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Alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Bologna

liquidambar dell'Orto Botanico

liquidambar dell’Orto Botanico

 

A Bologna stessa, nell’Orto Botanico si trova una LIQUIDAMBAR di circa 200 anni, probabilmente l’albero più vecchio del giardino. Il tronco cavo e con varie aperture a sesto acuto, fa pensare ad un rifugio per creature inusuali. E’ un albero molto bello per le sue foglie, simili a quelle dell’acero, ma più sottili ed eleganti, simili a stelle marine, che prendono magnifici colori in autunno. I frutti sono sfere puntute e scure, con un lungo picciolo. Il suo nome richiama l’aroma di cui è intriso fino alle foglie, che viene estratto per usarlo in profumeria e farmacia: lo storace.

Nei giardini Margherita di Bologna, realizzati a fine ottocento, i begli alberi sono numerosi. Una MACLURA dal gran tronco con circonferenza di circa 4 metri, con una corteccia molto “disegnata” e chiara, attira l’attenzione. In inverno si notano anche i suoi rami ad arco. E’ un albero le cui femmine producono un frutto giallo, simile al pompelmo ma con la buccia granulosa. Arrivata dall’America in Italia nell’ottocento per sostituire il gelso nella produzione della seta, ha poi finito col diventare albero da siepe, per le spine che ha da giovane. Si trova poco dopo l’ingresso di destra sul viale Gozzadini. A quell’altezza, più all’interno, vicino al ponte sul laghetto artificiale, si vedono dei CIPRESSI CALVI, dalla vaporosa chioma verde chiaro in estate, che si fa di un rosso fulvo intenso a Novembre, prima di cadere. Più a destra si vede la chioma di una SEQUOIA SEMPREVERDE. Oltre il laghetto c’è un boschetto di QUERCE ROVERELLE di cui una con una circonferenza di oltre 3,5 m.

Nel giardino della Montagnola, vicino alla stazione degli autobus, ci sono vari grandi PLATANI che arrivano a circonferenze del tronco di oltre 7 metri

Nel parco di villa Ghigi, prima di una curva si trova una grande QUERCIA ROVERELLA pluricentenaria con la circonferenza del tronco di oltre 4 metri e davanti alla villa in rovina, un CEDRO DEL LIBANO fa arrivare i rami fino a terra. Il tronco è di circa 5 m. di circonferenza.

In piazza Carducci c’è il monumento al poeta in uno spazio monumentale all’aperto, visibile solo dall’esterno. E’ sormontato da un bellissimo BAGOLARO centenario col tronco di quasi 4 metri di circonferenza.

In piazza Malpighi, in uno stretto giardino sopraelevato, un PLATANO col tronco dalla circonferenza di 5 metri vive dal 1825 dall’allora proprietaria del posto.

Lungo il sentiero che dal centro di Casalecchio sul Reno porta alla chiusa, c’è una bella QUERCIA FARNIA col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri. Le farnie hanno bisogno di più acqua delle altre querce per vivere e si riconoscono dalle foglie a forma di clava, lobate come le altre, e dalle ghiande più allungate. Sulla sponda opposta nel parco Talon un gruppetto di SOPHORE JAPONICHE e un GINKGO dai tronchi di circa 3 m. di circonferenza, attirano l’attenzione. La sophora ha foglioline simili alla ben più comune robinia e in estate fa fiorellini piccoli di un bianco-verdolino, che si trasformano presto in baccelli. Il ginkgo ha grossi rami diritti e foglie a ventaglio.

A Zola Predosa di fronte alla Coop c’è un TIGLIO molto bello, col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri e un’altezza di 15.

 

Bagolaro dietro il monumento a Carducci

Bagolaro dietro il monumento a Carducci

 

Arrivando a Gherghenzano si vede da lontano l’enorme PLATANO alto più di 30 metri, con una circonferenza di oltre 6 e un’età intorno ai 250. E’ del tipo orientale, con le foglie molto incise e la corteccia ricoperta di piccole scaglie beige, mentre i platani ibridi, in uso dall’ottocento in poi hanno la corteccia liscia, chiara, maculata, con placche che si staccano progressivamente.

 Appena si arriva da Bologna a San Giovanni in Persiceto si trova l’istituto di assistenza ai disabili villa Pia che ha nel giardino, vicino alla strada principale, un PIOPPO GRIGIO ultracentenario con un tronco dalla circonferenza di circa 6 metri.

