funzionare                                                                                                                             performance

 

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I MIEI LIBRI

 

DA META' APRILE IL NUOVO LIBRO

 

Acqua, aria, terra e fuoco possono apparire umili elementi, se li si vede solo nella veste più consueta, che utilizziamo senza pensarci. Basta dedicarvi maggiore attenzione per accorgersi, invece, di qualità che in passato sarebbero sembrate soprannaturali. Sotto la loro azione il mondo si trasforma incessantemente, creando sostanze e fenomeni che possono soddisfare ogni immaginazione. Conoscerli almeno un poco permette anche di utilizzarli meglio, con minor danno per l'ambiente.

 

Ecco un estratto dal libro:

SORGENTI DALLA NEBBIA

Ci sono montagne da cui non sgorgano sorgenti, dove non scorre neppure un torrentello e dove anche la pioggia arriva ben di rado. Ogni giorno, però, sono coperte da una fitta nebbia che parte dal mare come vento umido, ma quando raggiunge i  pendii, col freddo si appesantisce, rallenta e perde la forza per andare oltre. L'acqua che la inzuppa, in minutissime particelle, riesce a rapprendersi solo se trova almeno un pulviscolo, qualche filo d'erba, qualche pianta a cui aderire per riunirsi in gocce, prima che il sole diventi abbastanza caldo da farla risalire, di nuovo invisibile, verso il cielo.

Su alcune di quelle montagne ci sono alberi, che con la chioma offrono alla nebbia una superficie tanto vasta su cui adagiarsi,  da raccogliere acqua a sufficienza per le loro necessità. Le foglie piene di ondulazioni e nervature sono l'ideale perché l'umidità possa formare gocce, scivolare lungo le punte e precipitare al suolo. Litri e litri del prezioso liquido penetrano nel terreno e sciolgono i minerali utili alle piante e agli animali, poi una parte risale attraverso le radici fino alle foglie, che se ne servono per farne linfa, con le sostanze catturate dall'aria e dalla terra.

Sopra certe alture, quasi duemila anni fa, gli uomini che avevano osservato gli alberi e le rocce catturare l'acqua dall'aria umida, li hanno imitati per poter rifornire i loro villaggi a valle. Hanno impilato alti mucchi di pietre calcaree, tanto accidentate che il velo con cui la nebbia le rivestiva, si rompeva facilmente in gocce,  colava a terra e si infilava in tubature fino alle fontane vicino alle case. Uno dei villaggi bizantini diventato per questo città, era Teodosia.

Nel deserto della Namibia, la nebbia arriva ogni notte, col vento marino raffreddato dalla corrente del Benguela, nell'incontro con l'aria calda desertica. E' lì che vive il coleottero della nebbia, che la condensa su di sé e incanala le gocce verso la bocca, lungo il corpo ruvido e inclinato. Anche la welvitschia, unico e stranissimo albero nano del deserto, con le sue due sole foglie ottiene abbastanza umidità da vivere duemila anni.

L'acqua, adesso, gli uomini la raccolgono con le reti di plastica tese in verticale nella nebbia, che si attacca alle maglie, si raccoglie in gocce, scivola nelle grondaie e scende nei tubi, per rifornire certi paesi del Perù o del Cile. Il raccolto delle nuvole, lo chiamano loro.

 

 150 pagine in formato 15 x 21 /su carta riciclata) al prezzo di 15 euro con bonifico bancario. Facendolo via internet o dallo sportello bancomat è rapido e costa solo 50 centesimi

RICHIEDETEMELO DIRETTAMENTE VIA MAIL annacassarino2002@yahoo.fr

 

 

 

PRIMA RISTAMPA E NUOVA GRAFICA DI:

 

 

Dopo ALBERI DELLA CIVILTA' e ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA (presentati più sotto), VIAGGIARE COME LA LUNA  presenta in modo inedito le regioni d'Italia ed i Paesi (Madagascar, Cuba, Mali e Senegal) visitati per costruire il progetto culturale A SCUOLA DAGLI ALBERI. Luoghi, fenomeni naturali, tecniche antiche di costruzione o di cura (adesso all'avanguardia), particolarità che riguardano alberi, animali e persone, attraverso brevi racconti fanno conoscere il realismo magico del mondo.

