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PSICOLOGIA PIANTE E ANIMALI TECNOLOGIA AL NATURALE ALIMENTI ARTE E CULTURA PERSONAGGI

 

TECNOLOGIA AL NATURALE (o almeno, a favore

 

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PSICOLOGIA PIANTE E ANIMALI TECNOLOGIA AL NATURALE ALIMENTI ARTE E CULTURA PERSONAGGI

 

 

NOTA: Molti sistemi ultra-moderni ed estremamente efficaci sono versioni aggiornate di metodi antichissimi usati dall'uomo, ispirato dagli animali e dai vegetali. Conoscere il funzionamento della natura è di grande utilità sia per applicazioni individuali che su larga scala, anche disponendo di mezzi minimi.

 

Indice: I maestri d'acqua,    Aria condizionata naturale,    Fito-depurazione,    Trasporti collettivi,    Case di terra e tetti d'erba, Parcheggi verdi,    Rifiuti organici,    Passi energetici.    Impianti fotovoltaici in multi-proprietà.    Orti in casa.    I colori vegetali sono ben più che colori.     La scoperta dell'acqua fredda (idroterapia)     Centrali idroelettriche senza dighe

 Altri articoli sono nella sezione PIANTE E ANIMALI.

 

I MAESTRI D'ACQUA

E’ nel Sahara che si trovano i grandi esperti d’acqua, discendenti di quelli che hanno fatto nascere le oasi, secoli fa. La consapevolezza di quanto sia prezioso quel liquido trasparente, è forte in chi l’ha saputo ottenere lavorando in armonia con la natura, dopo averla osservata e capita. Con pazienza, creando canali e cisterne per trattenerla quando una volta l'anno, ogni tre anni, ma a volte anche dieci, un grande acquazzone scarica tutto in una volta il peso delle nuvole. E poi distribuendola con sapienza, centellinandola, facendola scorrere in rivoletti attraverso gli orti all’ombra delle palme da dattero, che proteggono gli alberi da frutto e le verdure. Il maestro d’acqua è un saggio che sa amministrarla con oculatezza per fare in modo che duri a sufficienza, per poi recuperarne una parte anche dopo che sia evaporata. E’ in questa raffinata operazione che brilla l’ingegno umano. Quando viene la notte, col freddo l’umidità dell’aria si condensa sulle dune di sabbia e scivola piano dentro le aperture scavate con cura. Cola nelle parti più fresche, dove una rete di canali la guida nelle cisterne, per poter essere di nuovo portata agli orti e ai giardini. Nel deserto, le oasi sono nate grazie a questo metodo, chiamato foggara, a cui deve la vita anche la città di Ghardaia, dell’undicesimo secolo, in Algeria.

Dove c’è abbondanza di acqua, viene comunque valorizzata ed usata per raffrescare l’aria attraverso le fontane, nei cortili delle case e dei palazzi. (vedere FRESCHEZZA NATURALE in questa stessa sezione).

Recuperare l’acqua piovana convogliandola in cisterne, togliere l’impermeabilizzazione di cortili e parcheggi per lasciarla penetrare nel terreno, depurare quella degli scarichi col metodo della fito-depurazione (vedere COME LAVORANO LE PIANTE) sono azioni che consentono di rallentare il danno all’ambiente causato dalle nostre attività.

Anche piantare nel proprio giardino alberi e piante ornamentali che abbiano bisogno di poca acqua è un modo per ridurre le irrigazioni estive ed evitare che, nei periodi di siccità, addirittura muoiano. (vedere PIANTE DEL SOLE nel settore PIANTE E ANIMALI)

Mettere un riduttore di flusso ai rubinetti e qualche mattone negli sciacquoni per evitare che ogni volta buttino via una gran quantità d’acqua potabile, saranno altri contributi positivi. Infine, evitare il consumo di quella in bottiglia risparmierà la produzione e lo smaltimento della plastica, l’inquinamento col trasporto via camion e soprattutto lo spreco di 10 volte tanto nelle fasi della lavorazione. Ormai quella dell’acquedotto è migliore e più controllata.

