Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Como

cedro di villa Olmo a Como

cedro di villa Olmo a Como

 

A Como, la bella Villa Olmo, col parco sempre aperto al pubblico e la villa usata per manifestazioni culturali, offre anche una passeggiata lungo il lago, davvero elegante. Nel parco, un CEDRO DEL LIBANO con più rami che partono dalla base, dalla circonferenza di 8 metri, l’altezza di 25 e 200 anni di età e una bellezza straordinaria. Poco più lontano c’è un IPPOCASTANO con la circonferenza del tronco di 5 metri e l’altezza di 25, di grande bellezza. I cedri sono conifere che assomigliano un poco ai nostri abeti ma hanno gli aghi raggruppati in ciuffetti ed i grossi rami più lunghi ed aperti. Si chiamano come il celebre e profumato agrume a causa del loro legno odoroso in modo simile. Sono grandi alberi di montagna ma il loro aspetto imponente li ha fatti diffondere in Italia nei parchi delle ville e nelle piazze municipali.

Nel parco della vicinissima villa del Grumello ci sono molti alberi sempreverdi notevoli. Anzitutto, davanti alla villa un CEDRO DEODARA dal tronco di 6 m. di circonferenza. A sinistra, al di sopra dell’edificio un CIPRESSO col tronco di circa 3,5 m. Vicino alle serre un bellissimo GINKGO con circonferenza del tronco di 4 m. e davanti alla serra un suggestivo CANFORO inclinato col tronco di circa 3 m. Al di sopra delle serre due SEQUOIE SEMPREVERDI col tronco di 4 m.

Sulla sponda opposta della baia, a villa Geno, un GINKGO BILOBA maschio centenario, col tronco dalla circonferenza di circa 3 m. alto 20 m. e un CEDRO DEODARA col tronco dalla circonferenza di circa 6 m. alto 25 m. sono le stelle del piccolo giardino.Continuando lungo il lago si trova un notevole PLATANO alto 33 m. e con un tronco di 5,50. Insuperabile per dimensioni, bellezza e luogo in cui si trova è il PLATANO nel cortile del museo Giovio, col tronco dalla circonferenza di oltre 7 metri e alto 32, di rimpetto a un IPPOCASTANO col tronco di oltre 3 m. di circonferenza. Si trovano nel piccolo appezzamento al di sopra di una scalinata doppia barocca di grande bellezza. Un IPPOCASTANO eccezionale, con circonferenza del t ronco di quasi 6 m. e altezza di 16 è nel praticello del parcheggio di via A. Moro. Un PLATANO a candelabro, non molto alto ma con un tronco di circa 6 m. di circonferenza si vede bene nel cortile di via Cadorna 1/A.

 A Sagnino, nel giardino della villa barocca che era appartenuta ai salesiani e che adesso è un centro di accoglienza per immigrati, un CEDRO DEL LIBANO alto circa 30 metri e un tronco di circa 5 metri, un FAGGIO PENDULO spettacolare con circonferenza del tronco di oltre 3 metri e un ABETE BIANCO che misura altrettanto sono i più belli fra i tanti alberi presenti. Salendo fino a Quarcino, accanto a una chiesetta romanica, un IPPOCASTANO con una circonferenza del tronco di 3 metri e mezzo, alto 15 fa una bellissima figura.

Risalendo il lago lungo la via Regina, intitolata alla regina Teodolinda che aveva ripristinato l’antica strada romana, si troveranno ovunque magnifiche ville dei secoli scorsi, dove le famiglie reali, i nobili e successivamente i danarosi di vari paesi stranieri passavano le vacanze. Tutte avevano un giardino o un parco e dunque gli alberi pluricentenari in buona salute sono numerosi e si vedono spesso dalla strada.

A Cernobbio, la Villa Erba dove è vissuto Luchino Visconti, visitabile solo durante le manifestazioni politiche o commerciali ma solo se si ha un pass, nel bel parco ospita molti alberi tra cui dei PLATANI. Anche la Villa d’Este poco più avanti, albergo di lusso in una villa cinquecentesca con parco, ha, tra molti begli alberi, dei PLATANI monumentali. Il platano è facilmente riconoscibile per le grandi dimensioni, la corteccia liscia e chiara, che si sfalda a placche irregolare in vari toni dal beige al verde. Ha grandi foglie palmate e coriacee che in autunno diventano gialle ed arancioni prima di cadere. E’ molto resistente all’inquinamento ed ai maltrattamenti. Per questo lo si trova nelle alberature stradali.