Con le mie narrazioni volevo e voglio avvicinare le persone a ciò che le può far sentire come parte di un insieme affascinante in cui ciascuno ha una parte di rilievo, quando prende responsabilità di sé.

Dedico il libro all'Italia, nel suo centocinquantesimo anniversario dall'unità, perché leggendolo ci si accorga che patrimonio di tutti, al di là di ogni origine e preferenza, è la natura. Difendere il nostro territorio e quello del mondo intero, si può fare oggi con i mezzi pacifici e fortemente terapeutici, che derivano dal prendersene cura con competenza ed amore.

 

Ecco qui sotto un "raccontarticolo" del libro:

 

LE TERMITI E LE CASE DI TERRA

Lungo la strada della Casamance che porta verso Enampor, gruppetti di palme circondano grandi termitai e li proteggono con l’ombra. Guglie di terra alte fino a sei metri si alzano da una base larga, come un’eruzione del suolo ardente. Sono dure come pietra ed esternamente deserte. Le termiti non escono mai alla luce; vivono nel buio dove scavano e costruiscono lunghissime gallerie per arrivare al cibo, cementando ogni granello di sabbia con le feci collose, riparandone i guasti dopo aver umettato i raccordi con la saliva. Ampie stanze, lunghi corridoi, alti camini, minuscole aperture fanno circolare l’aria perché si rinnovi e mantenga costante la temperatura all’interno, dove migliaia o milioni di creature senza occhi, si riconoscono al tatto e all’odore.

Popolano la terra fin dagli inizi, prima delle formiche, avversarie ben fornite di difese che loro non hanno. E’ da allora che si sono ritirate nei castelli presidiati da soldati, che ne vigilano ogni apertura e la ostruiscono con l’arma che è l’enorme testa cornuta. Non mancheranno mai di cibo, loro che si nutrono di tutto ciò che è vegetale, consumandolo dall’interno, per non esporsi mai alla luce. Una galleria sottile quanto un dito le porta alla base di alberi, che masticano voracemente fino quasi alla corteccia, svuotandolo per intero senza che niente lo lasci sospettare. Solo quando crolla come un abito sospeso nell’aria ci si accorge della loro opera nefasta. Sedie, tavoli, porte e travi si afflosciano d’un tratto dopo il loro passaggio, se appena li si tocca. Degli abiti restano solo i bottoni, dei carri rimangono le parti di ferro. Così è successo a volte.

Qui sembra che non ne abbiano bisogno e la gente vive tranquilla accanto a loro, in case che debbono la tecnica anche a quegli insetti. Come loro, gli uomini le hanno sempre costruite lavorando in gruppo, mescolando terra e paglia con acqua e sterco bovino, ricco della cellulosa che dà sostegno ai vegetali.

Ad Enampor c’è una casa circolare ad impluvio con un cortile interno, dove una vasca raccoglie l’acqua piovana scesa dal tetto rivestito di paglia, con le travi in legno di palma borasso e mangrovia, che resistono alle termiti. Accoglie varie famiglie, ed era stata costruita quando le guerre si combattevano con lance e frecce. A M’lomp ci sono case singole di terra cruda a due piani. L’antico metodo è altrove adattato alle esigenze moderne e le dimore più all’avanguardia lo hanno fatto proprio. Ma ancora si possono vedere dappertutto nel mondo, quelle che anche la povera gente può edificare,  belle come costruzioni di fiaba e robuste come castelli.

 

 

268 pagine in formato 15 x 21 /su carta riciclata) al prezzo di 20 euro con bonifico bancario. Facendolo via internet o dallo sportello bancomat è rapido e costa solo 50 centesimi.