Il sindaco di Settimo Rottaro (TO) ha deciso di installare fontanelle con  acqua liscia e gassata, mentre il patriarcato di Venezia ha invitato la popolazione a bere quella comunale durante la quaresima ed a dare in beneficenza il denaro risparmiato. A Londra, invece, il sindaco ha chiesto ai migliori designer la progettazione di una caraffa in plastica riciclata per i bar e gli alberghi della città, affinché con quella, servano ai clienti acqua di rubinetto.

 

ARIA CONDIZIONATA NATURALE

Poco a Sud di Vicenza, in una calda giornata estiva, si può approfittare dell’occasione per visitare il paesino tutto ville antiche e giardini, Costozza, al riparo di una falesia dei monti Berici, piena di grotte: i COVOLI. Il pranzo lo si potrà gustare in un bel ristorante, celebre per il suo sistema d’aria condizionata naturale, che condivide con le ville vicine. E’ la Taverna di Eolo, nei locali che facevano parte della residenza più importante di cui è rimasta una sala affrescata qualche secolo fa, quando già era in uso l’ingegnoso sistema, ancora attuale. Infatti, le cantine sotto il centro storico sono cunicoli e piccole stanze che tutto l’anno mantengono la temperatura abituale sotto terra: in genere dai 10 ai 18 gradi centigradi, qui intorno ai 10. D’estate, basta aprire le porte e le prese d’aria dei covoli per avere un delizioso refrigerio a costo nullo per l’ambiente e per i proprietari.

Un metodo analogo, ma con l’aggiunta dell’acqua è quello siciliano per la STANZA DELLO SCIROCCO. E’ un sistema imparato dagli arabi per sfuggire al calore torrido dell’estate, aggravato dallo scirocco. In questo caso, una stanza scavata nel tufo, con delle prese d’aria e la circolazione d’acqua in piccoli canaletti, oltre ad essere fresca per la sua posizione sotterranea, era aiutata dallo scorrere dell’acqua  e dalla sua evaporazione. Qui le persone si riunivano, mettendo come chiusura dell’ingresso una tenda bagnata per accrescere il raffreddamento, sempre a causa dell’evaporazione che sottrae calore. Nella villa Naselli Agliata a Villagrazia, appena fuori Palermo, se ne può vedere una. E’ visitabile su appuntamento quella della villa Micciulla ad Altarello di Baida, quartiere di Palermo a monte del viale regione Sicilia. Telefonare 368 3219292 o 091 223961 annasilvanadimarco@virgilio.it. Si avrà l’occasione di vedere al tempo stesso il qanat dell’Uscibene, il sistema di canaletti sotterranei costruiti dagli arabi con leggerissima pendenza in modo da portare ovunque in città l’acqua delle falde sotterranee.

Dove manca la possibilità di scavare, si può cercare un’altra soluzione verso l’alto, con le TORRI DEL VENTO. Infatti, con una torre o un camino situati strategicamente in una casa si cattura parte delle correnti d’aria per farle scendere verso le stanze, raffrescarle maggiormente attraverso la presenza d’acqua. Dato che l’aria fredda tende verso il basso, il suo arrivo fa risalire l’aria calda verso aperture in alto. Questo è un altro metodo dei paesi nordafricani, così come lo è la MAZIARA, egiziana. Sapendo che la terracotta è porosa e che l’evaporazione dei liquidi sottrae calore alla superficie che lascia, si mette in un punto della casa dove c’è corrente d’aria una grande giara di terracotta piena d’acqua. Il passaggio d’aria farà evaporare tutto il giorno quella che passa attraverso i pori, mantenendo fresca l’acqua e il locale in cui si trova.

Negli edifici contemporanei è possibile riscaldare e raffreddare l’aria, attraverso pozzi da cui risale quella sotterranea, a temperatura costante ma più calda rispetto a quella esterna, in inverno e più fredda in estate. Questa è la GEOTERMIA.

Si può ottenere tutto questo con delle pompe, magari alimentate ad energia solare, per riscaldare e raffreddare anche l’acqua per uso domestico.

L’aria di certe grotte può essere CURATIVA PER I DISTURBI RESPIRATORI, grazie alla sua purezza e freschezza. In Alto Adige, un’antica miniera di rame serve adesso per tali cure, senza farmaci, realizzate attraverso il rilassamento dei polmoni.

