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Royal affair

royal affair

 

Film del 2013 di Nicolaj Arcel, che narra una storia vera della seconda metà del settecento, quando il giovane re di Danimarca mentalmente disturbato, sposa Carolina Mathilda d’Inghilterra (Alicia Vikander). Hanno un figlio ma il matrimonio è infelice. Il re Cristiano VII (Mikkel Boe Folsgaard) è intelligente ma a tratti violento e intrattabile, anche a causa dell’educazione bigotta e rigida avuta, ma assume come medico personale il tedesco Johann Friedrich Struensee (Mads Mikkelsen), molto dotato nella sua professione, di mentalità aperta ed entusiasta illuminista. Struensee, con i suoi modi anticonformisti e rilassati, riesce a fargli fare grandi miglioramenti nella salute e nel comportamento. Ha da lui fiducia incondizionata e sincero affetto, tanto da consigliarlo su ogni decisione e infine ottenere un notevole potere, promulgando leggi per la salute e il benessere del popolo. Le risposte sorprendenti e impreviste che Struensee trova anche nelle situazioni più difficili, deviano l’aggressività e l’astrusità del giovane re. Ricordano le strategie dei saggi orientali, attualmente utilizzate con successo nella terapia strategica. Anche nella vita della giovane regina il medico porta una felicità fino allora sconosciuta, ne diventa l’amante e insieme hanno una figlia. La matrigna del re e la corte di mentalità arretrata e repressiva, quando scoprono la relazione riescono con l’inganno a far condannare a morte il medico e ad esiliare la regina, tornando ai sistemi precedenti.

 

La ragazza del dipinto

ragazza del dipinto

Film del 2013 di Amma Asante. Ispirato ad una storia vera che si è svolta in Inghilterra a Hampstead nel settecento. Il capitano di marina sir John Lindsay, in America ha una figlia da una giovane nera che muore quando la piccola Didone ha circa 10 anni. La affida allo zio, presidente della Corte Suprema del King’s Beach, che ha già adottato allo stesso modo la cugina bianca, Elizabeth, abbandonata dal padre risposato. Le due bambine crescono felici insieme ma, arrivate in età da marito, le convenzioni sociali impongono discriminazioni per la bella mulatta, nonostante il padre ormai morto le abbia lasciato una ricca eredità. In quel periodo la schiavitù dei neri era ancora un fiorente commercio e le donne erano una proprietà a disposizione degli uomini. Il doppio pregiudizio sfavorevole, però, viene parzialmente annullato dall’attrattiva rappresentata dal denaro di cui la giovane dispone. Così una famiglia illustre, che pure disprezza il colore di Didone e la considera inferiore, è disposta ad accaparrarsela come nuora. L’acume, la sensibilità, l’intelligenza della giovane, che si innamora di uno studente di legge impegnato a favore dei diritti umani, la sostengono nel rifiutare quel matrimonio e nell’aiutare il giovane in una causa che riguarda la nave negriera Zong.

Il bel film arriva ad un esito felice senza troppi scossoni, ma una frase del giudice, verso la fine, mette in luce i pericoli che incontra chi si allontana dai pregiudizi dominanti e si impegna per un mondo migliore: “dovete imparare a proteggere le vostre emozioni, se non volete che le leggi, o l’amore, vi distruggano il cuore”.

 

 

Hysteria

hysteria

 