RICHIEDETEMELO DIRETTAMENTE VIA MAIL annacassarino2002@yahoo.fr

 

Il libro è consultabile in Lombardia alla biblioteca del Parco Nord di Milano, in Toscana alla biblioteca san Giorgio di Pistoia (PT), alla Lazzerini di Prato, a quella di Colle Val d'Elsa (SI) e di Tavarnelle Val di Pesa (FI), nelle Marche in quella di Tolentino (MC) di Macerata, di Senigallia (AN), di Fabriano (AN), di Recanati (MC), in Abruzzo alla biblioteca di Pescara, in Lazio alla biblioteca di Rieti e di Anagni (FR), in Trentino alla biblioteca di Ala (TN), a quella di Baselga di Piné (TN), di Borgo Valsugana (TN) e di Castel Tesino (TN),  in Veneto a quella di Santorso (VI) e in Liguria a quella di Varazze (SV),

 

E' in vendita alla libreria DISERTORI  di Trento, alla libreria ROSMINI di Rovereto (TN), alla Libreria Molaro di Codroipo (UD), alla libreria GHEDUZZI di Verona, alla libreria CANOVA di Treviso e di Conegliano, alla libreria COSTENIERO di Castelfranco Veneto (TV), alla libreria MORELLI di Dolo (VE), alla libreria IL DELFINO di Pavia, alla libreria TICINUM di Voghera (PV)

 

PERCHE' COMPERARE QUESTO LIBRO?

Anzitutto perché ci fa conoscere l'Italia, il Madagascar, il Mali, il Senegal, Cuba ed il Messico in un modo che dà molto spazio alla conoscenza della natura in relazione positiva con l'uomo.

 Poi perché offre molti esempi di quanto l'applicazione di metodi tradizionali antichi, oggi all'avanguardia per vivere confortevolmente senza danneggiare la natura, sia alla portata di molti,

In terzo luogo, perché dimostra che l'essere umano, così come tutta la natura, è fatto di luce ed ombra e favorirne l'equilibrio è possibile, dando spazio e voce a ciò che costruisce, anziché a ciò che distrugge.

 

 

D

dalla seconda metà di Dicembre la terza edizione di

ALBERI DELLA CIVILTA' - gli alberi che difenderanno il nostro futuro

 

In ALBERI DELLA CIVILTA' si trovano le qualità di 110 alberi, fra europei e tropicali, che fanno capire quanto ci possono essere utili per rimediare ai vari guai provocati finora all'ambiente. Qui, in forma narrativa, si conoscono come "grandi maghi", perché capaci di compiere azioni prodigiose come trasformare l'aria in cibo, neutralizzare i veleni, trattenere le montagne e rallentare il vento.  L'impostazione del libro permette di cogliere subito l'utilità degli esseri viventi da cui dipendiamo tutti, perché oltre a darci l'ossigeno indispensabile alla respirazione e smaltire l'inquinamento, stabilizzano e proteggono i terreni, mitigano il clima, sono indispensabili all'esistenza di innumerevoli forme di vita da cui dipende l'equilibrio della terra. E poi ci offrono la bellezza, senza la quale tutto è solo fatica.

Naturalmente, le cose funzionano se ci sono gli alberi giusti, nel posto giusto e trattati bene. Una visione d'insieme che permette di cominciare a capirci qualcosa, lo trovate fra le pagine di questo libro di "favolose storie vere della natura"

L

ecco qui di seguito un "raccontarticolo":

IL FICO

Centotrentasei milioni di anni fa, le piante della nuova era stavano preparando qualcosa che avrebbe portato grandi progressi alla loro vita ed a quella della terra intera: i fiori con petali e calice. Ben presto il mondo si sarebbe riempito di colori, di forme e di profumi nuovi con le corolle che li avrebbero rivestiti nella stagione dell’amore. Tutto questo, per piacere a certi insetti alati e agli uccelli. Loro li avrebbero aiutati a diffondere la specie con maggior efficacia di quanto facesse il vento  per i modesti fiori e frutti di piante più antiche, spargendo nuvole di polline da un albero all'altro e, più tardi, facendone volar via i semi.

La bellezza e l’aroma dei petali, il nettare e il polline nutriente erano per api, bombi e farfalle che rendessero possibile a quelle delicate meraviglie il farsi frutti. Al loro interno sarebbero stati nascosti i semi perché gli uccelli, mangiandoli, l’indomani li rilasciassero lontano, a germogliare su terre nuove. 

