I miei articoli

Geotermia del pozzo canadese e provenzale

by 1 Settembre 2026

 

Nei luoghi con sorgenti termali calde, per la vicinanza di vulcani come in Toscana a Larderello, si sfrutta l’acqua calda riscaldata dalla lava profonda per riscaldare gli edifici, oltre che per altri scopi, in quella che è chiamata geotermia. Ma c’è un altro modo per trarre beneficio da quanto è già presente sul territorio, per riscaldare in inverno e raffreddare d’estate le case: è la temperatura costante in ogni stagione dell’anno che caratterizza il terreno già partendo dalla profondità di un metro e mezzo, stabile intorno ai dieci gradi centigradi. Questo sistema è tradizionale in Provenza principalmente per sfuggire al calore estivo e in Canada per sottrarsi al freddo invernale.

Se si incanala l’aria in un punto alla distanza dai quindici ai trenta metri dalla casa, lasciandola poi scorrere in tubi di pvc sotterrati a due o tre metri di profondità, nel percorso la sua temperatura arriverà ad essere quella del terreno e quando arriverà nelle stanze, in inverno sarà più calda e in estate più fredda di quella esterna. L’unica parte visibile dell’impianto saranno le prese d’aria con ventilatore e filtro. In casa l’aria scorrerà nei tubi nascosti nei pavimenti e nei muri.

 

pozzo canadese o provenzale – illustrazione da Lacentrale Eco

 

Chi realizzerà l’impianto dovrà tenere conto della velocità che dovrà avere l’aria nel transitare nei tubi, per darle modo di adeguarsi alla temperatura sotterranea. Per lo stesso scopo dovranno avere anche la massima superficie possibile a contatto con terreno. Quindi sarà opportuno che l’aria passi in due o più tubi anziché in uno solo. Dovranno avere un’inclinazione del due per cento, in modo che la condensa possa cadere in un pozzetto di raccolta alla fine del percorso. Occorreranno anche i filtri per impedire l’ingresso di polveri e altri materiali.

Questo sistema potrà essere affiancato da un impianto a pompa di calore. Entrambi hanno un consumo di energia minimo, oltre che un basso impatto sull’ambiente esterno.

 

Altri articoli su come ottenere il calore e la freschezza senza impianti che consumano energia si trovano nella rubrica Soluzioni naturali

****************

Il mondo interiore è importante quanto quello che ci circonda. Ecco perché questo sito si occupa di entrambi

Il Giardino Belvedere a Caprile (BI)

by 25 Agosto 2026

Il Genius Loci

A Caprile, in provincia di Biella, a cinquecento metri di altitudine durante vent’anni un bosco di otto ettari si è lentamente trasformato in un giardino. Ad elaborarlo nella mente e modellarlo con le mani è stata la proprietaria, Maria Teresa Belvedere, presa dal fascino di quello che era stato un mulino abbandonato fra gli alberi. E’ così che ai castagni si sono aggiunti aceri, abeti, faggi, cornus e poi tante altre piante in buona amicizia, che si sono adattate ad un terreno nuovo con la consueta eleganza del popolo vegetale. Adesso è possibile visitare, su appuntamento, questo luogo in cui la fantasia ha frizzato anche con opere in legno che sottolineano quelle della natura. La gentile proprietaria accompagna i visitatori e rivela le particolarità delle piante e degli interventi umani, seminando in loro il desiderio di riprodurre almeno in parte sul proprio terreno, l’armonia del luogo.

 

 

Il percorso comincia salendo la collina dove il pendio è rafforzato da pali di castagno per formare piccoli terrazzamenti, che risultano come lunghissime panchine dagli schienali sagomati e dipinti per sembrare costole di libri. Nel terreno radicano in gran parte le rose, fra cui quelle verdi, mentre i grandi alberi più in alto ombreggiano certe piante da fiore e alcune rare felci preistoriche. Nello spazio piano di intervallo, un carro di legno di foggia antica con un tetto a spioventi e grandi ruote, custodisce mille testi sulle piante, consultabili su richiesta e un enorme libro scolpito nel legno dichiara sulle sue pagine aperte che il luogo è dedicato a lettori e pensatori.

