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Film che aiutano a capire l’animo umano

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Prima o poi tutti trovano difficile il rapporto con gli altri, per fraintendimenti e incomprensioni che portano a conseguenze anche gravi,  perché manca la consapevolezza di come funzionano i sensi, il cervello, l’animo umano. La loro grande complessità ne rende impossibile la gestione, se mancano gli strumenti fondamentali per farlo: conoscenza ed educazione. Oggigiorno, però, abbiamo a disposizione  film di grande qualità, che oltre ad intrattenerci piacevolmente ci fanno capire molte cose di noi tutti. Ne ho recensiti un buon numero  nella rubrica FILM SELEZIONATI, mettendo in rilievo questa loro qualità e trascurando ciò che già altri hanno fatto bene, ovvero la valutazione tecnica e artistica. Guardare questi film dopo aver letto le osservazioni sui loro contenuti psicologici, aiuta a rendersi conto anzitutto di quanto un punto di vista diverso possa far apparire diversi dei fatti su cui si avevano ferme opinioni. Ci si accorge che ci si può sbagliare molto più spesso di quanto si creda e che per una valutazione corretta è necessario avere questa consapevolezza. La stessa cosa in situazioni e tempi differenti può avere tutt’altro significato e peso e i fatti si comprendono quando li si osserva tenendo conto di ciò che li ha preceduti e seguiti, anziché isolati dal contesto, come spesso avviene. Insomma, l’equilibrio si trova muovendosi e cercandolo fra estremi opposti, esattamente come avviene in natura.

Ho suddiviso i film in gruppi che mettono in risalto aspetti simili, in modo che si possano scegliere di volta in volta gli argomenti che più ci toccano al momento. Ma anche visti in qualsiasi altro ordine si potrà avere una visione d’insieme molto utile ad aprire ampie prospettive, che aiutano ad evitare almeno gli errori più evidenti.

Da questo mese sarà possibile trovare ogni settimana le mie recensioni anche sulla rivista in rete www.womeninart.it – il magazine del femminile nell’arte.

 

 

I nostri ragazzi

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Film del 2014 di Ivano de Matteo. Un chirurgo pediatrico, Luigi Lo Cascio e un avvocato, Alessandro Gassman sono fratelli molto diversi. Il figlio adolescente del chirurgo frequenta spesso la coetanea figlia dell’avvocato, fino al punto da esserne succube. Un giorno, la madre del ragazzo, Giovanna Mezzogiorno, nella trasmissione Chi l’ha Visto lo riconosce in un filmato mentre, insieme alla ragazza, picchia violentemente una senza tetto, uccidendola. Presto avviene il confronto nelle due famiglie con i figli che dapprima negano ma poi ammettono il fatto, senza rendersi conto della sua gravità. I genitori sono costernati e devono decidere cosa fare. Convincere i figli a costituirsi? Nascondere tutto? E’ allora che il chirurgo e la moglie, fino a quel punto sembrati i più umani e coscienziosi, si rivelano ben diversi. Tutti siamo costretti a chiederci quale sia la cosa giusta non solo rispetto alla legge, ma anche rispetto al bene dei figli. Molti aderiscono a idee progressiste e umanitarie, senza guardare nel profondo dell’animo per verificare che siano davvero radicate. Messi di fronte alla più dura realtà, può emergere un lato oscuro del tutto inaspettato e fuori controllo, che travolge la ragione.

Una notte per salvare Parigi

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Film del 2014 di Volker Schlondorff. I fatti che seguiamo sono veramente successi, ma la sceneggiatura è tratta dall’opera teatrale di Cyril Gely intitolata Diplomatie. Nella notte tra il 24 e il 25 Agosto 1944, quando tutto è pronto per far saltare in aria Parigi su ordine di Hitler e sotto la direzione del generale von Choltitz (Niels Arestrup), il console svedese Raoul Nordling (André Dussolier) cerca di dissuaderlo. Una simile mostruosità dovrebbe ritardare l’arrivo degli alleati e al tempo stesso essere una vendetta verso una città ineguagliabile.

