bacio della donna ragno

 

Il film di Hector Babenco del 1985, con William Hurt, Raul Julià, Sonia Braga,  tratto dal romanzo di Manuel Puig, si svolge quasi per intero nella cella di un carcere brasiliano, condivisa dal prigioniero politico Valentin e l’omosessuale Luis, condannato per aver avuto rapporti intimi con un minorenne. Sono gli anni 70, al tempo della dittatura. Luis racconta e interpreta per il compagno il ruolo di un’attrice in un film che aveva trovato appassionante, senza nemmeno accorgersi che fosse un’opera di propaganda nazista. Valentin lo rimprovera aspramente per la sua futilità e inconsapevolezza, mentre lui e i compagni che combattono la dittatura sono in carcere e subiscono continue torture negli interrogatori di quelli che possono essere assimilati ai nazisti. Luis ha comunque il cuore tenero e aiuta Valentin in molti modi a riprendersi, nonostante il direttore del carcere lo abbia sollecitato a carpirgli le informazioni sui militanti ancora attivi, in cambio della liberazione. La vicinanza fra i due influisce in modo benefico su entrambi, addolcendo la severità di Valentin e rendendo più consapevole Luis, scontento di non aver mai fatto niente che valga la pena di essere ricordato in positivo.

Il bisogno di fare qualcosa che innalzi al di sopra della banalità e della crudeltà che infestano ogni ambiente sociale e ogni tempo, è probabilmente presente in tutti, ma viene soddisfatto spesso nel modo peggiore, per mancanza di contatti umani adeguati e di prospettive ampie, aperte dalla conoscenza. L’informazione è insufficiente a dare l’impulso per rompere i freni ai nobili slanci.