 

Il grande Cornus controversa sopra i terrazzamenti delle sponde dello stagno

 

In ogni stagione si possono vedere fioriture differenti, fra cui in estate la Leycesteria formosa, che ricorda la fucsia nell’aspetto e nel colore, ma è ancora più aggraziata. Nella parte più alta del giardino, invece, occhieggiano quelle che erano ceppaie di alberi morti, rinati in scultura come giganteschi funghi il cui gambo ha fattezze di volto barbuto, sormontato da un gran cappello. Si scende poi verso l’abitazione di Maria Teresa, che in passato era il mulino nel bosco, e si sosta al fresco sotto un grande bersò coperto da un glicine, che ad aprile fiorisce in bianco. Basta poi attraversare il prato per raggiunge l’albero forse più bello fra i tantissimi, un Cornus controversa che ombreggia con le sue foglie quasi completamente bianche, i tavoli per il pic nic dei fortunati visitatori. Da lì si vede, in basso, la parte più spettacolare del grande giardino: lo stagno. Durante l’estate in parte la sua superficie è coperta dalle foglie e dai fiori delle piccole ninfee gialle, le Nuphar lutea. Un ponticello di legno porta al suo centro, su un’isoletta di altre piante acquatiche, lontane da un drago in corten dall’aspetto quanto mai benevolo. Ai margini del boschetto c’è una casa sull’albero a forma di bozzolo, in cui si può passare una notte e guardare sulla riva opposta i terrazzamenti in legno di castagno dipinti come tastiere di pianoforte, ma soprattutto il Genius loci, la cui enorme testa e le mani spuntano appena da dietro una siepe, come per sorvegliare di nascosto il giardino che tutti vorrebbero avere.

 

Un piccolo ma particolarissimo giardino realizzato da una donna è il Giardino della Valle a Cernobbio (CO)

Molti altri articoli sui giardini da visitare li trovate nell‘indice di questa rubrica

******************

Il mondo interiore è importante quanto quello che ci circonda. Ecco perché questo sito si occupa di entrambi

Piacevoli intervalli dal caldo

by 19 Agosto 2026

percorso Kneipp a Lurate Caccivio (CO)

Il caldo sempre più molesto dell’estate obbliga ad aguzzare l’ingegno per sottrarsi alla sua oppressione ricorrendo all’aiuto dell’acqua che, quando sgorga da sorgenti naturali sotterranee, ha una temperatura ben fresca o addirittura molto fredda. Così a Lurate Caccivio, in provincia di Como, si è creato un piacevole e salubre percorso Kneipp, ispirandosi a quelli che, dall’Alto Adige in su, sono presenti da molti anni nelle località di montagna per offrire una tregua ristoratrice agli escursionisti. Il nome Kneipp è quello dell’abate tedesco che nell’ottocento ha riportato in uso l’antica pratica dell’idroterapia, vale a dire l’impiego dei bagni parziali e totali nell’acqua fredda a scopo terapeutico. Dopo averne sperimentati i benefici su di sé ne ha perfezionato e diffuso la pratica che, abbinata ad uno stile di vita e ad un’alimentazione sane, mantiene la buona salute o la ripristina, a seconda delle necessità (vedi articolo). In Italia le brevi camminate nell’acqua fredda e su ghiaia e ciottoli per massaggiare la pianta dei piedi, negli anni sono state messe a disposizione nei centri benessere, ma finalmente ecco che dalla primavera del 2026 sono arrivati anche in una città di pianura, gratuitamente e a disposizione di tutti. Un viale ben ombreggiato da giovani cedri deodara accompagna i visitatori fino al vialetto ghiaioso da percorrere a piedi nudi, che immette in quello dove l’acqua di falda scorre, poi si raccoglie in vasche e massaggia piedi e gambe, tonificando la circolazione sanguigna e il buonumore.

 

Friburgo . i canaletti medievali attualizzati – foto da Alto Adige Innovazione

 

In Germania, a Friburgo, fino dal dodicesimo secolo esistono canaletti larghi trentacinque centimetri e profondi circa diciotto, ma in alcuni tratti di dimensioni maggiori, che servivano per i vari scopi necessari in un centro abitato, percorrendone le vie per molti chilometri. L’acqua del fiume Dreisam vi è sempre potuta scorrere senza usare energia di alcun tipo, ma semplicemente sfruttando la pendenza del terreno e adesso offrono la possibilità di immergervi i piedi e rinfrescarsi durante le visite alla città, creando in questo modo anche occasioni per socializzare. Vengono disattivati nel mese di settembre solo per la pulizia e la normale manutenzione.

In Svizzera, a Basilea e a Berna, in estate chi sa nuotare può andare al lavoro tuffandosi rispettivamente nel fiume Reno o nell’Aare e lasciandosi portare dalla corrente, dopo aver messo all’asciutto gli abiti in apposite borse di plastica portate con sé fino al punto di approdo.

A Monaco di Baviera si può salire in tram in costume da bagno per raggiungere la fermata presso il fiume Isaar, dove tuffarsi e seguire la corrente per poi riprendere il mezzo meccanico e ricominciare.