A Lenno, nel giardino dell’incantevole villa Balbianello (aperta da metà marzo a metà novembre), ci sono due LECCI e un gruppetto di CANFORI potati per formare cupole verdi molto suggestive. L’età dei canfori può essere centenaria, come il leccio vicino. Il magnifico leccio (quercia sempreverde dei climi miti) più prossimo al lago ha 200 anni e un tronco con circonferenza di 3,50 metri circa. 200 anni sono stimabili anche per due PINI SILVESTRI quasi sul lago e con tronchi di circa 3,50 m. di circonferenza. I pini sivlestri crescono spontaneamente in montagna e si riconoscono dai rami color arancio. Centenario è anche il FICUS Pumila repens, rampicante che crea fantastici ghirigori sulle pareti del loggiato.

A Mezzegra, sul lungolago, una notevole MAGNOLIA SEMPREVERDE di oltre 200 anni, col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri e una gran chioma ovale, troneggia davanti alla ex villa settecentesca della fam Novi, adesso di proprietà del comune. Continuando a seguire il lungolago verso sud si vedono, nel giardino di una villa, dei giganteschi PLATANI e, pù avanti un GINKGO di grande bellezza.

Arrivati a Tremezzo, dove si trova la villa Carlotta, (aperta da metà marzo a metà novembre) celebre per la fioritura delle azalee nel suo grande parco, si vedranno sul bordo del lago, di fronte al suo ingresso, due grossi PLATANI, di cui uno con la circonferenza del tronco di circa 6 metri. Il parco, aperto da Marzo ad Ottobre, è conosciuto per alberi di tante specie diverse ed è in questo, simile ad un orto botanico. Molti sono monumentali: PLATANI altissimi, PALME, LIRIODENDRI, TASSI, RODODENDRI e uno stupefacente GLICINE sposato ad un PINO NERO che si vede anche dalla strada.

 

pino del Michoacan villa Melzi a Bellagio

pino del Michoacan villa Melzi a Bellagio

 

Due GLICINI enormi e di bellezza spettacolari si trovano sul bordo del lago, lungo la strada davanti all’hotel Cadenabbia. All’altra estremità di Tremezzo c’è il Parco Olivelli, con un altissimo CEDRO DEODARA (simile al cedro del Libano ma con aghi più lunghi e morbidi), due notevoli CALOCEDRI (parenti californiani dei cipressi con corteccia rossastra e rami che spesso si incurvano a candelabro), un CANFORO (sempreverde asiatico), tutti con tronchi dalla circonferenza intorno ai 5 metri. Bellissimi soprattutto in autunno con le chiome fulve,  sono i CIPRESSI CALVI radicati nel lago, ancora giovani.

A Codogna, comune di Grandola ed uniti, tra il lago di Como e quello di Lugano, si trovano le indicazioni per raggiungere, dopo una bella passeggiata di 40 minuti nel bosco, una QUERCIA rovere delle probabile età di 300 anni detta il rogolone. La circonferenza dell’enorme fusto è di 8 metri, mentre l’altezza è di circa 30. Sotto questa quercia, come spesso avveniva in passato ovunque, si riunivano i capifamiglia per le decisioni importanti. Le querce sono estremamente robuste ed il loro legno è stato usato per la costruzione di navi, case, ponti e mobili di lunga durata. I loro frutti, le ghiande, sono ottimo cibo per uccelli, scoiattoli, maiali e, in certe qualità, anche per gli uomini.

Nel giardino del municipio di Menaggio, con sede in una villa di fine ottocento, ci sono un CANFORO e un FAGGIO presumibilmente ultracentenari. Il primo ha un tronco dalla circonferenza di oltre 4 metri ed è di origine asiatica. Il secondo ha un tronco di circa tre metri e mezzo di circonferenza e cresce spontaneamente intorno ai mille metri di altitudine. Un altro CANFORO è sul confine con la strada. Sul lungolago ci sono alcune SOPHORE JAPONICHE PENDULE, che sviluppano rami solitamente attorcigliati come serpenti e culminano con piccoli archi. Sono fra gli alberi più attraenti in inverno, senza foglie, per la loro inconsueta forma, qui meno evidente che in altri luoghi. Continuando verso nord lungo il lago si vede un bellissimo CALOCEDRO, sempreverde dalla forma conica, coi rami che sfiorano terra. Hanno un’età stimata intorno agli 80 anni, Nel cimitero, quattro grossi CIPRESSI. L’albero più spettacolare si trova però nella frazione di Loveno, raggiungibile anche a piedi con scorciatoie. Si tratta di una MAGNOLIA SEMPREVERDE bicentenaria, dalla gran chioma a uovo, con un tronco dalla circonferenza di circa 6 metri, in un giardino adesso pubblico ma che un tempo apparteneva, come la grande casa bianca davanti a lei, alla famiglia proprietaria terriera Cariboni.

