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Provincia di Como
A Como, la bella Villa Olmo, col parco sempre aperto al pubblico e la villa usata per manifestazioni culturali, offre anche una passeggiata lungo il lago, davvero elegante. Nel parco, un CEDRO DEL LIBANO dalla circonferenza di 8 metri, l’altezza di 25 e 200 anni di età. Accanto a lui un CEDRO DELL’ATLANTE, mentre poco più lontano c’è un IPPOCASTANO e vari PLATANI. I cedri sono conifere che assomigliano un poco ai nostri abeti ma hanno gli aghi raggruppati in ciuffetti ed i grossi rami più lunghi ed aperti. Si chiamano come il celebre e profumato agrume a causa del loro legno odoroso in modo simile. Sono grandi alberi di montagna ma il loro aspetto imponente li ha fatti diffondere in Italia nei parchi delle ville e nelle piazze municipali.
Risalendo il lago lungo la via Regina, intitolata alla regina Teodolinda che aveva ripristinato l’antica strada romana, si troveranno ovunque magnifiche ville dei secoli scorsi, dove le famiglie reali, i nobili e successivamente i danarosi di vari paesi stranieri passavano le vacanze. Tutte avevano un giardino o un parco e dunque gli alberi pluricentenari in buona salute sono numerosi e si vedono spesso dalla strada.
A Cernobbio, la Villa Erba dove è nato Luchino Visconti, visitabile solo durante le manifestazioni politiche o commerciali ma solo se si ha un pass, nel bel parco ospita molti alberi tra cui dei PLATANI. Anche la Villa d’Este poco più avanti, albergo di lusso in una villa cinquecentesca con parco, ha, tra molti begli alberi, dei PLATANI monumentali. Il platano è facilmente riconoscibile per le grandi dimensioni, la corteccia liscia e chiara, che si sfalda a placche irregolare in vari toni dal beige al verde. Ha grandi foglie palmate e coriacee che in autunno diventano gialle ed arancioni prima di cadere. E' molto resistente all'inquinamento ed ai maltrattamenti. Per questo lo si trova nelle alberature stradali.
Arrivati a Tremezzo, dove si trova la villa Carlotta, celebre per la fioritura delle azalee nel suo grande parco, si vedranno sul bordo del lago, di fronte al suo ingresso, due grossi PLATANI. Il più massiccio, con radici affioranti ospita, come spesso avviene per i vecchi alberi, un giovane di un'altra specie: un piccolo abete.
Il parco, aperto da Marzo ad Ottobre, è conosciuto per alberi di tante specie diverse ed è in questo, simile ad un orto botanico. Molti sono monumentali: PLATANI altissimi, PALME, LIRIODENDRI, TASSI, RODODENDRI e uno stupefacente GLICINE sposato ad un PINO NERO che si vede anche dalla strada.
Un GLICINE enorme e di bellezza spettacolare si trova anche appena più avanti, sul bordo del lago, lungo la strada.
A Codogna, comune di Grandola ed uniti, tra il lago di Como e quello di Lugano, si trovano le indicazioni per raggiungere, dopo una bella passeggiata di 40 minuti nel bosco, una QUERCIA rovere delle probabile età di 700 anni, (ma forse ne ha solo 300) detta il rogolone. La circonferenza dell’enorme fusto è di 9 metri, mentre l’altezza è di circa 30. Sotto questa quercia, come spesso avveniva in passato ovunque, si riunivano i capifamiglia per le decisioni importanti. Le querce sono estremamente robuste ed il loro legno è stato usato per la costruzione di navi, case, ponti e mobili di lunga durata. I loro frutti, le ghiande, sono ottimo cibo per uccelli, scoiattoli, maiali e, in certe qualità, anche per gli uomini.
Continuando oltre Menaggio, a San Siro e più precisamente a Prada di Acquaseria, appena dopo il cartello, si vede un CANFORO col tronco dalla circonferenza di 7 metri, l’altezza di 18 e l’età di forse 200 anni. Questo sempreverde da cui si ottiene la canfora, ha le foglie simili a quelle dell’olea fragrans, ovali, lucide, di media grandezza che, stropicciate, rivelano il caratteristico odore della sostanza antisettica e antireumatica.
Al confine con la provincia di Lecco, a Barni risalire seguendo le indicazioni per il ristorante La Madonnina e si arriverà a circa 1000 metri di altitudine. Dalla curva appena prima di arrivare al parcheggio, risalire a piedi per una quindicina di metri la strada sterrata, quindi discendere di altrettanto il sentiero che porta ad un CASTAGNO di oltre 250 anni, col tronco dalla circonferenza di 6,50 m e l'altezza di circa 25. E' quasi del tutto integro e alla base mostra una cicatrice sull'intera circonferenza, ricordo dell'innesto fatto quando era una pianticella. Le piante da frutto selvatiche, più resistenti e robuste, devono essere innestate con quelle coltivate, più conformi alle esigenze umane, ma più deboli.
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