alberi della civiltà copertinaleg (2)
198 pag. 21×15 con foto in b/n
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  ascolta da Controradio  il melo

 

 

Possono vivere oltre duemila anni e viaggiare senza spostarsi, trasformare l’aria in cibo e neutralizzare i veleni, attirare le piogge e incanalarle nelle falde, trattenere le montagne e rallentare il vento.

Gli alberi sono veri, grandi maghi.

 

Un libro fondamentale per conoscere le qualità degli alberi europei e tropicali più comuni, interessanti e utili, in forma narrativa.

 

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IL BAMBU’

 

Ai tropici cresce una pianta erbacea tanto alta da poter superare gli alberi. Si aggrappa al terreno con i rizomi orizzontali robusti e fitti, in una rete inestirpabile ed invadente, anche se poco profonda. I suoi steli diritti, sottili e vuoti, certe volte crescono a tale velocità da arrivare in pochi giorni all’altezza di un bambino, poi di un uomo, poi di un albero con lunghe e sottili foglie sui ramoscelli esili ed eleganti. Finalmente si ferma e dalla sua altezza si dondola immutabile, per anni. Le altre erbe e gli alberi fioriscono, ma il bambù cambia soltanto le foglie a primavera e d’estate. Possono trascorrere trenta, cinquanta, anche cent’anni prima che lui e quelli della sua stessa varietà in tutto il mondo, quale che sia la stagione, la temperatura o l’età, siano pronti a lasciare una discendenza per poi morire. Praterie color verde pallido si rivestono di piccole, delicate infiorescenze. Maturano i frutti che si aprono e lasciano cadere a terra una grandinata di semi. Allora, in certi posti può succedere che arrivino i topi a milioni, attratti dal profumo del cibo che assaggiano una sola volta nella loro vita. Si gettano sul pasto più abbondante e squisito del mondo fino a ripulire il terreno. Fortificati e robusti, si ritrovano improvvisamente a digiuno e allora invadono i campi, i giardini, le case e divorano tutto, terrorizzando uomini e bestie.

Gli animali che vivono fra i bambù, che siano lemuri del Madagascar o Panda della Cina fuggono a cercarsene un’altra varietà, perché dopo aver dato frutto, i loro sono morti.

Qualche seme, però, si sarà salvato infilandosi per tempo sotto terra. Passerà un anno prima che il bosco dell’erba gigante torni a rinascere. Come gli animali, gli uomini ne mangeranno i germogli, dagli steli lisci, cerosi e cavi ricaveranno tubature per l’acqua, costruiranno impalcature e ponti, travi e muri, pavimenti e mobili. Li faranno suonare come strumenti musicali, frusciare come carta e se avranno bisogno di fuoco, sarà di bambù.