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Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Bergamo

 

cedro di Alzano

cedro di Alzano

 

Dalla sede del Parco Oglio Nord Mulino di Basso, nel comune di Pumenengo, dove c’è anche un ostello della gioventù, si può fare una passeggiata lungo il canale d’irrigazione, seguendo il filare di FARNIE secolari, con tronchi dalla circonferenza di oltre 3 metri. Si arriva così al fiume Oglio, dove è possibile fare un bagno rinfrescante.

 A Pumenengo, sul prato esterno al castello Barbò, sede del municipio, una spettacolare, enorme MAGNOLIA SEMPREVERDE offre la sua bellezza a chi arriva da sud. La sua età è stimabile intorno ai 200 anni, l’altezza è di 20 metri circa.

A Verdello, la villa comunale di inizi ottocento ha un parco della stessa epoca con vari alberi di grande bellezza: appena si entra si vede il più grande dei CEDRI DEL LIBANO presenti, con vari tronchi che hanno una circonferenza complessiva di circa 8 metri e un’altezza di circa 30. Anche un CIPRESSO CALVO col tronco di 5 metri di circonferenza fa emergere la sua chioma piumosa da quella di un TASSO. Un LIRIODENDRO alto oltre 30 metri ha un tronco triplo, con una circonferenza di circa 7 metri. Alcuni TIGLI sono molto belli. Il più imponente si trova sul margine esterno, che dà sulla strada ed ha un tronco di circa 5 metri di circonferenza ed un’altezza di una trentina.

A Brusaporto, fra gli alberi che si trovano alla base dei resti di un’antico castello, un BAGOLARO è il bellissimo protagonista, con la sua chioma perfetta, su un fusto di circa 5 metri di circonferenza, ben ancorato alla ripida scarpata.

Vicino a Bergamo, a Paladina, frazione Sombreno, è possibile, per un gruppo di almeno 10 persone, visitare la Villa Pesenti Agliardi, di fine 700 ed il parco dove, fra vari alberi antichi si trova un CARPINE BIANCO di forse 150 anni, dalla forma molto interessante nelle 7 diramazioni dei suoi tronchi. Questo tipo di albero non diventa mai molto alto né voluminoso, ma prende forme varie ed ha comunque un fusto che sembra composto di un fascio di piccoli tronchi, già di per sé molto piacevole da vedere. Ha la chioma fitta e si adatta bene alle potature. Per le visite in gruppi di almeno 10 persone, telefonare allo 035 542975.

Non molto distante, a Filago, frazione Marne, si trova il castello di Marne. E’ una costruzione estremamente suggestiva, con grossi ciottoli di fiume a vista, caratteristici della zona. Il castello tardomedievale si trova sopra un dirupo, circondato in parte dal fiume Brembo e in parte da un torrente, che gli danno un aspetto davvero fiabesco. Ad accrescere la suggestione, nel giardino c’è un gruppo di grosse FARNIE rivestite di muschio e con molti rami ricascanti verso il fiume. Il castello viene affittato per banchetti ed è solo in queste occasioni che può essere visitato. Telefono 035 4938011 oppure 347 5141516, signora Acquaroli. La farnia è una quercia molto robusta, come dice l’etimologia latina (quercus robur = forte). Cresce molto lentamente e perciò ha il legno duro.

A Brembate di sopra, nel parco di villa Serena, aperto al pubblico, ci sono vari alberi di grande bellezza, di cui alcuni di età intorno ai 150 anni, come il grande LECCIO vicino all’entrata della villa, adesso ricovero per anziani, col tronco dalla circonferenza intorno ai 4 m. C’è poi un bellissimo viale di CARPINI BIANCHI che conducono verso una ZELKOVA DEL CAUCASO con una circonferenza del tronco di circa 5 m. e un’altezza di almeno 30. Risalendo il parco su quel lato si trova un LIRIODENDRO davvero bellissimo col tronco dalla circonferenza di circa 4,50 m. e un’altezza di 20. Ci sono poi fittissime siepi di BOSSO.

Andando da Bergamo verso Est, a pochi chilometri si trova Alzano Lombardo dove, nel giardino del Comune, si trova un CEDRO DEODARA con la chioma a larghissima piramide. Normalmente si incontrano molti cedri del Libano e raramente cedri dell’Himalaya di età e dimensioni ragguardevoli. Sono invece comuni in giardini privati, con età più recente di questo che potrebbe avere 150 anni. Lo si riconosce per i rami più alti che, invece di abbassarsi rispetto al tronco, si alzano. Negli esemplari antichi, però, il peso fa abbassare anche loro. Un altro modo per riconoscerlo è l’estremità dei rami, dove i ramoscelli terminali sono lunghi, sottili e sembrano mani dall’indice teso ad indicare qualcosa. Per terra si trovano, all’inizio dell’autunno, le infiorescenze maschili, simili a grossi bruchi color ruggine. L’albero degli dei (questa è la traduzione di deodara) si trova spesso nella versione pendula che prende forme bizzarre, simili ad animali e persone.

A Lovere, sul lago d’Iseo, nel parco del municipio, in una villa di fine ottocento, ci sono due CEDRI DEODARA ultracentenari con tronchi dalla circonferenza intorno ai 6 metri ed un’altezza di circa 25. Sono molto belli. Vicino alla recinzione che dà sulla strada c’è un CACO SELVATICO dal tronco multiplo e dalla parte opposta del parco si trova anche un TASSO.

Nella bella Clusone, un gruppetto di tre SEQUOIE GIGANTI ha il posto d’onore nel giardino del museo del tempo. I tronchi hanno circonferenze intorno ai 6 metri e un’altezza di circa 25.

In via Grimoldo, nella parte antica di Oltre il Colle, è ancora visibile un PERO A SPALLIERA che orna in modo caratteristico l’ultima, delle tante case che in passato ospitavano questi alberi da frutto.

Fuori dall’abitato, più a monte c’è una delle varie “cattedrali vegetali” realizzate dall’artista Giliano Mauri, adesso deceduto.

 

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Brescia

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faggio di val Malga

 

A Brescia, sulla piazza da cui parte la strada verso il castello, ci sono due cedri centenari di scarsa altezza ma dai lunghi e sinuosi rami bassi che li rendono molto espressivi. Un CEDRO DEODARA, (dagli aghi morbidi) col tronco di 4 metri di circonferenza si trova sul lato di Largo Torrelunga, mentre il CEDRO DEL LIBANO (con gli aghi corti a ciuffetti) con un tronco dalla circonferenza di 5 m. è sul lato di via Brigida Avogadro.

Nel vicino parco di fronte alla caserma Goito, una PAULONIA centenaria col tronco dalla circonferenza di quasi 5 m. E’ un albero americano dalle grandi foglie morbide e pelose, in primavera si riempie di fiori lilla che, dopo la fecondazione, diventano delle capsule marroni che restano sui rami anche fino all’anno seguente.

Nel parco Gallo di Brescia 2 c’è un OLMO con due doppi tronchi, di cui una coppia è coricata. La circonferenza di ciascuna è intorno ai 5 metri e l’altezza è intorno ai 10. E’ un albero molto accogliente, in un bel parco con noci del Caucaso, sofore, allori, melograni e vari altri alberi. Le sue foglie piccole, ruvide e seghettate, su romoscelli sottili, lo rendono facilmente riconoscibile.

Anche il parco Martinoni ha un bell’OLMO e un ACERO TRIFLORO particolarmente belli.

Non molto lontano da Brescia, a Prevalle, davanti al palazzo comunale, in una villa seicentesca, un viale di 40 GELSI BIANCHI forma una bella galleria. Sono alberi della possibile età di 100 o 200 anni, molto diffusi fino a metà del ventesimo secolo, perché le loro foglie erano date in pasto ai bachi da seta. Per questo i tronchi sono pieni delle cicatrici provocate dai continui tagli dei rami. Ad un’estremità del prato c’è un LECCIO a cui, purtroppo, sono stati tagliati i rami bassi che lo rendevano più suggestivo.

A nord di Dello, appena inizia la strada che porta verso Bagnolo, un PIOPPO NERO dal tronco di 6 metri ha ancora un bell’aspetto, nonostante l’abbiano ridotto nell’altezza. Di nero non ha niente. E’ solo un aggettivo usato per distinguerlo da quello bianco, che ha il tronco candido in gioventù e le foglie color verde su un lato, bianche sul rovescio.

 A Leno, nella strada che da Brescia arriva in centro, un grosso PLATANO centenario, dalla chioma diradata dall’età, resiste ancora nonostante i lavori per un nuovo complesso edilizio gli abbiano sicuramente danneggiato le lunghe radici. Speriamo bene.

A Murà, (700 m slm) salendo verso la chiesina degli alpini, accanto ad un fienile si vede un CARPINE NERO molto armonioso, col tronco dalla circonferenza di circa 3,5 m ed un’altezza di 15. Il carpine ha foglie seghettate a punta di lancia e le sue infiorescenze sono spighette che mantiene sui rami tutto l’inverno. I frutti, che sembrano fiori di carta velina, somigliano a quelli del luppolo. Il tronco sembra un gran fascio di muscoli. Si chiama carpine nero solo perché ha il legno più scuro della varietà detta carpine bianco, che cresce in pianura.

A Nuvolera, in una proprietà privata ma visibile dalla strada, un enorme CIPRESSO CALVO si nota anche da lontano.

