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La conoscenza della natura e dell’animo umano è quasi del tutto esclusa dalla nostra istruzione ed educazione e i risultati si vedono. Nati in questa condizione, non ci accorgiamo neppure di una simile mancanza, come un nato cieco ignora che gli manca la vista. Eppure ogni istante della nostra esistenza dipende dalla natura, anche se abitiamo in un condominio senza neppure un balcone. Mangiamo, beviamo, respiriamo, sentiamo, abitiamo, ci spostiamo, consumiamo produciamo rifiuti e se pure sono altri ad occuparsi parzialmente delle nostre necessità, tutto viene e torna alla natura. Anche volendo tralasciare le enormi conseguenze negative sull’ambiente, provocate da una simile mancanza, quelle sull’animo umano non sono da meno. La natura, per chi non la conosce è una scenografia, un accessorio di cui può far piacere usufruire, come si fa con un arredo. Il mondo resta confinato all’uomo e alle sue opere, che spesso ci pesano addosso, ci limitano, tanto più che la maggior parte delle persone conosce soprattutto ciò che appartiene alla fisicità e all’immediato e sfugge quanto riguarda la psiche e richiede tempi lunghi. Come stupirsi che ci si senta soffocati, oppressi, frustrati? C’è chi si obbliga a fingere che non sia così e chi reagisce presto con violenza. In entrambi i casi, da qualche parte l’amarezza fa danni, diretti o indiretti su noi stessi, sugli altri, sull’ambiente.

 

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Eppure in ogni forma di vita avvengono cose sorprendenti, che suscitano meraviglia e curiosità, che ad ogni aprirsi di porta conducono verso altre porte sempre più numerose. In ogni aspetto si può riconoscere qualcosa che ci somiglia, a volte in una piccola parte, altre volte in larga misura. La creatività della natura appare illimitata: le trasformazioni che continuamente avvengono nell’aria, nell’acqua, nel fuoco e nella terra, le strategie di sopravvivenza di piante e animali, la capacità di adattamento che porta la vita anche nei luoghi più inospitali, la bellezza delle forme e dei colori, la bontà che delizia la bocca e il naso, la varietà dei suoni. Le possibilità sono infinite. Mano a mano che si conoscono, si trovano punti di contatto, di somiglianza, di parentela con animali, vegetali e persino minerali, ci si sente parte di un grande organismo in cui scorre la stessa linfa. Ci si accorge che, se pure il dolore non risparmia niente e nessuno, lo si vive in un modo molto meno opprimente e di minore durata.

 

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La possibilità di amare e di essere amati, che spesso ci viene negata dai nostri simili, trova soddisfazione con le altre forme di vita, perché a loro possiamo dedicare le nostre cure e da loro veniamo ricompensati con una presenza che non viene mai meno. I boschi, le montagne, i mari sono sempre lì, in ogni stagione, ad ogni ora. Ci calmano, ci entusiasmano, magari ci spaventano, ma non ci respingono. Certi animali diventano persino veri e fedeli amici, e se pure in altro modo lo diventano le piante. Se ci impegniamo a conoscere il carattere e le esigenze delle diverse forme di vita, possiamo anche fare qualcosa per ricambiare ciò che ci danno. Il nostro diventa un amore più maturo e consapevole, che aiuta anche a incontrare la profondità di noi stessi e di coloro di cui condividiamo la specie. Da qui in poi il cammino diventa più difficile, ma la natura è sempre lì, per ispirarci.

 

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