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Provincia di Siena

Nella parte nord di San Gimignano, nella stessa strada del museo archeologico e della biblioteca, si vede la gran chioma a soffione di un bel BAGOLARO di 150 anni circa, con una circonferenza del tronco di 4 metri ed un'altezza di 25. Questo robusto genere d'albero è bello anche d'inverno, per i sui rami che si espandono a raggiera e si infittiscono sempre più verso l'esterno, come i soffioni. A primavera si riempie di fiorellini color crema, che si fanno ciliegine nere, dolci e farinose ma con pochissima polpa, ben gradita agli uccelli. Ha foglie seghettate a forma di penna d'uccello.

Deviando verso Sud-Est, verso Siena e seguendo la via cassia, oltrepassato Montepulciano, prendere la strada per Chianciano fino a che, sulla sinistra,si vedrà una lunga fila di cipressi, perpendicolare alla strada. Sul lato opposto della carreggiata, pochi metri più avanti si vede la quercia chiamata  ROVERELLA DELLE CHECCHE, parola locale che indica le gazze. La sua età è stimata intorno ai 400 anni, la sua altezza è di circa 20 metri. E'molto bella, in ottima salute. Sono sui parenti, anche la farnia, il rovere e il farnetto. La roverella, è una specie di quercia che produce ghiande gradite dai maiali, mentre quelle del cerro, suo stretto parente dalle foglie più incise, sono più amare e per questo vengono rifiutate. Spesso i suoi rami tendono a crescere in linea orizzontale e sono un po' a zig zag. Nei boschi le si trovano a volte rivestite di licheni argentati, a festoncini o dorati, aderenti al tronco.


Poco dopo Sarteano, nel terreno della Comunità Mondo X, a Montarioso, si trova un CASTAGNO di 600 anni, (vedi ritratto scritto e ad acquerello) cresciuto in orizzontale. Si può vedere dall'esterno del nucleo in cui si trova la Comunità, sul lato sinistro della strada statale, in modo da non disturbare.

Da Sarteano a Radicofani, la vegetazione del monte Cetona è meravigliosa ed il panorama altrettanto. Da Radicofani  si raggiunge Piancastagnaio, Passato il cimitero e prima di arrivare davanti al castello, sulla destra prendere la strada per Santa Fiora. Seguendo quella strada, si troverà entro breve, sulla sinistra, il cartello che indica il LECCIO DELLE RIPE. Su quel lato della strada non ci si può fermare. Tutte le piazzole di sosta sono su quello opposto. Per raggiungere l'albero, si sale una scaletta in un bosco di carpini. Il leccio fa parte della famiglia delle querce, ma è sempreverde, con piccole foglie scure. Di solito cresce ad altezze molto più ridotte, rispetto agli 800 m sul livello del mare in cui si trova questo. Produce ghiande, con le quali in epoche lontane, si faceva farina per il pane. La sua corteccia, che contiene tannino, può essere usata per la concia. Il suo legno serve per farne carbonella e non è adatto alla fabbricazione di mobili.


Da qui ci si può dirigere verso il mare, andando in direzione di Saturnia, Nel bellissimo oliveto di Fibbianello si trovava un OLIVO di notevole bellezza, purtroppo bruciato da vandali. Ne rimane solo la base del tronco, per ora nascosta dai polloni, che sono i nuovi alberelli nati dalle radici.