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Quando Sansepolcro era stata ceduta dallo Stato Pontificio alla Repubblica di Firenze nel 1441, si era trovato un accordo per stabilire il confine lungo il ruscello chiamato Rio, che sgorgava dal Monte Gurzole e scendeva verso il Tevere. Nel suo itinerario, però, il corso d’acqua si divideva, circondando la collinetta di Cospaia, con una distanza massima di cinquecento metri, per ricongiungersi appena il terreno tornava piano. I tecnici arrivati dalle rispettive capitali, essendo forestieri non lo sapevano e, per tracciare la frontiera sulla mappa, avevano seguito l’acqua dalla parte del loro territorio, escludendo inconsapevolmente i trecentotrenta ettari di Cospaia. Confrontando i rispettivi dati si erano accorti dell’errore, ma rifare tutto sarebbe stato troppo complicato, perché certo anche allora la burocrazia doveva essere molto scoraggiante. Così gli abitanti di Cospaia, benedicendo la sorte, si erano dichiarati indipendenti da entrambi i poteri dei vicini. Una simile libertà aveva del favoloso, perché non solo non avrebbero avuto nessuno a comandarli, ma i beni e le merci sul loro territorio sarebbero stati alleggeriti dall’obbligo delle tasse.

 

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Nella piccola e strana repubblica i reati erano pochi, ma chi era perseguito dalla giustizia del papato o della repubblica fiorentina, innocente o meno, poteva trovare lì rifugio e impunità. Gli affari prosperavano e quando nel 1574, attraverso il vescovo Tornabuoni di Sansepolcro, il tabacco era arrivato nella zona, le prime coltivazioni si erano avute nei terreni di Cospaia. La pianta, allora, era usata come medicinale, dato che possiede qualità che, utilizzate con moderazione ed accortezza, sono utili contro il mal di testa e a favore della mente e del cuore.

Cospaia aveva usufruito della sua insolita condizione fino al 1826, quando gli abusi come il contrabbando o il soggiorno di troppi malfattori, avevano fatto decidere di incorporare il territorio nello Stato Pontificio. Il privilegio di coltivare il tabacco, però, era stato mantenuto e si era esteso in quella parte settentrionale dell’Umbria, dove ancora adesso si coltiva.

 

Nel comune di San Giustino, a cui Cospaia appartiene adesso, si può visitare il Museo del Tabacco

Nella provincia di Perugia ci sono vari alberi monumentali che vale la pena di vedere.