I miei articoli

Il cane e la volpe

by 1 Giugno 2025

 

Le incisive conseguenze descritte nel libro, dell’impronta indelebile (imprinting) che i primi contatti con il mondo esterno lasciano negli esseri viventi, allargano nel lettore la capacità di comprendere comportamenti altrimenti inspiegabili negli animali quanto negli umani. Danilo Mainardi, scrivendo del suo esperimento di ibridazione tra cane e volpe, amplia enormemente ciò che Konrad Lorenz ci ha spiegato sull’imprinting nei suoi libri, fra cui brilla “L’anello di re Salomone”. Più gli animali sono inetti alla nascita e hanno dunque bisogno di cure e attenzioni da parte dei genitori, più è lungo e ricco di stimoli il periodo in cui assorbono attraverso i sensi, i comportamenti che li collocheranno in una determinata posizione nel loro gruppo sociale. Per quanto possa apparirci sgradevole, anche noi umani ci inseriamo in una gerarchia di cui spesso siamo inconsapevoli, ma che è determinante, insieme all’eredità genetica e all’educazione, nell’andamento della nostra vita. Esempi estremi di tale realtà sono i bambini adottati da animali, come quello allevato da gazzelle e studiato da Claude Armen, che ha scritto un libro al riguardo. Si seguono istintivamente delle pulsioni che determinano il linguaggio del corpo a cui corrispondono precisi messaggi, interpretati correttamente o meno, a seconda di quanto assimilato da chi interagisce. Ad aizzare o ad inibire i comportamenti aggressivi e amorosi sono, come sappiamo per esperienza, fattori che sfuggono completamente alla ragione e alla volontà, ma sono conseguenza di un insieme molto intricato.

L’autore era anche un originale disegnatore, di cui troviamo varie opere fra le pagine di questo indimenticabile saggio.

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Il miracolo di Sharon

by 5 Maggio 2025

“Il miracolo di Sharon” del 2024 di Jon Gunn, è tratto dalla storia vera dell’aiuto da parte di una parrucchiera alcolista a favore di una bambina gravemente ammalata.

Si rimane subito stupiti dalla straordinaria intraprendenza nel dare aiuto alla famiglia altrui, da parte di una persona che era stata incapace di aiutare se stessa. Quel supporto era però contrastato da parte di Ed, padre della bambina di cinque anni che rischiava di morire per una grave malattia ed aveva attirato la generosa ettenzione di Sharon. Le cure ospedaliere costosissime avevano fortemente indebitato l’uomo, vedovo da poco, a cui la fino allora sconosciuta Sharon aveva prestato soccorso economico e organizzativo. Il sapersi utile aiutava molto Sharon, ma il dover ricorrere al suo aiuto faceva sentire inutile Ed e questa situazione era diventata molto pesante per entrambi. Per chiedere e accettare aiuto occorre un’autostima di cui mancavano tutti e due. Come accade spesso, però, le incontrollabili circostanze avevano dato uno spintone decisivo verso la conclusione migliore.

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Vita di Pi

by 28 Aprile 2025

Il romanzo “Vita di Pi” di Yann Martel del 2001, racconta del naufragio nell’oceano Pacifico, di una nave su cui viaggiava una famiglia indiana con vari animali dello zoo di sua proprietà. Solo il figlio minore di sedici anni si salva su una scialuppa dove ha trovato posto anche una tigre del Bengala, che lui riesce a tenere a bada grazie alle sue conoscenze riguardo al comportamento degli animali selvatici, apprese dal padre direttore dello zoo.

La lettura è oltremodo avvincente non solo per quanto vi si svolge, ma per la descrizione del rapporto che si instaura fra l’umano e l’animale. Per riuscire a mantenere le distanze di sicurezza indispensabili a non essere aggredito, il ragazzo di nome Pi utilizza le strategie che l’intelligenza acuita dal terrore lo spingono ad attuare. Il pericoloso predatore selvatico e quello civilizzato obbediscono entrambi ai propri istinti, ma il secondo ha in più il vantaggio di attingere a delle conoscenze che gli permettono di sfuggire a quella che altrimenti sarebbe la morte sicura e immediata. Riesce così anche a difendersi dalla disperazione della solitudine assoluta.