A Boario Terme, il parco ospita un intero boschetto di CIPRESSI CALVI ottantenni, con tronchi dalle circonferenze anche di 4 metri ed un’altezza di 25. Spettacolare è la grande quantità di pneumatofori (le radici che spuntano dal terreno come tronchetti). Hanno forme e raggruppamenti che fanno pensare a creature fiabesche. Crescono su un tappeto di foglioline che ricoprono tutto lo spazio in cui si trovano questi alberi. Notevole è anche un PLATANO di 300 anni con un tronco dalla circonferenza di oltre 5 metri ed un’altezza di 35. Bello un CIPRESSO DI LAWSON con la sua caratteristica forma a padiglioncino cinese. C’è anche un TIGLIO ragguardevole, fra molti altri alberi. Purtroppo il parco è aperto solo da Maggio a Settembre.

Entrando in città da nord, all’inizio di via Alabarde c’è anche un SALICE BIANCO dal tronco con circonferenza di circa 6 metri, ancora in discrete condizioni.

Sul lago d’Iseo, a Sale Marasino, arrivando da nord si vede già in lontananza il gran CIPRESSO che si trova in un giardino privato ma è visibile dalla strada, accanto a un PINO D’ALEPPO sinuoso.

 Nella piazza di Breno dove si trova l’ufficio postale, un PLATANO di 220 anni circa, che si dice sia stato piantato nel 1797 come “albero della libertà” ha un tronco di circa 5 metri di circonferenza e un’altezza di oltre 25.

Salendo dai circa 300 m. di altitudine di Breno ai circa 600 della frazione di Pescarzo, in direzione del passo Crocedomini, oltrepassata l’ultima casa, su una curva, appena oltre il guardrail appare un bel CASTAGNO con un tronco di circa 6,50 m. di circonferenza, alto 18.

Sui 1000 m. di altitudine di Paspardo, si trovano CASTAGNI con circonferenze di 4 metri anche lungo la strada e, nel punto chiamato “capitello dei due pini”, poco fuori dal centro abitato c’è un PINO SILVESTRE di notevole bellezza e più di 150 anni, con un tronco dalla circonferenza di 4,50 m. ed un’altezza che oltrepassa i 25. Anche il posto dove si trova il pino, rimasto solo dopo che l’altro è morto a causa di un parassita, è bellissimo. Oltre al panorama sulla vallata 700 metri più sotto, il sito è pieno di suggestioni, accresciute dalle incisioni rupestri camune. Il pino silvestre si riconosce subito per il tronco marcatamente rossiccio, i rami sinuosi, gli aghi corti e azzurrini, le piccole pigne.

Da Sonico si sale in val Malga lungo una strada molto stretta e ripida, ma suggestiva perché in mezzo ai boschi. Arrivati a 1.150 m. di altitudine al piazzale davanti al rifugio della malga, lasciare l’automezzo e prendere la stradina che, qualche metro più giù sale verso il bosco. Mantenendo sempre la direzione a sinistra, in dieci minuti si raggiunge una grande baita detta Boiana, accanto ad un FAGGIO perfetto, col tronco di 4,5 metri di circonferenza e un’altezza di oltre 25.

Dal rifugio si può continuare lungo la strada asfaltata per un chilometro e mezzo circa, dove su una curva si può lasciare l’auto e seguire le indicazioni per raggiungere a piedi, in mezz’ora, un celebre FAGGIO di 200 anni, con la circonferenza del tronco di 7 metri ed un’altezza oltre i 20, ma ormai malandato, in un prato con erba alta e ortiche, nell’ex malga Mantoffo.

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Como

cedro di villa Olmo a Como

cedro di villa Olmo a Como

 

A Como, la bella Villa Olmo, col parco sempre aperto al pubblico e la villa usata per manifestazioni culturali, offre anche una passeggiata lungo il lago, davvero elegante. Nel parco, un CEDRO DEL LIBANO con più rami che partono dalla base, dalla circonferenza di 8 metri, l’altezza di 25 e 200 anni di età e una bellezza straordinaria. Poco più lontano c’è un IPPOCASTANO con la circonferenza del tronco di 5 metri e l’altezza di 25, di grande bellezza. I cedri sono conifere che assomigliano un poco ai nostri abeti ma hanno gli aghi raggruppati in ciuffetti ed i grossi rami più lunghi ed aperti. Si chiamano come il celebre e profumato agrume a causa del loro legno odoroso in modo simile. Sono grandi alberi di montagna ma il loro aspetto imponente li ha fatti diffondere in Italia nei parchi delle ville e nelle piazze municipali.

Nel parco della vicinissima villa del Grumello ci sono molti alberi sempreverdi notevoli. Anzitutto, davanti alla villa un CEDRO DEODARA dal tronco di 6 m. di circonferenza. A sinistra, al di sopra dell’edificio un CIPRESSO col tronco di circa 3,5 m. Vicino alle serre un bellissimo GINKGO con circonferenza del tronco di 4 m. e davanti alla serra un suggestivo CANFORO inclinato col tronco di circa 3 m. Al di sopra delle serre due SEQUOIE SEMPREVERDI col tronco di 4 m.

Sulla sponda opposta della baia, a villa Geno, un GINKGO BILOBA maschio centenario, col tronco dalla circonferenza di circa 3 m. alto 20 m. e un CEDRO DEODARA col tronco dalla circonferenza di circa 6 m. alto 25 m. sono le stelle del piccolo giardino.Continuando lungo il lago si trova un notevole PLATANO alto 33 m. e con un tronco di 5,50. Insuperabile per dimensioni, bellezza e luogo in cui si trova è il PLATANO nel cortile del museo Giovio, col tronco dalla circonferenza di oltre 7 metri e alto 32, di rimpetto a un IPPOCASTANO col tronco di oltre 3 m. di circonferenza. Si trovano nel piccolo appezzamento al di sopra di una scalinata doppia barocca di grande bellezza. Un IPPOCASTANO eccezionale, con circonferenza del t ronco di quasi 6 m. e altezza di 16 è nel praticello del parcheggio di via A. Moro. Un PLATANO a candelabro, non molto alto ma con un tronco di circa 6 m. di circonferenza si vede bene nel cortile di via Cadorna 1/A.

 A Sagnino, nel giardino della villa barocca che era appartenuta ai salesiani e che adesso è un centro di accoglienza per immigrati, un CEDRO DEL LIBANO alto circa 30 metri e un tronco di circa 5 metri, un FAGGIO PENDULO spettacolare con circonferenza del tronco di oltre 3 metri e un ABETE BIANCO che misura altrettanto sono i più belli fra i tanti alberi presenti. Salendo fino a Quarcino, accanto a una chiesetta romanica, un IPPOCASTANO con una circonferenza del tronco di 3 metri e mezzo, alto 15 fa una bellissima figura.

Risalendo il lago lungo la via Regina, intitolata alla regina Teodolinda che aveva ripristinato l’antica strada romana, si troveranno ovunque magnifiche ville dei secoli scorsi, dove le famiglie reali, i nobili e successivamente i danarosi di vari paesi stranieri passavano le vacanze. Tutte avevano un giardino o un parco e dunque gli alberi pluricentenari in buona salute sono numerosi e si vedono spesso dalla strada.

A Cernobbio, la Villa Erba dove è vissuto Luchino Visconti, visitabile solo durante le manifestazioni politiche o commerciali ma solo se si ha un pass, nel bel parco ospita molti alberi tra cui dei PLATANI. Anche la Villa d’Este poco più avanti, albergo di lusso in una villa cinquecentesca con parco, ha, tra molti begli alberi, dei PLATANI monumentali. Il platano è facilmente riconoscibile per le grandi dimensioni, la corteccia liscia e chiara, che si sfalda a placche irregolare in vari toni dal beige al verde. Ha grandi foglie palmate e coriacee che in autunno diventano gialle ed arancioni prima di cadere. E’ molto resistente all’inquinamento ed ai maltrattamenti. Per questo lo si trova nelle alberature stradali.

A Lenno, nel giardino dell’incantevole villa Balbianello (aperta da metà marzo a metà novembre), ci sono due LECCI e un gruppetto di CANFORI potati per formare cupole verdi molto suggestive. L’età dei canfori può essere centenaria, come il leccio vicino. Il magnifico leccio (quercia sempreverde dei climi miti) più prossimo al lago ha 200 anni e un tronco con circonferenza di 3,50 metri circa. 200 anni sono stimabili anche per due PINI SILVESTRI quasi sul lago e con tronchi di circa 3,50 m. di circonferenza. I pini sivlestri crescono spontaneamente in montagna e si riconoscono dai rami color arancio. Centenario è anche il FICUS Pumila repens, rampicante che crea fantastici ghirigori sulle pareti del loggiato.

A Mezzegra, sul lungolago, una notevole MAGNOLIA SEMPREVERDE di oltre 200 anni, col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri e una gran chioma ovale, troneggia davanti alla ex villa settecentesca della fam Novi, adesso di proprietà del comune. Continuando a seguire il lungolago verso sud si vedono, nel giardino di una villa, dei giganteschi PLATANI e, pù avanti un GINKGO di grande bellezza.

Arrivati a Tremezzo, dove si trova la villa Carlotta, (aperta da metà marzo a metà novembre) celebre per la fioritura delle azalee nel suo grande parco, si vedranno sul bordo del lago, di fronte al suo ingresso, due grossi PLATANI, di cui uno con la circonferenza del tronco di circa 6 metri. Il parco, aperto da Marzo ad Ottobre, è conosciuto per alberi di tante specie diverse ed è in questo, simile ad un orto botanico. Molti sono monumentali: PLATANI altissimi, PALME, LIRIODENDRI, TASSI, RODODENDRI e uno stupefacente GLICINE sposato ad un PINO NERO che si vede anche dalla strada.

