Museo del Falegname di Almenno san Bartolomeo (BG)

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Il grande Museo del Falegname Tino Sana è una collezione di utensili, macchine, attrezzature di varie epoche, di oggetti fatti prevalentemente di legno e spesso disposti in una ricostruzione degli ambienti dove si lavorava o si viveva nel passato. Sono il frutto della ricerca di chi è stato falegname e nelle prime sale si vede dunque ciò che serviva a svolgere il lavoro e il risultato dell’opera. Le attrezzature venivano realizzate dai falegnami stessi, da una parte perché in passato erano ben poche le cose che si trovavano già fatte, dall’altra perché ciascuno voleva avere attrezzi che fossero in un certo senso una continuazione del proprio corpo e della propria mente. L’artigiano era un fine conoscitore del carattere del legno, della sua capacità di sopportare uno sforzo, di essere abbastanza elastico, leggero oppure pesante, a seconda del risultato da raggiungere.

 

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sega a nastro con motore a scoppio. Fine 800

 

Certo bisognava tener conto del tipo di albero disponibile in zona, da cui ricavare la materia prima. Anche il modo e la direzione con cui si tagliava lo stesso pezzo di legno determinava il risultato finale. Ecco dunque che una visita al piano inferiore del Museo del Falegname è utile per vedere più chiaramente quali sono le caratteristiche di ciascun legno. Ci sono tronchetti sezionati per mostrare il colore, la tessitura, la differenza fra la parte più esterna e quella più interna di un tronco. Si può sperimentare la diversa tempra attraverso il suono che dà ciascuno di loro quando lo si percuote con una bacchetta, come avviene con gli strumenti musicali. Questo è il laboratorio dove si può sentire maggiormente il desiderio di conoscere gli alberi da vivi, che conservano molti aspetti del loro carattere anche quando sono ormai solo usati come materiale da costruzione.

 

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lavatrice ottocentesca in legno

 

 

Per la straordinaria resistenza che li caratterizza, i frassini erano sacri ai celti, i quali ritenevano che fosse uno di loro a sostenere il cielo. Ma i frassini reggono anche la terra, perché hanno radici diramate e profonde che la mantengono salda e impediscono che frani. Le betulle di cui ci sono boschi per noi difficili da immaginare, nei Paesi dell’Est e del Nord dai temibili inverni, nonostante la corteccia candida e l’aspetto etereo conservano nel legno la stessa resistenza che le rendono capaci di affrontare le avversità del clima nordico. Querce, castagni e faggi, che sono parenti fra loro, hanno dimostrato sempre una robustezza tale da sopportare condizioni ben difficili sui terreni nostrani, come ciò che è stato fatto utilizzandone il legno.

 

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tipica barca del lago di Como chiamata “Lucia”, che prevede una copertura con telone

 

Nel corso della visita al Museo del Falegname si vedono persino due barche: una del lago d’Iseo, fatta di larice che resiste all’acqua come nessuno. L’altra del lago di Como, a cui la verniciatura impedisce di svelare il suo legno, salvo il pavimento di pino. Poi si trovano le carrozze e salendo al primo piano, sorprendono le varie biciclette ottocentesche, ma anche quelle autarchiche del periodo fascista, fatte di frassino e castagno, e una moderna di gran lusso creata dallo stesso Tino Sana con multistrato di betulla. Bici di ferro sono invece attrezzate di tutto punto per i vari mestieri ambulanti di un tempo, fra cui quella del barbiere, davvero raffinata. E se un tempo si usavano i mastelli di legno per fare il bucato, avendo come detergente la lisciva ottenuta dalla cenere di legna, anche per le prime lavatrici a manovella lo si era usato e qui ce n’è un bellissimo esempio. Occorre prevedere parecchio tempo per esaminare tutte le cose sorprendenti di questo museo, che ha persino una collezione di burattini di legno antichi e moderni, oltre ad un teatro dove li si può vedere all’opera.

C’è addirittura un aereo di inizio novecento usato da D’Annunzio, un’auto coetanea, una vespa sidecar e quella usata da Cary Grant nel film Vacanze romane. Sono di metallo, naturalmente, come le moto di cui c’è una piccola collezione.

 

In provincia di Bergamo ci sono molti alberi monumentali da vedere. Nei paraggi del museo si trovano nel parco di villa Serena

Per chi è interessato alle biciclette dei mestieri ambulanti, il Museo dei Mestieri in Bicicletta di Fabriano sarà un piacevole complemento.

 

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