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E’ stato provato che il nostro modo di agire è in gran parte determinato da spinte inconsce, anche quando si crede di farlo usando la ragione. Allo stesso modo le parole spesso escono dalla bocca senza passare dal vaglio della riflessione e i gesti che le accompagnano sono in gran parte incontrollabili, perché vengono dalle parti più antiche del nostro cervello, in risposta alle sensazioni, ai sentimenti o alle necessità immediate. Movimenti minimi delle palpebre, delle sopracciglia, degli occhi e della bocca rivelano dunque ciò che realmente proviamo, sia che siamo soli, sia che ci troviamo con altri. Naturalmente anche le mani e tutto il resto del corpo si muovono seguendo spinte profonde, che si possono decifrare con la pratica e l’abilità. Ecco un aiuto a conoscere se stessi e i propri interlocutori, smascherando le bugie e le contraddizioni.

Molti movimenti rivelatori sono comuni a tutti i popoli del mondo e anche a certi primati. Alcuni, invece, si differenziano a causa di un profondo influsso culturale. La cultura, infatti, modifica certi aspetti inconsci.

Potrebbe sembrare assurdo che cambiamenti minimi di espressione e di postura possano comunicare qualcosa e in effetti sono pochi quelli che ne sono consapevoli o che sappiano decifrarli in modo corretto, così come avviene per certi odori. Questo perché noi umani abbiamo sviluppato il linguaggio parlato e scritto, che ha fatto passare in secondo piano quello puramente corporeo. Gli animali, invece, se ne accorgono molto più facilmente.

Questo libro recente di Philippe Turchet si concentra su vari aspetti più sottili rispetto a libri adatti ai principianti. E’ davvero molto istruttivo.

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