ANIMALI-favolose-storie-vere-COPERTINA

200 pagine con piccole illustrazioni – € 15,00 + 2,00 per spedizione,

con segnalibro (ciascuno è un pezzo unico) del valore di € 2,50  in omaggio

 

Il libro che fa conoscere le straordinarie qualità degli animali e le divertenti, ma anche commoventi storie vere che li riguardano

 

ecco un estratto

 

LA GATTA VIVANDIERA

 

Sopra gli stalli del coro, vicino all’altare della chiesa della Vergine Maria e di tutti i santi a Maidstone, nella regione inglese del Kent c’è una grande lapide. Un lungo testo cita i membri dell’illustre casata degli Wyatt, i titoli, i matrimoni, gli eventi che confondono chi non sia del posto. Una breve frase riesce, però, ad attirare l’attenzione anche del forestiero: “In memoria di sir Henry Wiat, di Alington Castle cavaliere baronetto discendente dell’antica famiglia, che sotto il regno di re Riccardo III fu imprigionato e torturato nella torre, dove è stato nutrito e mantenuto da un gatto”.

Henry Wyatt (l’ortografia varia da Wyatt a Wiat, ma si tratta della stessa famiglia) era nato nel 1460 ed aveva studiato ad Eton con l’erede al trono Henry Tudor, con cui aveva fatto amicizia. Il re Riccardo III si era sentito minacciato dal possibile sostegno che Henry Wiat avrebbe potuto dare all’amico nella pretesa al trono che Riccardo voleva scongiurare. Non trovando una giustificazione per ucciderlo, l’aveva fatto imprigionare per le sue opinioni nella torre di Londra. Sir Henry dunque vi aveva passato molto tempo in pessime condizioni, soffrendo il freddo e la fame. Un giorno, però, una gatta era entrata da lui attraverso le grate della finestra. Ci si può immaginare che consolazione fosse una simile, inattesa compagnia. Il prigioniero aveva abbracciato, accarezzato e stretto a sé la bestiola che lo aveva riscaldato con le sue manifestazioni affettuose e il vibrare delle fusa, il proprio calore e la morbida pelliccia. La gatta aveva ben presto capito che il pover’uomo soffriva la fame e, con l’abilità di cacciatrice che distingue la sua specie, aveva cominciato a portargli delle prede, che il prigioniero era riuscito a farsi cucinare da un guardiano compiacente. Pare che si trattasse di piccioni, ma forse c’erano anche altri animali meno apprezzabili per la memoria di una nobile famiglia e che per questo non sono citati. Comunque fosse, la gatta aveva sostenuto in ogni modo il prigioniero che aveva resistito fino alla liberazione, poco dopo che l’amico Henry Tudor, nel 1485 era stato incoronato. Della premurosa gatta non si hanno altre notizie, ma la vita del suo protetto aveva potuto riprendere nel migliore dei modi e la storia dell’inconsueta vivandiera era stata raccontata e tramandata nei secoli, fino ad essere ricordata anche nella chiesa e arrivare a tutti noi.