 

pino del Michoacan villa Melzi a Bellagio

pino del Michoacan villa Melzi a Bellagio

 

Due GLICINI enormi e di bellezza spettacolari si trovano sul bordo del lago, lungo la strada davanti all’hotel Cadenabbia. All’altra estremità di Tremezzo c’è il Parco Olivelli, con un altissimo CEDRO DEODARA (simile al cedro del Libano ma con aghi più lunghi e morbidi), due notevoli CALOCEDRI (parenti californiani dei cipressi con corteccia rossastra e rami che spesso si incurvano a candelabro), un CANFORO (sempreverde asiatico), tutti con tronchi dalla circonferenza intorno ai 5 metri. Bellissimi soprattutto in autunno con le chiome fulve,  sono i CIPRESSI CALVI radicati nel lago, ancora giovani.

A Codogna, comune di Grandola ed uniti, tra il lago di Como e quello di Lugano, si trovano le indicazioni per raggiungere, dopo una bella passeggiata di 40 minuti nel bosco, una QUERCIA rovere delle probabile età di 700 anni, (ma forse ne ha solo 300) detta il rogolone. La circonferenza dell’enorme fusto è di 9 metri, mentre l’altezza è di circa 30. Sotto questa quercia, come spesso avveniva in passato ovunque, si riunivano i capifamiglia per le decisioni importanti. Le querce sono estremamente robuste ed il loro legno è stato usato per la costruzione di navi, case, ponti e mobili di lunga durata. I loro frutti, le ghiande, sono ottimo cibo per uccelli, scoiattoli, maiali e, in certe qualità, anche per gli uomini.

Nel giardino del municipio di Menaggio, con sede in una villa di fine ottocento, ci sono un CANFORO e un FAGGIO presumibilmente ultracentenari. Il primo ha un tronco dalla circonferenza di oltre 4 metri ed è di origine asiatica. Il secondo ha un tronco di circa tre metri e mezzo di circonferenza e cresce spontaneamente intorno ai mille metri di altitudine. Un altro CANFORO è sul confine con la strada. Sul lungolago ci sono alcune SOPHORE JAPONICHE PENDULE, che sviluppano rami solitamente attorcigliati come serpenti e culminano con piccoli archi. Sono fra gli alberi più attraenti in inverno, senza foglie, per la loro inconsueta forma, qui meno evidente che in altri luoghi. Continuando verso nord lungo il lago si vede un bellissimo CALOCEDRO, sempreverde dalla forma conica, coi rami che sfiorano terra. Hanno un’età stimata intorno agli 80 anni, Nel cimitero, quattro grossi CIPRESSI. L’albero più spettacolare si trova però nella frazione di Loveno, raggiungibile anche a piedi con scorciatoie. Si tratta di una MAGNOLIA SEMPREVERDE bicentenaria, dalla gran chioma a uovo, con un tronco dalla circonferenza di circa 6 metri, in un giardino adesso pubblico ma che un tempo apparteneva, come la grande casa bianca davanti a lei, alla famiglia proprietaria terriera Cariboni.

Continuando oltre Menaggio, a San Siro e più precisamente a Prada di Acquaseria, appena dopo il cartello, si vede un CANFORO col tronco dalla circonferenza di 7 metri, l’altezza di 18 e l’età di forse 200 anni. Questo sempreverde da cui si ottiene la canfora, ha le foglie simili a quelle dell’olea fragrans, ovali, lucide, di media grandezza che, stropicciate, rivelano il caratteristico odore della sostanza antisettica e antireumatica.

In val d’Intelvi, l’Alpe di Ponna è il regno dei faggi monumentali. Prima di arivare nel paese di Ponna, prendere la stradina sulla destra che sale per un paio di chilometri fino all’alpe. Arrivare fino al punto in cui sopra la curva c’è un laghetto e sotto una “nevera”, minuscolo edificio semi-interrato che in passato serviva a lasciar decantare il latte appena munto, per far emergere la panna, tenendolo al fresco grazie alla neve accumulata all’interno e alberi che la tenevano all’ombra. Intorno a questa ci sono tre enormi FAGGI con tronchi dalle circonferenze di circa 5 metri e alti oltre 30. C’è anche un ACERO DI MONTE meno grosso. Sopra il laghetto ci sono altri giganti. Continuando con l’auto dentro la faggeta, si possono vedere due baluardi di radici di faggi impressionanti. All’uscita, sulla cuva dove c’è una casa, si notano due giganteschi FAGGI di cui uno con un tronco dalla circonferenza di 9 metri.

Salendo verso il monte Ghisallo, superato Barni sulla destra c’è la strada per il ristorante La Madonnina e si arriva a circa 1000 metri di altitudine. Dalla curva appena prima di arrivare al parcheggio, risalire a piedi per una quindicina di metri la strada sterrata, quindi discendere di altrettanto il sentiero che porta ad un CASTAGNO di oltre 250 anni, col tronco dalla circonferenza di 6,50 m e l’altezza di circa 25. E’ quasi del tutto integro e alla base mostra una cicatrice sull’intera circonferenza, ricordo dell’innesto fatto quando era una pianticella. Le piante da frutto selvatiche, più resistenti e robuste, devono essere innestate con quelle coltivate, più conformi alle esigenze umane, ma più deboli.

A Bellagio, nel giardino di villa Melzi sono particolarmente belli, entrando dal cancello più vicino alla punta della penisola, un CANFORO dal tronco multiplo, con la circonferenza intorno agli 8 m., un PINO DEL MICHOACAN (devoniana) dagli spettacolari aghi lunghi quasi 30 cm. con la circonferenza del tronco di 4 metri e i rami penduli che arrivano a sfiorare l’acqua del lago. Ci sono varie SEQUOIE SEMPREVERDI molto alte, 3 LIRIODENDRI con una circonferenza del fusto intorno ai 4 m., 2 CALOCEDRI con una circonferenza del fusto di circa 5 m., vari LECCI, di cui uno con la chioma che scende lungo la china in cima alla quale si trova l’albero, con una circonferenza del fusto di oltre 3. m. e un TIGLIO con una circonferenza di oltre 4 m. Il CEDRO DEL LIBANO con la circonferenza del tronco di circa 6 metri si trova vicino alla villa.

Da Canzo, salire fino a fonte Gajum e continuare a piedi per mezz’ora circa fino al Centro visite di Prim’alpe. Al margine di un bello spiazzo c’è un IPPOCASTANO di almeno 150 anni, tronco dalla circonferenza di circa 4 metri e l’altezza di 25. Da lì vale la pena di seguire il percorso artistico nel bosco, con sculture dell’artista Alessandro Cortinovis. Tornati al centro visite, proseguire per Terz’alpe, dove si troverà un TIGLIO e poco lontano un FAGGIO monumentali

 

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Cremona

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magnolia di Cremona

 

Il più bell’albero di Cremona è la MAGNOLIA dei giardini pubblici di piazza Roma, con la sua insolita forma conica e un gran ramo basso che sembra una proboscide. Nei giardini del centro pastorale di via Stenico c’è un BAGOLARO dal gran tronco con circonferenza di 6 metri e la chioma stretta e alta, a causa delle potature. Accanto c’è una ROBINIA dal tronco quasi altrettanto massiccio. Occorrerebbe liberarla dai tanti polloni e dall’edera per darle l’importanza che merita. Poco più avanti, in un cortile, un AILANTO col tronco molto grosso, probabilmente di almeno 5 metri di circonferenza, spunta sopra il muro di recinzione di un edificio in abbandono. Tutti hanno sicuramente superato i 100 anni di età.

Nel principale parco pubblico di Crema, nei dintorni della stazione, da lontano si vede un albero sopravanzare di molto tutti gli altri. E’ un CIPRESSO CALVO ultracentenario, alto più di 30 metri, col tronco dalla circonferenza di circa 6 metri. Vicino a lui ce ne sono altri e, lungo il piccolo corso d’acqua davanti a loro, spuntano gli pneumatofori, come nanetti di legno, che servono per respirare meglio nei terreni intrisi d’acqua. Oltre il fossatello ci sono due bei GINKGO BILOBA, dalle foglie a ventaglio, col tronco parzialmente rivestito di muschio e con circonferenza intorno ai 5 metri.

A Rivarolo del re, in un campo vicino al cimitero c’è una lunga fila di GELSI BIANCHI, dell’età di oltre 100 anni. Sono rimasti a testimoniare il tempo in cui, fino all’incirca metà del secolo scorso, erano piantati ovunque perché con le loro foglie nutrivano i bachi da seta che i contadini allevavano. Si vedono i tronchi dalla cui sommità crescono numerosissimi rami dalla corteccia color cannella. Quel tipo di gelso, così come la particolare specie di bachi che se ne nutriva, venivano dalla Cina.

Venendo da Cremona, presa la strada ad angolo retto che porta a Pizzighettone dopo un chilometro, sul lato destro della strada dove c’è la cascina Massimo, c’è un PIOPPO NERO col tronco dalla circonferenza di circa 4,5 m e la possibile età di 80 anni. I pioppi crescono rapidamente e diventano alti a causa della molta acqua che assorbono con le loro foglie triangolari. Hanno sessi distinti su piante diverse e le femmine a primavera fanno frutti cotonosi, i cui fiocchi volano via portandosi un piccolo seme.