 

in una casa ad impluvio del Senegal, la giara con l’acqua è posta in luogo ventilato per rimanere fresca attraverso l’evaporazione

 

COME LAVORANO LE PIANTE : FITO-DEPURAZIONE

Tutti i vegetali sanno trasformare elementi di scarto di varia natura, rendendoli utili come nutrimento per sé e per l’ambiente circostante. Applicando questa conoscenza alle necessità pratiche di depurare le acque reflue domestiche e, a volte, industriali, si sono utilizzate le piante che normalmente vivono in ambiente umido. Creando vicino alle abitazioni, un percorso che renda possibile la raccolta, la sedimentazione e il deflusso delle acque grigie e nere, si sono realizzati impianti non solo rispettosi dell’ambiente, ma anche dell’estetica. Occorre un bacino impermeabilizzato e riempito di ghiaia, dove far crescere piante palustri, che coi loro rizomi sono particolarmente efficaci nell’assorbire sostanze inquinanti e nell’ossigenare l’acqua. Infatti trasportano ossigeno dalle foglie alle radici, sulle quali aderiscono i microrganismi che partecipano alla trasformazione di azoto e fosforo del refluo, in gas. Questi, nell’aria vengono catturati con le foglie da altre piante e trasformati in cibo.

Un simile sistema è consigliabile in modo particolare per case singole che si trovino fuori dal centro abitato. E’ però possibile realizzarlo anche in città, come è successo a Berlino, già negli anni ’80. Qui, un ampio spazio di terreno fra condomini è stato riservato, con risultati estetici molto gradevoli, ad un sistema elegante e discreto di depurazione delle acque di scarico, tramite il lavoro delle piante. Diecimila metri quadrati mossi da rilievi, alberi, arbusti, sono un piccolo parco in cui la conservazione e depurazione delle acque piovane ha permesso di realizzare laghetti in cui vivono pesci e nuotano bambini. Le stesse vengono utilizzate anche per certi usi domestici come sciacquoni e lavatrici, irrigazione del giardino e lavaggio delle auto

 

impianto di fito-depurazione fra i condomini di Berlino

 

 

TRASPORTI COLLETTIVI

In Italia, dove l’espressione BENE COMUNE stenta parecchio a farsi accettare e la macchina è una compagna di vita, condividere dei servizi come i trasporti con auto private è problematico.

Da qualche anno esiste il car-sharing, vale a dire l’uso della stessa auto da parte di più persone, gestita da compagnie di trasporti che mettono a disposizione veicoli adatti a diverse necessità. Sono parcheggiati in punti prestabiliti, a cui gli iscritti al servizio li possono prelevare quando ne abbiano bisogno, per riconsegnarli a fine servizio. Il costo del noleggio lo rende conveniente rispetto ad avere un’auto propria, se non si percorrono più di 10.000 km l’anno. In più si può cambiare mezzo a seconda delle diverse necessità e si riduce il numero di auto in circolazione, dunque anche i parcheggi. Si ha una tessera di riconoscimento e si conoscono le disponibilità prenotando telefonicamente presso il gestore.

Un mezzo simile ma più snello ed economico è quello ideato dagli studenti di Salerno e chiamato Mercurio, ma come sistema è un car-pooling. In questo caso, il proprietario di un’auto trasporta chi faccia il suo stesso percorso, in cambio del contributo alle spese di carburante, usura, assicurazione ecc. Per conoscere le disponibilità c’è un servizio internet ed sms. Nei paesi oltralpe il sistema funziona da tempo ed ha pure dei cartelli stradali.

Infine c’è il taxi collettivo, che fa risparmiare in media il 45 per cento del costo della corsa, condividendo il mezzo con altri che facciano lo stesso percorso. Esiste anche in alcune città italiane.

In Paesi meno ricchi dei nostri, come il Messico, i taxi collettivi sono molto comuni, passano molto spesso e sono davvero convenienti.