A Monteveglio, appena svoltato nella strada che porta all’abbazia, sulla destra, a ridosso della recinzione di un cortile privato si vede in tutta la sua bellezza una ROVERELLA col tronco dalla circonferenza di 4 metri e un’altezza di 15, coi rami che ombreggiano la strada. Poco più avanti, lasciare l’auto al parcheggio e prendere il sentierino in piano che costeggia la collina. Dopo una cinquantina di metri risalire per dieci metri il sentiero verso una ROVERELLA molto simile alla precedente, ma libera sul margine del boschetto. Entrambe sono bellissime e possono avere un’età di 200 anni.

Nel comune di Calderara di Reno, in località Tavernelle Emilia, lungo la strada che va verso Bologna, già da lontano si vede emergere la bella e amichevole sagoma bianca di un PLATANO davvero notevole. Si trova all’interno di una proprietà abbandonata, in compagnia di qualche altro albero ed in particolare di un filare di begli IPPOCASTANI. Il platano ha la circonferenza del tronco di circa 6 metri ed un’altezza stimabile in 30 metri. La possibile età è di 200 anni.

A Dozza, oltrepassato il centro abitato, continuando dopo il campo sportivo, sulla sinistra imboccare la via Loreta. Scendendo circa 500 metri, sulla sinistra prendere la via croce conta e continuare per circa 1.500 metri, fino ad arrivare ad una casetta disabitata. Li vicino vive un PERO illustre. visibile dalla strada. I peri hanno radici a fittone, dunque profonde, che li rende molto stabili sui terreni e capaci di procurarsi l’acqua meglio di altri.

La bella Imola, ricchissima di verde anche in città, nel Parco delle Acque Minerali, dentro cui c’è il circuito automobilistico ora in disuso, due belle QUERCE ROVERELLE si trovano ai lati di una scala che sale verso la parte alta del parco. Le querce crescono lentamente ed hanno un legno molto resistente. Si riconoscono dalle foglie lobate e dalle ghiande, un poco diverse a seconda del tipo di albero.

Nel cortile della biblioteca comunale di Imola, un CEDRO DEODARA di circa 90 anni fa da ombrello perfetto e molto suggestivo, sotto il quale la lettura diventa un piacere ancora maggiore. E’ un sempreverde simile al cedro del Libano, ma con gli aghi più morbidi. I cedri hanno lo stesso nome dell’agrume, perché il loro legno è profumato.

Appena fuori città, nel parco Tozzoni di Imola, sul prato principale una bella QUERCIA ROVERELLA dal tronco molto basso a più fusti, valorizza il grande prato più alto.

 

cipresso di Grizzana Morandi

cipresso di Grizzana Morandi

 

Da Imola, prendendo la statale che va verso Firenze, dirigersi verso Borgo Tassignano. Circa 2 chilometri prima di raggiungerlo, sulla sinistra si vedrà un cartello che indica un vivaio. E’ la via chiusa, dove si trova un bellissimo TASSO dalla chioma a forma di sfera naturale. Questo sempreverde è interamente velenoso, tranne la polpa degli arilli rossi, i piccoli frutti che le femmine portano a fine estate. L’albero cresce molto lentamente, anche all’ombra di altri. Ha un legno pregiato, resistente ed elastico. E’ molto resistente all’inquinamento ed ai tagli. Per questo viene spesso modellato in forme geometriche.

Due chilometri a Ovest di Budrio, appena fuori Vigorso, imboccando la via dei 13 martiri, stradina di campagna, si riconosce il gigantesco, perfetto PLATANO, fitto di rami bianchi arzigogolati e poi di ramoscelli che lo fanno sembrare un grande soffione che spunta dal prato del fortunato abitante al n.3. I platani sono fra gli alberi più grandi che abbiamo in Italia, insieme ai pioppi ed ai faggi. Sono però più resistenti di loro e per questo vengono spesso piantati per le alberature stradali. Si riconoscono dalla corteccia chiara che si sfalda a chiazze e per le grandi foglie lobate e coriacee.