A Pandino, nel giardino del Santuario del Tommasone, vicino alla statua seduta c’è un GELSO BIANCO di circa 200 anni, col tronco dalla circonferenza di un metro e mezzo circa.

Fuori dalla recinzione, sul bordo della strada c’è un bel CARPINE BIANCO col tronco a calice. La sua età può essere vicina a quella del gelso. Questo albero ha foglie seghettate a punta di lancia ed il tronco inconfondibile, perché sembra essere composto da un fascio di piccoli fusti o da muscoli. Bianco è solo il colore più chiaro del suo legno, rispetto al carpine nero.

A Vailate, all’interno del cancello della scuola elementare c’è uno SPINO DI GIUDA (o di Cristo), Gleditsia triacanthos, molto bello, con un tronco di circa 2 metri di circonferenza e un’altezza di 15. Questo albero spinoso del nord America ha foglie simili alle acacie e fiori gialli, che diventano baccelli dalla polpa dolce.

A Robecco d’Oglio, nel parco pubblico della villa Barni della Scala, fra altri begli alberi, proprio all’ingresso c’è un grande BAGOLARO dal tronco di 4 metri di circonferenza.

Da Soncino si seguono le indicazioni per il parco Tinasso, dove si trova uno dei più grandi e begli IPPOCASTANI immaginabili. Tronco dalla circonferenza di 5 metri circa, alto circa 35, con 200 anni di età. Vicino a lui un BAGOLARO poco più basso, con il tronco di uguale circonferenza. C’è anche un vecchio GLICINE dai rami lasciati liberi e molti begli alberi di pregio, in un ambiente piacevolissimo, di ex parco privato diventato bosco. Il parcheggio è all’ombra degli alberi e c’è un caffè ristorante. Si può continuare a usufruire delle bellezze naturali passando nella provincia di Bergamo, nel comune di Pumenengo (vedi).

 

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Lecco

abete del Culmine di San Pietro

abete del Culmine di San Pietro

 

Nel chiostro della benedettina, romanica abbazia di Piona, si trova un ALLORO più che centenario, col tronco dalla circonferenza di 3 metri. La pianta, che di solito non supera la taglia di un alberello, ha qui un’età e dimensioni notevoli. Le sue proprietà medicinali sono purificatrici. Per questo le antiche profetesse greche ne bruciavano o masticavano le foglie prima di vaticinare. 

A Varenna, sulla piazza dell’imbarcadero ci sono due CEDRI DEODARA di cui uno molto bello, Nel giardino della villa Monastero,  aperto da marzo a ottobre, c’è una MAGNOLIA SEMPREVERDE di 400 anni, col tronco dalla circonfereza di circa 6 metri, un CALOCEDRO col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri, vari CIPRESSI con circonferenze simili. una PALMA DEL CILE con circonferenza di circa 2 metri.

Da Barzio si sale verso Culmine San Pietro a 1300 metri di altitudine dove, dietro la chiesetta seicentesca c’è un antico roccolo abbracciato da un FRASSINO con la circonferenza del tronco di 3 metri. A pochi metri, uno spettacolare ABETE a candelabro con 9 bracci, ha la circonferenza del tronco di circa 4 metri. L’età dei due alberi è calcolabile tra i 100 ed i 200 anni.

Da Margno è possibile prendere la funivia per il Pian delle Betulle, circondato da boschi di larice, a 1480 m slm con stazione sciistica. Dietro la chiesina si trova un lieve rilievo con BETULLE pendule di età avanzata di cui la veterana, dalla circonferenza di circa 3 m nel suo tronco biforcuto e altezza 19, si trova vicino al campetto di bocce. Anche se le dimensioni non sono notevoli, l’elegante forma del tronco ingrigito ed i sottilissimi rami, ricoperti di licheni, creano un’atmosfera suggestiva.. Le bellissime betulle dal tronco bianco e dalle foglie triangolari che in autunno diventano color giallo oro, hanno molte proprietà curative.

Ad Olgiate Molgora, davanti alla villa Sommi Picenardi, circondata da un bel parco, un PLATANO orientale di circa 130 anni, dalla circonferenza del tronco di 9 metri, fra i più grandi d’Italia, dà un senso di grandiosità davvero notevole. Lo si vede bene anche dalla strada ma, se si vuole visitare il parco, occorre prendere appuntamento.

 

oleandro a Pescarenico

oleandro a Pescarenico

 

A Lecco, nella frazione di Pescarenico dove è stato ambientato il celebre romanzo “I promessi sposi”, nella piazzetta caratteristica lungo il lago ci sono due PIOPPI NERI di cui uno davvero molto bello, con la circonferenza del tronco di circa 4 metri ed un’altezza intorno ai 25, della possibile età intorno ai cent’anni. Continuando lungo il lago verso sud, poco dopo aver superato dei bei salici piangenti, si trova un PIOPPO GRIGIO di imponenza simile al parente appena citato. In città, di fronte ad una scuola, in via Pizzi, in un giardinetto c’è un FAGGIO PENDULO con tronco dalla circonferenza di 3 metri, davvero molto bello. I faggi, che di norma vivono tra i 1000 e i 1200 metri, spesso vengono piantati nei giardini delle ville, soprattutto nella spettacolare varietà pendula, coi rami che toccano terra.

 A Malgrate, vicino al porticciolo ci sono due IPPOCASTANI di oltre 150 anni con la circonferenza del tronco di circa 4 metri e un’altezza di 20.

 A Merate, in via Allende n.3, nel cortile di una villa c’è un’enorme SEQUOIA GIGANTE, a cui sono stati tagliati i rami bassi e la punta, così che si nota la mole, più che la bellezza di un albero messo a dimora nel luogo meno idoneo, dato che per sua natura può arrivare, nei secoli, ai 100 metri di altezza, con un tronco in proporzione.

Sempre a Merate, nella strada sotto l’osservatorio astronomico, sul bordo dello stagno San Rocco, ci sono CIPRESSI CALVI alti oltre 35 metri, con tronchi con circonferenza di 4,5 m. circa. In città li conoscono erroneamente come sequoie, perché hanno il fogliame che in autunno diventa fulvo prima di cadere come fanno le metasequoie. Ma le pigne e la forma delle foglioline, oltre che gli pneumatofori (radici emergenti a pinnacolo) li rendono inconfondibili. Sono originari della Florida, dove crescono nelle paludi, spesso immersi in acqua. Per respirare meglio, le radici fanno spuntare dei tronchetti verso l’alto, che sembrano nanetti di legno. Coi cipressi non hanno in comune se non i frutti, galbuli legnosi. In autunno le loro foglioline leggere diventano di un rosso fulvo davvero magnifico.

Ancora a Merate, vicino al cimitero, c’è un parco pubblico, adesso separato dalla villa privata originaria. Il “cannocchiale” di CIPRESSI ne ha di molto imponenti, con fusti di 4,50 m. circa di circonferenza. Anche i PINI DOMESTICI hanno misure ragguardevoli del pari.

A Verderio Superiore, nel mezzo di una rotonda si trova un magnifico PLATANO ultracentenario con il tronco dalla circonferenza di circa 6 metri e una gran chioma.

 A Introbio, nel parco della villa di inizio novecento che adesso ospita il municipio e la biblioteca, si trova un FAGGIO rosso dal gran tronco e vigorose radici in parte fuori terra, che pur avendo meno di 100 anni ha dimensioni e portamento notevoli.

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Lodi

parco di Lodi

parco di Lodi

 

Nel centro di Lodi si trova il parco di villa Braila, sede della biblioteca ragazzi. Fra i molti alberi notevoli, quelli nelle migliori condizioni sono due grandi CEDRI DEODARA, dai tronchi col diametro di circa 5 metri e l’altezza di 36, un BAGOLARO dal tronco con circonferenza di circa 4 metri rivestito di muschio ed una QUERCIA FARNIA, circondata da cespugli e due CIPRESSI CALVI alti una trentina di metri. Bello anche un PINO DELL’HIMALAYA, con i suoi lunghi aghi glauchi. Il bagolaro, dalla corteccia grigia, ha per frutti delle ciliegine nere, farinose, mangiate dagli uccelli. La farnia ha le foglie lobate come le altre querce, ma col picciolo cortissimo ed una forma a clava. I cipressi calvi hanno foglioline sottili e morbide, color verde chiarissimo, che in autunno diventano di un magnifico fulvo, prima di cadere. Sono originari delle paludi della Florida, dove per respirare meglio, le radici sommerse dall’acqua fanno spuntare dei tronchetti verticali. Qui non ci sono, dato che crescono in un terreno asciutto.

Poco lontano, nel mezzo del viale Agnelli, uno spazio pedonale è reso gradevole da vari alberi, tra cui dei TASSI, modellati a cono. Il penultimo è il più grande e, probabilmente, il più antico, di almeno 100 anni. Ha una tale quantità di rami che è impossibile vedergli il tronco. Il sempreverde tasso cresce molto lentamente, resiste in modo eccellente alle potature e per questo spesso lo si modella in forme scultoree. Anche l’inquinamento ha meno effetto su di lui che su altri. E’ interamente velenoso. Ha sessi distinti su esemplari diversi e le femmine, verso l’autunno portano piccoli frutti rossi mangiati dagli uccelli.

A 3 chilometri da Maleo, nella cascina Ronchi c’è un insolito CACO SELVATICO col tronco dalla circonferenza di quattro metri circa ed un’altezza di 15. La recente perdita di un grosso ramo ha rivelato la carie del tronco cavo. Avrebbe bisogno di cure e sostegni

A ridosso del castello di Somaglia, un IPPOCASTANO alto 30 metri, con un tronco dalla circonferenza di 5 e la probabile età di 200 anni, arriva a stendere qualche ramo fin sul tetto.

