il ragazzo selvaggio

Questo film del 1970 di Truffault fa conoscere un fatto realmente accaduto nel 1789: la cattura di un ragazzo selvaggio in un bosco dell’Aveyron, una regione francese. Aveva l’apparente età di 12 anni, era nudo e camminava a quattro zampe. Era stato creduto sordomuto e anche idiota, ma un medico di Parigi, Jean Itard, aveva voluto provare ad educarlo. L’aver vissuto per molti anni in totale isolamento, dopo essere stato abbandonato intorno ai tre anni (prima non sarebbe stato capace di sopravvivere) aveva acuito anzitutto il suo olfatto ed il gusto, ma aveva tolto sensibilità all’udito ed al tatto. Non avendo di che coprirsi, era diventato notevolmente insensibile al freddo e al caldo e, senza contatti uditivi, vi reagiva ben poco. Si nutriva di ghiande, funghi, bacche, erbe e dunque non aveva bisogno dell’attenzione acustica indispensabile ai cacciatori. Un po’ alla volta, però, il dottore con l’aiuto della paziente e materna governante, aveva compreso che il ragazzo era intelligente ed udiva i suoni, ai quali aveva cominciato a fare attenzione. Non aveva mai imparato a parlare, perché quella funzione occorre attivarla da piccoli. Aveva vissuto col medico per sei anni, facendo enormi progressi. Fino alla morte, a 41 anni, era rimasto con la governante M.me Guérin, diventata sua tutrice.

E’ molto commovente seguire in modo così drammatico quanto l’essere umano si plasmi a seconda dell’ambiente che lo circonda e quanto l’educazione sia fondamentale nello sviluppo delle sue qualità.

Questo caso ricorda in parte il celebre caso tedesco di Kaspar Hauser, il ragazzo tenuto prigioniero e totalmente isolato in una cantina, per essere liberato solo a 17 anni. Il film che lo riguarda è stato girato nel 1975 da Werner Herzog.