Alberi monumentali della Campania, provincia di Caserta

faggio del matese

faggio del matese

 

La reggia di Caserta ha alle spalle un giardino all’italiana, fatto di sempreverdi tagliati geometricamente, poi un lungo viale fiancheggiato da soli LECCI in parte cresciuti liberamente, in parte potati geometricamente, con lunghe vasche d’acqua nel mezzo. A due chilometri dall’ingresso, a destra della grande vasca sotto la cascata, si entra nel giardino all’inglese, vale a dire quello realizzato a fine settecento con gusto romantico. E’ lì che si trovano vari alberi monumentali, di cui alcuni esotici ed altri europei.

Si vede immediatamente un’ARAUCARIA Bidwillii, conifera australiana, anche se l’araucaria classica, del genere Araucana è cilena (gli araucani sono i nativi di quel Paese). Ha foglie spesse, dure, appuntite, a spirale sui rami. Ha sessi distinti e questo esemplare sembra essere maschio. Il tronco ha una circonferenza di circa 4 metri e l’altezza è di 30. Dalla Campania in giù si vede in moltissimi giardini l’Araucaria Hererophylla, sempre di origine australiana, considerata albero porta-fortuna capace di tenere lontani di casa gli spiriti maligni.

Scendendo per il sentiero a destra si trova subito una DRACENA, altro albero insolito, originario delle isole Canarie. Il suo nome significa sangue di drago, a causa di una resina che solidificandosi diventa rossa. E’un albero molto longevo, con tanti piccoli tronchi attaccati e un’impenetrabile cupola a ciuffi di lunghissime foglie.

Continuando lungo il sentiero che porta al Bagno di Venere, si vede un bel CEDRO DEL LIBANO col tronco dalla circonferenza di oltre 5 metri ed un’altezza di 25.

Scendendo nell’avvallamento dove c’è un piccolo stagno protetto da finte rovine e una fitta vegetazione, una statua di Venere evoca un momento privato della dea. E’ nelle vicinanze che si trova un TASSO dal tronco e radici spettacolari in forme sinuose perfette per accrescere l’atmosfera silvestre del luogo. Il tronco ha una circonferenza di 3 metri, che rivela l’età avanzata di quest’albero dalla crescita lentissima, velenoso e dai sessi distinti.

Nella zona di Pignataro Maggiore ci sono vari oliveti con alberi antichi e, a Calvi Risorta, c’è un OLIVO di 600 anni, con una circonferenza del tronco di circa 6,50 m ed un’altezza di 10. In paese prendere la stradina che porta alla sede del Corpo Forestale dello Stato. Prima di raggiungerlo, sulla destra si vede il grande albero.

Per trovare un indimenticabile FAGGIO cavo di circa 400 anni, circonferenza del tronco di 6 ed altezza di 30, bisogna oltrepassare S. Gregorio Matese di circa 8 km, salendo sempre verso il lago Matese. Arrivati ad un bivio svoltare a sinistra e subito a destra, percorrendo ancora circa 3 km fino all’agriturismo FA.LO.DE. Cortesemente i proprietari vi indicheranno la strada dentro la proprietà dove, dopo un chilometro, un brevissimo sentiero porta all’albero che sembra un’architettura fiabesca. Prima di raggiungerlo, sulla sinistra si vedranno dei BIANCOSPINI, arbusti riconoscibili dall’arruffio di rami, di cui il primo è certamente antico.

 

 

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