Fra i primi a realizzare la lungimirante impresa c’erano la magnolia ed il fico.

Mentre l’americana magnolia, però, aveva fatto grandi fiori disposti ad accogliere ogni visitatore, il mediorientale caprifico aveva preferito accordarsi con un solo, piccolissimo insetto, che si occupasse di lui e di lui soltanto. Era disposto a favorirlo in tutti i modi, addirittura a costruire dei nidi confortevoli per ospitarlo. Ecco che, allora, in autunno già faceva spuntare sui suoi rami  dei minuscoli fichi verdi e duri, con un forellino sul fondo dentro cui la piccola vespa Blastophaga Psenes poteva mettere al sicuro le sue uova. A primavera si aprivano e i piccoli se ne volavano via per deporre, a Giugno, altre uova nei nuovi fichi più grandi, che noi crediamo frutti. Sono invece fiori rosa simili a tubicini, riuniti e nascosti dentro un sacchetto morbido. Quelli pronti in piena estate potevano essere finalmente fecondati dalla terza generazione di vespine, col polline che trasportavano nell’entrare ed uscire da quei singolari nidi, pieni di dolce nettare. I frutti sono quelli che noi prendiamo per semi.

Gli uomini li trovavano ottimi e avevano cominciato a coltivarli perché sono molto nutrienti, si possono mangiare freschi o essiccati e dalla loro fermentazione si ottiene vino. Ai tempi degli antichi romani, per trasportarli freschi senza che si guastassero, venivano tuffati in una soluzione di acqua e propoli.

Il fico era considerato “albero di Dio”, sacro in molti paesi per la forza  delle radici. Capaci di trovare vene umide nei luoghi più aridi, quando le raggiungono l’acqua può risalire seguendone il percorso a ritroso fino a creare una sorgente, un bene fra i più grandi.

L’albero chiede soprattutto calore, profumando allora l’aria con le sue foglie a forma di grandi mani. Si accontenta della pochissima terra e umidità che trova fra il pietrame e arriva addirittura ad installarsi sui muri, resistendo anche al vento salino insieme al fico d’India, che pure non gli è parente tranne nel nome.

Così come le conifere curano le proprie ferite con la resina, lui lo fa col latice bianco, che sulla pelle umana brucia le piccole escrescenze.

Tutti quelli della sua famiglia, sparsi nei paesi tropicali, sono tenaci e adattabili in tal misura da attecchire dappertutto, anche su altri alberi. Basta un punto dove aggrapparsi e le loro radici si allungano come capelli per metri e metri fino a che trovano la terra in cui sprofondare e installarsi saldamente.

 

PERCHE' COMPERARE QUESTO LIBRO?

Anzitutto perché ci si accorge di quanto l'argomento sia appassionante e alla portata di molti.                          Poi perché per sapere tutte le cose che racconto, dovreste cercare in un'infinità di libri.                             Infine perché uso il risparmio energetico anche con le parole: poche ma buone.

 

192 pagine di 15 x 21 cm. (su carta riciclata) con "raccontarticoli" e 192 foto in bianco e nero. 15 euro pagabili con bonifico bancario. Facendolo via internet o dallo sportello bancomat è rapido e costa solo 50 centesimi. RICHIEDETEMELO DIRETTAMENTE VIA MAIL annacassarino2002@yahoo.fr

 

In Lombardia lo potete acquistare alla libreria IL DELFINO di Pavia,  alla libreria TICINUM di Voghera (PV), in Trentino alla LIBRERIA ROSMINI di Rovereto, alla libreria DISERTORE di Trento, alla libreria SPAZZALI di Cavalese (TN), in Friuli/Venezia/Giulia  alla libreria MOLARO di Codroipo (UD), in Veneto, alla libreria GHEDUZZI di Verona. e alla libreria CANOVA  di Treviso e di Conegliano, alla libreria COSTENIERO di Castelfranco Veneto (TN), alla libreria MORELLI di Dolo (VE)