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Comunicare attraverso i colori

by 29 Marzo 2025

 

In natura gli insetti, gli uccelli e i pesci sono sensibilissimi ai colori, che impiegano per segnalare la propria presenza, per distinguere la propria specie, per avvertire della loro pericolosità, per corteggiare le femmine. Questo perché i colori hanno un linguaggio immediato, che può essere compreso facilmente, anche perché viene associato ad esperienze piacevoli e spiacevoli che a loro sono connesse. Anche i colori, però, possono avere significati opposti, a seconda della situazione, del luogo, di chi lo impiega. Il giallo attira l’attenzione per la sua grande vivacità e luminosità, che ricorda il sole quando è vicino all’orizzonte, all’altezza dei nostri occhi e di quelli di molti animali. E’ però anche il colore di ciò che è acerbo o aspro, come i limoni o in esaurimento, come le foglie degli alberi in autunno. Il rosso stimola perché fa pensare a frutti maturi e al calore, ma anche al sangue, alle braci e di nuovo al sole quando sta per sparire sotto l’orizzonte e, in un certo senso, avverte che sta per arrivare il buio della notte. l blu rasserena perché è il colore del cielo libero dalle nubi e dell’acqua di fiumi, laghi e mari rinfrescanti, che però possono diventare freddi fino a farsi mortali. Il verde calma perché è quello delle piante rassicuranti, generose, portatrici di fiori e di frutti, ma è anche il colore delle muffe che guastano, delle insidie nascoste dietro il fogliame. Il bianco è il colore della neve e per questo del silenzio, del riposo invernale, della pace ma anche della morte portata dal freddo e dal buio. Il nero appartiene all’oscurità, all’incognito, alla paura, ma i colori che rappresentano la vita o le luci anche piccolissime risaltano splendidamente su un fondo nero. Ma se ciascun colore esprime qualcosa e al tempo stesso il suo opposto, come si capisce il suo segnale? E’ il tono e ciò che ha intorno a dargli un valore diverso, come tutto nella vita.

Così la combinazione di due colori vicini e alternati può significare qualcosa di molto diverso dal singolo. Ad esempio le strisce gialle e nere che hanno vespe e api avvertono del pungiglione, così come il rosso combinato col nero o col marrone scuro può significare che una farfalla è disgustosa o velenosa da mangiare.

 

 

Ciascuno dei colori tipo può prendere toni diversi con l’aggiunta in piccola quantità di altri colori e in questo modo esprime qualcosa di differente. Dando a questo nuovo tono il nome di qualcosa di molto noto, possiamo avere maggiori possibilità di essere compresi quando lo nominiamo

verde bandiera = colore tipo, composto da parti uguali di giallo e di blu, riconoscibile nella bandiera italiana come in quella di altri stati
verde olivo (albero) = blu, poco giallo, un po’ di rosso e del bianco
verde oliva (frutto) = verde tipo con un po’ di rosso
verde pistacchio = verde tipo con del bianco

rosso cremisi o vermiglio = colore tipo molto luminoso e chiaro, un tempo ottenuto dal minuscolo insetto cocciniglia, usato come colorante anche di un celebre liquore
rosso porpora o sangue = più scuro del cremisi
rosso bordeaux = scuro e tendente al violaceo
rosso corallo = con sfumatura rosa

giallo limone = molto chiaro, come la buccia dell’omonimo frutto
giallo girasole o Napoli = più intenso, tendente all’ocra
giallo ocra = caldo e calmo, tendente al marrone

blu cobalto o lapislazzuli = colore tipo, con tendenza al violetto
blu ceruleo = chiaro come il cielo di giorno
blu notte = scuro
blu turchese = ceruleo tendente al verde

arancio = giallo più rosso cremisi

violetto = blu cobalto più rosso porpora

Anche noi siamo molto sensibili ai colori, che esprimono il nostro umore e il carattere e ci possono aiutare a sentirci meglio se usiamo quelli più adatti, che agiscono attraverso la vista come medicine: rosso energia, giallo entusiasmo, arancio forza e accoglienza, viola regalità, verde serenità, bianco rinascita, nero mistero.

