voltaire e l'affaire calas

Film di Francis Reusser del 2007. Nel 1761 a Tolosa il calvinista Marc Antoine Calas viene accusato ingiustamente di aver ucciso il figlio che si diceva avesse l’intenzione di convertirsi al cattolicesimo. Il solo fatto di essere un odiato protestante conduce lui, la moglie, un altro figlio e la cameriera in prigione e a un processo basato solo sulle calunnie e sul sentito dire. A niente vale il referto medico che prova il suicidio del ragazzo, né la testimonianza di un fratello fattosi cattolico, né la sensata difesa da parte dell’avvocato e il parere obbiettivo di uno solo dei giudici.

La vicenda viene riportata a Voltaire ormai vecchio, che inizialmente rifiuta di occuparsene ma, quando viene a sapere che Marc Antoine Calas viene orribilmente torturato e ucciso, dispiega tutte le sue possibilità per salvare almeno gli altri. Si rabbrividisce per la malafede dei giudici che  schiacciano senza pietà chi segue un credo diverso dal loro e che si fanno forti dell’essere in larghissima maggioranza per calpestare anche il minimo barlume di verità. Turba, però, anche il potere di un singolo uomo famoso, come Voltaire, che mobilitando tutte le sue conoscenze in Europa e arrivando fino alla Turchia, riesce nel lodevole proposito di ottenere un nuovo processo e, per la prima volta nella storia, di riabilitare e addirittura indennizzare la famiglia vessata.

Il farsi scudo di una religione o di un qualsiasi credo è sempre stato e purtroppo è ancora un comodo modo per coltivare la propria ignoranza, la chiusura mentale, la rigidità, l’intolleranza che fa pagare a degli indifesi il prezzo della propria pochezza. Anche su scala minore, questo pericolo è in agguato in chiunque.