Il museo dell’olivo di Torgiano (PG)

coroncina d'olivo

coroncina d’olivo

 

Chi vuole conoscere quali varietà d’olivo si coltivano in Umbria, come sono fatte le piante, che forma prendono e come si sviluppano, troverà le risposte nelle prime sale del Museo dell’Olivo di Torgiano, coi pannelli su cui sono spiegate le doti dell’albero più utile, già nell’antica Grecia. La dea Atena l’aveva offerto in dono all’umanità e ne era stata premiata per questo, con il suo nome dato alla capitale di quella terra. Una mappa mostra che da oltre due millenni quest’albero dal fogliame così bello, che si distingue da qualsiasi altro al primo colpo d’occhio, si coltiva nelle zone dove ancora oggi dimora volentieri. L’olio che è condimento, cibo, medicina, combustibile per l’illuminazione, lubrificante, protettore di pelle e capelli, ingrediente dei saponi più fini, ci è stato tanto utile e caro da entrare a far parte delle liturgie religiose insieme al vino. Del resto, vite e olivo convivevano in passato sugli stessi appezzamenti. Una corona di rametti d’olivo era messa sulla testa degli ambasciatori, che dovevano saper evitare gli attriti come fa l’olio. Era ornamento anche dei vincitori dei giochi olimpici, che gareggiavano nudi e unti d’olio.

 

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macina

 

Finita la vendemmia e il lavoro dedicato alle viti, si portavano le scale a pioli nei campi e le si appoggiavano agli olivi per salirvi a cogliere i frutti che non dovevano ammaccarsi e che andavano lavorati subito per evitare che si guastassero. C’è una grande foto in bianco e nero che documenta questo lavoro, prima di passare alle sale dove una macina di pietra e un gran torchio sono a riposo, dopo tanti secoli di lavoro.

Un modellino di nave documenta il trasporto dell’olio, che si faceva stipando gli orci di terracotta col fondo appuntito, per tenerli incastrati gli uni con gli altri nelle stive in modo ben più sicuro di quanto sarebbe avvenuto con una forma adatta a star ferma in cantina. Dei viaggi in mare ci sono anche posate pieghevoli e i loro begli astucci, ma ancora più belle sono le lucerne da viaggio che, dovendo evitare di rovesciarsi, erano sospese al centro di fasce metalliche concentriche come sfere armillari.

 

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lampada ad olio da viaggio nel museo dell’olivo

 

 

Il legno di olivo, biondo, liscio e movimentato, era ed è usato per sculture e certe statue di divinità, anticamente erano scolpite nelle sue fibre. Statue di marmo erano invece massaggiate con olio d’oliva e cera, che dava loro un colore vicino a quello della pelle umana. Persino fibre tessili come il lino, venivano lubrificate con olio d’oliva per lavorarle meglio.

Oltralpe, fino a non molti anni fa, l’olio d’oliva era venduto insieme ai farmaci naturali più nobili.

 

 www.lungarotti.it/fondazione/moo

Nella stessa Torgiano e sempre di proprietà Lungarotti c’è il notevole museo del vino

Nella provincia di Perugia si potrà far visita a bellissimi alberi monumentali

 

 

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