E' consultabile presso la biblioteca del Parco Nord di Milano, della Fondazione Marrazza di Borgomanero (NO), della scuola Italo Calvino di Moncalieri (TO),  quella comunale di Omegna (NO), di Verbania (VCO), di Donnas (AO), di Predazzo (TN), di Lavis (TN), di Ala (TN), di Baselga di Piné (TN), di Rovereto (TN), di Borgo Valsugana (TN), di Castel Tesino (TN), di Lonigo (VI), di Verona, di Castelfranco Veneto (TV), di Santorso (VI),di Oderzo (TV), di Mirano (VE), di Staranzano (GO), di Gorizia (GO), di Codroipo (UD), di Tolmezzo (UD), di Monfalcone (GO), di Rieti (RI), di Anagni (FR), di Roma (RM) alla biblioteca Casa del Parco, di Tolentino (MC), di Macerata (MC), di Recanati (MC), di Senigallia (AN), di Fabriano (AN), in Abruzzo a quella del Centro Documentazione Case di Terra di Casalincontrada (CH), di Pescara, in Toscana alla biblioteca San Giorgio di Pistoia, alla Lazzerini di Prato, a quella di Colle val d'Elsa (SI) e di Tavarnelle Val di Pesa (FI), la biblioteca del Teatrino di Eglio (LU), del Centro di Scienze Naturali di Prato (PO), della Fondazione Peyron di Fiesole (FI), in Liguria alla biblioteca di Varazze (SV)

 

 

da metà Dicembre la terza edizione di

ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA - i più illustri personaggi del popolo vegetale

 

 

 

Questo volume di 15 x 21 cm. con 294 pagine in bianco e nero con 70 acquerelli e 70 disegni. + 70 "francobolli" a colori, fa conoscere moltissimi  alberi monumentali  che nobilitano le provincie italiane. 68 di loro sono presentati in "raccontarticoli" per comprendere le qualità, il carattere, la vita, la storia. Di questi c'è anche un ritratto ad acquerello, (stampato in b/n) e dei disegni con foglie, fiori, frutti.  La parte grafica è, però, la meno importante. E', infatti, lo scritto che fa comprendere molte cose dei "più illustri personaggi del popolo vegetale", evidenziando le loro qualità, come lo si può fare con un essere umano o un animale. L'essere stati sempre usati come materiale da costruzione ha purtroppo sviato l'attenzione dalle innumerevoli qualità degli alberi vivi. E' di loro che abbiamo davvero bisogno ed è bene che impariamo a conoscerli.

Quando ogni comune presenterà degnamente fra i personaggi ed i monumenti illustri, almeno un albero monumentale, sarà  un passo importante verso il riconoscimento della natura come parte fondamentale di ogni vero progresso umano

 

ecco qui di seguito un "raccontarticolo" del libro

 

I TIGLI DI VILLA WELSPERG (TN)

Montagne luminose come le Pale di San Martino sullo sfondo, il torrente dalle acque turchesi che scorre fra i sassi bianchi, il bosco tutt’intorno alla villa che è adesso la casa del parco regionale, fanno venire voglia di metterci radici come i due tigli più grandi e belli del giardino. Sono stati a dimora con lei dal 1853  per la famiglia Welsperg, austriaca in terra che allora era Austria. Come tradizione loro ma anche degli sloveni, dei tedeschi, dei francesi, si piantava un tiglio per assicurarsi la protezione della natura. Meglio ancora se erano due come qui: uno selvatico di forma slanciata, foglie piccole e scure, fioritura precoce, che rappresenta l’uomo e l’inverno accanto a quello nostrano dalla chioma espansa, foglie grandi e chiare, dalla fioritura più tarda, che ricorda la donna e l’estate. Le api che li aiutano a trasformare i fiori dall’intenso profumo in frutti, fanno col nettare un miele tra i migliori e a volte si prendono la melata rilasciata dagli afidi, i minuscoli insetti che succhiano la linfa dalle foglie. Spesso sono le formiche a trasportarli fin lì, per avere poi il liquido zuccherino che rilasciano. Per liberarsene ci si può far aiutare dalle coccinelle, che se li mangiano molto volentieri.