Continuando oltre Menaggio, a San Siro e più precisamente a Prada di Acquaseria, appena dopo il cartello, si vede un CANFORO col tronco dalla circonferenza di 7 metri, l’altezza di 18 e l’età di forse 200 anni. Questo sempreverde da cui si ottiene la canfora, ha le foglie simili a quelle dell’olea fragrans, ovali, lucide, di media grandezza che, stropicciate, rivelano il caratteristico odore della sostanza antisettica e antireumatica.

A San Fedele Intelvi, davanti al municipio c’è un magnifico CALOCEDRO (o Libocedro o Cedro della California) a candelabro, con una circonferenza del fusto di circa 6 metri e l’altezza di 25.

In val d’Intelvi, l’Alpe di Ponna è il regno dei faggi monumentali. Prima di arivare nel paese di Ponna, prendere la stradina sulla destra che sale per un paio di chilometri fino all’alpe. Arrivare fino al punto in cui sopra la curva c’è un laghetto e sotto una “nevera”, minuscolo edificio semi-interrato che in passato serviva a lasciar decantare il latte appena munto, per far emergere la panna, tenendolo al fresco grazie alla neve accumulata all’interno e alberi che la tenevano all’ombra. Intorno a questa ci sono tre enormi FAGGI con tronchi dalle circonferenze di circa 5 metri e alti oltre 30. C’è anche un ACERO DI MONTE meno grosso. Sopra il laghetto ci sono altri giganti. Continuando con l’auto dentro la faggeta, si possono vedere due baluardi di radici di faggi impressionanti. All’uscita, sulla cuva dove c’è una casa, si notano due giganteschi FAGGI di cui uno con un tronco dalla circonferenza di 9 metri.

Salendo verso il monte Ghisallo, superato Barni sulla destra c’è la strada per il ristorante La Madonnina e si arriva a circa 1000 metri di altitudine. Dalla curva appena prima di arrivare al parcheggio, risalire a piedi per una quindicina di metri la strada sterrata, quindi discendere di altrettanto il sentiero che porta ad un CASTAGNO di oltre 250 anni, col tronco dalla circonferenza di 6,50 m e l’altezza di circa 25. E’ quasi del tutto integro e alla base mostra una cicatrice sull’intera circonferenza, ricordo dell’innesto fatto quando era una pianticella. Le piante da frutto selvatiche, più resistenti e robuste, devono essere innestate con quelle coltivate, più conformi alle esigenze umane, ma più deboli.

A Bellagio, nel giardino di villa Melzi sono particolarmente belli, entrando dal cancello più vicino alla punta della penisola, un CANFORO dal tronco multiplo, con la circonferenza intorno agli 8 m., un PINO DEL MICHOACAN (devoniana) dagli spettacolari aghi lunghi quasi 30 cm. con la circonferenza del tronco di 4 metri e i rami penduli che arrivano a sfiorare l’acqua del lago. Ci sono varie SEQUOIE SEMPREVERDI molto alte, 3 LIRIODENDRI con una circonferenza del fusto intorno ai 4 m., 2 CALOCEDRI con una circonferenza del fusto di circa 5 m., vari LECCI, di cui uno con la chioma che scende lungo la china in cima alla quale si trova l’albero, con una circonferenza del fusto di oltre 3. m. e un TIGLIO con una circonferenza di oltre 4 m. Il CEDRO DEL LIBANO con la circonferenza del tronco di circa 6 metri si trova vicino alla villa.

Da Canzo, salire fino a fonte Gajum e continuare a piedi per mezz’ora circa fino al Centro visite di Prim’alpe. Al margine di un bello spiazzo c’è un IPPOCASTANO di almeno 150 anni, tronco dalla circonferenza di circa 4 metri e l’altezza di 25. Da lì vale la pena di seguire il percorso artistico nel bosco, con sculture dell’artista Alessandro Cortinovis. Tornati al centro visite, proseguire per Terz’alpe, dove si troverà un TIGLIO e poco lontano un FAGGIO monumentali

 

 

 

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