ragazza del dipinto

Film del 2013 di Amma Asante. Ispirato ad una storia vera che si è svolta in Inghilterra a Hampstead nel settecento. Il capitano di marina sir John Lindsay, in America ha una figlia da una giovane nera che muore quando la piccola Didone ha circa 10 anni. La affida allo zio, presidente della Corte Suprema del King’s Beach, che ha già adottato allo stesso modo la cugina bianca, Elizabeth, abbandonata dal padre risposato. Le due bambine crescono felici insieme ma, arrivate in età da marito, le convenzioni sociali impongono discriminazioni per la bella mulatta, nonostante il padre ormai morto le abbia lasciato una ricca eredità. In quel periodo la schiavitù dei neri era ancora un fiorente commercio e le donne erano una proprietà a disposizione degli uomini. Il doppio pregiudizio sfavorevole, però, viene parzialmente annullato dall’attrattiva rappresentata dal denaro di cui la giovane dispone. Così una famiglia illustre, che pure disprezza il colore di Didone e la considera inferiore, è disposta ad accaparrarsela come nuora. L’acume, la sensibilità, l’intelligenza della giovane, che si innamora di uno studente di legge impegnato a favore dei diritti umani, la sostengono nel rifiutare quel matrimonio e nell’aiutare il giovane in una causa che riguarda la nave negriera Zong.

Il bel film arriva ad un esito felice senza troppi scossoni, ma una frase del giudice, verso la fine, mette in luce i pericoli che incontra chi si allontana dai pregiudizi dominanti e si impegna per un mondo migliore: “dovete imparare a proteggere le vostre emozioni, se non volete che le leggi, o l’amore, vi distruggano il cuore”.