Appena prima di Sasso Marconi, arrivando da Bologna, si trova il Borgo di Colle Ameno. Nel giardino dove si trova un ex oratorio dal bel profilo e dal bel rosso bolognese che gli colora i muri, ci sono due TASSI di 400 anni che hanno esteso grossi rami molto in basso nel tronco, formando una larghissima, suggestiva cupola sempreverde. Accanto all’ex oratorio un notevole PINO NERO col tronco dalla circonferenza di 3 metri lo fiancheggia degnamente. Questo tipo di pino è fra i più frugali, di origine austriaca, detto “nero” per gli aghi scuri e per il colore scuro fra le placche del tronco di un bel grigio chiaro. In fondo alla stradina fra le due file di case, si arriva ad un giardino con un bel TIGLIO SELVATICO dalla circonferenza di circa 3 metri, insieme ad altri alberi e un piccolo stagno.

Nel comune di Grizzana Morandi, appena fuori dell’abitato di Monteacuto, dal lato apposto della strada rispetto alla chiesa, all’inizio della stradina sotto il cimitero, c’è un bel CASTAGNO col tronco di 6 metri di circonferenza.

Nel comune di Grizzana Morandi, dopo 18 chilometri, in località Vimignano la Scola, vicino a Ponte Verzuno e Riola, a custodia dell’antico borgo c’è un grande CIPRESSO con la circonferenza del tronco di 5,50 m., insolito anche per l’altitudine a cui si trova. E’ un sempreverde molto resistente e con radici a fittone, profonde. Cresce in zone mediterranee, accontentandosi di terreni magri e aridi. Il suo legno è profumato, inattaccabile da insetti e marciume. La sua forma stretta e sottile è inconfondibile. La varietà di pioppi italici che gli assomigliano sono infatti chiamati pioppi cipressini.

Un gruppetto di cinque CIPRESSI si trova sul cocuzzolo di una collinetta lungo la strada che da Sasso Marconi da verso Pianoro. Lo si vede bene, arrivati in cima alla salita, prima di svoltare verso Pian delle Macine. E’ probabilmente un roccolo, vale a dire un posatoio per uccelli migratori che cadono poi nelle reti sottili di cotone. Adesso i roccoli ancora in uso lo sono unicamente per motivi di studio. Per la caccia sono vietati.

Nel comune di Camugnano, a Poranceto (oltre 800 m. slm) c’è il Museo del Bosco in una zona con enormi CASTAGNI di vari secoli. Bellissimo. Il castagno è un albero che può vivere anche 1000 o più anni, sostentando con i suoi frutti, da cui si può ricavare anche farina, la vita di molte persone e animali. E’ particolarmente bello quando fiorisce a Giugno.

 

 

Alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Ferrara

ginkgo ferrara

ginkgo  di Ferrara

 

Nel giardino della biblioteca ariostea di Ferrara, dove un tempo si trovava l’orto botanico, splende un GINKGO BILOBA della probabile età di 140 anni, anche se la sua mole ne fa immaginare di più. La circonferenza del tronco è di circa 5 metri e l’altezza di 20. Si è potuto sviluppare tanto per la mancanza di concorrenza e la posizione protetta. E’ uno degli alberi più antichi della terra, arrivato a noi dall’epoca giurassica insieme alle cicadine, l’araucaria, la welvitschia. E’ di origine asiatica, con le foglie a ventaglio che in autunno diventano di un meraviglioso giallo. Ha sessi distinti. Questo è maschio. Le femmine portano frutti simili a piccole prugne di un rosa perlaceo.

Nel parco Massari di Ferrara, a metà ottocento erano stati piantati gli alberi per trasformare il parco all’inglese, modificando la struttura all’italiana precedente. Risalgono ad allora i molti TASSI, di cui 20 davvero grandi. Per alberi dalla lenta crescita come loro, è un buon traguardo. Da lontano si possono confondere con degli abeti, ma vari tratti li distinguono. Anzitutto il tronco che tende ad avvitarsi ed ha una scorza leggera, sotto la quale si vede il legno che tende al violaceo. Le femmine, in autunno sono bellissime, tutte ornate dei loro arilli (frutti) rossi, del diametro di 5 mm. I BOSSI presenti, essendo arbusti appaiono piccoli, nonostante l’età. Hanno un legno anche più duro di quello dei tassi. Fra i CEDRI DEL LIBANO ce n’è uno che, essendosi inclinato verso la strada, fa un effetto scenografico.  IL COMUNE SI E’ IMPEGNATO A SOSTITUIRE, A GENNAIO 2012, LA STRUTTURA CHE STRANGOLA L’ALBERO

