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Il museo della forchetta a Milano

by in Arte e cultura

 

In un percorso del buonumore, elaborato per mantenere alto il morale anche quando tutto cospira per tenerlo raso terra, si dovrebbe mettere al primo posto il laboratorio di Giovanni Scafuro, nella zona sud di Milano ancora moderatamente affollata e trafficata, con palazzi che fa piacere guardare. Dopo un primo cortile in via Borgognone da Fossano 3, si passa ad un altro dove belle piante in vaso circondano l’ingresso del “Museo della forchetta”. Quella che sembra una gigantesca mano dalle dita sottili, che si può anche scambiare per le radici fuori terra di una pianta che non si lascia spaventare dal cemento, può mantenere diritte tre biciclette di visitatori ecologisti. Ma è anche un forchettone, patriarca della numerosa famiglia di posate che sono sfuggite al loro destino di grigio utilitarismo, grazie al napoletano che le ha riscattate dalla polvere e dalla dimenticanza. E fin dall’anticamera si vedono forchette, cucchiai e coltelli singoli o in gruppo che dimostrano quanto si possa fare con degli elementi che quasi sempre devono limitarsi servire il nutrimento del corpo, mentre loro contribuiscono ad alimentare la fantasia, indispensabile ad una vita di qualità. I rebbi delle forchette si prestano a simulare delle dita che esprimono le cose più varie e in molti casi si allungano fino a diventare rami di alberi e a questi rami si può appendere un’altalena e poi e poi… I cucchiai, dal carattere conciliante per natura, sono disponibili a farsi animaletti dai corpi compatti, i coltelli da tavola, quasi inoffensivi, formano banchi di pesci scintillanti o diventano le penne di un uccello in volo. A volte le forme differenti assemblate cooperano all’invenzione di creature misteriose e forme di vita aliena. Bisogna prendersi il tempo di guardare ciascuna delle opere che nello spazio relativamente limitato di uno studio d’artista fanno sorridere e decidere di trasformare tutto ciò che altrimenti finirebbe nella spazzatura.

 

 

Nella stanza più grande e luminosa, un lungo tavolo che nella maggior parte del tempo fa la parte del piano di lavoro, ogni tanto viene vestito con una tovaglia e diventa una tavola a cui siedono i partecipanti alle cene a tema. Varie e originali sono le attività che Giovanni organizza per chi vuole divertirsi creando e conoscere altri estimatori dell’inventiva. Dietro la barba, gli occhiali, il cappellino, c’è il suo sorriso che vi aspetta.

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