***************

Il mondo interiore è importante quanto quello che ci circonda. Ecco perché questo sito si occupa di entrambi

Transamerica

by 30 Giugno 2026

Film del 2005 di Duncan Tucker. Un transessuale si sta preparando all’ultima operazione chirurgica per diventare donna, quando viene avvertito dal carcere minorile dell’esistenza di un figlio suo. Viene sollecitato ad incontrarlo e prenderlo in carico, cosa che fa fingendosi volontaria di una chiesa. Inizia così l’immancabile viaggio che avvicina due persone inizialmente estranee e in questo succedono fatti che mettono in luce con particolare efficacia i pregiudizi, i timori, gli errori nel comportamento. Ma fanno capire anche il fascino che possono esercitare le persone davvero fuori dagli schemi.

******************

Il mondo interiore è importante quanto quello che ci circonda. Ecco perché questo sito si occupa di entrambi.

K 19

by 16 Maggio 2026

Film del 2002 di Kathryn Bigelow ispirato a una storia vera accaduta nel 1961 e tenuta nascosta per dieci anni. Quando in Unione Sovietica si venne a sapere che gli americani avevano varato il primo sottomarino armato di missili nucleari, il governo sovietico decise di costruirne subito uno a sua volta, che però la fretta, l’incompetenza e la corruzione resero pericoloso già durante la fabbricazione, causando la morte di dieci lavoratori e fu per questo soprannominato “fabbrica di vedove”. Anche durante la navigazione di collaudo i suoi difetti e l’inesperienza del giovane equipaggio provocò guai e il comandante venne sostituito e retrocesso ad assistente di quello nuovo. Nello svolgimento della missione i tanti difetti di fabbricazione misero a durissima prova le debolezze umane quanto le loro virtù nel far fronte al pericolo non solo per tutto l’equipaggio ma anche per la sorte del genere umano. L’ottusità e la crudeltà che si manifestano nelle situazioni delicate continuò dopo la conclusione dell’esperimento e solo la caduta del muro di Berlino nel 1989 permise di conoscere l’accaduto, tenuto segreto fino ad allora.

***************

Il mondo interiore è importante quanto quello che ci circonda. Ecco perché questo sito si occupa di entrambi

Batteri e alberi: un’alleanza d’oro

by 30 Aprile 2026

corteccia di pinastro, detto anche pino marittimo – foto da Wikipedia

 

E’ noto che i batteri, microscopici esseri viventi invisibili ai nostri occhi ma presenti ovunque, a seconda dei casi sono indispensabili alla vita quanto alla morte di qualsiasi altra forma di esistenza e fanno parte degli innumerevoli anelli che ci apparentano tutti in affascinanti catene senza fine. Per chi conosce un poco gli alberi, una notissima simbiosi con i batteri da parte delle leguminose è quella che consente la trasformazione dell’azoto presente nell’aria e arrivato alle radici, rendendolo adatto a fertilizzare il terreno intorno a loro. Ma persino un suolo pesantemente inquinato da benzina o petrolio può essere bonificato ad opera dei batteri che vivono sugli alberi e in questo caso, sui pinastri, detti anche pini marittimi.

 

aghi e pigna del pinastro - foto da Wikipedia

aghi e pigna del pinastro – foto da Wikipedia

 

Per capirne il motivo dobbiamo risalire alla composizione del petrolio, che si è formato milioni di anni fa, quando fra animali e piante morte, seppellite, compresse e trasformate c’erano i pinastri e altre piante su cui prosperavano dei batteri ghiotti della loro resina. Nel trascorrere dei millenni i componenti della resina in questione sono rimasti in quello che è diventato petrolio e i batteri che se ne nutrono sono sempre gli stessi, anche sui pini marittimi di oggi. La loro corteccia è stata inizialmente un rifiuto da smaltire da parte delle cartiere e dei mobilifici che utilizzano il legno, fino a quando non ci si è resi conto di questo importante dettaglio. Infatti, se la si tritura e la si sparge sul terreno, ma anche sull’acqua pesantemente inquinata dal petrolio, non solo questo viene assorbito dalla segatura, ma i batteri che vivono in essa se ne nutrono, facendolo sparire. Per questo la Svezia la vende con profitto, invece di smaltirla a caro prezzo.

Articolo sui batteri minatori

Articolo sulle proprietà diverse dei batteri

Articolo sul riscaldamento generato dai batteri

*******************

Il mondo interiore è importante quanto quello che ci circonda. Ecco perché questo sito si occupa di entrambi.