A Cento, in via Ugo Bassi, 45, nel cortile di un oratorio, 2 GELSI DA CARTA di forse 300 anni sono l’unica testimonianza di un passato che si intuisce nel grande portone di legno a due battenti. Il gelso di destra, guardando verso la strada, ha una circonferenza di circa 5 metri nel tronco tormentato ed obliquo, cavo e suggestivo. Questo tipo di gelso ha foglie di due forme diverse sullo stesso albero come i gelsi da more. La parte più interna della corteccia era usata in Cina fin dall’antichità per farne carta. L’albero ha sessi distinti, è molto frugale e, grazie al suo fitto fogliame ruvido e peloso, era usato per alberature stradali.

Al numero 1 della stessa via, nel giardino di una scuola, una grossa SOPHORA JAPONICA ed una ROBINIA si vedono attraverso la recinzione coi loro grossi tronchi ed il fitto, bel fogliame simile. La robinia ha le foglioline ovali e la sophora appuntite, ma entrambe sono pennate e delle stesse dimensioni.

A Campotto, appena dentro il giardinetto di una ex scuola elementare di inizio novecento, ci sono 2 GELSI NERI della possibile età di 150 anni. Il tronco ha una circonferenza di oltre 4 metri. Anche le foglie di questi gelsi nutrivano i bachi da seta. I frutti, simili a lunghe more molto scure, macchiano molto ed oltre ad essere mangiati, servivano dunque anche da inchiostro. I vecchi alberi, però, non ne fanno più.

 

 

 

Alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Forlì-Cesena

bagolari di Forli

bagolari di Forli

 

A Faenza, in piazza Lanzoni ci sono vari grandi OLMI, di cui uno con la circonferenza del tronco di quasi 4 metri. C’è anche un bella fontana di ceramica e, se l’insieme fosse più curato, sarebbe davvero bello.

Arrivando a Forlì da Ravenna, si trova il cimitero di guerra indiano con meravigliosi BAGOLARI dall’amplissima chioma su tronchi bassi e larghi. Suggestiva  atmosfera.

In piazza duomo a Forlì, si vede emergere dal giardino di un ristorante un GINKGO BILOBA di 160 anni, alto 20 metri e con un tronco di 4 m. di circonferenza, a cui si appoggia un glicine.

Nella frazione San Vittore, a 7 km da Cesena, si trovano anzitutto due TIGLI coi tronchi di 4 m. di circonferenza e 20 di altezza, che incorniciano l’ingresso dell’asilo infantile.

Continuando in direzione di San Carlo, di fronte all’accesso alla superstrada, nel giardino di una villa, ma perfettamente visibile dalla strada c’è un magnifico CEDRO DEL LIBANO che potrebbe avere 400 anni. Ha un tronco della circonferenza di 6 m. e un altezza di 20. Uno dei rami bassi è lungo altrettanto. Pur tanto bello, è stato danneggiato dall’eccezionale nevicata dell’inverno 2012-13, che ha tranciato molti rami anche agli altri alberi monumentali del giardino, tra cui un LECCIO.

Poco più avanti, lungo la strada, a San Carlo, un PINO DOMESTICO col tronco di circa 4 metri di circonferenza, ha perso gran parte della chioma nello stesso inverno. Speriamo si riprenda.

 Nella frazione san Giorgio, vicino all’uscita della autostrada Cesena Sud, appena imboccata la via Melona, che inizia giusto prima del paese, al n. 3401 si vede uno spettacolare GELSO, con un’enorme chioma che attraversa la strada. I rami all’interno della proprietà sono puntellati. Il tronco ha una circonferenza di circa 5 metri, su 1,50 di altezza da cui partono i molti grossi rami. Vale davvero la pena di vederlo.

 

gelso di Cesena

gelso di Cesena

 

 Arrivando da Cesena a Savignano sul Rubicone, sulla sinistra c’è la pieve del compito e il museo archeologico. Davanti alla pieve c’è un TIGLIO col tronco dalla circonferenza di 4 metri e l’altezza di circa 20.