Il minuscolo paesino di Maccastorna ha il viale che conduce al castello, bordato di FARNIE e, al centro della piazzetta un GELSO col tronco cavo dalla circonferenza di circa 4 metri ed un’età che potrebbe essere intorno ai 150.

Fuori san Rocco al Porto ma all’interno della via Emilia, dopo una rotonda che porta al centro commerciale, sul bordo della strada si vede, tutto solo, un magnifico PIOPPO CIPRESSINO alto 35 m. con un tronco dalla circonferenza di 5 che è rimasto miracolosamente intatto e mostra tutta la sua bellezza.

 

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Mantova

platano di Pioppino

platano di Pioppino

 

Il giardino di porta Pradella a Mantova è all’interno di una grande rotonda, ma gli alberi secolari che vi si trovano e i resti di alcuni arredi dimostrano la sua nobile origine. Vi si trova, proprio sul margine, una MACLURA POMIFERA inclinata, con un tronco dalla circonferenza di 4 m. E’ una pianta importata in Italia dall’America nell’ottocento per sostituire i gelsi e i bachi da seta malati che si nutrivano delle loro foglie. Le femmine portano frutti gialli simili a pompelmi. Su un altro margine ci sono due CIPRESSI CALVI col tronco di 4 m. di circonferenza, mentre un gruppetto più giovane è a poca distanza da loro. C’è anche un GINKGO con una circonferenza del tronco di circa 4,5 metri, riconoscibile dalle foglie a ventaglio. Sulla piccola rotonda si trova un OLMO con una circonferenza del tronco di 4 m., con le sue caratteristiche piccole foglie seghettate su ramoscelli sottili.

All’incirca al km 10,300 della strada che porta a Goito, venendo da Mantova sulla sinistra si trova la via per il Parco Bertone, aperto solo la domenica dei mesi estivi o in altri giorni. Dopo due chilometri di rettilineo, sulla curva c’è il parco molto bello anche per le cicogne che vi nidificano. L’albero più noto è un magnifico GINKGO BILOBA di circa 200 anni, alto 40 metri, con un tronco dalla circonferenza intorno ai 4,5 m. Anche i BAGOLARI sono notevoli, con tronchi intorno ai 4 metri e altezze intorno ai 30. Un NOCE NERO notevolissimo, è caduto nell’estate 2013 e giace conla base del tronco rovesciata, simile ad un sole oscuro.

Volta Mantovano è la cittadina dei BAGOLARI. Uno scenografico emiciclo di questi alberi, piantati negli anni 30 per consolidare il terreno davanti alla chiesa principale, si è sviluppato notevolmente grazie all’abbondante acqua delle falde. Dietro l’ospedale ce n’è uno dalla circonferenza del tronco di ben 6 metri ed un’età di almeno 400 anni, con la chioma a soffione integra e bellissima. I bagolari sono alberi dalle possenti radici, molto frugali e resistenti, dai frutti simili a ciliegine nere, mangiate dagli uccelli.

Nello stesso comune, all’interno dell’agriturismo Monte Roccolo, in strada Bezzetti, c’è un roccolo di CIPRESSI. Il roccolo è un insieme di alberi disposti in modo da servire da posatoio agli uccelli, che un tempo venivano così catturati con sottili reti di cotone nascoste. In passato venivano venduti, oggi si studiano e poi si rilasciano. Questo roccolo si riconosce anche dalla strada, dove si vedono gli alberi in cerchio serrato.

A Cereta, frazione di Volta Mantovana, via Borgo Tirolo, sul terreno del centro ippico Mimosa c’è un GELSO DA CARTA dalla circonferenza di circa 5 metri. Ha foglie spesse e vellutate, di forme diverse e sessi distinti.

Nella località Pioppino, lungo la strada principale da cui si accede anche a Redondesco, poco dopo sulla sinistra si vede uno scenografico PLATANO in mezzo ad un campo. La circonferenza del suo tronco è di circa 5 metri.

Nella frazione Vigoreto, confinante con Sabbioneta, vicino al muro di cinta di una villa adesso ristorante, un GINKGO BILOBA dalla circonferenza del tronco di circa 5 metri è visibile anche da lontano. Questo albero è molto bello quando è rivestito delle sue foglie a ventaglio, ma in inverno è fra i pochi ad essere poco attraente perché i suoi rami hanno un disegno ben poco articolato. Inoltre, le potature che gli hanno fatto hanno aggravato la situazione. Questo è l’unico difetto di un albero resistentissimo, che ci viene dall’epoca giurassica e che ha molte proprietà curative. I frutti delle femmine, se lasciati marcire a terra puzzano. In Cina e Giappone, da cui l’albero proviene,  i noccioli vengono  tostati e mangiati perché ottimi.

 La frazione Cesole, del comune di Marcaria, si raggiunge oltrepassando Campitello di qualche chilometro. Nell’abitato c’è un grande piazzale circondato da alberi, dove si svolta a destra in direzione del fiume Oglio. Quando lo si raggiunge, invece di attraversare il ponte di barche, si svolta a sinistra e ben presto si vede l’agriturismo La Motte, che ospita pescatori stranieri del micidiale pesce siluro. Dietro gli edifici ci sono magnifici PIOPPI NERI di cui uno con la circonferenza del tronco di circa 6 metri ed un’altezza intorno ai trenta. I pioppi neri hanno in realtà solo la corteccia color marrone scuro e foglie lucide, robuste, triangolari, che in autunno si fanno di un giallo brillante. I pioppi bianchi hanno le cortecce e un lato delle foglie davvero bianche.

 Se invece di oltrepassare Campitello si gira a sinistra per Gazzuolo e, passato il ponte, si continua fino a trovare una rotonda, dove si svolta a sinistra verso Viadana. Dopo circa 4 chilometri si trova, facendo attenzione, una stradina stretta a sinistra. Appena si allarga, parcheggiare ed entrare a piedi nella cascina dove, chiedendo il permesso ai cortesi giovani proprietari, si può svoltare verso i campi a destra e subito a sinistra, costeggiando un fossatello per raggiungere una magnifica QUERCIA FARNIA dal tronco con circonferenza di 6 m. ed un’altezza di 20. E’ perfetta e di almeno tre secoli.

 

 

 

 

Alberi monumentali di Lombardia, provincia di Milano

tassodio del parco di Porta Venezia a Milano

tassodio del parco di Porta Venezia a Milano

 

Il giardino pubblico più bello, suggestivo e ricco di Milano è senz’altro quello conosciuto come Montanelli o di porta Venezia. Lungo il suo perimetro ci sono l’interessantissimo museo di scienze naturali ed altri correlati al tema. In autunno, ancora fino a fine Novembre, vedere i CIPRESSI CALVI o TASSODI, intorno al laghetto, quando sono di colore fulvo è davvero emozionante. Il più imponente è alto quasi 30 metri ed ha una circonferenza del tronco di circa 6 metri. Ci sono anche notevoli PLATANI, di cui uno molto importante sulla sinistra uscendo dal parco dove ci sono le statue nel prato. Anche due BAGOLARI sono degni di nota, con tronchi dalla circonferenza di circa 5 metri: uno all’ingresso fra via Manin e bastioni di Porta Venezia e uno un poco più a nord del tassodio più grande, dove c’è anche una QUERCIA ROSSA che purtroppo ha subito pesanti interventi ai rami. Sul grande prato a destra c’è anche un CEDRO DEODARA centenario.

Il parco Sempione, ricco di molti cedri ha nei NOCI DEL CAUCASO semi-sdraiati sul lato sinistro (avendo il castello alle spalle) e nella CATALPA lungo il fianco destro del castello, le forme d’albero più espressive. I primi si riconoscono dalle foglie pennate e dai frutti che sembrano lunghissimi pendenti, la seconda per le sue grandi foglie pelose ed i baccelli che ha come frutti, dopo la fioritura in lilla

Prima di arrivare al parco di Villa Litta, lungo il viale Affori, da un giardinetto misero si vedono emergere già da lontano dei magnifici BAGOLARI. Uno, completamente addossato al muro verso il fondo ha una circonferenza del tronco di 5 metri ma soprattutto un portamento regale. Poco più avanti, sull’angolo della strada che porta al parco, un PLATANO dal tronco e dalle radici possenti dilaga sul marciapiede. Una meraviglia con circonferenza di 7 metri. I PLATANI ed i BAGOLARI sono i protagonisti assoluti anche nel parco di villa Litta, dentro i cui locali c’è invece la biblioteca. I bagolari sono fra gli alberi più belli in inverno, perché hanno una chioma a globo, con la parte più periferica dai ramoscelli tanto numerosi e fitti da farlo sembrare un soffione. Questo, naturalmente, quando non li si strazia come è pessima abitudine di troppi incompetenti.

Nel centro di Milano, il portone al numero 4 di via dei fiori scuri (che nome suggestivo!) porta verso l’antico palazzo di Brera dove si trova l’accademia d’arte, il museo di strumenti astronomici antichi, la biblioteca nazionale. Sul lato sinistro del malandato edificio, un vicoletto arriva fino all’ingresso del piccolo Orto Botanico, sorprendente per la sua strana collocazione fra i palazzoni. Quello di Brera, con tre strette torri cilindriche, coronato dall’antico osservatorio, ha generato un figlioletto nel 1870, vicino ad una vasca per la raccolta dell’acqua piovana che scende dalle sue grondaie. E’ un cilindro alto all’incirca tre metri, dalla base in mattoni e la parte superiore in rame, che serviva da osservatorio per la triangolazione dei pianeti.

