscere attraverso le variazioni di pressione, del battito cardiaco, della respirazione di persone sospette, il loro stato emotivo nel rispondere a certe domande. Applicando gli elettrodi alle mani, le variazioni fisiologiche si trasmettono ad un diagramma che segnala con buona approssimazione se una persona mente o no.

Lo scienziato Cleve Baxter aveva provato a faro lo stesso alle foglie di piante d’appartamento, per vedere se sarebbe successo qualcosa. Gli era stato possibile, allora, notare che mostravano chiare reazioni a ciò che succedeva e a quello che lui faceva. E’ così che sono iniziati gli esperimenti che poi Tompkins con l’amico Christopher Bird, che si occupava di fenomeni scientifici anti-convenzionali hanno riportato in un libro. Era la scoperta che le piante percepiscono perfettamente ciò che succede intorno a loro e vi rispondono con efficacia, grazie ai colori e agli odori. Infatti, sono creature capaci di assorbire i gas attraverso le foglie, di scomporli e trasformarli in cibo con l’energia della luce, nella fotosintesi clorofilliana. Sanno egualmente produrre sostanze chimiche ed emetterle in forma gassosa per la stessa via. Il linguaggio degli odori è quello che viene usato con grande profitto anche dagli animali, che hanno un olfatto molto più efficiente del nostro, ma meno sensibile di quello delle piante, in grado di vedere e sentire con organi molto più raffinati. Dato che ogni emozione produce delle sostanze chimiche odorose, le piante si accorgono e sanno distinguere addirittura le nostre intenzioni. Sono loro stesse più efficaci delle macchine della verità.

Pubblicato anche in Italia nel 1973 col titolo LA VITA SEGRETA DELLE PIANTE, sono stati accusati di millanteria, nonostante già agli inizi del ‘900 uno scienziato indiano avesse cominciato a studiare il loro sistema nervoso ed altri studiosi lo abbiano fatto in seguito.

L’esistenza della loro sensibilità, comunque, è stata provata con i più vari e moderni metodi scientifici tanto che a Firenze e poi a Bonn sono stati fondati i primi centri di neuro-biologia vegetale. Il loro sistema nervoso ed il cervello sono diversi dai nostri. Infatti si trovano nelle parti terminali delle radici, mentre ramoscelli e foglie hanno moltissime funzioni e sensibilità.

Ancora oggi molti naturalisti, per non parlare della gente comune, ignorano queste importantissime qualità dei vegetali e continuano a considerarli degli oggetti di cui si può fare qualsiasi cosa. Ignorano il carattere e l’utilità assoluta dei vegetali, tutto quello che hanno sempre fatto e continuano a fare per il nostro benessere. Eppure conoscere la natura fa impallidire qualsiasi altro argomento e ci fa capire anche moltissime cose di noi stessi. E conoscere è il primo passo per amare.

 

 

SENSAZIONI VEGETALI

by 2 febbraio 2007

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Da parecchi anni già, il verbo vegetare non dovrebbe essere riferito a chi non è più in grado di provare sensazioni e di reagire, perché i vegetali lo sanno fare. Quando le prime piante si sono installate sulla terra, il suolo era instabile e per viverci sopra occorreva un sistema adeguato ad aggrapparsi saldamente. Per questo i primi alberi, comparsi circa 345 milioni di anni fa si sono ancorati con le radici.

La funzione meccanica è però solo una delle tante che svolgono. Infatti, le giovani radici sono sensibilissime per poter superare gli ostacoli, assorbire acqua e minerali, percepire dove questi si trovano, cercare soluzioni ottimali per la sopravvivenza. Sono al tempo stesso sistema nervoso e cervello delle piante, capaci di rispondere agli stimoli in modo adeguato e variato, quindi di apprendere. Man mano che invecchiano, le cellule morte si trasformano in legno che protegge e sostiene l’albero, ma sempre nuove cellule nascono e si estendono per chilometri, formando lunghi filamenti sottili come capelli. Dato che i vegetali si nutrono assorbendo le sostanze gassose dall’aria, trasformandole in linfa attraverso la fotosintesi, le loro capacità chimiche sono eccezionali.

I recettori delle foglie e delle parti giovani e permeabili assorbono e decodificano la composizione delle sostanze che si trovano nell’aria, nell’acqua e sotto terra, comprendendone la provenienza e la funzione. Ad esempio, se sentono nell’aria delle sostanze che contengono tannini o altro, provenire da altre piante, di volta in volta potranno capire che un parassita è all’opera o un erbivoro sta mangiando troppe foglie. Allora, pur essendo ancora integre,  iniziano a produrre la stessa sostanza, avvertendo le vicine.

In questo modo si è verificato che le acacie della savana, che pur hanno lunghe spine, quando sono troppo brucate dalle giraffe dalle lingue prensili e durissime, producono dei tannini per rendersi sgradevoli ed indigeste. Le compagne, avvertite, fanno la stessa cosa. Però, le giraffe che conoscono questo sistema si spostano nella direzione opposta a quella in cui soffia il vento, in modo da approfittare della comunicazione imperfetta più che possono. Addirittura, la pianta del tabacco riesce ad attirare con particolari sostanze odorose  i predatori di certi suoi parassiti, per farsene liberare.

Da qualche anno, nei migliori vigneti toscani si ascolta musica classica, a vantaggio delle viti che producono uva migliore. Infatti i suoni producono vibrazioni gradite alle piante che, come gli animali, apprezzano i suoni armoniosi e sono disturbati da quelli stridenti.

Una prova visibile della sensibilità vegetale la danno proprio le viti, ma anche le piante di fagiolo, coi loro viticci. Quando sentono un appiglio raggiungibile, cominciano a dondolarsi per poi slanciarsi verso di lui ed aggrapparsi. In laboratorio, quando le si mettono vicino a qualcosa che non offre appigli, come una lastra di vetro, dopo alcuni tentativi falliti, desistono. Se si mette un sostegno valido, cercano subito di aggrapparsi e, se lo si sposta, lo seguono.

Per chi ha sempre osservato gli alberi non è stata una sorpresa scoprire la straordinaria comunicazione fra le piante, perché la loro sensibilità è evidente. Naturalmente occorre osservare un anno dopo l’altro, in tutte le stagioni ed in varie situazioni per scoprire la raffinatezza e la lungimiranza del popolo vegetale. Infatti, le piante sanno ottenere ciò di cui hanno bisogno, creando le condizioni ideali affinché questo avvenga spontaneamente e con vantaggio per tutti. Basta vedere il rapporto che hanno instaurato con gli insetti e gli uccelli. Gli alberi, in particolare, sono quelli fra i viventi che provvedono largamente a tutti gli altri, contrariamente a quanto fanno molti animali e, soprattutto, gli uomini. E’ vero che lo fanno per sopravvivere, ma c’è modo e modo e le piante usano quello più delicato.