Coccodrilli nei santuari mariani

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coccodrillo nel santuario della Madonna delle Grazie – foto del Comune di Curtatone MN

 

In alcuni santuari italiani dedicati alla Madonna, capita di vedere un coccodrillo tassidermizzato sospeso sotto la volta. Succede a Curtatone in Santa Maria delle Grazie, a Ponte Nossa presso la Madonna delle Lacrime, a Verona alla Regina della Pace, a Rapallo da Nostra Signora di Montallegro, a Macerata in Santa Maria delle Vergini. Solo a Ragusa si trova nella chiesa di San Giorgio. Un tempo questi rettili si appendevano sopra i banconi degli speziali, quando ancora si credeva che certi animali pericolosi, che avevano il potere di uccidere gli uomini, avessero anche quello di guarirli. Nella mente umana la suggestione è capace di compiere miracoli e prima che la scienza sfatasse molte credenze, poteva bastare la vista di un tale mostro per sbloccare certi ostacoli alla guarigione. Lui che vive nelle acque torbide ma rimane a crogiolarsi al sole e colpisce all’improvviso con rapidità, rappresentava il mistero della vita e della morte. Il suo legame con l’acqua, da cui dipende l’esistenza di ogni creatura, nei Pesi tropicali lo rendeva simbolo di fecondità vegetale e ne collegava il significato a quello simile delle ninfee, radicate nella melma degli stagni e numerose a pelo d’acqua.

 

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interno del santuario mariano di Curtatone, foto da www.dellumanoerrare.it

 

I rilievi duri come pietre del suo dorso facevano credere che la terra poggiasse sulla schiena di un immenso coccodrillo, che ogni sera divorava il sole ma ogni mattina lo risputava intatto. Per gli antichi aztechi la terra era nata da un coccodrillo e dalla sua testa  nascevano le erbe medicinali. Da noi, dove non ce ne sono mai stati, era probabilmente ritenuto parente del drago, che rappresentava il male da sconfiggere ed essendo rettile appartiene alla stessa famiglia del serpente, che nella nostra iconografia religiosa è simbolo del demonio. La Vergine che esprime il bene e la compassione, infatti, è spesso raffigurata col piede sopra la sua testa, dunque la presenza di coccodrilli ormai innocui proprio in alcuni suoi santuari e in quello di San Giorgio si deve ad un simile significato. Probabilmente erano stati portati vari secoli fa in Italia da viaggiatori che ne avevano avuta grande impressione o addirittura erano stati aggrediti e si erano salvati.

 

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il dio Mercurio col caduceo – foto da www.libero-arbitrio.it

 

Il serpente nelle farmacie è ancora raffigurato avvolto in coppia intorno al caduceo di Mercurio, messaggero degli dei e guida degli esseri che cambiano condizione, come avviene ai malati che guariscono. Molti serpenti sono velenosi, ma è noto che il loro veleno in dosi opportune può essere medicina. Oltretutto, siccome cambiano la pelle, evocano la trasformazione della condizione del malato in modo eccellente. I due serpenti significavano le forze contrarie che si equilibravano. Il caduceo, come albero della vita, era simbolo antichissimo a cui in epoca greca erano state aggiunte due due ali a significare la sintesi. Il corpo rigorosamente essenziale del serpente ne aveva fatto l’espressione della forza vitale nel suo erompere dalla terra e ne significava la continuità infinita, quando la linea del suo corpo si chiudeva in un cerchio, tenendo la coda in bocca. Il rettile che ha la tana sotto terra era per questo anche simbolo di morte e rigenerazione, che conosceva i segreti dell’esistenza e dunque il futuro: le profetesse erano dette anche pitonesse.

 

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