COPERTINA_viaggiarecome vetrina

 270 pag. 21 x 15

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Un libro di viaggi per conoscere aspetti interessanti di Madagascar, Mali, Senegal, Cuba e Messico, oltre che di tutte le regioni italiane. Per seguirmi nella realizzazione del progetto A SCUOLA DAGLI ALBERI

 

I problemi ambientali e sociali possono essere attenuati mettendo in grado le persone di conoscere la natura dentro e fuori di sè, perchè chi ne sa qualità e funzionamento è anche capace di prendersene cura con amore e competenza.

 Dedico questo libro all’Italia, nel centocinquantesimo anniversario della sua unità, perché patrimonio di tutti, al di là di ogni origine e preferenza, è la natura. Difendere il nostro territorio e quello del mondo intero, si può fare oggi con i mezzi pacifici e fortemente terapeutici della creatività, di cui la natura è la migliore ispiratrice.

 

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LE TERMITI E LE CASE DI TERRA

Lungo la strada della Casamance che porta verso Enampor, gruppetti di palme circondano grandi termitai e li proteggono con l’ombra. Guglie di terra alte fino a sei metri si alzano da una base larga, come un’eruzione del suolo ardente. Sono dure come pietra ed esternamente deserte. Le termiti non escono mai alla luce e solo una volta nella vita, nugoli di maschi e di possibili regine volano fuori per scegliersi. Poi si strappano le ali e vivono nel buio dove le operaie scavano e costruiscono lunghissime gallerie per arrivare al cibo, cementando ogni granello di sabbia con le feci collose, riparandone i guasti dopo aver umettato i raccordi con la saliva. Ampie stanze, lunghi corridoi, alti camini, minuscole aperture fanno circolare l’aria perché si rinnovi e mantenga costante la temperatura all’interno, dove migliaia o milioni di creature senza occhi, si riconoscono al tatto e all’odore.

Popolano la terra fin dagli inizi, prima delle formiche, avversarie ben fornite di difese che loro non hanno. E’ da allora che si sono ritirate nei castelli presidiati da soldati, che ne vigilano ogni apertura e la ostruiscono con l’arma che è la gran testa cornuta. Non mancheranno mai di cibo, loro che si nutrono di tutto ciò che è vegetale, consumandolo dall’interno, per non esporsi mai alla luce. Una galleria sottile quanto un dito le porta alla base di un albero, che masticano voracemente fino quasi alla corteccia, svuotandolo per intero senza che niente lo lasci sospettare. Solo quando crolla come un abito sospeso nell’aria ci si accorge della loro opera nefasta. Sedie, tavoli, porte e travi si afflosciano d’un tratto dopo il loro passaggio, se appena li si tocca. Degli abiti restano solo i bottoni, dei carri rimangono le parti di ferro. Con la stessa sostanza che serve loro per disintegrare certe parti vegetali corrodono anche il vetro ed il piombo. Così è successo a volte.

Qui sembra che non ne abbiano bisogno e la gente vive tranquilla accanto a loro, in case di terra cruda che debbono la tecnologia anche a quegli insetti. Come loro, gli uomini le hanno sempre costruite lavorando in gruppo, mescolando terra e paglia con acqua e sterco bovino, ricco della cellulosa che dà sostegno ai vegetali.

Ad Enampor c’è una casa circolare ad impluvio con un cortile interno, dove una vasca raccoglie l’acqua piovana scesa dal tetto rivestito di paglia. E’ fatta di terra e con le travi in legno di palma borasso e mangrovia, che resistono alle termiti. Accoglie varie famiglie, ed era stata costruita quando le guerre si combattevano con lance e frecce. A M’lomp ci sono case singole di terra cruda a due piani. L’antico metodo è altrove adattato alle esigenze moderne e le case più all’avanguardia lo hanno fatto proprio. Ma ancora si possono vedere dappertutto nel mondo quelle che anche la povera gente si può costruire, belle come costruzioni di fiaba e robuste come castelli.