Una divertente commedia di Tanya Wexler del 2011 mostra quanto certi argomenti difficili, come la sessualità, spesso vengano rifiutati dalla coscienza e dunque ne siano rimossi, finendo nel fondo più buio dell’animo. Da lì emergono poi in modo distruttivo e come pregiudizi. Questo film mette a fuoco il pesante anatema che gravava sul piacere sessuale, ancora più opprimente per le donne ben oltre la fine dell’ottocento, epoca in cui si svolge la storia ispirata a fatti veri. Ben di rado persino le sposate provavano piacere a letto coi propri mariti maldestri e l’idea di provvedere da sole non poteva neppure affacciarsi alla loro mente, spaventata dall’ignoranza e dai veti religiosi oltre che sociali. La frustrazione di ogni loro aspirazione che non fosse quella di mogli e di madri vi si aggiungeva, provocando comportamenti bizzarri e anche aggressivi, che la medicina, rappresentata solo dagli uomini, classificava come isteria. Nei casi più gravi le donne finivano in manicomio o veniva loro tolto l’utero (hystéra, in greco), ritenuto la causa della loro irrequietezza. Le ricche signore potevano invece provvedere sottoponendosi a manipolazioni mediche, (vere e proprie masturbazioni legali) in questo film effettuate dai due protagonisti uomini, che paiono inconsapevoli quanto le donne della gigantesca ipocrisia perpetrata. Il più giovane dei due, Joseph Mortimer Granville, aveva inventato e brevettato nel 1883 un vibratore col quale aveva ottenuto ben migliori risultati. L’oggetto da allora era stato pubblicizzato sulle riviste perché terapeutico anche per mal di testa, nevralgie, rughe ed era venduto senza problemi.La lezione di questo film, a parte l’umorismo e la finezza con cui è trattato il tema, è mostrare quanto sia possibile affrontare problemi che comunemente la gente respinge, usando degli stratagemmi o attraverso  un avvenimento di forte impatto emotivo.

 

ALTRI FILM CHE MOSTRANO VIE TRAVERSE PER RISOLVERE L’IRRISOLVIBILE SONO::

AMAZING GRACE è la lotta per l’abolizione del commercio di schiavi in Inghilterra, ottenuta anche grazie ad un espediente. AMISTAD è la lotta giuridica per liberare un gruppo di africani deportati per farli schiavi, anche basandosi sul potere della suggestione. IL DISCORSO DEL RE racconta il trattamento della balbuzie di un re,tenendo in gran conto l’emotività. PATCH ADAMS è la storia della clown-terapia, che aiuta a vivere e a morire meglio. QUALCOSA DI STRAORDINARIO mostra come far contribuire i potenti a cause a cui normalmente sarebbero indifferenti, IL MIO MIGLIORE AMICO mostra come un avvenimento di forte impatto emotivo possa far cambiare atteggiamento. COSA CADE DAL CIELO, mostra quanto il cambiamento delle circostanze cambi l’impossibile. INVICTUS è un esempio su come far pace con chi ci ha fatto la guerra, partendo da piccole cose. DIVERSO DA CHI dimostra gli effetti del collaborare con chi è inizialmente avversario, PROVA A INCASTRARMI dimostra come i sentimenti sappiano aver ragione della giustizia. IL MERCANTE DI VENEZIA e LA PAROLA AI GIURATI insegnano a guardare davvero tutti gli aspetti di una questione, TRAIN DE VIE tratta con umorismo e creatività anche le questioni più tragiche, LE ALI DELLA LIBERTA’ mostra come l’intelligenza e la costanza possano vincere sul lungo periodo, anche contro la violenza peggiore. KAGEMUSHA e SOMMERSBY mostrano l’importanza del cambiamento di ruolo, ANNA DEI MIRACOLI è la storia del saper conciliare comprensione ed educazione, TESTIMONE D’ACCUSA mostra la necessità di dare agli eventi una forma credibile, anche se falsa, per essere creduti.

 

Per quanto riguarda i libri consiglio: Le armi della persuasione, Psicosoluzioni, Bambini e ragazzi difficili, La danza della realtà, Le parole sono finestre, Le parole portano lontano.

 

 

Voltaire et l’affaire Calas

voltaire e l'affaire calas

Film di Francis Reusser del 2007. Nel 1761 a Tolosa il calvinista Marc Antoine Calas viene accusato ingiustamente di aver ucciso il figlio che si diceva avesse l’intenzione di convertirsi al cattolicesimo. Il solo fatto di essere un odiato protestante conduce lui, la moglie, un altro figlio e la cameriera in prigione e a un processo basato solo sulle calunnie e sul sentito dire. A niente vale il referto medico che prova il suicidio del ragazzo, né la testimonianza di un fratello fattosi cattolico, né la sensata difesa da parte dell’avvocato e il parere obbiettivo di uno solo dei giudici.