Andando da Cesena verso Forlì, a Carpinello, in mezzo ad un campo sulla sinistra appare come un re uno spettacolare, gigantesco PLATANO ORIENTALE, recintato da un basso steccato che lo isola, esaltandolo. Ha una circonferenza di forse 8-9 metri e un’età presumibile di 3-400 anni. Non è altissimo perché danneggiato dai bombardamenti dell’ultima guerra, ma ugualmente armonioso in modo commovente. Lì vicino c’è un’antica ghiacciaia in seminterrato, appartenuta alla villa Mangelli, distrutta dai bombardamenti. Il platano orientale, esistente in Europa dall’epoca degli antichi romani è ormai molto raro in Italia perché è stato ibridato con la specie occidentale, di origine americana.

A Dovadola il quadrato del cimitero è circondato da 120 CIPRESSI di cui la maggior parte è ultracentenaria I cipressi sono molto diffusi in Toscana e nella confinante Emilia-Romagna, dove sono sempre stati piantati come frangivento tanto per le ville quanto per i casali. Sono alberi estremamente frugali, ma resistentissimi e molto longevi. Hanno radici profonde, un legno profumato, ricco di oli essenziali che lo rendono inattaccabile tagli insetti e dal marciume. Dal legno dei rametti si estrae l’essenza che cura la tosse, mentre dai frutti legnosi si estraggono quelle per curare disturbi del sistema venoso e piaghe, che i contadini usavano anche per curare il bestiame. Uscendo dal paese, un bel colonnato di PINI DOMESTICI orna i due lati della strada.

 A Castrocaro Terme, appena imboccato il viale dove c’è il parco termale, un LECCIO alto, con una lunga cicatrice provocata da un fulmine, mostra la torsione del tronco, di 4 metri di circonferenza e circa 20 di altezza.

Nel parco termale, gli alberi più rilevanti sono una ROVERELLA con tronco di 3,5 metri di circonferenza e 20 di altezza, vicino al tempietto delle acque. Scendendo lungo il viale più a destra, si trova verso il fondo una FARNIA col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri e 20 di altezza.

 Quattro chilometri più a sud di Portico san Benedetto, in località Bocconi, uscendo dall’abitato, davanti al ristorante la Beccona una stradina scende verso un parcheggio. Sulla sinistra si incontrano una ROVERELLA e un LECCIO ultracentenari con tronchi dalla circonferenza di oltre 3 m.

 

 

alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Modena

sequoia gigante di Pavullo

sequoia gigante di Pavullo

 

Verso l’Abetone, fuori da Pievepelago salire verso in direzione del lago santo a Casa Mordini, un gruppetto di case protette da un bellissimo OLMO MONTANO dalla circonferenza del tronco di 6,5 metri ed un’altezza di 20. E’ piantato vicino ad una cappellina della madonna. L’olmo ha foglie seghettate dalle proprietà cicatrizzanti. Erano molto usate come foraggio. La particolarità di quest’albero è la fioritura precoce con fiorellini a stami rossi, che si vedono solo da vicino. Diventano subito frutti, che sembrano fiori verdi i cui petali hanno al centro un seme. Presto volano via come coriandoli

Da Fiumalbo, a circa 1000 m sl., salendo per circa 5 km per la via Versurone, si trova un grande piazzale e poi un gruppo di case. Poco dopo c’è una stradina che scende a sinistra verso la proprietà Ca’ de Pedro. Chiedendo il permesso si potrà vedere un bellissimo ACERO DI MONTE di almeno 200 anni, col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri ed un’altezza di 20. L’acero ha la corteccia a scaglie rosate, foglie che in autunno si colorano di giallo e rosso, frutti simili ad insetti rosa alati.

A Pavullo, nel Parco Ducale, dietro il tribunale, tra le molte varietà di alberi c’è una splendida SEQUOIA GIGANTEUM a forma di grande cono, con i rami più bassi che toccano terra. E’ alta circa 30 metri ed il tronco ha una circonferenza di oltre 6. Quelle giganti hanno foglie vagamente simile ai cipressi ma lunghe, dure e tendenti all’azzurro. I coni sono grandi come noci. Di rimpetto ha un altrettanto bel CEDRO DEL LIBANO di uguale altezza ma dal tronco ancora più ampio. Entrambe sono difese da parafulmini, per evitare che tanta bellezza possa essere incenerita. Hanno all’incirca cent’anni, quanto il parco che ha due SEQUOIE SEMPREVERDI all’inizio del prato, uscendo dal primo piano del palazzo ducale con un ponticello di collegamento al parco.  Il vialetto che passa da quel punto è orlato da varie TUJE OCCIDENTALI. Nel parco, lungo uno dei vialetti serpeggianti c’è un TIGLIO con un triplo tronco dalla circonferenza di circa 5 metri ed una chioma che forma una volta incantevole. C’è anche un grande IPPOCASTANO, un FAGGIO, un ACERO DI MONTE accanto ad uno campestre, un FRASSINO accanto alla sequoia gigante e molti altri begli alberi.