Il generale ha ricevuto un ordine e come militare è tenuto a rispettarlo, anche per scoraggiare l’ulteriore indebolimento dell’esercito tedesco, avviato verso la sconfitta. Nordling, che agisce di propria iniziativa, cerca dapprima di mettere in evidenza l’assurdità di una tale distruzione, ma pone così su fronti contrastanti gli interessi di due nazioni. Passa all’analogia con la religione, citando la cieca obbedienza di Abramo e ancora non riesce, ma questo lo porta sul terreno che può unire gli interessi di entrambe le parti: i sentimenti. L’amore per la moglie e i figli fa vacillare la risolutezza del generale e, infine, la prospettiva di poterli sottrarre alla ritorsione di Hitler in caso di disobbedienza, lo convince.

Questo film è una buona ispirazione per seguire l’esempio del console: conoscere l’animo umano e imparare ad usare bene le parole, per ridurre i conflitti fra persone e fra popoli.

La ragazza del dipinto

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Film del 2013 di Amma Asante. Ispirato ad una storia vera che si è svolta in Inghilterra a Hampstead nel settecento. Il capitano di marina sir John Lindsay, in America ha una figlia da una giovane nera che muore quando la piccola Didone ha circa 10 anni. La affida allo zio, presidente della Corte Suprema del King’s Beach, che ha già adottato allo stesso modo la cugina bianca, Elizabeth, abbandonata dal padre risposato. Le due bambine crescono felici insieme ma, arrivate in età da marito, le convenzioni sociali impongono discriminazioni per la bella mulatta, nonostante il padre ormai morto le abbia lasciato una ricca eredità. In quel periodo la schiavitù dei neri era ancora un fiorente commercio e le donne erano una proprietà a disposizione degli uomini. Il doppio pregiudizio sfavorevole, però, viene parzialmente annullato dall’attrattiva rappresentata dal denaro di cui la giovane dispone. Così una famiglia illustre, che pure disprezza il colore di Didone e la considera inferiore, è disposta ad accaparrarsela come nuora. L’acume, la sensibilità, l’intelligenza della giovane, che si innamora di uno studente di legge impegnato a favore dei diritti umani, la sostengono nel rifiutare quel matrimonio e nell’aiutare il giovane in una causa che riguarda la nave negriera Zong.

Il bel film arriva ad un esito felice senza troppi scossoni, ma una frase del giudice, verso la fine, mette in luce i pericoli che incontra chi si allontana dai pregiudizi dominanti e si impegna per un mondo migliore: “dovete imparare a proteggere le vostre emozioni, se non volete che le leggi, o l’amore, vi distruggano il cuore”.

 

 

Cena tra amici

cena tra amici

 

Il film del 2012 di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte, è una commedia seria, che a momenti fa ridere irresistibilmente, ma in altri è una battaglia di parole e significati, intelligente, ben argomentata e drammatica. I nomi sono al centro delle discussioni fra amici strettissimi che cenano insieme. E’ l’occasione per mettere in luce quanto l’immagine che gli altri si fanno di noi, anche se ci conoscono da una vita, possa essere lontana dalla realtà e covi sotto la cenere generando rancori. Rivela anche quanto la liberalità che molti sono convinti di possedere, scompaia quando il coinvolgimento personale porta a galla una mentalità primitiva. Mostra anche quanto si rimanga prigionieri degli stessi ruoli, senza mai riuscire a scrollarseli di dosso, qualunque tentativo si faccia. Dire la verità fino in fondo è certo liberatorio, ma anche molto pericoloso. Vale la pena di rischiare?

Nonostante qualche caduta di tono, resta un bel film.

