Batteri e alberi: un’alleanza d’oro
E’ noto che i batteri, microscopici esseri viventi invisibili ai nostri occhi ma presenti ovunque, a seconda dei casi sono indispensabili alla vita quanto alla morte di qualsiasi altra forma di esistenza e fanno parte degli innumerevoli anelli che ci apparentano tutti in affascinanti catene senza fine. Per chi conosce un poco gli alberi, una notissima simbiosi con i batteri da parte delle leguminose è quella che consente la trasformazione dell’azoto presente nell’aria e arrivato alle radici, rendendolo adatto a fertilizzare il terreno intorno a loro. Ma persino un suolo pesantemente inquinato da benzina o petrolio può essere bonificato ad opera dei batteri che vivono sugli alberi e in questo caso, sui pinastri, detti anche pini marittimi.
Per capirne il motivo dobbiamo risalire alla composizione del petrolio, che si è formato milioni di anni fa, quando fra animali e piante morte, seppellite, compresse e trasformate c’erano i pinastri e altre piante su cui prosperavano dei batteri ghiotti della loro resina. Nel trascorrere dei millenni i componenti della resina in questione sono rimasti in quello che è diventato petrolio e i batteri che se ne nutrono sono sempre gli stessi, anche sui pini marittimi di oggi. La loro corteccia è stata inizialmente un rifiuto da smaltire da parte delle cartiere e dei mobilifici che utilizzano il legno, fino a quando non ci si è resi conto di questo importante dettaglio. Infatti, se la si tritura e la si sparge sul terreno, ma anche sull’acqua pesantemente inquinata dal petrolio, non solo questo viene assorbito dalla segatura, ma i batteri che vivono in essa se ne nutrono, facendolo sparire. Per questo la Svezia la vende con profitto, invece di smaltirla a caro prezzo.
Articolo sui batteri minatori
Articolo sulle proprietà diverse dei batteri
Articolo sul riscaldamento generato dai batteri
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