La vicenda viene riportata a Voltaire ormai vecchio, che inizialmente rifiuta di occuparsene ma, quando viene a sapere che Marc Antoine Calas viene orribilmente torturato e ucciso, dispiega tutte le sue possibilità per salvare almeno gli altri. Si rabbrividisce per la malafede dei giudici che  schiacciano senza pietà chi segue un credo diverso dal loro e che si fanno forti dell’essere in larghissima maggioranza per calpestare anche il minimo barlume di verità. Turba, però, anche il potere di un singolo uomo famoso, come Voltaire, che mobilitando tutte le sue conoscenze in Europa e arrivando fino alla Turchia, riesce nel lodevole proposito di ottenere un nuovo processo e, per la prima volta nella storia, di riabilitare e addirittura indennizzare la famiglia vessata.

Il farsi scudo di una religione o di un qualsiasi credo è sempre stato e purtroppo è ancora un comodo modo per coltivare la propria ignoranza, la chiusura mentale, la rigidità, l’intolleranza che fa pagare a degli indifesi il prezzo della propria pochezza. Anche su scala minore, questo pericolo è in agguato in chiunque.

AMAZING GRACE

amazing grace

Film di Michaesl Apted del 2006 di una storia vera. Lord William Wilberforce, (1759 – 1833) parlamentare inglese, nel 1807, dopo vent’anni di incessante lotta, era riuscito ad ottenere l’abolizione della tratta degli schiavi e, ventisei anni dopo, nel 1833, anche la soppressione della schiavitù. La sua opera per ottenere questo risultato era stata utile nei confronti dell’opinione pubblica e di alcuni parlamentari, ma si era sempre scontrata con il muro invalicabile dell’ipocrisia dei più. Questi, infatti, si dichiaravano moralmente a favore dell’abolizione del commercio schiavista, ma affermavano che, se fosse cessato, l’economia inglese sarebbe crollata in mancanza del lucro che ne derivava. Il guadagno era basato sul commercio di uomini ma anche sullo sfruttamento del loro lavoro nelle piantagioni di zucchero oltremare.

In quei tempi, le navi francesi che trasportavano gli schiavi battevano bandiera americana, così da essere considerate neutrali nei confronti delle altre nazioni europee e non essere assalite dalle loro navi corsare, vale a dire la pirateria autorizzata dalla propria nazione contro una avversaria. Gli abolizionisti, che inutilmente avevano lottato per far cessare il vergognoso commercio, hanno allora usato lo stratagemma di far approvare una legge che dichiarasse sottoposte a sequestro le navi francesi che usavano la bandiera americana. Dato che la stessa bandiera era, però, usata anche dagli inglesi, dopo una simile legge non lo hanno più potuto fare perché si sarebbero trovati nel continuo pericolo degli assalti corsari francesi. Questo aveva fatto cessare di colpo la convenienza della tratta e dunque tutto il parlamento poteva fare la bella figura di abolire il commercio schiavista. Il temuto crollo economico non è avvenuto.

Ecco un esempio di come l’astuzia sia necessaria per vincere l’ipocrisia, aggirando un ostacolo che il confronto diretto non riesce a vincere. Essere onesti non deve significare essere ingenui.

IL MERCANTE DI VENEZIA

il mercante di venezia

Il film del 2004 propone il il celebre dramma di Shakespeare, gran conoscitore dell’animo umano (Al Pacino, Jeremy Irons) . Si svolge a Venezia dove un armatore, per aiutare un amico, si indebita con un usuraio ebreo accettando condizioni terribili. E’ infatti convinto di poter onorare il debito, viste le ricchezze di cui dispone. Un improvviso rovescio della fortuna lo costringe, però, a rispondere del proprio impegno, che lo porta in tribunale. L’usuraio Shylock sembra riuscire ad ottenere la sua vendetta contro chi l’aveva disprezzato. La conoscenza profonda della legge, il punto di vista originale, il grande acume e la calma encomiabile di una donna, però, riescono a ribaltare la situazione.

 In questa vicenda si può constatare che non basta affatto il rispetto della legge per dare giustizia. Occorre sempre tenere presente che, se non c’è elasticità mentale, cuore, intelligenza, anche la migliore legge può portare all’ingiustizia.

Anche i fatti di contorno sono molto interessanti ed il film vale davvero la pena di essere visto. L’umanità mostra qui il meglio ed il peggio di sè.

