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La creatività è un modo di pensare e di agire che lascia emergere varie soluzioni ai quesiti della vita. Dunque riguarda tutti i settori, anziché solo l’arte, come spesso si crede. E’ però qualcosa che può trovare molti ostacoli, fra cui la tristezza e la paura provocate dai condizionamenti esterni, da una mentalità rigida, dalla sofferenza fisica e morale, dall’isolamento. Occorre dunque avere qualcosa che le permetta di attivarsi, altrimenti può succedere che si veda solo una soluzione o addirittura nessuna.

Scambiare idee con persone che abbiano almeno la capacità e l’interesse ad ascoltare, aiuta a definire meglio ciò che si sta elaborando, a creare agganci con altre idee, a evocare ciò che è già stato fatto da altri e che può essere un valido contributo.

Viaggiare è un’ottima possibilità di conoscere mentalità e idee nuove, che si comprendono meglio evitando il rumore, la folla, la confusione. In caso contrario si avrà passato magari del tempo in modo piacevole ma resterà poco o niente di concreto su cui costruire. Il silenzio, la tranquillità e tempi sufficientemente lunghi sono necessari anche per i bambini, che è bene imparino ad utilizzare meglio le proprie risorse interiori e la propria autonomia, a cui attingere quando dovranno resistere a certe pericolose spinte, che per essere riconosciute richiedono proprio questo. Dopo aver lasciato sfogare il loro sovrappiù di energia e di richiesta di attenzione, è bene abituarli anche a spazi di silenzio e di concentrazione per sé e per gli altri.

 

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Fonte di creatività inesauribile è la natura. Oltre alle forme e ai colori spesso molto belli, sono le strategie che adottano le diverse forme di vita ad essere stupefacenti e ad ispirare il desiderio di sperimentare e rinnovare. Conoscere il funzionamento della natura è una delle cose più stimolanti per lo spirito creativo in qualsiasi ambito e vale davvero la pena di dedicare del tempo a questo argomento. Un esempio di ingegno arboreo che ha fatto fronte a condizioni davvero fuori dalla norma è quello messo in atto dalle mangrovie. Infatti nelle zone costiere paludose dei tropici, riescono a vivere in un terreno sempre bagnato, salato e molliccio, che per qualsiasi altro albero sarebbe letale, oltre a trattenere i semi su di sé fino a che germinano ed emettono una lunga radice a fittone con cui si conficcano nel suolo quando sono già sufficientemente sviluppate da non farsi portar via dalle maree e resistere alle difficili condizioni del luogo dove vivono.