 

 

CASE DI TERRA E TETTI D’ERBA

Terra di campo, acqua, paglia, sole. Ecco di cosa erano fatte molte case di una volta. Ecco di cosa sono fatte ancora oggi in buona parte del mondo. A volte sono realizzate con cura, coi muri spessi, intonacate e decorate: allora sono molto belle e resistenti. In altri casi sono costruite in modo approssimativo, senza fare una buona manutenzione e per questo sono brutte e fragili. Erano le case dei poveri, perché la gente ricca se le faceva con materiali costosi per far vedere che potevano spendere, proprio come adesso. Eppure, le case di terra seccata al sole sono robuste, più calde d’inverno e più fresche d’estate. Sono anche le più ecologiche, perché si può usare la terra dei campi che si hanno intorno o comunque quella che non ha bisogno di essere cotta né trasportata lontano. Dunque non consuma altra energia che quella delle braccia e delle gambe che la lavorano.

Ancora adesso in certe regioni d’Italia come l’Abruzzo e la Sardegna ci sono case fatte in questo modo che, restaurate, non si distinguono dalle altre se non per il fatto che dentro ci si sta meglio. Basta costruirle nel posto adatto, dar loro buone fondamenta e un buon tetto, intonacarle bene e fare una buona manutenzione. Possono resistere per centinaia di anni. Si possono modellare in tante belle forme e rifinirle artisticamente. Per questo, adesso sono i più ricchi a volerle per sé e sono i poveri ad usare il cemento.

In Italia come nel resto del mondo, si costruivano insieme a tutti i paesani, per farle meglio divertendosi anche un po’. Si possono fare con dei mattoni seccati al sole o ammonticchiando la terra e pigiandola man mano lungo tutto il perimetro della casa.

In Africa e nei paesi caldi, dove c’è molto sole e piove in stagioni fisse, hanno il tetto a terrazza, per dormirci di notte quando è bel tempo, stendere la biancheria ad asciugare o aiutare l’acqua piovana a raccogliersi per ricadere in una cisterna ed essere utilizzata in seguito.

In altri paesi può avere il tetto di paglia a spioventi.

In quelli più a Nord del nostro, le case hanno avuto e hanno ancora i tetti che oltre ad essere rivestiti di terra, sono rifiniti con un bel prato. Questo è un ottimo isolamento contro il freddo ed il caldo, al punto che oggigiorno, in città moderne come Tokyo, New York, Città del Messico,dove ci sono condomini altissimi, il comune stanzia finanziamenti affinché si trasformino i tetti piani in giardini pensili. Infatti, il cemento e l’asfalto che prendono sempre più spazio, togliendolo al verde, riverberano il calore del sole d’estate. A questo, si aggiungono le lamiere delle auto che si arroventano. Si accendono i condizionatori d’aria che raffreddano dentro ma buttano all’esterno altro calore. Il risultato è che la temperatura della città si alza troppo, diventando spiacevole e richiedendo un grande consumo di energia che inquina ed è costosa.

Basta lasciar crescere alberi ed erba per abbassare la temperatura ma, dato che i palazzoni sono uno vicino all’altro, non rimane che fare i giardini sui tetti dei condomini che, in questo modo, non solo danno un buon isolamento dal calore e dal freddo, ma contribuiscono a rinfrescare i dintorni, oltre ad essere molto belli ed a smaltire anidride carbonica e altri veleni.

Per spingere ancora più lontano quest’idea, si può scavare una collina per costruirci dentro un’abitazione quasi invisibile da fuori, eppure molto luminosa, se si usa l’accorgimento di lasciare tutte le stanze lungo la facciata. In una casa del genere non serve riscaldamento né condizionamento d’aria, perché lo spessore di terra, erba e alberi è come un abbraccio contro gli sbalzi termici.

Un altro materiale naturale e poco costoso che si può usare per costruire le casa è la paglia. Dopo aver fatto una struttura di legno, le pareti sono riempite di balle a forma di parallelepipedo che, una volta ricoperte di terra e intonacate come si deve, sono robuste e molto isolanti.

Consultare www.casediterra.it e www.skygardenproject.it  

 

edificio progettato da Hundertwasser in Austria, per il centro termale di Bad Blumau

 

PARCHEGGI VERDI, IL MALE MINORE 

I parcheggi sono spesso dei brutti squarci nella città e nel paesaggio, che abbassano la qualità della vita con il loro squallore. Moltiplicano il calore dell’estate sulle lamiere e l’asfalto, obbligando chi ha l’impianto di condizionamento d’aria ad accenderlo a tutto gas. Aumentano il calore e l’inquinamento esterno, ma anche i consumi energetici. Si rischia il colpo di calore, con conseguenze sulla salute e sull’umore.