 

MARIANNA UCRIA

marianna ucria

Il film del 1997 di Roberto Faenza, è tratto dal romanzo di Dacia Maraini e racconta la storia di una sordomuta in una nobile e ricca famiglia palermitana del settecento. Viene costretta a sposarsi, appena tredicenne, con il vecchio zio e da lui ha vari figli. Il loro precettore francese le insegna il linguaggio dei segni ed apre all’intelligente donna il mondo illuminista. Viene licenziato per questo dal marito, ma resta in contatto con Marianna, interpretata da Emmanuelle Laborit, che comincia a credere di non essere nata con la sua limitazione, nonostante in famiglia si affermi il contrario. Un po’ alla volta si accorge che la causa della sua chiusura verso il mondo è stata provocata dalla violenza subita da parte dello zio/marito quando era piccolissima. Una volta ripresa dal trauma, non aveva dato segno di ricordare l’accaduto, ma non era più riuscita a parlare e, addirittura, a sentire alcun suono.

Rimasta vedova, si concede con gioia all’amore fisico, che fino ad allora le è rimasto completamente sconosciuto e conquista l’indipendenza dall’oppressione familiare e sociale, lasciando la Sicilia.

In questo film è evidenziato quanto corpo e mente siano in stretta relazione e quanto una realtà troppo difficile da sopportare, venga solo apparentemente dimenticata. Rimuovere un’esperienza dolorosa non è possibile. Si annida dove trova un punto debole che la lasci entrare e lì si manifesta con malattie fisiche o mentali. Con Emmanuelle Laborit, Bernard Giraudot, Roberto Herlizka, Laura Morante, Philippe Noiret.

 

Amistad

AmistadFilm

 

Il film di Stephen Spielberg 1997  ispirata a fatti veri narrati nel libro di Barbara Chase Riboud, narra di quaranta africani che nel 1839, dopo essere stati rapiti in Sierra Leone e portati a Cuba, vengono imbarcati verso gli Stati Uniti per essere venduti come schiavi. Il più coraggioso e forte fra loro, chiamato Cinque, riesce a liberarsi e ad ammutinarsi coi compagni, ma dovendo lasciare il comando della nave al capitano schiavista spagnolo, non essendo marinaio lui stesso né i compagni, non riesce a farsi ricondurre in patria e viene sbarcato negli Stati Uniti. Il gruppo è reclamato come proprietà da più parti ma il giovane avvocato che si è offerto di difenderli vuole stabilire anzitutto se si debbano considerare uomini rapiti illegalmente e dunque liberi di tornare in patria, o nati già schiavi a Cuba e perciò “merce” di proprietà di qualcuno. L’avvocato deve trascurare gli argomenti etici, inutili contro gente sorda a simili questioni e ben decisa a difendere i propri interessi economici e di potere. Cerca di coinvolgere nella sua lotta l’ex presidente della repubblica John Quincy Adams, eccellente giurista, che inizialmente non ne vuole sapere, ma infine si lascia convincere e ascolta attentamente ciò che Cinque ha da dire. Infatti, nonostante il giovane avvocato abbia raccolto prove sulla provenienza di quegli uomini direttamente dall’Africa, per spuntarla occorre saper suscitare la partecipazione emotiva della giuria. Così ripropone, arricchendoli, gli argomenti molto suggestivi di Cinque e vince la causa. Fatti, suggestioni e vie indirette sono mezzi forti, mentre etica, opinioni e scontro diretto sono deboli quando si ha a che fare con i prepotenti e le maggioranze. Con Djimon Honsou, Morgan Freeman, Anthony Hopkins, Matthew McConaughey.

Anche nel Film Amazing Grace si affronta la questione dello schiavismo, che poggia sul forte istinto dell’avidità e del potere, usando vie traverse, le uniche da cui l’istinto si lasci influenzare.

SOMMERSBY

sommersby

Il film di Jon Amiel del 1993, interpretato da Richard Gere e Jody Foster, è una storia che tratta l’effetto potente del cambiamento di ruolo sulle persone, sul modo in cui si vedono e vengono viste. Inoltre è posto in evidenza quanto le risorse insufficienti di un singolo, se messe in comune con quelle altrettanto scarse degli altri, possono diventare un capitale che risolleva le sorti di tutti. Si conosce anche l’importanza che ha avuto la coltivazione del tabacco.