 

ALTRI FILM RECENSITI IN QUESTA RUBRICA,  CHE MOSTRANO QUANTO IL PUNTO DI VISTA DIVERSO CAMBI LA PERCEZIONE DELLE COSE SONO:

CENA TRA AMICI, mostra quanto l’immagine che gli altri hanno di noi sia ben diversa da nostra, IO E TE mette in luce l’importanza delle circostanze, per far cambiare qualcosa, QUALCOSA DI STRAORDINARIO illustra come il cambiare la luce con cui si presenta un fatto, possa compiere prodigi , IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA è un confronto fra vero affetto e affetto viziato, DIVERSO DA CHI invita a cambiare il modo di trattare un avversario, INVICTUS è il più nobile esempio di come si possa ottenere una pace, THE GREAT DEBATERS dimostra quanto le parole giuste siano fondamentali per far passare le idee giuste, PROVA A INCASTRARMI mostra quanto la simpatia e la capacità empatica falsino l’obbiettività dei giudizi. IRINA PALM è un esempio di quanto il confine che separa il giusto dall’ingiusto sia labile, LETTERE DA IWO JIMA esprime quanto l’interpretazione dei fatti possa essere molto diversa, a seconda di chi li vive, LE VITE DEGLI ALTRI è un esempio di quanto il condividere per qualche tempo un’esperienza possa ribaltare la propria opinione, CINDARELLA MAN evidenzia l’importanza delle parole giuste, JOYEUX NOEL mostra quanto durante le guerre i soldati siano pur sempre uomini con aspirazioni simili, MILLION DOLLAR BABY tratta il tema di quanto sia dettato dall’amore l’aiutare a morire, IL MERCANTE DI VENEZIA dimostra che quando si cerca bene, c’è la possibilità di trovare la soluzione, E’ GIA’ IERI è un esempio di quanto tempo occorra per cambiare punto di vista, TRE GIORNI PER LA VERITA’ mostra quanto le circostanze aiutino a cambiare, APOLLO 13 dimostra che le macchine più sofisticate non sanno sostituire l’uomo nell’emergenza. UNA STORIA VERA mostra quanto l’avere una scadenza ravvicinata risvegli la coscienza, SLIDING DOORS testimonia quanto il cambiamento delle circostanze cambi i risultati di ciò che sembra inevitabile. PROPOSTA INDECENTE pone l’accento sui limiti che possono avere i propri principi, SOMMERSBY e KAGEMUSHA dimostrano l’influenza sul carattere, compiuta dal cambiamento di ruolo, DERSU UZALA mostra come la simbiosi con la natura insegni il suo rispetto. E GIUSTIZIA PER TUTTI dimostra che la legge applicata senza senso di umanità porta all’ingiustizia. RISVEGLI, PARLA CON LEI, CONFIDENZE TROPPO INTIME, mettono in risalto l’importanza dell’ascolto e dell’attenzione anche verso chi sembra irrecuperabile, IL NEMICO ALLE PORTE dimostra che occorre sempre aggiustare gli equilibri, che cambiano in continuazione, IL PRANZO DI BABETTE è un esempio di quanto il piacere possa elevare lo spirito, IL BACIO DELLA DONNA RAGNO, mostra quanto la vicinanza fra uomini che estremizzano le loro tendenze, possono mitigarle attraverso il senso di umanità che li accomuna, anche se in maniera opposta. HAROLD E MAUDE ribalta i punti di vista sui rapporti fra età diverse, IL RAGAZZO SELVAGGIO è la storia di chi ha creduto nel potere dell’educazione, QUALCUNO DA ODIARE mette in luce quanto sia importante avere una forte motivazione per qualsiasi riuscita. VIVERE mostra che per dare senso alla vita occorre andare oltre i confini delle competenze e osare.

 

 

 

Io e te

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Questo film del 2012 di Bernardo Bertolucci, ispirato a un romanzo di Niccolò Ammanniti, racconta l’incontro dopo tanti anni di separazione tra l’adolescente fratello e la giovane sorella (solo da parte di padre), che le circostanze fanno avvenire proprio quando il fratello cerca il massimo isolamento. Buona parte del film si svolge in cantina, dove il ragazzo intendeva sfuggire per una settimana ad ogni contatto con l’ambiente abituale e la ragazza sperava di ritrovare un suo orologio da vendere, fra le cose lasciate da tempo in uno scatolone. I problemi esistenziali di entrambi li portano a inevitabili attriti, ma la parte di vita precedente alla separazione e la condivisione di momenti in stretta vicinanza, parzialmente liberi dalla pressione famigliare, li avvicina affettivamente, dando un po’ di sollievo.