SEQUOIE GIGANTI sono anche fuori dal parco, al di là della strada, dove c’è un bar.

 

ippocastano di Rocca Malatina

ippocastano di Rocca Malatina

 

A trenta chilometri di distanza, a Rocca Malatina, appena fuori dal paese sotto la strada c’è una villa di campagna con uno dei più spettacolari IPPOCASTANI che sia dato di vedere. È basso ma con un larghissimo ombrello di rami. La sua perfetta salute di centenario, è dovuta all’attento proprietario, dottore agronomo che ha provveduto a puntellarlo e curarlo con amore. La circonferenza del tronco è di oltre 4 metri, mentre in diametro della chioma è di ben 24 metri.

Con questa visita vale davvero la pena di andare a vedere gli straordinari picchi della rocca Malatina, formazioni rocciose gigantesche e spettacolari, che offrono un’atmosfera impressionante.

Nelle vicinanze c’è Monteombraro dove, seguendo dapprima le indicazioni per il parco dei castagni secolari e poi costeggiando le case, in cinque minuti si arriva al sentiero che circonda l’ultima casa dietro la quale, sia pure nel giardino recintato, si vede un CASTAGNO di almeno 600 anni, con un tronco dalla circonferenza di circa 10 metri. Vicino a lui ce n’è un altro ragguardevole, ma sminuito dalla presenza del re dei castagni.

Da Fanano salire verso Canevare e proseguire ancora per alcuni chilometri, fino a trovare una stradina che sulla destra sale all’agriturismo del Cimone. Dopo averlo raggiunto proseguire ancora per un chilometro fino a che si vede sul lato destro della strada, vicino ad una casa un ACERO DI MONTE col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri ed un’età di varie centinaia d’anni. La chioma è ormai scarsa ma l’albero è ancora bello, valorizzato anche dalla sua posizione panoramica, a oltre 1200 metri di altitudine.

 Da Fanano verso Sestola, al km 37 della sp 324, prima di una curva si vedono due annosi CASTAGNI in un piccolo appezzamento frequentato dalle galline, i cui tronchi in parte senza più corteccia mostrano forme molto interessanti.

 

 

alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Parma

bagolaro Parco del Taro

bagolaro Parco del Taro

 

Nel parco della reggia di Colorno, allo sbocco della bella galleria di carpini, si trova una ZELKOVA carpinifolia del 1840, col tronco della circonferenza di circa 4 metri e mezzo. Alla base del tronco si vede una linea orizzontale netta, al di sotto della quale cresce il muschio. Rivela il punto in cui un olmo nostrano è stato innestato, quando era un arboscello, con un olmo del Caucaso, qual’è la Zelkova. Gli olmi erano alberi molto diffusi in Italia fino ad una sessantina d’anni fa. Poi un coleottero importato dall’America con legname infetto, ha sterminato gran parte di questi begli alberi.

Seguendo il sentiero fra gli alberi che si trova sulla sinistra della reggia, avendola alle spalle, si trova presto una grande QUERCIA FARNIA, molto alta e dal tronco imponente. Altre sono distribuite nell’insieme.

A nord di Collecchio c’è la Corte di Giarola, antico edificio rurale, ora sede del Parco del Taro. Dietro la chiesa ci sono due magnifici BAGOLARI col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri ed un’età di almeno 200 anni. Molto suggestivo il percorso nel parco e, nella bella stagione, al museo. I bagolari hanno radici tanto possenti da essere chiamati “spaccasassi”. Il tronco è liscio con corteccia grigia, mentre le foglie a penna d’uccello seghettate in autunno diventano di un bel giallo luminoso. I frutti, ciliegine nere e farinose, sono buon cibo per gli uccelli.

 Nel giardino del castello di Soragna c’è un enorme e bellissimo  NOCE NERO di 270 anni, alto 40 metri e con una circonferenza del tronco di oltre 6 metri, che si può vedere guardando attraverso il cancello del parco sul retro. E’ il più grande d’Italia.

 A Monticelli Terme in via Monte, sul lato opposto alla chiesa si trova un notevole ROVERE col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri.

