POTARE GLI ALBERI

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Gli alberi hanno un loro modo di equilibrarsi e spesso non c’è bisogno di potature. I nuovi rami sono più deboli di quelli originari e costringono a sempre nuovi interventi. I tagli vanno fatti quando sono davvero necessari e valutati di caso in caso a seconda del tipo di albero, della situazione, della stagione, del tempo. Sono esseri viventi sensibili, non oggetti. Il fatto che il loro legno sia usato come materiale, ha purtroppo distorto la mentalità, finendo col far considerare loro stessi alla stregua di cose inanimate. Invece percepiscono sensazioni, soffrono, si ammalano. Sono creature formate 345 milioni di anni fa e per questo sono molto diversi da noi che, volendo largheggiare, abbiamo solo 4 milioni di anni.

La potatura si deve fare quando l’albero è a riposo, verso fine inverno, quando il rischio di gelate è più leggero. Un grande freddo su un albero ferito fa ancora più danni. La deve fare chi si è specializzato con corsi appositi. I criteri per riconoscere la competenza dell’operatore sono anzitutto che disinfetti sempre gli strumenti, per non trasmettere malattie, che faccia i tagli nel modo illustrato e sempre obliqui, per far defluire bene l’acqua piovana, in modo che non penetri nelle ferite, facendole marcire.

RAMI I tagli che si vedono eseguiti come nella prima figura, creano molte grandi ferite da cui passano parassiti e malattie, deformano la struttura dell’albero, fanno crescere rami in concorrenza e polloni dappertutto, in particolare se sono tigli.

Fatti come nella seconda figura, asportando con un taglio raso solo i rami che possono ostacolare. riduce le ferite, lascia all’albero l’equilibrio di cui ha bisogno e sufficienti foglie per respirare, nutrirsi ed irrobustirsi. Obbligarlo al grande sforzo di rifare i rami e le foglie lo indebolisce e lo fa ammalare.

 

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foto da quilivorno.it

 

Si vedono spesso alberi mutilati come nella foto qui sopra. In questo modo, in cima ai rami usciranno in cerchio molti rametti deboli, oltre che esteticamente bruttissimi. Il taglio va fatto vicino al punto in cui parte un ramo secondario che si intende lasciare. Una potatura ben fatta deve lasciare intatta la struttura della chioma e non lasciare solo qualche moncone. L’albero reagisce in modo diverso a seconda dei punti in cui si agisce.

Mai lasciare monconi o rami tagliati lontani dall’ascella, mai lasciare strappi, che non cicatrizzano o lo fanno male, perché oltre ad infettarsi possono nascere molti rami in concorrenza fra loro e deboli. Per contenere la crescita, dopo aver capito quali sono i rami principali, tagliare all’ascella quelli secondari, che poi non dovranno essere cimati.

Dopo aver disinfettato la sega, tagliare con nettezza, senza slabbrature, vicino al colletto dove ci sono barriere naturali di difesa, in modo da dare all’albero le migliori possibilità di ripresa.

RADICI Così come non dobbiamo ferirli nella parte fuori terra, è necessaria grande attenzione anche per le radici. A parte quelle legnose, che servono da sostegno e da conduzione, possiedono chilometri di sottili filamenti che sono il loro sistema nervoso e cervello diffuso, oltre che mezzo di assorbimento dell’acqua e dei minerali.

Coprire con troppo materiale le radici, calpestare troppo il terreno, scavare senza riguardo, sono tutte cose che le danneggiano e fanno ammalare gli alberi, indeboliscono e fanno cariare i rami, così che poi si spezzano.

I grandi alberi possono essere potati dai treeclimbers, specialisti che si arrampicano sugli alberi e, assicurandosi con le funi, compiono il lavoro senza danni.

 

 

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