Maschio e femmina di ginkgo biloba, piantati nel 1775 vivono vicini al muro di cinta sul fondo. Questo genere d’albero è tanto antico da essere chiamato fossile vivente. E’ raro trovare una femmina di questo albero in un giardino, perché i suoi numerosi frutti, delle dimensioni di piccole prugne, hanno un odore molto sgradevole quando marciscono a terra. I semi (e i frutti prima di marcire) sono gustosi se cucinati. Il ginkgo ha ottime proprietà antiossidanti e migliora la memoria. Le sue bellissime foglie a ventaglio, che crescono direttamente sui rami principali e non sui pochi ramoscelli secondari, in autunno diventano di un bel giallo intenso prima di cadere, tutte nel giro di pochissimi giorni. Gli alberi maschi si riconoscono dal loro aspetto slanciato, mentre le femmine sono più tondeggianti. Sono resistentissimi, tanto che un esemplare carbonizzato dalla bomba atomica esplosa ad Hiroshima nel 1944, dopo 3 anni ha fatto spuntare dalle sue radici un nuovo germoglio, diventato un albero che ancora vive.

Passando a Robecco sul naviglio, i grandi alberi di una villa danno subito il desiderio di fermarsi. Seguendo il naviglio a piedi, si è presi dalla bella atmosfera, che fa pensare alle ville sul Brenta, in Veneto, per il susseguirsi di antiche dimore, fra cui la casa Sironi Morelli del 18° secolo, a cui appartiene il parco, che invece di una recinzione ha un piccolo fossato a proteggerlo in quel punto. E’ così interamente visibile un bel GINKGO BILOBA centenario, con le foglie a ventaglio che in autunno diventano di un giallo molto brillante. E’ uno degli alberi più antichi e resistenti al mondo.

 

giardino di Porta Venezia

giardino di Porta Venezia

 

 A Cuggiono, nella zona del Parco del Ticino, che da Milano si può raggiungere in direzione Ovest verso Novara, al n. 3 di via Garibaldi in un giardino privato, ci sono alberi di un certo pregio. Tra gli altri si vede anche dalla strada una TUJA GIGANTE o TUJA PLICATA, alta 30 m. e con la circonferenza del tronco di circa 5. La tuja è parente asiatica del cipresso mediterraneo e, nell’aspetto, di quello americano di Lawson che è della famiglia Chamaeciparis. I tre sempreverdi hanno caratteristiche ben diverse nel loro portamento, pur avendo le stesse foglie, simili a ramoscelli. Il cipresso mediterraneo è tutto chiuso su sé stesso, col fusto centrale ben diritto che emette rami piccoli e incurvati verso l’alto facendogli assumere l’aspetto che ha la fiamma di una candela. Il suo colore verde scuro completa l’effetto di austera eleganza. La tuja, invece, è più aperta, con una sagoma a uovo e le foglie erette orientate in modo diverso, così da dare un’impressione di vivacità e curiosità. Il cipresso di Lawson ha la chioma più ariosa, con i rami che si discostano dal tronco, il fogliame pendulo, con effetto piangente ed il colore tendente all’argenteo. La tuja gigante, però, gli somiglia moltissimo pur non avendo due sue caratteristiche: l’odore fra quello del limone e quello del prezzemolo e delle sottili linee bianche sulla pagina inferiore delle foglie.

A Cuggiono, prima di arrivare alla sede del municipio nell’antica villa Annoni, in via Colombo si vedono due TIGLI sui lati opposti della strada, di cui uno ha un tronco di oltre 4 metri di circonferenza. Nel grande parco di villa Annoni ci sono un CEDRO DEL LIBANO di 200 anni, piantato subito dopo la costruzione col tronco dalla circonferenza di oltre 5 metri e l’altezza di 25. I cedri, grandi alberi dalle larghe chiome sempreverdi, si distinguono da noi soprattutto nella specie del Libano, con aghi corti e relativamente rigidi riuniti in ciuffetti, mentre i cedri deodara li hanno più lunghi e morbidi, con molti rametti penduli. Entrambi, dopo i 100 anni appiattiscono la punta. Nei pressi del laghetto, una QUERCIA FARNIA di grande bellezza ha un tronco con circonferenza di circa 4 metri. Il parco è piacevolissimo, oltre che per i molti alberi notevoli, per la parte lasciata a campagna.

Davanti al cimitero di Buscate, un CEDRO DEODARA con tronco dalla circonferenza di quasi 5 metri merita di essere visto, con la cicatrice lasciata da un fulmine su tutta la sua lunghezza.

In via Brera a Nerviano, in un’aiola fuori da una villa ci sono due GELSI BIANCHI di 500 anni, ritenuti i più vecchi della Lombardia, con i tronchi cavi dalla circonferenza di circa 4 metri e l’altezza intorno ai 10. Sono rimasti dai tempi in cui le loro foglie nutrivano i bachi da seta, allevati ovunque nelle campagne dai contadini.

A Cusano Milanino, detta città-giardino come Varese, in piazza della rosa c’è un notevole CEDRO DEODARA, anche se indicato come cedro del Libano. La differenza che si nota subito sono gli aghi più lunghi e morbidi, oltre a molti rametti penduli. Questo cedro ha una circonferenza del tronco di circa 5 metri ed un’altezza di 26.

A Sesto San Giovanni nel piccolo parco storico di villa Zorn, in via Cesare da Sesto, un PLATANO alto 30 m. e con la circonferenza del tronco di 5 si trova verso il fondo, vicino ad un BAGOLARO alto circa 25 metri col tronco dalla circonferenza di 4.

A Cernusco sul Naviglio, nel giardino della biblioteca in via Cavour c’è un perfetto BAGOLARO col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri ed un’altezza di 20. I bagolari si riconoscono dalla corteccia liscia e grigia e la gran chioma a soffione, molto bella anche d’inverno proprio per questo. Nel sobborgo di Ronco, in un giardino accanto alla chiesa si trova un CEDRO DEL LIBANO con la circonferenza del tronco di 7 metri ed un’altezza di 25, mentre lungo il muro di cinta ci sono vari TASSl probabilmente centenerari come lui ma molto più piccoli, a causa della lenta crescita.

 

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Monza

quercia rossa del parco di Monza

quercia rossa del parco di Monza

 

E’ davvero piacevole visitare il parco di Monza, il più grande recintato d’Europa, con 100.000 alberi di alto fusto che l’abitano. Era stato voluto agli inizi dell’800 da Napoleone come tenuta agricola. In particolare, nel giardino davanti alla Villa Reale, del ‘700, si può fare la conoscenza con alberi molto belli, italiani e stranieri, alcuni dei quali ultracentenari e monumentali. Per una visita guidata è possibile rivolgersi agli AMICI DEL VERDE, www.amicidelverde.it

Sul fianco sinistro della Villa Reale (avendola alle spalle) c’è un notevole PLATANO con circonferenza del tronco di circa 5 metri ed un’altezza intorno ai 25. Sul fianco destro della villa ci sono dei GINKGO di cui uno con circonferenza del tronco di 3 metri e, continuando a destra, verso un’uscita laterale, un TIGLIO selvatico con tronco di quasi 5 metri di circonferenza ed un’altezza di 20 ha l’aria di stare bene. Nel boschetto che costeggia il grande prato, c’è un CEDRO DEL LIBANO con una base di circa 8 metri di circonferenza, che si divide in 4 tronchi diritti, Una QUERCIA ROSSA, dalle foglie molto più grandi rispetto alle nostre querce e dalla crescita più rapida, in autunno si nota per il colore rosso delle sue foglie nel prato davanti alla villa reale. Accanto a lei un ROVERE. Entrambe hanno un tronco di consistenti dimensioni. Sulla sinistra del grande prato ci sono alcuni PINI NERI, che di nero hanno solo la fessura tra le placche bianche della corteccia, Uno di loro ha un tronco dalla circonferenza di 3 metri ed un bel portamento. Più avanti, verso il laghetto, un notevole TIGLIO ha il tronco dalla circonferenza di quasi 5 metri ed un’altezza intorno ai 20. Dal laghetto andando a destra verso l’edificio col bar, ci sono 3 CEDRI DELLA CALIFORNIA, con la corteccia rossastra, i rami dalle forme molto movimentate e le foglie simili a quelle dei cipressi. I loro frutti legnosi sembrano piccoli fiori stilizzati. Uno di loro ha un tronco con circonferenza di oltre 3 metri.

Nel giardino del palazzo Arese-Borromeo di Cesano Maderno ci sono TASSI dai tronchi che arrivano a 3,50 m. di circonferenza.

Nel centro di Lissone, in via Garibaldi troneggia una MAGNOLIA SEMPREVERDE col tronco di circa 3,50 m. In via Leonardo da Vinci, dentro e fuori il terreno della scuola media ci sono magnifici GELSI con circonferenze del tronco anche intorno ai 4 metri e una gran chioma.

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Pavia

ippocastani di Monticelli

ippocastani di Monticelli

 

Nella parte più arretrata dell’Orto Botanico di Pavia c’è un magnifico PLATANO, piantato nel 1778. E alto una cinquantina di metri ed ha una circonferenza di 7,5. Dietro di lui c’è una suggestiva vasca d’acqua circolare, nel cui centro cresce un cipresso calvo. Appena dietro il bel palazzo dell’Orto c’è una raffinata SOPHORA JAPONICA PENDULA di forse 115 anni.