La famiglia e l’ambiente sociale hanno fallito la loro funzione nei confronti di esseri fragili come i due protagonisti, che cercano di sottrarvisi come possono. Le circostanze li aiutano per qualche giorno, dimostrando quanto potere abbia la condivisione di esperienze compiute insieme, con un po’ di libertà. Il desiderio di sottrarsi ai pesanti condizionamenti della collettività, della famiglia o anche di una singola persona, raramente riesce a chi non abbia una grande forza d’animo. Molti sono incapaci di offrire vicinanza interiore e molti non la sanno offrire senza che diventi prevaricazione. Non resta che cogliere le opportunità offerte dalle circostanze favorevoli.

Hysteria

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Una divertente commedia di Tanya Wexler del 2011 mostra quanto certi argomenti difficili, come la sessualità, spesso vengano rifiutati dalla coscienza e dunque ne siano rimossi, finendo nel fondo più buio dell’animo. Da lì emergono poi in modo distruttivo e come pregiudizi. Questo film mette a fuoco il pesante anatema che gravava sul piacere sessuale, ancora più opprimente per le donne ben oltre la fine dell’ottocento, epoca in cui si svolge la storia ispirata a fatti veri. Ben di rado persino le sposate provavano piacere a letto coi propri mariti maldestri e l’idea di provvedere da sole non poteva neppure affacciarsi alla loro mente, spaventata dall’ignoranza e dai veti religiosi oltre che sociali. La frustrazione di ogni loro aspirazione che non fosse quella di mogli e di madri vi si aggiungeva, provocando comportamenti bizzarri e anche aggressivi, che la medicina, rappresentata solo dagli uomini, classificava come isteria. Nei casi più gravi le donne finivano in manicomio o veniva loro tolto l’utero (hystéra, in greco), ritenuto la causa della loro irrequietezza. Le ricche signore potevano invece provvedere sottoponendosi a manipolazioni mediche, (vere e proprie masturbazioni legali) in questo film effettuate dai due protagonisti uomini, che paiono inconsapevoli quanto le donne della gigantesca ipocrisia perpetrata. Il più giovane dei due, Joseph Mortimer Granville, aveva inventato e brevettato nel 1883 un vibratore col quale aveva ottenuto ben migliori risultati. L’oggetto da allora era stato pubblicizzato sulle riviste perché terapeutico anche per mal di testa, nevralgie, rughe ed era venduto senza problemi.La lezione di questo film, a parte l’umorismo e la finezza con cui è trattato il tema, è mostrare quanto sia possibile affrontare problemi che comunemente la gente respinge, usando degli stratagemmi o attraverso  un avvenimento di forte impatto emotivo.

 

ALTRI FILM CHE MOSTRANO VIE TRAVERSE PER RISOLVERE L’IRRISOLVIBILE SONO::

