Pile di sabbia
Di sabbie ce ne sono tanti tipi diversi. Quella silicea, grigia, che tende a scintillare, derivata dalle rocce erose dal vento e dall’acqua, poi depositata lungo i fiumi, i laghi, i mari e usata in edilizia. Quella calcarea, bianca perché prodotta dallo sbriciolamento delle conchiglie o dal calcare di rocce formate dall’acqua, più facile da trovare sulle spiagge tropicali degli oceani. Viene usata in edilizia ma anche come correzione di terreni acidi. Quella ferrosa, che si riconosce in certi deserti come in Namibia, fatta di quarzi che contengono ferro ossidato dall’ossigeno dell’aria e dunque rossiccia come la ruggine. Trova molti impieghi, tra cui la purificazione dell’acqua, la correzione dei terreni, la pavimentazione delle strade. Quella vulcanica e dunque nera, reperibile lungo le spiagge vicine ai vulcani, fatta di magnetite della lava. In Italia si trova presso Stromboli, Vulcano, l’Isola d’Elba. Dato che il nero assorbe molto il calore, d’estate può essere davvero rovente. Viene usata a scopi termali o per estrarne i minerali. La granulosità della sabbia la rende abrasiva o liscia, fino alla condizione di argilla.
Oggi conosciamo un nuovo uso che si può fare della sabbia, sfruttandone l’inerzia, la capacità di trattenere il calore meglio dell’acqua e di raggiungere temperature molto più elevate senza cambiare volume e consistenza. E’ la conservazione dell’energia prodotta da pannelli solari, pale eoliche e turbine di ogni genere, purché venga trasformata in calore. In un silos ben isolato termicamente, la sabbia viene riscaldata utilizzando delle resistenze alimentate dalla corrente elettrica che altrimenti andrebbe perduta. In questa condizione può essere mantenuta per mesi, usando quella riscaldata in estate per utilizzarla in inverno riscaldando l’aria o l’acqua destinata al teleriscaldamento e ad ogni altra funzione.
Un simile impianto è molto più economico di qualsiasi altro, oltre che ben più ecologico, anche perché la stessa sabbia può essere riutilizzata all’infinito. Non è ancora conveniente trasformare il calore in energia elettrica, ma in Finlandia questa notevole innovazione nell’utilizzo della sabbia è già in funzione.
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