Eppure, anche i parcheggi possono essere spazi discreti e piacevoli come giardini. Dipende da come li si fa. Se la pavimentazione, invece che di asfalto, cemento o pietra è fatta con auto-bloccanti che lasciano crescere l’erba fra i trafori, oltre al vantaggio estetico ce ne saranno altri due. In estate, infatti, la temperatura sarà moderata e le piogge potranno essere assorbite sul posto per beneficiare il terreno, anziché intasare i tombini ed essere sprecate nelle fogne. Si potranno piantare alberi che facciano ombra e nascondano le auto alla vista, mantenendole fresche e abbassando la temperatura di tutta la zona. Il parcheggio di Borgo Valsugana è un esempio davvero molto bello.

Se poi si vogliono costruire dei garage, si possono rivestire con uno spesso strato di terreno su cui far crescere l’erba e le piante, magari di quelle che hanno bisogno di poca acqua. In questo modo, la temperatura della costruzione rimane fresca d’estate e  calda d’inverno, grazie all’isolamento della terra. Inoltre si sarà guadagnato dello spazio verde su cui passeggiare o sedersi. A questo si aggiunge il vantaggio di una facilitazione per la concessione edilizia.

Ormai si costruiscono sempre più spesso bellissime case con uno spesso manto di terra su cui cresce il verde. Basta un buon isolamento e una solida struttura per avere ottimi risultati. Ecco dunque che, se proprio si deve costruire, si può scegliere il modo che faccia meno male.

parcheggio a Borgo Val Sugana (TN)

 

 QUELLO CHE SI PUO’ FARE CON I RIFIUTI ORGANICI

Il classico uso per i rifiuti organici è sempre stato quello di concimare la terra, data la quantità di minerali che contengono. Nei paesi più poveri, però, la cacca dei bovini che al suolo si appiattisce in un cerchio e secca facilmente, è tuttora impiegata come combustibile, per il suo ricco contenuto di fibre vegetali. Siccome, però, contiene anche caseina, una volta diluita in acqua, mescolata ad altra terra e spalmata come intonaco, serve ad impermeabilizzare i muri di terra cruda con cui sono costruite le case o le recinzioni. Dopo qualche tempo l’odore sparisce ed i muri resistono meglio alle abrasioni e al dilavamento.

Da quando i problemi ambientali hanno iniziato a farsi importanti, è stata utilizzata in modi anche più sorprendenti. In USA quanto in Cina e altri Paesi, le feci degli erbivori, compresi panda e canguri, ma soprattutto elefanti, servono per produrre carta, sempre grazie all’elevato contenuto di fibre vegetali.

Quella di ogni specie può essere usata per produrre biogas, una volta che si sia aggiunta acqua e sia avvenuta la fermentazione, anche grazie al calore del sole. Questo, in Italia è il caso dell’ippodromo delle Capannelle dove la quantità prodotta da 1000 cavalli dava dei problemi, fino a che non si è trovato il modo di trasformarli in vantaggi. l’urina, invece, oltre a concimare la terra è utile per conciare le pelli.

In molti Paesi poveri, le deiezioni liquide sono tenute separate dai solidi, passando da canali diversi. In questo modo i processi di scomposizione naturale avvengono in modo più rapido e semplice ed il loro uso è molto più redditizio. Oltralpe di producono già WC moderni che seguono questo principio, in modo da poter smaltire o riutilizzare i nostri scarti in modo efficace.

Dalle feci si può ricavare anche benzina ed alimentare le pile. Per saperne di più, consultare www.ecoblog.it

Ormai si può produrre gas e combustibili con molti scarti vegetali, ma se ne può fare anche ottima carta. Le alghe che nella laguna di Venezia devono essere tolte, perché eccessive, diventano “algacarta”, molto bella e resistente. Torsoli e scarti di mele dell’Alto-Adige diventano “cartamela”, di ottima qualità. Ormai, visti gli impieghi redditizi che si possono fare con rifiuti di ogni genere, non ha davvero più senso distruggerli.