Tra Borgo San Siro e Parasacco, c’è una QUERCIA CERRO di almeno 200 anni, alta circa 30 metri e con un tronco dalla circonferenza di 4. Oltre ad essere bellissima, si trova anche in un punto suggestivo, con una compagna più giovane sull’altro lato della strada. E’ all’ingresso dell’agriturismo venatorio Portalupa Ronchi, in una zona piena di canali per le risaie.

Il viale Matteotti di Pavia, nella sua passeggiata centrale, tra i vari alberi ha un PLATANO dal tronco davvero massiccio, con una circonferenza di 7 metri e un’altezza di 25. L’età è di circa 170 anni. Nelle vicinanze c’è il giardino Malaspina, con un TIGLIO di 150 anni dal tronco cavo, che su un lato è interamente rivestito di muschio. Imponente è anche un ippocastano, mentre all’esterno, a ridosso dell’edicola c’è un BAGOLARO dal tronco di 4 metri di circonferenza.

Andando da Voghera verso Casteggio con la tangenziale, dopo poco si vede in lontananza, sulla destra, la sagoma di un grande albero solitario. Fermatevi sulla piazzola che c’è pochi metri prima, per vedere un albero che, secondo la tradizione del libro Cuore, sarebbe stato quello da cui la piccola vedetta lombarda aveva avvistato gli austriaci. Non è un frassino, ma un PIOPPO GRIGIO, ibrido fra quello bianco ed il tremulo, con le foglie di quest’ultimo e il tronco chiaro. Data l’età vicina ai 200 anni, la corteccia chiara rimane solo nei rami più alti.

 Un bel FRASSINO c’è invece a Voghera, nel giardinetto di piazza Meardi. Ha una circonferenza di 2,50 m. ed un’altezza di 15.

 

Nel comune di Torre d’Isola, sul bordo della strada in località Cascina Grande c’è un GELSO cavo dalla circonferenza del tronco di 5 metri. In località Boschetto, vicino ad una cappella ce n’è un altro molto bello ma quasi totalmente nascosto da altissime ortiche e piante di ogni tipo.

A Monticelli Pavese, appena arrivati da nord, all’imbocco di una strada privata che porta a dei cascinali, (cascina palazzo) ci sono due IPPOCASTANI. Uno è molto bello, sano, ampio, dell’età di circa 200 anni. L’altro è più giovane. Fortunatamente il traffico ridotto permette di guardarli con agio, così belli fra i campi. Questi alberi ad Aprile hanno i bei fiori bianchi raggruppati a piramide, che si trasformano in castagne adatte come foraggio e cura per la tosse dei cavalli.

 

 

 

Alberi monumentali della Lombardia, provincia di Sondrio

acero di Campodolcino

acero di Campodolcino

 

A Chiavenna, in piazza Pratogiano ci sono vari PLATANI giganteschi, alti fino a 36 metri e con circonferenze del tronco che raggiungono i 7 metri, dell’età di circa 200 anni. Più avanti ci sono anche degli IPPOCASTANI con tronchi di 4 metri e probabilmente la stessa età. Questi alberi sono privilegiati anche per fare ombra ai crotti, tipiche costruzioni in pietra di antica origine, a ridosso degli enormi massi di epoca glaciale, che dai loro interstizi lasciano soffiare aria alla temperatura media di 10 gradi per tutto l’anno. Nel parco dell’Immacolata, CEDRI DEL LIBANO e DEODARA hanno raggiunto notevoli dimensioni, con tronchi di circa 6 metri di circonferenza.

 Sopra Morbegno, ad Arzo, nei pressi di una bella chiesa c’è un crotto, ombreggiato da un IPPOCASTANO centenario con la circonferenza del tronco di 3,50 metri, l’altezza di 15 e una gran chioma.

Continuando fino al Albaredo, parcheggiare nello spazio in curva e scendere per 50 metri lungo la via san Marco per vedere, dietro il bel casolare tradizionale, un TASSO maschio e un AGRIFOGLIO femmina col tronco di 2,5 metri di circonferenza e l’altezza di 11, che per un arbusto è un gran traguardo. Le femmine di agrifoglio sono quelle che in autunno portano le bacche rosse, così come quelle di tasso hanno gli arilli rossi.

 Sui circa 700 m. di altitudine di Mello, nel piazzale della chiesa tra alcuni platani drasticamente potati, un ACERO DI MONTE con un tronco dalla circonferenza di circa 4 metri e un’altezza di 20 si è parzialmente salvato per aver tenuto i rami ben alzati.

 A Sondrio, nel giardinetto di via Fiume, c’è una SOPHORA JAPONICA col tronco che si biforca a un metro da terra, dove ha una circonferenza di circa 4 metri e un’altezza di 25. Questo tipo d’albero è resistentissimo, molto grande e bello. Fiorisce a Luglio. Nel giardino di villa Quadrio del 1918, sede della biblioteca comunale, ci sono vari CEDRI DEODARA di cui solo quello in fondo al giardino ha potuto conservare una certa bellezza, con ben più rami di quanti ne siano rimasti agli altri. Circonferenza del tronco di 4,5 metri e altezza 30. Questi cedri hanno gli aghi più lunghi e morbidi rispetto a quelli del Libano.

A Chiesa Valmalenco, a quasi 1000 m. di altitudine, nel giardino appena sotto la strada pedonale di via Roma, si vede in tutta la sua bellezza un NOCE centenario con un tronco dalla circonferenza di circa 3 m. e l’altezza di 25.

Oltrepassato Sondrio, in direzione di Bormio si trova Ponte in Valtellina. Addentrandosi nel centro del paese dalle strade strette e acciottolate, si trova un GELSO BIANCO in via Sant’Ignazio, davanti ad un edificio rurale antico e bello ma in condizioni molto precarie. Il gelso, che ha più di 400 anni ha una circonferenza di 4,50 m ed un’altezza di 10. In passato era molto diffuso perché le sue foglie nutrivano i bachi da seta.

 

crotti di Chiavenna

sopra i crotti di Chiavenna

 

Alla fine dell’abitato di Grosotto, a destra c’è la via centrale, che si riferisce alla centrale idroelettrica di inizio secolo, prima della quale c’è una SEQUOIA gigante in ottima salute, con la circonferenza del tronco di circa 5 metri e un’altezza di 30. La si vede da lontano, con la sua sagoma altissima e caratteristica.

Continuando verso Bormio, si arriva a Grosio, a circa 650 m, slm.Poco dopo si arriva a Grosio, a circa 650 m. slm. Nel parco Villa Visconti di Modrone, degli antichi alberi rimangono solo due IPPOCASTANI, di cui uno piuttosto bello.

Entrando nell’abitato, salire in direzione di Val Grosina. Arrivati al cimitero di Ravoledo si può lasciare l’auto e continuare a piedi sulla mulattiera che sale dietro il cimitero, verso Bedignolo. Dopo 10 minuti di cammino, si raggiungono alcune case rurali e una fontana. Continuare verso sinistra e dopo pochissimo si troverà un CASTAGNO dalla circonferenza di 12 metri e l’altezza di 10. Ha certamente varie centinaia di anni. E’ cavo e nella parte a valle mostra maggiormente le sofferenze subite, ma è una visita che vale assolutamente la pena di fare, anche perché ci si trova fuori dal grande passaggio di persone e dunque con un poco più di possibilità di apprezzare la sua espressività.

A Sondalo c’è un ex sanatorio degli anni ’30 diventato ospedale, interessante per il parco in cui è immerso, con conifere di vario genere tra cui un CALOCEDRO, nell’angusto spazio tra un padiglione abbandonato e un muro. E’ alto all’incirca 30 metri con un tronco dalla circonferenza di 4. Questo tipo d’albero non appartiene alla famiglia dei cedri, a cui lo si assimila solo per il profumo del legno. E’ una cupressacea con caratteristici frutti che sembrano piccoli fiori di legno con tre petali.

 Arrivati a Livigno, alla rotonda da cui partono le strade verso il centro e la periferia, andare verso quest’ultima, per circa 4 km fino al parcheggio dell’hotel Forcola. Da lì prendere la via Stebline, oltre il torrente, camminando per qualche minuto fra i larici. Appena oltrepassata la baita Stebline, guardare verso la parte alta del prato. Si vede un PINO CEMBRO che, una volta arrivati vicini, si apprezza nella bellezza del tronco con una circonferenza di 5 metri. La sua età è di circa 400 anni.

Dalla centrale via Rin di Livigno, al Bazar Longa prendere la via Pozz e, subito a destra la via Plan dala golp. Salendo la ripida strada per 15 minuti si arriva presso le baite e si vedono vari bei LARICI dal tronchi con una circonferenza di circa 4 metri, che proteggono dalle valanghe di neve.

 

 

 

Alberi monumentali di Lombardia, provincia di Varese

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noce del Caucaso di Gavirate

 

Luino, sul lago Maggiore, a metà circa della sua riva lombarda, ha molti alberi monumentali. L’età avanzata dei PLATANI e degli ippocastani del lungolago, che produce larghi incavi fra i grossi rami, caratterizza l’installarsi della piccola palma italiana, la chamaerops humilis, o palma di san Pietro, su di loro.

