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Provincia di Firenze

Il percorso inizia a Firenze, all’Orto Botanico, dove si trovano alcuni alberi monumentali, fra cui il TAXODIUM MUCRONATUM. Ha 115 anni: (vedi ritratto scritto e ad acquerello) è chiamato anche cipresso di Montezuma perché originario del Messico dove si trova il suo parente, il tule di Santa Maria de Oaxaca, dalla circonferenza di 58 metri, l’altezza di 40 e l’età di 2000 anni: è l’albero con la maggior circonferenza al mondo. Le foglioline ricordano vagamente quelle del tasso ma sono più chiare, più corte e più sottili. Nello stesso Orto Botanico si trova appunto un TASSO di 265 anni. Ugualmente sempreverde, questo albero velenoso di cui solo le bacche rosse sono innocue, è di origine europea. Cresce molto lentamente e, di conseguenza, ha un legno resistente e vive a lungo. Anticamente veniva usato per fare scudi e lance, ma anche archi. Sopporta bene i tagli e gli piace l’ombra, dunque può crescere sotto altri alberi. Verso il fondo del giardino c’è una SUGHERA di circa 200 anni. E’ simile al leccio, nelle foglie piccole, sempreverdi e scure, ma si distingue da lui nella spessa corteccia spugnosa, il sughero, che nell’Orto Botanico è sempre stato lasciato intatto. In Sardegna, dove cresce abitualmente, ogni dieci anni lo si preleva per utilizzarlo commercialmente, facendone tappi per bottiglie, isolanti, salvagente, ecc. Vicino alla recinzione sulla via La Pira c’è una bella ZELKOVA CRENATA di 120 anni. Di origine giapponese, si riconosce per la sua corteccia dai bei disegni, che si stacca ogni anno dal tronco a grosse placche. Più vicino alla serra fredda c’è una ZELKOVA DEL CAUCASO di 185 anni, danneggiata da eventi naturali.

Prima di arrivare in piazza Pier Vettori da via Pisana, c'è l'Esselunga che, nel piazzale, ha la testimonianza di un giardino e di una villa ottocentesche, nel magnifico GLICINE di circa 200 anni, col tronco principale dalla circonferenza di 2 metri ed una gran chioma. L'assedio di carrelli e biciclette non gli impedisce di fare bella figura.

Nel parco delle cascine, sul Pratone, c'è un PINO DOMESTICO ultracentenario, altissimo. Questa conifera in gioventù ha la chioma sferica, che poi prende la forma di ombrello. La sua diffusione è stata favorita dall'uomo, per poter prendere i semi che si trovano dentro le sue grosse pigne, i pinoli o pinocchi, usati per salse e dolci.

Poco fuori città, a Sesto Fiorentino, ci sono dei CIPRESSI monumentali, a dimora da vari secoli nella proprietà che era stata della famiglia Medici, nella villa di Castello.

A Campi Bisenzio, nel giardino esterno della villa Montalvo, sede della biblioteca comunale, c'è un bellissimo PLATANO della possibile età di 200 anni, col tronco dalla circonferenza di 6 metri ed un'altezza di oltre 20. I platani sono fra gli alberi più grandi e robusti, con ampie foglie palmate, che spesso restano, secche, in parte sui rami in inverno, insieme ai frutti rotondi e duri come legno. La corteccia è bianca e liscia, con chiazze gialle, beige, verdi che si sfaldano e che fanno un effetto a pelle di leopardo.

Per vedere il più bel MANDORLO centenario, andate al km 16 della sp 26, nei pressi di Castelfalfi. A fine Febbraio lo vedrete vestito di fiori rosa sul prato che costeggia la strada, con un ramo appoggiato ad una costruzione diroccata in mattoni. Ha la circonferenza del tronco di 3 metri. I mandorli sono fra i primi alberi a fiorire ed hanno corolle rosa o bianche. In Sicilia e Sardegna questo avviene a Dicembre/Gennaio. In Toscana un mese dopo.

A Vallombrosa, a 1000 m slm. c’è un arboreto fra i più grandi antichi (1880) ed importanti d’Italia, che permette di vedere da vicino alberi di provenienza anche esotica e, ormai ultracentenari. Tra questi un LIBROCEDRO (Cedro della California) con la circonferenza del tronco di circa 5 metri.  Altissimo e dal tronco possente è anche un OLMO CAMPESTRE vicino alla casetta nei pressi della grande vasca che è davanti al monastero.

Vicino a Vinci, a Faltognano, una stradina sale verso la piccola chiesa con un grande prato al cui centro vive un LECCIO di circa 200 anni, dal tronco con circonferenza di 5 metri ed una chioma che era molto ampia. L’albero è però in cattivo stato, nonostante le cure.

A Palazzuolo sul Senio, circa 800 m slm, si può fare una suggestiva escursione per andare a vedere uno dei più integri CASTAGNI MARRONI che possa capitare di vedere. Dal bellissimo paese salire verso Firenzuola e dopo 3 km circa, al km 14,700 si trova sulla sinistra una strada sterrata e impervia che sale per 2 km circa. Dopo il primo chilometro prendere a sinistra. Si troveranno dopo 200 m delle case con davanti un pioppo e dopo altri 200 m. altre case con davanti un bel noce. Continuando a salire fra i carpini, si arriverà ad un grande prato, in località Prati Piani. Sulla destra, al margine di un boschetto c’è l’albero di 400 anni e dalla circonferenza di circa 8 metri. I MARRONI, varietà selezionata dall’uomo, producono frutti più grandi di quanto facciano i CASTAGNI, ma hanno bisogno di qualcuno di loro nelle vicinanze per fecondare i fiori femminili. Infatti i loro fiori maschili sono molto scarsi.