Rifiuti organici di origine vegetale possono poi essere scomposti col metodo della pirolisi, che avviene con un riscaldamento senza ossigeno, in modo da dimezzare gli inquinanti e ottenere oli da riutilizzare come combustibili.

 

 

PASSI ENERGETICI

Ormai la tecnologia è talmente avanzata, che vivere in modo più rispettoso dell’ambiente è sempre meno una questione di mezzi economici e sempre più una questione di apertura mentale, di volontà, di senso del bene comune. Le cose più difficili da ottenere, appunto.

A Londra, è stato sperimentato con successo il modo di produrre energia sfruttando quella dei passi che ogni giorno calpestano i pavimenti della stazione Victoria. Questo stesso sistema sarà applicato ai gradini della Spinnaker Tower di Portsmouth, alta 170 metri.

Anche le vibrazioni dei treni e delle automobili producono energie mettendo sotto i ponti delle turbine, come è avvenuto per una galleria nelle Midlands.

A Parigi, al Salon Planète Durable è stata presentata la pista da ballo che utilizza il vigore dei ballerini scatenati sopra di lei, per il suo fabbisogno elettrico. Farà parte del Sustainable Dance Club con sede a Rotterdam.

Anche il passaggio delle automobili lungo le autostrade, con i suoi spostamenti d’aria può far girare delle turbine. A questo ha pensato Mark Oberholzer di Houston che le ha messe nelle barriere spartitraffico New Jersey.

Ci sono poi le mini ventole di plastica assemblate in un muro che possono svolgere contemporaneamente la funzione di separazione degli spazi e di accumulatori di energia.

Se si abita in un posto passabilmente ventilato, in Inghilterra sono in commercio piccole pale eoliche da installare sul tetto di casa o in giardino a circa 2.000 euro.

 

 

 

IMPIANTI FOTO-VOLTAICI IN MULTI-PROPRIETA'

Un’idea davvero intelligente per promuovere la produzione di energie rinnovabili nonostante lo scarso interesse dello stato, è quella che verrà sviluppata in Toscana già nella prima metà del 2009, su modello spagnolo. A volte non è possibile installare sul proprio tetto dei pannelli fotovoltaici perché si vive in condominio o in un centro storico. In questo caso, si può far installare altrove, su un terreno scelto appositamente, ma anche su tetti di edifici, dei pannelli in multiproprietà. La CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) Toscana ne avrà la gestione.

E’ augurabile che venga cercata anche una soluzione per rendere esteticamente accettabile quello che ancora, decisamente, ha un aspetto sgradevole. Questo è un punto importante da risolvere, perché qualcosa di veramente rispettoso dell’ambiente, lo dovrebbe essere anche in questo senso. La natura trova soluzioni che soddisfano al tempo stesso la funzione e la forma. La bellezza ha un’importante influsso sul nostro umore e dunque sul nostro comportamento, con conseguenze sulla vita di tutti. La presunta neutralità di certe soluzioni è invece spesso solo bruttezza.

Qualcuno ha sfruttato i pannelli come tettoie sotto le quali parcheggiare le auto all’ombra. Altri li hanno installati al posto delle tegole, rivestendo tutto il tetto. E’ possibile trovare anche una soluzione estetica e simbolica al tempo stesso, realizzando opere come quella di Bressanone, installata nel 2001 alla confluenza del fiume Isarco col Rienza. In occasione del millenario dalla fondazione della città, nel punto dove un doppio ponte collega le quattro rive, un ponte aereo in vetro, con cellule fotovoltaiche su tutta la sua superficie, è stato collocato ortogonalmente. Ha una potenza di 779 watt che immette nella rete cittadina.

ponte fotovoltaico di Bressanone

 

 

ORTI IN CASA

Già da molti anni, presso le famiglie dei paesi più poveri dell’America Latina è stato realizzato con successo un modo per produrre verdure in proprio, anche senza avere un terreno. Infatti, le piante possono svilupparsi ovunque purché abbiano acqua, minerali, luce. Utilizzando come contenitori dei bidoni o addirittura bottiglie dell’acqua in plastica, destinate alle discariche, si possono fare dei micro-orti anche in casa sui davanzali o vicino comunque a finestre e lucernari. La tecnica usata è l’idroponica, che si può facilmente imparare. Basta tenere le piante sollevate dall’acqua, in cui si lasciano immerse solo le punte delle radici. Anche i bambini possono avere un loro orto e divertirsi imparando qualcosa che potrà svilupparsi in una professione futura.