Riprende una storia vera già diventata film in Francia nel 1981: il ritorno di Martin Guerre con Gérard Dépardieu

Questo film è invece ambientato in America, in seguito alla guerra di secessione, dal giorno in cui un militare torna dalla guerra dopo sei anni, quando tutti lo credevano ormai morto. Ha ancora una casa ed i terreni, ma niente più soldi o beni mobili. Gli rimane il prestigio di uomo spregiudicato, un figlio e la moglie. Lei lo accoglie con una certa freddezza, dato che i loro rapporti all’inizio della guerra erano molto compromessi, a causa del comportamento arrogante e impietoso dell’uomo. Sembra, però, cambiato in meglio e i due si riavvicinano, nonostante la donna avesse un corteggiatore che l’aveva molto aiutata nel momento della necessità.

L’uomo sembra davvero cambiato, e c’è chi afferma sia in realtà un sosia del vero Sommersby. Il nuovo ruolo, però, riunisce le qualità di entrambi, facendogli guadagnare l’amore e la stima incondizionata di tutti. A questo, l’uomo non vorrà rinunciare a nessun costo, nonostante il prezzo estremo da pagare.

 

Mission

mission

 

Questo film di Roland Joffé del 1986, con Robert de Niro e Jeremy Irons,  tratta del comportamento criminale di spagnoli e portoghesi dopo la “conquista” verso i nativi del Brasile, che in questa vicenda sono i guaranì. Ma oltre all’aspetto più ampio, in cui la Chiesa ha avuto un ruolo determinante, c’è quello personale di un uomo, mercante di schiavi. Il protagonista, quando scopre che il fratello ama ed è riamato dalla donna che invece sarebbe dovuta essere la sua sposa, lo uccide nonostante il grande affetto. Cede al cieco impulso della gelosia e distrugge così tutto ciò che ha di più caro. Il dolore e il rimorso lo annientano e vuole lasciarsi morire ma gli viene data la possibilità di pagare il crimine con la difficile impresa di aiutare un missionario che davvero ama e difende gli indigeni. Il bisogno di espiare la propria colpa è però tanto grande per la sua coscienza, da voler aggiungere alle notevoli fatiche e pericoli dello spostamento verso la missione nella foresta, un pesante carico di armature che si trascina dietro. Arrivato a destinazione si getta nell’impresa di sostenere e difendere i guaranì, fino al tragico epilogo. Il senso di colpa per le nefandezze commesse è distruttivo e può essere sanato pagando il proprio debito verso la vita, se non verso l’offeso, con qualcosa che possa controbilanciare il male fatto. L’alternarsi di forze opposte è ciò che permette ad ogni forma di vita di mantenersi in equilibrio.

IL PRANZO DI BABETTE

il pranzo di babette

Il bel film di Daniel Axel del 1987, tratto dal racconto di Karen Blixen, ritrae la vita di una piccola comunità danese dove un pastore protestante e le due belle figlie si dedicano amorevolmente al bene. Il predominio dato all’aspetto spirituale su quello fisico, fa rinunciare le ragazze all’amore, con sia pur degnissimi uomini. Passata la giovinezza e rimaste orfane, accolgono una profuga dalla rivoluzione francese, che si occupa delle incombenze domestiche gratuitamente, paga di vivere in serenità con le frugali dame. Quando dopo 14 anni vince alla lotteria una grande somma, la signora francese utilizza tutto il denaro per una memorabile, squisita, raffinata cena offerta alle sue benefattrici e ai loro amici più cari. Era stata la chef del più esclusivo ristorante parigino ma, avendo perso tutti i suoi affetti in patria, aveva deciso di utilizzare i propri averi per offrire a sé stessa e agli altri la gioia della creatività, che sa dare le soddisfazioni del più grande amore. Vedendo i preparativi, le sorelle ed i puritani invitati sono intimoriti da ciò che il piacere del gusto potrà provocare alle loro austere anime. La cena, invece, servita con gli accessori di bicchieri, stoviglie, posate, candelieri e tovaglie necessari all’esaltazione di un cibo eccelso, fa risalire verso i visi dei commensali l’espressione di una perfetta armonia fra corpo e spirito. L’arte di chi trova piacere nel dare il meglio di sé, si riversa negli animi dei presenti addolcendoli e liberandoli in un modo che non avevano mai conosciuto.

La vera bellezza può essere confusa con la vanità e su questo equivoco cadono ancora in troppi.