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Il calendario celtico degli alberi

by in Arte e cultura, Piante
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platano di Pergo (AR)

 

I celti, la cui cultura ha avuto la sua massima espansione tra il IV e il III secolo a.C, vivevano nella zona della Boemia, della Baviera, della Bretagna, del Nord dell’Italia, nella Spagna e nell’Anatolia. Avevano per gli alberi una venerazione tale da identificarsi con loro e da collocarli nel calendario come simboli del rinnovarsi del tempo ogni anno con le stagioni. I momenti culminanti degli equinozi di primavera e d’autunno, quando il giorno e la notte hanno uguale durata, o dei solstizi d’inverno e d’estate, quando il giorno è il più corto o il più lungo dell’anno, avevano un albero tutto per sé a rappresentarli. Negli altri periodi erano raggruppati più giorni sotto il patrocinio di uno stesso albero, che li rappresentava in stagioni opposte, come per esempio il tiglio, collocato dall’11 al 20 Marzo e di nuovo dal 13 al 22 Settembre. Questa che può sembrare una contraddizione, stava probabilmente a significare quanto i periodi, gli esseri viventi o i fenomeni naturali di quel tratto siano uno il polo opposto dell’altro, indispensabile all’esistenza di entrambi. Così come la notte è benefica quando succede al giorno ma cesserebbe di esserlo se dominasse le 24 ore. Inoltre, gli alberi sono signori dell’aria quanto del sottosuolo, dove le loro radici interagiscono con i batteri, i funghi, i piccoli animali, i fenomeni naturali, col risultato di produrre grandi effetti sull’intero ambiente. A ragione erano considerati sacri e per i Celti, la quercia era la più rispettata, mentre per i germani lo era il tiglio, per gli scandinavi la betulla, per i mediterranei l’olivo.

 

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roverella delle Marmore

 

Pare che questo calendario sia solo un’invenzione poetica recente. Possiamo utilizzarla per avvicinarci meglio alle qualità degli alberi, che è la cosa di cui c’è vera necessità, per favorirli nel loro importante lavoro a favore di tutti, invece di danneggiarli come troppo spesso avviene.

22 alberi comuni in Europa erano e sono ancora frassino, abete, acero, betulla, carpino, castagno, bagolaro, cipresso, corniolo, faggio, melo, nocciolo, fico, noce, olmo, pino, pioppo, quercia, salice, tiglio, tasso, olivo. I quattro considerati come cardini nel presunto calendario erano la quercia, la betulla, l’olivo e il faggio. Le persone nate nei giorni sotto gli auspici di ciascun albero, pare che ne ereditino un poco le qualità. Ecco a quali giorni dell’anno corrispondevano:

2 gennaio – 11 gennaio ABETE        12 gennaio – 24 gennaio OLMO      25 gennaio – 3 febbraio CIPRESSO

4 febbraio – 8 febbraio PIOPPO      9 febbraio – 18 febbraio BAGOLARO       19 febbraio 28/29 febbraio PINO

1° marzo – 10 marzo SALICE       11 marzo – 20 marzo TIGLIO      21 marzo QUERCIA       22 marzo – 31 marzo NOCCIOLO

1° aprile – 10 aprile CORNIOLO       11 aprile – 20 aprile ACERO        21 aprile – 30 aprile NOCE

1° maggio – 14 maggio PIOPPO        15 maggio – 24 maggio CASTAGNO       25 maggio – 3 giugno FRASSINO

4 giugno – 13 giugno CARPINO        14 giugno – 23 giugno FICO         24 giugno BETULLA        25 giugno – 4 luglio MELO

5 luglio – 14 luglio ABETE          15 luglio – 25 luglio OLMO       26 luglio – 4 agosto CIPRESSO

5 agosto – 13 agosto PIOPPO        14 agosto – 23 agosto BAGOLARO     24 agosto – 2 settembre PINO

3 settembre – 12 settembre SALICE       13 settembre – 22 settembre TIGLIO       23 settembre ULIVO

24 settembre – 3 ottobre NOCCIOLO        4 ottobre – 13 ottobre CORNIOLO        14 ottobre – 23 ottobre ACERO

24 ottobre – 2 novembre NOCE        3 novembre – 11 novembre TASSO      12 novembre – 21 novembre CASTAGNO      22 novembre – 1° dicembre FRASSINO     

2 dicembre – 11 dicembre CARPINO     12 dicembre – 21 dicembre FICO     22 dicembre FAGGIO      23 dicembre – 1° gennaio MELO

 

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