Poco più avanti, in direzione di Maccagno, dentro una proprietà ecclesiastica si vede, appena oltre il cancello un FAGGIO PENDULO armonioso, ampio, la cui età è approssimativamente di 200 anni, l’altezza di 20 m, il tronco dalla circonferenza di circa 4,50 m. Questo tipo di faggio, piantato a scopo ornamentale nei giardini, si trova per questo anche in località basse sul livello del mare, anziché alle altitudini in cui l’albero cresce spontaneamente, vale a dire tra gli 800 e i 1200 metri di altezza. E’ una varietà creata dall’uomo, con i rami che ricadono verso terra come i salici piangenti, anziché allargarsi in orizzontale, secondo la loro abitudine. I faggi che crescono ad altitudini modeste, conservano spesso parte delle foglie secche sui rami anche d’inverno. Hanno la corteccia grigia e sottile.

Il cancello seguente è quello che porta alla casa di riposo per anziani Fonte Viva, costruita negli anni 60 al posto dell’antica villa Serbelloni che aveva costituito il parco, ricchissimo di vegetazione molto variata e così ben assortita da dare l’illusione della spontaneità. Facilmente visibile perché in curva, sul bordo del viale che porta all’edificio c’è una QUERCIA ROSSA (quercus coccigea) di 150 anni, dalle foglie molto grandi che diventano rosse in autunno, prima di cadere. Presso il parcheggio del personale ci sono poi 2 palme del Cile (Jubaea spectabilis), dal tronco di 3 metri di circonferenza e un’altezza di 10, età 130 anni. Accanto, si trovano due PINI NERI di 175 anni, circ. del tronco 4,50 m, altezza 40 m. il cui fusto si biforca. Nere (da cui il nome) sono le screpolature fra le grosse placche della corteccia color grigio chiaro, quasi bianco, che ne fanno risaltare il bel disegno. Infittendosi nei rami, questi appaiono neri. Addentrandosi nella zona più bella del parco, dalla parte opposta, si incontrano due magnifici LIRIODENDRI che sovrastano una radura. Chiamati anche alberi dei tulipani, di origine americana, si riconoscono in inverno per il persistere dei loro frutti sui rami, dalla forma a fiore. I fiori veri sono simili ai tulipani e le foglie, caduche, hanno una forma insolita, detta “a testa di gatto”. Questi albero hanno un portamento che ricorda la quercia. Continuando fino ad un tempietto a cupola, si vede un grande IPPOCASTANO, riconoscibile anche senza foglie, per la corteccia a scaglie sollevate. Ha 130 anni, un tronco di circa 5 m. di circonferenza ed un’altezza di 25. I suoi bei fiori sono bianchi a pigna e le foglie disposte a raggiera intorno al picciolo. A metà del sentiero sottostante, che costeggia la strada lungo il lago, c’è una SEQUOIA di 180 anni, 30 metri di altezza e 5 di circonferenza. E’ stata purtroppo danneggiata da un fulmine. Questa è una semprevirens, che cresce molto, ma non certo come nel suo paese di origine, la California e l’Oregon dove può raggiungere i 110 m di altezza! La sequoia semprevirens ha foglie simili a quelle del tasso, mentre la giganteum le ha somiglianti a quelle del cipresso, ma pungenti e meno ramificate. Il tronco è rivestito di una spessa corteccia spugnosa, di colore rossiccio, con profonde fenditure.C’è anche una TSUGA CANADIENSIS, conifera dagli aghi corti di colore verde scuro con la pagina inferiore argentata e le piccolissime pigne alle estremità dei rametti.

Nel centro di Luino, nel giardino della comunità montana, che potrete trovare facilmente seguendo le indicazioni stradali, si vede un bellissimo RODODENDRO di 150 anni. Cresce come arbusto sulle nostre montagne o come piccolo albero nei giardini. In questo caso si tratta di una specie importata dall’Oriente . Predilige i climi freddi e, quando vive in paesi tropicali, lo fa in montagna. Suoi stretti parenti sono le azalee. La famiglia è quella delle eriche.

A Portovaltravaglia, tra Luino e Laveno, appena oltrepassato l’abitato, lungo il lago sulla sinistra c’è il parco Hermitage, non visitabile ma che dalla strada lascia vedere due alberi monumentali, fra i molti che lo rendono attraente. Vicino al cancello una bella TUJA e più lontano un CEDRO DELL’ATLANTE glauco dalla circonferenza di 8 metri e l’altezza di 35 circa. Il cedro atlantico, di origine nordafricana ha i ramoscelli ben separati gli uni dagli altri e lo si distingue in questo dal cedro del Libano che li ha raggruppati in modo da formare una specie di tettoia verde. Il cedro deodara invece, li ha relativamente raggruppati ma penduli, con l’estremità del ramo molto sottile, simile ad un dito indice teso, perché gli aghi sono più lunghi e morbidi.

 A Varese, presso la villa Panza, proprietà del FAI visitabile quasi tutto l’anno, facile da raggiungere per le numerose indicazioni stradali, ci sono alcuni alberi ultracentenari: una MAGNOLIA, del genere grandiflora, si trova a sinistra della villa. Albero sempreverde di origine nordamericana, dai grandi fiori e foglie, questo esemplare ha 200 anni circa. E’ una specie molto antica, parente del liriodendro che si trova nel prato sottostante. Una spettacolare galleria di antichi CARPINI tagliati ad arte, porta dalla villa a metà giardino. I carpini, alberi caducifogli, possono normalmente raggiungere l’altezza di 25 metri ma qui sono stati mantenuti in dimensioni molto ridotte per ottenere l’effetto architettonico che normalmente si può raggiungere anche con l’alloro o altri dal fogliame fitto. Sempre sullo stesso prato c’è un CORBEZZOLO alto 7 m e circ. 5. Questo sempreverde che non cresce mai molto in altezza, sa rigenerarsi facilmente dopo gli incendi e dunque ricolonizza bene i terreni dove si trova. E’ particolarmente bello per i suoi frutti rossi, sferici, simili a grosse ciliegie ma con la buccia come le fragole di bosco, maturi sull’albero quando compaiono i nuovi fiori in autunno, piccole campanule bianche dal delicato profumo, che ricordano i mughetti.

Nel Giardino Estense di Varese, sui due lati ci sono gallerie di CARPINI BIANCHI dai tronchi contorti e cavi, molto suggestive, mentre sulla destra, avendo alle spalle il palazzo comunale, si vedono un FAGGIO PURPUREO e un FAGGIO ASPLENIFOLIA con tronchi dalla circonferenza di tre metri,che si abbracciono con radici e fronde, davanti allo spazio giochi per bambini. Il primo ha le foglie color rosso scuro, il secondo le ha segnettate, più simili a quelle di una quercia che di un faggio, albero che spontaneamente cresce oltre i 900 m. di altitudine.

Salendo a sinistra si raggiungono i giardini di villa Mirabello, dove c’è un CEDRO DEL LIBANO dai molti rami che partono da terra, una circonferenza di 11 metri , l’altezza di 30 e una bellezza che fa sognare. Una chioma amplissima che tende all’azzurro, completa la meravigliosa vista.

Nelle vicinanze c’è un GINKGO BILOBA col tronco dalla circonferenza di 3 metri ed una forma armoniosa.

 

cipresso di Lawson

cipresso di Lawson

 

Dietro la villa un CIPRESSO DI LAWSON, che si riconosce immediatamente per la sua caratteristica di far partire dal tronco centrale, molti altri che fanno una curva a terra e poi si alzano, unendo la chioma alle altre.

Tutti questi alberi hanno all’incirca 150 anni.

Sempre a Varese il giardino di villa Toepliz, dove si trova anche il museo etnografico Castiglioni, è molto scenografico e possiede alberi monumentali come: un CASTAGNO dalla circonferenza del tronco di circa 6 m. sul fianco posteriore del museo. Un CEDRO DEL LIBANO con una circonferenza di circa 6 m. vicino al museo e un CEDRO DELL’ATLANTE verso il fondo del giardino, vicino al ponticello che porta al parcheggio. Un FAGGIO con circonferenza del fusto di circa 5 metri, un po’ prima del cedro.

Fuori Varese, sulla strada per Luino via Valcuvia, presso il caffè delle grotte di Valgamia, ci sono dei NOCI DEL CAUCASO (pterocarya fraxinifolia), ultracentenari. Sono della stessa famiglia dei noci da frutto. I loro, però, sono minuscoli e raggruppati su un lunghissimo picciolo, che li fa sembrare gioielli pendenti. Ciascun frutto ha poi due minuscole ali. Le foglie sono simili a quelle del frassino.

Sul lungo lago di Gavirate, al molo di canottaggio, un altro bellissimo NOCE DEL CAUCASO, col tronco di circa 4 metri di circonferenza e la bella chioma allargata, dà un tocco romantico a quel tratto del lago di Varese. Accanto a lui un altro esemplare un poco meno imponente.

Ad Ispra, nel parco della Casa di don Guanella, palazzo settecentesco adesso adibito a seminari e congressi, si trovano vari alberi pluricentenari, tra cui due OLEA FRAGRANS o OSMANTI, alberelli da fiore per giardino che qui raggiungono i 10 metri di altezza. Sono sempreverdi dalle fittissime foglie e dai piccoli fiori bianchi molto profumati. Qui fioriscono tra agosto e settembre, mentre in altri luoghi questo avviene ad ottobre.

Presso l’ex monastero di Torba, vicino a Tradate, altra proprietà del FAI, un bell’albero di AMARENE (Prunus cerasus) di circa 80 anni. Ha una spettacolare fioritura bianca. La pianta gradisce gli inverni freddi.