Serenate di grilli

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grillo campestre – foto da Pro Natura

 

Per la festa dell’Ascensione, all’inizio di maggio, a Firenze era tradizione celebrare la Festa del Grillo nel Parco delle Cascine, lungo il fiume Arno. Forse era stata scelta questa ricorrenza religiosa perché l’insetto, dopo aver passato l’inverno sotto terra in forma uovo e poi di larva, con l’ultima muta mette le ali e “ascende” nell’aria. Tornato poi nell’erba inizia i suoi delicati concerti, strofinando le ali per suonare come una campanella d’argento. Di giorno o di sera, lo fa per attrarre una compagna e per segnare il territorio della sua breve vita di cento giorni. Quell’antica festa fiorentina attirava tutte le famiglie e ancora di più i bambini che li stanavano con un filo d’erba, poi li mettevano in gabbiette di sughero e se li portavano a casa. Una volta non si pensava all’ingiustizia di sottrarre alla loro vita naturale tanti animali e solo negli ultimi decenni lo si è proibito per legge. Il Gryllus campestris è nero, con una grande testa tonda e lunghe antenne, innocuo per le coltivazioni, mentre il Grillotalpa grillotalpa di colore bruno è molto dannoso perché scava gallerie nel terreno e mangia le radici delle piante.

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il dannoso grillotalpa – foto di Didier Descouens da Wikipedia

 

Fin dall’antichità i cinesi hanno avuto una passione per i grilli, di cui apprezzavano anche le doti di guardiani delle case e dei palazzi nelle notti d’estate, dato che si zittivano appena qualcuno, camminando nell’erba, si avvicinava con cattive intenzioni. Alla corte imperiale erano tenuti come animali da compagnia e per dare maggiore intensità al suono, si spalmava sulle loro ali la linfa di cipresso o di un particolare pino cinese.

I grilli sono dei solitari e vivono in tane singole, così i loro nobili proprietari li alloggiavano dentro raffinati terrari di ceramica o piccole zucche lagenarie, fatte crescere dentro stampi dalle forme più diverse per dare alloggio a grilli diversi. Gli stampi erano anche finemente incisi e ogni dettaglio restava poi impresso sulla zucca così impreziosita, dopo che lo stampo era stato rotto e la zucca essiccata per sei mesi, svuotata e dipinta.

Ma se c’era e c’è chi apprezza i grilli per il loro suono, molti ne preferiscono le doti di combattenti e si appassionano ad incontri molto seguiti da tifosi e scommettitori. In autunno diventa un divertimento di massa. I proprietari li portano con sé dentro gabbiette cilindriche ma curve, per tenerseli al caldo vicino al corpo.

 

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grillo del focolare – foto di Heraxoft da Wikipedia

 

Anche i giapponesi sono sempre stati estimatori di grilli e nell’altare del tempio di Suzumushi vivono grilli della specie che porta lo stesso nome.

Non dovrebbe essere difficile allevarli per dare ai giardini d’estate, il più bello dei suoni. Una coppia selvatica potrà essere ospitata in un vaso di terracotta come una pianta, nascondendovi gusci d’uovo dove i due possano rifugiarsi. Inumidire la terra, nutrirli con insalata e frutta potrà farli star bene e favorire l’espansione della famigliola.

I grilli del focolare Acheta domesticus, di colore bruno giallastro, vivono volentieri nei punti caldi delle case, ispirando la fantasia per le favole di ogni tempo. Ma occorre fare attenzione ai gatti, che li potrebbero mangiare.

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