 

 

Alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Piacenza

quercia di Castelvetro

quercia di Castelvetro

 

Arrivando da Piacenza verso Castelvetro, subito dopo aver imboccato a destra la strada per raggiungere l’abitato, svoltare di nuovo a destra e proseguire fino a che la strada sale un poco e si biforca. Sulla destra, nel prato si vede una QUERCIA ROVERELLA dell’età presunta di 200 anni, che forma una larga cupola. Avvicinandola si vede nel tronco dalla circonferenza di circa 4 metri, una lunga cicatrice che parte dall’alto, traccia di un fulmine che, fortunatamente non l’ha uccisa. E’ chiamata la nonna, ma anche “Mina” forse per la sua fama, come simbolo di una protesta contro l’inutile costruzione di un nuovo ponte sul Po, che danneggerebbe lei e l’ambiente fluviale.

Arrivando a Villanova sull’Arda da Fiorenzuola, su una curva si vede da lontano il più che centenario OLMO CAMPESTRE, dal tronco con circonferenza di 5 m., con i suoi grandi rami carichi di ramoscelli fini e penduli che lo rendono inconfondibile. L’olmo ha la particolarità di sembrar fiorire due volte. La prima a fine inverno, con fiorellini rossi molto belli ma così poco appariscenti da dargli un alone di quel colore. La seconda poco dopo quando i fiori, diventati presto frutti diafani come coriandoli di carta velina con un semino al centro, riuniti come petali di un grande fiore, decorano con il loro colore verde chiaro i rami dell’albero. Poco dopo volano via.

Non lontano dal passo Brallo, vicino al confine con la Lombardia, a Pieve di Montarsolo, (circa 1000 m. di altitudine) c’è una ROVERELLA di 950 anni, col tronco dalla circonferenza di 7 m.circa, che guarda il boschetto con le sue discendenti, in un’atmosfera tra le più suggestive. L’albero è vivo solo sul lato est e i numerosi tiranti che lo vorrebbero salvaguardare, deturpano l’effetto d’insieme di rara atmosfera del luogo, vicino ad un’antica pieve e cimitero. Il 29 Agosto, presso la Grande Madre Quercia si celebra la festa della Madonna della guardia. Un bel modo per renderle onore.

 

 

Alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Ravenna

pini domestici a Coccolia

pini domestici a Coccolia

 

A Pinarella, appena prima di Cervia, in un giardino pubblico di via Catullo, un magnifico GELSO BIANCO spande la sua chioma su uno spazio di 12 metri di diametro. Il tronco ha una circonferenza di oltre 4 metri. Ha dei sostegni ma è in ottima forma.

In tutta l’Emilia-Romagna ci sono molti pioppi, data la ricchezza d’acqua indispensabile alla loro crescita. A Lugo, in via Sant’Andrea, 40, due PIOPPI BIANCHI ornano l’ingresso del terreno davanti ad una casa. Questi alberi hanno la corteccia candida che, man mano che passano gli anni, si annerisce, si screpola e si irruvidisce partendo dal basso. I rami, però, rimangono bianchi con striature nere. Bianche sono anche le foglie sulla pagina inferiore, mentre quella superiore è verde. Hanno sessi distinti e le femmine, a Maggio portano i grappoli lanuginosi i cui fiocchi volano via portandosi i minuscoli semi.

Un PIOPPO GRIGIO della possibile età di 150 anni, tronco con circonferenza di oltre 5 metri, si trova in campagna in via del signore 24, a Nord Ovest di Massa Lombarda. E’ un ibrido fra il pioppo bianco e quello tremulo. Le foglie hanno la forma del tremulo e la corteccia è meno candida di quello bianco.

 Un altro PIOPPO GRIGIO, segnalato però come pioppo bianco, si vede già dalla strada che da Cesena va a Pisignano, sul vialetto di accesso alla casa colonica del n. 8 di via Crociarone. E’ alto oltre 30 m., con la circonferenza del tronco di circa 5 m.

A Ravenna, vicino al monumento di Galla Placidia e alla basilica di san Vitale, un PLATANO alto una trentina di metri, con un tronco di circonferenza intorno ai 5 metri, offre la sua preziosa ombra in estate.

Arrivando verso il battistero neoniano vale la pena di visitare il piccolo giardino dei semplici. Nel cortile del battistero c’è un LAUROCERASO molto bello.

