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Provincia di Milano
Nel centro di Milano, il portone al numero 4 di via dei fiori scuri (che nome suggestivo!) porta verso l’antico palazzo di Brera dove si trova l’accademia d’arte, il museo di strumenti astronomici antichi, la biblioteca nazionale. Sul lato sinistro del malandato edificio, un vicoletto arriva fino all’ingresso del piccolo Orto Botanico, sorprendente per la sua strana collocazione fra i palazzoni. Quello di Brera, con tre strette torri cilindriche, coronato dall’antico osservatorio, ha generato un figlioletto nel 1870, vicino ad una vasca per la raccolta dell’acqua piovana che scende dalle sue grondaie. E’ un cilindro alto all’incirca tre metri, dalla base in mattoni e la parte superiore in rame, che serviva da osservatorio per la triangolazione dei pianeti.
Maschio e femmina di ginkgo biloba, piantati nel 1775 vivono vicini al muro di cinta sul fondo. Questo genere d’albero è tanto antico da essere chiamato fossile vivente. E’ raro trovare una femmina di questo albero in un giardino, perché i suoi numerosi frutti, delle dimensioni di piccole prugne, hanno un odore molto sgradevole quando marciscono a terra. I semi (e i frutti prima di marcire) sono gustosi se cucinati. Il ginkgo ha ottime proprietà antiossidanti e migliora la memoria. Le sue bellissime foglie a ventaglio, che crescono direttamente sui rami principali e non sui pochi ramoscelli secondari, in autunno diventano di un bel giallo intenso prima di cadere, tutte nel giro di pochissimi giorni. Gli alberi maschi si riconoscono dal loro aspetto slanciato, mentre le femmine sono più tondeggianti. Sono resistentissimi, tanto che un esemplare carbonizzato dalla bomba atomica esplosa ad Hiroshima nel 1944, dopo 3 anni ha fatto spuntare dalle sue radici un nuovo germoglio, diventato un albero che ancora vive.
A Cuggiono, nella zona del Parco del Ticino, che da Milano si può raggiungere in direzione Ovest verso Novara, al n. 3 di via Garibaldi in un giardino privato, ci sono alberi di un certo pregio. Tra gli altri si vede anche dalla strada una TUJA GIGANTE o TUJA PLICATA, alta 30 m. e con la circonferenza del tronco di circa 5. La tuja è parente asiatica del cipresso mediterraneo e, nell’aspetto, di quello americano di Lawson che è della famiglia Chamaeciparis. I tre sempreverdi hanno caratteristiche ben diverse nel loro portamento, pur avendo le stesse foglie, simili a ramoscelli. Il cipresso mediterraneo è tutto chiuso su sé stesso, col fusto centrale ben diritto che emette rami piccoli e incurvati verso l’alto facendogli assumere l’aspetto che ha la fiamma di una candela. Il suo colore verde scuro completa l’effetto di austera eleganza. La tuja, invece, è più aperta, con una sagoma a uovo e le foglie erette orientate in modo diverso, così da dare un’impressione di vivacità e curiosità. Il cipresso di Lawson ha la chioma più ariosa, con i rami che si discostano dal tronco, il fogliame pendulo, con effetto piangente ed il colore tendente all’argenteo. La tuja gigante, però, gli somiglia moltissimo pur non avendo due sue caratteristiche: l’odore fra quello del limone e quello del prezzemolo e delle sottili linee bianche sulla pagina inferiore delle foglie.
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