Questa attività non faticosa e non impegnativa ha permesso alle famiglie di produrre da sole del cibo fresco e di buona qualità, superando difficoltà economiche e psicologiche. In un quartiere o un gruppo, si sviluppano migliori relazioni sociali nello scambio di esperienze, materiali e consigli. La soddisfazione, poi, di veder crescere qualcosa grazie alle proprie cure, è di grande effetto per risollevarsi dalla frustrazione, permettendo di intraprendere magari altre iniziative che portino a risultati ancora più grandi.

 

 

I COLORI VEGETALI SONO BEN PIU’ CHE COLORI

L’indigofera è una pianta che già per la sua natura di leguminosa è benefica verso il terreno su cui cresce, perché i batteri in simbiosi con le sue radici vi depositano l’azoto catturato dalle foglie durante la fotosintesi. Ma fin dai tempi degli antichi egizi, passando via via attraverso le più grandi civiltà del mondo, si sono utilizzate le sue qualità tintorie per colorare i tessuti nell’intenso e scuro blu indaco. Le foglie della pianta vengono macerate nell’acqua con aggiunta di calce o ammoniaca in cui, inizialmente, il colore diventa inizialmente giallo, la tinta opposta al blu. Man mano che si ossida con l’ossigeno dell’aria, si fa verde ed infine blu violaceo. La melma di questo colore viene estratta, riscaldata ed asciugata, poi venduta in pani. Una volta indossato, l’indumento colorato rivela qualità che, allo stato naturale o con altro colore non avrebbe: l’indaco è un potente termo-regolatore che aumenta la protezione contro il freddo quanto il caldo. I celebri tuareg, gli uomini blu del deserto, se ne avvantaggiano da sempre, tingendo non solo i loro tessuti ma anche direttamente la pelle. Le qualità antibatteriche dell’indigofera vi si aggiungono, accrescendo il potere simbolico di nobiltà e spiritualità che il colore blu già possiede. I guerrieri britanni  che si tingevano la pelle di quel colore per andare in battaglia, lo facevano per spaventare il nemico ma anche per proteggersi. A quei tempi la tintura era probabilmente ricavata dal guado (isatis), altra pianta da cui si ottiene il blu, sostituita dopo Marco Polo dall’indaco, che ha una resa maggiore e che, come si deduce dal nome, viene dall’India.

Un albero indiano dai bellissimi fiori che si aprono quando il calore dell’aria raggiunge l’apice, è la butea frondosa. Le corolle sono bianche ma ben presto diventano rosa, poi arancio ed infine rosse. Per questo il nome comune dell’albero è fiamma della foresta. Quando i fiori cadono e si seccano si fanno giallini ma la tintura che si ottiene da loro è l’arancio intenso. Anche questa è una tinta antisettica con cui i soldati si coloravano prima delle battaglie. Le robuste foglie di forma tonda si modellano con l’acqua in ciotole che servono per il cibo. Incidendo la corteccia ne esce resina dello stesso colore, usato come china.

Un albero fra i più utili in India è il sempreverde neem, che resiste alla siccità ed al calore il modo sorprendente. E’ un potente insetticida selettivo, innocuo per le api. E’ anticoncezionale e antibatterico, fungicida ed antimalarico. Il tocco finale lo dà con il colore giallo che, aggiunto al blu dell’indaco, fa ottenere un bel verde.

pianta d'indaco

 

 

LA SCOPERTA DELL’ACQUA FREDDA (idroterapia)

 