I fiori si possono seccare per farne squisite tisane d’inverno, contro gli spasimi delle malattie da freddo o da cattivo umore. Le foglie giovani sono buone in insalata o come foraggio per gli animali e coi frutti si può fare un olio delicato. I tigli hanno qualità emollienti e disintossicanti, al punto che mangiare il carbone fatto col legno dei loro rami è fra i più efficaci rimedi per salvarsi dagli avvelenamenti. Per questo, fin dall’antichità hanno avuto il titolo di grandi guaritori.

Fra i rami di tigli secolari, in Germania si faceva suonare la banda cittadina o i musicisti durante le feste. Del resto, il loro legno fibroso e indeformabile, da cui viene l’aggettivo tiglioso, è stato usato spesso per costruire strumenti musicali.

Sotto la loro protezione si tenevano riunioni importanti per la comunità, come a Cavalese dove c’è ancora il “banco de la reson”, il doppio anello di sedili di pietra con al centro un piccolo tavolo circolare e grandi tigli tutt’intorno. Il carattere dolce e insieme tenace è quello più adeguato ad ispirare le decisioni.

 

PERCHE' COMPERARE QUESTO LIBRO?

Anzitutto perché in ogni provincia italiana saprete dove trovare alberi tanto belli da superare di gran lunga ogni opera umana.                                                                                                                                               Poi perché finalmente potrete sapere le molte virtù di ciascun albero ed il suo rapporto con gli abitanti animali, vegetali o umani che si trovano nelle sue vicinanze o in relazione con lui.                                                      Infine perché conoscerete anche alberi originari di Paesi tropicali, senza muovervi dall'Italia.

 

 

295 pagine in formato 15 x 21 (su carta riciclata) a 20 euro pagabili con bonifico bancario. Dallo sportello bancomat o su internet costa solo 50 centesimi.

RICHIEDETEMELO DIRETTAMENTE VIA MAIL annacassarino2002@yahoo.fr

 

In Lombardia lo potete acquistare alla libreria IL DELFINO di Pavia, in Trentino alla LIBRERIA ROSMINI di Rovereto, la Libreria DISERTORE di Trento, alla libreria SPAZZALI di Cavalese (TN), in Friuli/Venezia/Giulia alla libreria MOLARO di Codroipo (UD), in Veneto alla libreria GHEDUZZI di Verona, alla libreria CANOVA di Treviso e di Conegliano, alla libreria COSTENIERO di Castelfranco Veneto (TV), alla libreria MORELLI di Dolo (VE). 

E' consultabile presso la biblioteca del Parco Nord di Milano, della Fondazione Marrazza di Borgomanero (NO), della scuola Italo Calvino di Moncalieri,  quella comunale di Omegna (NO), di Donnas (AO), di Predazzo (TN), di Lavis (TN), di Ala, di Baselga di Piné (TN), di Rovereto (TN), di Borgo Valsugana (TN), di Lonigo (VI), di Castelfranco Veneto (TV), di Santorso (VI), di Oderzo (TV), di Mirano (VE), di Verona, di Staranzano (GO), di Gorizia (GO), di Codroipo (UD), di Monfalcone (GO), di Rieti (RI), di Roma alla biblioteca Casa del Parco, di Anagni (FR), di Tolentino (MC), di Macerata (MC), di Recanati (MC), di Senigallia (AN), di Fabriano (AN), in Abruzzo alla biblioteca del centro Documentazione Case di Terra di Casalincontrada (CH), alla biblioteca provinciale di Pescara, in Liguria alla biblioteca di Varazze (SV), in Toscana alla biblioteca san Giorgio di Pistoia (PT), alla LAZZERINI di Prato, a quella di Colle val d'Elsa (SI) e di Tavarnelle Val di Pesa (FI), del Teatrino di Eglio (LU), del Centro di Scienze Naturali di Prato (PO), della Fondazione Peyron di Fiesole (FI), 

 

Potete richiedere i libri scrivendomi una mail ad      annacassarino2002@yahoo.fr

oppure acquistarli alle librerie indicate più sopra, o consultarli presso le biblioteche citate