AMAZING GRACE è la lotta per l’abolizione del commercio di schiavi in Inghilterra, ottenuta anche grazie ad un espediente. AMISTAD è la lotta giuridica per liberare un gruppo di africani deportati per farli schiavi, anche basandosi sul potere della suggestione. IL DISCORSO DEL RE racconta il trattamento della balbuzie di un re,tenendo in gran conto l’emotività. PATCH ADAMS è la storia della clown-terapia, che aiuta a vivere e a morire meglio. QUALCOSA DI STRAORDINARIO mostra come far contribuire i potenti a cause a cui normalmente sarebbero indifferenti, IL MIO MIGLIORE AMICO mostra come un avvenimento di forte impatto emotivo possa far cambiare atteggiamento. COSA CADE DAL CIELO, mostra quanto il cambiamento delle circostanze cambi l’impossibile. INVICTUS è un esempio su come far pace con chi ci ha fatto la guerra, partendo da piccole cose. DIVERSO DA CHI dimostra gli effetti del collaborare con chi è inizialmente avversario, PROVA A INCASTRARMI dimostra come i sentimenti sappiano aver ragione della giustizia. IL MERCANTE DI VENEZIA e LA PAROLA AI GIURATI insegnano a guardare davvero tutti gli aspetti di una questione, TRAIN DE VIE tratta con umorismo e creatività anche le questioni più tragiche, LE ALI DELLA LIBERTA’ mostra come l’intelligenza e la costanza possano vincere sul lungo periodo, anche contro la violenza peggiore. KAGEMUSHA e SOMMERSBY mostrano l’importanza del cambiamento di ruolo, ANNA DEI MIRACOLI è la storia del saper conciliare comprensione ed educazione, TESTIMONE D’ACCUSA mostra la necessità di dare agli eventi una forma credibile, anche se falsa, per essere creduti.

 

Per quanto riguarda i libri consiglio: Le armi della persuasione, Psicosoluzioni, Bambini e ragazzi difficili, La danza della realtà, Le parole sono finestre, Le parole portano lontano.

 

 

Cosa piove dal cielo

cosa piove dal cielo

 

Questa commedia seria argentina di Sebastian Borentsztein del 2011 racconta di un burbero negoziante di ferramenta, Roberto (Ricardo Darin), tutto chiuso nella propria vita, che un giorno si imbatte in un giovane cinese (Ignacio Huang) appena derubato da pseudo tassisti. Il poveretto che non parla per niente spagnolo, è appena arrivato dalla Cina in cerca di uno zio di cui ha perso le tracce da anni salvo l’indirizzo, ormai non più valido. Roberto cerca di aiutarlo ma le ricerche sono destinate a protrarsi e, non avendo cuore di lasciare il ragazzo per la strada, lo ospita a casa sua. Quando con l’aiuto di un cinese residente che fa da interprete, scambia qualche informazione col suo ospite, Roberto scopre una straordinaria coincidenza che lo fa meditare sul senso delle assurdità che capitano.

In questa storia, come nella vita, ciò che delle persone non sceglierebbero mai di fare, lo fanno per intervento dell’imponderabile, che si insinua in una fessura della propria corazza, come una pianta che cresce sull’asfalto, il cemento, le pietre, nobilitandole. A volte, aiutare le circostanze a cambiare qualcosa di cristallizzato, può essere la soluzione all’impossibile.

 

 

La joueuse

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Film di Caroline Bottaro del 2009, tratto dal romanzo di Bertina Heinrichs. E’ la storia di una donna che vive in Corsica con il marito e la figlia, lavorando come domestica in un albergo dove un giorno resta affascinata da una cliente che gioca a scacchi in terrazza, col marito. L’aura elegante di quella coppia contribuisce a far nascere il desiderio di imparare il gioco e di vivere qualcosa di diverso dalla vita tranquilla ma anche spenta a cui si è assoggettata fino ad allora. Impara i tratti essenziali da sola, poi chiede ad un medico misantropo presso il quale è domestica a ore. di giocare con lei e di insegnarle meglio, Helène ha talento ma deve affrontare la propria mancanza di fiducia, i pettegolezzi altrui, l’incomprensione del marito, i modi del medico che le fa pesare la differenza di classe e di sesso. Il bisogno di un’affermazione personale, sottraendosi all’essere unicamente al servizio di altri è forte e trova approvazione nella figlia, che fino ad allora si era vergognata della famiglia di modeste condizioni sotto ogni punto di vista. Il coraggio di andare controcorrente nobilita e compensa la condizione sociale ed economica insoddisfacente; il gioco delle parti fra chi stava sempre un gradino più su ed Helène, comincia a cambiare. Molte donne si riconosceranno nella fatica per farsi valere fra i maschi e i mediocri, trovando un buono specchio per vedere i propri punti deboli e superarli.