Sono stati in tanti, fin dalle epoche più antiche, ad usare i bagni parziali o totali in acqua fredda per guarire molti mali. Agli inizi del diciannovesimo secolo, il giovane studente di teologia tedesco Sebastian Kneipp, non riuscendo a guarire dalla tubercolosi con le cure che gli avevano prescritto, ha cercato fra i libri un metodo che potesse seguire da solo. Ha così scoperto l’opera dei medici Hahn sull’idroterapia. Ogni giorno, da allora e per sei mesi, si faceva una corsa a piedi per poi tuffarsi velocemente nel Danubio ed uscirne subito. Poi si rivestiva e si rimetteva a correre, questa volta verso casa. In questo modo era guarito. Da allora aveva sviluppato cure per moltissime malattie, con applicazioni d’acqua calda e fredda alternate che, nonostante le inevitabili difficoltà, si erano diffuse nei paesi di lingua tedesca agli USA, dove sono tuttora praticate.

La semplice acqua fredda, quando viene a contatto col corpo ben caldo, fa contrarre bruscamente dapprima i pori, poi i vasi sanguigni e via via ciò che si trova più in profondità. Questa azione meccanica ottiene l’effetto immediato di tonificare le parti e di far defluire le tossine che vi si trovano. Inoltre, per reazione il corpo attiva velocemente le sue difese, rendendo più vivace il sistema immunitario. Occorre naturalmente sempre mettere in pratica le cure dopo averne ben capito il funzionamento e con tutte le norme di prudenza necessarie in ogni attività. Nelle località montane dell’Alto Adige, come Solda, è possibile trovare percorsi di salute in cui è incluso il bagno dei piedi, delle mani e degli avambracci nell’acqua dei torrenti, fatta defluire in piccole vasche sicure.

In particolare per le donne con problemi di circolazione con gonfiore alle gambe ed ai piedi, il giovamento sarà molto gradito.

una delle vasche per l'idroterapia a Solda

 

 

CENTRALI IDROELETTRICHE SENZA DIGHE

Un modo per produrre energia elettrica pulita ed esteticamente piacevole è quello delle centrali idroelettriche senza dighe, realizzate semplicemente col passaggio dell’acqua di un torrente attraverso una turbina. Lo si può vedere nelle Madonie, in provincia di Palermo, a Petralia Sottana, dove presto si restaurerà la centrale che dal 1906 al 1976 ha prodotto energia elettrica per l’intero paese, che aveva preso esempio dalla vicina Polizzi Generosa, la prima ad avere l’energia elettrica nella regione. L’acqua del torrente Catarratti veniva raccolta in due vasche e passava in una turbina dalla quale, uscendone, tornava nel suo letto verso valle. E’ stato il monopolio dell’Enel per la fornitura di energia elettrica a far cessare l’attività, che dovrebbe essere ripresa a scopo didattico, appena sarà restaurata.

Nelle campagne cubane esiste un sistema di alimentazione delle batterie per autocarri, ottenuto con l’acqua di torrentelli minuscoli, semplicemente convogliandola in tubi sempre più sottili. Per effetto della gravità, la riduzione della sezione dei tubi dà molta forza all’acqua che diventa capace di muovere una turbina cadendovi sopra. Questa alimenta le batterie che sono poi usate nelle case dove manca l’elettricità.

 

 

 

 

 

turbine di Petralia Sottana, foto da Salvalarte Sicilia

 

In Toscana, invece, fin dai primi anni del novecento il Monastero di Camaldoli si è dotato della sua centrale che funziona ancora. Dal torrente che vi scorre vicino viene presa una parte dell’acqua e mai tutta, per non uccidere gli animaletti che l’abitano. Un tubo del diametro di circa 30 cm la porta in orizzontale fino ad una distanza in cui il dislivello che si è creato col ruscello raggiunge una cinquantina di metri. Da quel punto, precipita all’interno del tubo in forte pendenza, fino alle turbine sottostanti. Si trovano all’interno di una baita, silenziose e discrete e rilasciano subito dopo l’acqua perché riprenda la sua strada, perfettamente limpida come quando vi è entrata. Solo in estate, col torrente smagrito,  il monastero ha bisogno di un supplemento di elettricità fornita dall’Enel.

In Toscana sono numerose le centrali idroelettriche di questo genere, che vari privati lungimiranti hanno costruito, creando un reddito insieme ad un reale beneficio anche per l'ambiente.

 

 

 

 

 

 

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