Lugo (RA): la rocca dei fiori di cappero

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capperi – foto da giardinaggio.net

 

I capperi sono piante sensibili, spiriti liberi che si installano dove si sentono meglio, spesso incuranti di dove li vorremmo noi. Arrivano dove il clima è mite e abbonda il sole, portate da lucertole e gechi che ne mangiano i frutti e ne disperdono i semi. A maggio cominciano a fiorire, con quattro petali bianchi che mettono in risalto il bel ciuffo al centro, fitto di lunghi stami violacei, sottili, setosi. A sera sono già appassiti ma, se qualche insetto impollinatore li ha visitati, presto compaiono piccoli frutti oblunghi. Ogni mattina si aprono nuovi fiori fino a luglio, quando le piante cominciano a riposarsi.

Sulla parte più bassa delle mura esposte al sole della rocca di Lugo, in Romagna, le piante di cappero prosperano già da centinaia di anni. Nonostante siano estremamente frugali, sono esigenti in fatto di confortevolezza e gli antichi castelli sono fra le loro dimore preferite, purché non si sia cercato di ringiovanirli più del necessario. Fra mattone e mattone devono esserci gli spazi sufficienti agli arbusti per installarsi e far gattonare le radichette verso l’interno, dove trovano spazio e umidità ideali e mai eccessive. Il comune di Lugo, che da sempre lascia loro la libertà di dimora, chiede in cambio un tributo in boccioli, per farne il condimento vivace di molti piatti, dagli effetti benefici sulla salute. Ci sono tracce di questo compromesso nei libri contabili dell’ottocento, quando gli abitanti del posto hanno ricevuto l’incarico per la loro raccolta e lavorazione. Così è stato per cent’anni fino a quando, nel secolo scorso, la modernità che ha portato i frigoriferi, le lavatrici e la plastica, ha fatto abbandonare ciò che si è visto come campagnolo e antiquato.

 

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la rocca di Lugo con la parte bassa rivestita di capperi e in alto il giardino pensile

 

L’Amministrazione Comunale, ufficialmente non se ne è più interessata, ma Sante, personaggio caratteristico del posto e Idana, bidella tuttofare, sono stati di parere diverso e hanno cominciato ad occuparsene per proprio conto. I boccioli messi rapidamente sotto aceto e stagionati per qualche mese, sono stati regalati spesso in vasetti di vetro agli amici e pare che Idana gratificasse di questi doni soprattutto quelli capaci di vivacizzare le sue giornate con i migliori pettegolezzi.

Negli anni ottanta, quando si è cominciato a distinguere fra la muffa di ciò che è vecchio e la patina di ciò che è antico, ovunque si è dato l’avvio al restauro di cose e usanze di valore, da tempo abbandonate. Allora l’idea del regalo è stata adottata dal Comune per offrire agli ospiti di riguardo un ricordo originale, escluso dalla vendita. Gli incaricati dall’amministrazione hanno colto i boccioli due volte a settimana, consegnandoli a funzionari che, nel tempo libero, si sono adoperati per metterli in salamoia e confezionarli. Uno di loro, ormai in pensione da vari anni, in virtù della sua esperienza ha avuto nel 2017 l’incarico di “Assessore al Cappero”, che comprende anche altri impegni in relazione col volontariato. Ha inaugurato intanto due novità, affidando la raccolta ai rifugiati stranieri ospiti in città e cambiando l’ingrediente di conservazione, dall’aceto al sale di Cervia, particolarmente gradevole perché senza tracce di cloruri amari. E dato che l’assessore, da buon romagnolo ha un salutare senso dell’umorismo, ha istituito il premio “Cappero d’Oro” per chi si distingue nella valorizzazione di Lugo.

 

 

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