 

Voltaire et l’affaire Calas

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Film di Francis Reusser del 2007. Nel 1761 a Tolosa il calvinista Marc Antoine Calas viene accusato ingiustamente di aver ucciso il figlio che si diceva avesse l’intenzione di convertirsi al cattolicesimo. Il solo fatto di essere un odiato protestante conduce lui, la moglie, un altro figlio e la cameriera in prigione e a un processo basato solo sulle calunnie e sul sentito dire. A niente vale il referto medico che prova il suicidio del ragazzo, né la testimonianza di un fratello fattosi cattolico, né la sensata difesa da parte dell’avvocato e il parere obbiettivo di uno solo dei giudici.

La vicenda viene riportata a Voltaire ormai vecchio, che inizialmente rifiuta di occuparsene ma, quando viene a sapere che Marc Antoine Calas viene orribilmente torturato e ucciso, dispiega tutte le sue possibilità per salvare almeno gli altri. Si rabbrividisce per la malafede dei giudici che  schiacciano senza pietà chi segue un credo diverso dal loro e che si fanno forti dell’essere in larghissima maggioranza per calpestare anche il minimo barlume di verità. Turba, però, anche il potere di un singolo uomo famoso, come Voltaire, che mobilitando tutte le sue conoscenze in Europa e arrivando fino alla Turchia, riesce nel lodevole proposito di ottenere un nuovo processo e, per la prima volta nella storia, di riabilitare e addirittura indennizzare la famiglia vessata.

Il farsi scudo di una religione o di un qualsiasi credo è sempre stato e purtroppo è ancora un comodo modo per coltivare la propria ignoranza, la chiusura mentale, la rigidità, l’intolleranza che fa pagare a degli indifesi il prezzo della propria pochezza. Anche su scala minore, questo pericolo è in agguato in chiunque.

La bestia nel cuore

la bestia nel cuore

 

Questo film di Cristina Comencini del 2005 con giovanna Mezzogiorno, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Alessio Boni, Luigi Lo Cascio, mostra l’emergere nella coscienza di una giovane donna incinta, di ricordi drammatici sulla sua infanzia. I genitori sono morti e i sogni angosciosi la portano a chiedere al fratello, che da anni vive negli USA, di aiutarla a chiarire cosa possano significare. Ma è qualche parola sfuggita alla cognata, a costringere il fratello ad ammettere il passato che li aveva accomunati nel subire gli abusi sessuali del padre. Solo lunghi anni di psicanalisi avevano aiutato il giovane, diventato a sua volta genitore, a superare almeno in parte la propria paura di ripetere il modello nefasto coi propri figli. Per la sorella, il parto sembra liberarla anche dal peso di quei ricordi rimossi per proteggersi e che adesso può affrontare guardandoli, come guarda il figlio uscito dalla profondità del suo corpo.

 

L’uomo senza sonno

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Un film molto duro del 2004 di Brad Anderson, che bisogna avere la pazienza di vedere fino in fondo per coglierne il senso. Il macchinista Trevor dice di non dormire da un anno. In parte è probabilmente vero perché è ridotto in uno stato pietoso. Nonostante questo riesce a lavorare e a vivere in un modo che per certe persone può essere la norma. Poi inizia ad avere esperienze palesemente falsate dalla mente disturbata. Come conseguenza diventa sempre più aggressivo, nonostante emerga a tratti la sua indole fondamentalmente capace di affetto e comprensione. Alla fine, un trauma lo costringe a guardare ciò che per tutto quel tempo aveva rimosso dalla coscienza. Qualcosa di troppo doloroso, che non era stato in grado di sopportare e che quindi aveva cercato di eliminare dai propri ricordi. Ma, come succede quando si vuole ignorare qualcosa, non per questo il qualcosa cessa di esistere ed emerge continuamente qua e là, con le modalità simboliche dell’inconscio.

La rimozione dalla coscienza di ciò che è difficile da accettare, si manifesta molto spesso anche per fatti molto più lievi, ma con effetti sempre negativi.