 Arrivando da Ravenna verso Lavezzola lungo la ss.16, tra il ponte della ferrovia che passa sopra la strada e il bivio per andare in paese, sulla destra si vede un bel FRASSINO, col tronco dalla circonferenza intorno ai 4 m., alto 20.

 Quando da Ravenna si arriva a Coccolia, di fronte ad una fabbrica c’è un ponte. Appena lo si oltrepassa, girare immediatamente a sinistra e seguire l’argine, seguendo la strada che svolta a destra. Si vedrà il lungo filare di PINI DOMESTICI davvero molto bello.

 

 

alberi monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Reggio Emilia

cedro Reggio Emilia

cedro Reggio Emilia

 

Un imponente OLMO CAMPESTRE di 300 anni, circonferenza del tronco 6 m. era il vanto di Campagnola Emilia. Adesso è morto.

A 7 km. da Scandiano, nella frazione di Rondinara, salendo per una ripidissima stradina si arriva in una proprietà dove una QUERCIA FARNIA col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri, si trova fra due ruderi. La sua età è stimata intorno ai 400 anni.

Nel centro di Reggio, nel parco del Popolo, tra gli altri alberi c’è un CEDRO DEL LIBANO di grandissima bellezza, circondato da un muricciolo. E’ relativamente basso ma di un’accogliente ampiezza ed ha circa 130 anni..

 A Reggio in viale Amendola, nell’area ex Lazzaro, che adesso è sede della ASL e si riconosce da fuori per il parco, appena entrati nel parcheggio sulla destra si vede una FARNIA con una lunga cicatrice da fulmine sul tronco di circa 4,5 m. di circonferenza e una grande bellezza, nonostante la malattia e i circa 300 anni.

 A Reggio in via martiri di Minozzo, nei pressi di un ristorante c’è un prato con qualche albero e una stupenda FARNIA col tronco di circa 5 metri di circonferenza e 20 oltre 20 di altezza, malata. La possibile età è di 300 anni.

 A Marmirolo, poco dopo aver imboccato la via Manzotti, al n. 26 si vedono due bellissimi CIPRESSI CALVI coi tronchi dalla circonferenza di circa 3 metri e l’altezza di circa 15, all’ingresso del giardino di una casa. Nel campo, una TAMERICE piuttosto grossa.

 Ad Albinea in via Grandi, a pochi metri dalla sede della Croce Verde, in un grande campo c’è un GELSO BIANCO stupendo, col tronco dalla circonferenza di 4 m. circa, vicino a uno più piccolo.

 

alberi Monumentali dell’Emilia/Romagna, provincia di Rimini

tamerice di Mondaino

tamerice di Mondaino

 

Nel centro di Rimini, in piazza Malatesta, un PLATANO orientale col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri, troneggia su un parcheggio di motorini, in compagnia di altri congeneri, tutti sofferenti come lui.

 Da Rimini si sale dalla via Covignano fino a San Fortunato, dove c’è un seminario. Nel giardino interno c’è un TIGLIO di 400 anni e una circonferenza di oltre 4 metri. Una terribile grandinata dell’estate 2013 lo ha gravemente provato. Nel giardino aperto c’è un BAGOLARO dal tronco cavo, di circa 4 metri di circonferenza, anche lui sofferente. Non molto distante uno SPINO DI GIUDA dal tronco doppio con circonferenza di quasi 3 metri è in salute e si difende con una selva di spine lunghe come una mano.

A Villa di Verrucchio, non lontano da Rimini, nel chiostro del convento francescano c’è il CIPRESSO forse più vecchio d’Italia. Ha circa 800 anni, una circonferenza alla base di 5m e mezzo, un’altezza di 25 metri e si dice sia stato piantato dallo stesso San Francesco. Una metà è morta ed il cipresso pende dalla parte verde, dall’ancora fitto fogliame, a causa di un forte temporale di 20 anni fa. Per evitarne il crollo è stato puntellato.

A Mondaino (350 m. slm), prima di uscire dall’abitato in direzione di Montegridolfo, sulla destra, all’interno di uno spiazzo erboso e al confine con un campo, si trova una TAMERICE di centoquarant’anni con un tronco coricato di due metri e mezzo circa di circonferenza. L’altezza è intorno agli 8. Questa pianta è tipica delle zone costiere, dove serve da frangivento e consolida le spiagge.