l'uomo senza sonno

 

Un film molto duro del 2004 di Brad Anderson, che bisogna avere la pazienza di vedere fino in fondo per coglierne il senso. Il macchinista Trevor dice di non dormire da un anno. In parte è probabilmente vero perché è ridotto in uno stato pietoso. Nonostante questo riesce a lavorare e a vivere in un modo che per certe persone può essere la norma. Poi inizia ad avere esperienze palesemente falsate dalla mente disturbata. Come conseguenza diventa sempre più aggressivo, nonostante emerga a tratti la sua indole fondamentalmente capace di affetto e comprensione. Alla fine, un trauma lo costringe a guardare ciò che per tutto quel tempo aveva rimosso dalla coscienza. Qualcosa di troppo doloroso, che non era stato in grado di sopportare e che quindi aveva cercato di eliminare dai propri ricordi. Ma, come succede quando si vuole ignorare qualcosa, non per questo il qualcosa cessa di esistere ed emerge continuamente qua e là, con le modalità simboliche dell’inconscio.

La rimozione dalla coscienza di ciò che è difficile da accettare, si manifesta molto spesso anche per fatti molto più lievi, ma con effetti sempre negativi.