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Il parco di villa Tittoni a Desio (MB)

by 22 Marzo 2025

due gelsi inclinati nel parco alle spalle di villa Tittoni

 

Dalla parte opposta della strada davanti alla cancellata di villa Tittoni, due bei cedri deodara, di origine indiana danno importanza allo spazio, oltre che una piacevole ombra in estate. Uno in particolare distende i suoi rami tanto in basso da isolare un poco, in una stanza fresca e verde, chi si siede sulla panchina che vi sta sotto. Se ne trovano in gruppo e insieme ad altri anche nel grande parco, dove alcuni appartengono alla varietà pendula, creata dall’uomo. Il cedro deodara ha ciuffetti di aghi un po’ più lunghi e morbidi rispetto a quello del Libano. Anche il tasso, che assomiglia all’abete, mantiene le foglioline (non sono aghi) per tutto l’anno, cambiandone una parte in primavera. E’ un albero interamente velenoso tranne nella polpa dei piccolissimi frutti rossi autunnali sulle femmine. Ha un aspetto molto severo, con un fusto che spesso sembra composto da più tronchi fusi insieme. In questo parco è presente con il maggior numero di esemplari rispetto ad altri alberi.

Il bagolaro, il pioppo grigio, l’ippocastano, il frassino, il tiglio, l’acero, il platano, la farnia, sono grandi alberi tipici europei e perdono le foglie in autunno come fa il gelso, più piccolo e un tempo diffusissimo perché le sue foglie erano il cibo esclusivo dei bachi da seta, trafugati dalla Cina. Qui se ne trova uno con due tronchi sinuosi e inclinati, di bell’effetto.

 

Cedro deodara davanti alla facciata di villa Tittoni

 

La piccola giapponese lagerstroemia si riconosce dal tronco e dai rami quasi rosa, esili, che sembrano nudi. Qui ce ne sono alcune, di cui una un po’ inclinata e con i rami protesi in un’unica direzione, distaccata dagli altri alberi lungo un sentierino che attraversa il grande prato centrale.

Spiccano per i loro fusti altissimi e i rami zigzaganti, rivestiti di una corteccia liscia e di un bianco puro, alcuni platani che interrompono la monotonia delle cortecce scure in inverno.

Lungo un sentiero fra gli alberi si trova un manufatto verticale: è il monumento funebre a Giovanni Antona Traversi, uomo politico dell’ottocento. Una rete alta e fitta separa il parco dalla chiesa neogotica, di cui si vede la parte più alta, mentre la villa e una grande fontana sono isolate da una rete più innocua e l’ingresso è possibile solo dalla strada che passa davanti alla facciata principale.

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E’ davvero ecologico ciò che lo sembra?

by 18 Febbraio 2025

 

E’ noto a tutti che non sempre è giusto ciò che lo sembra e un esempio è rappresentato dai provvedimenti per ridurre l’inquinamento dell’aria. Sostituire i vecchi automezzi con altri nuovi può rivelarsi in certi casi una soluzione inefficace e troppo costosa per dei privati cittadini. Infatti per costruirne di nuovi e smaltire quelli vecchi si consumano molte risorse ed energia, con un inquinamento importante. Inoltre i nuovi automezzi non utilizzano ancora energia totalmente innocua e dunque, se usati spesso, possono inquinare quanto un vecchio automezzo che circola con minore frequenza. Oppure il nuovo motore elettrico usa un’energia prodotta in modo dannoso per l’ambiente e per la salute e l’incolumità dei lavoratori, al fine di costruire batterie che poi vengono smaltite in modo insalubre per chi vive e lavora in zona, magari in Paesi lontani. Tutto dipende da molti elementi che è necessario valutare, avendo un buon numero di informazioni. A volte si commettono errori perché ci si accontenta di ciò che sembra buono a una prima valutazione, trascurando di informarsi in modo più completo per capire la complessità delle questioni.

Ad esempio, una pessima ipotesi di sanificazione per combattere il Coronavirus era stata la disinfezione delle strade, ma peggio ancora delle spiagge con il cloro o altre sostanze. A parte la mancata dimostrazione che il virus resista più di qualche ora sulle superfici, chi ha avuto l’idea ignora che i raggi ultravioletti del sole bastano a disinfettarle, mentre il cloro uccide molte forme di vita e inquina molto più di quanto possa eliminare un virus.

Anche il comune soffiatore per foglie è usato spesso a sproposito dove una scopa o un rastrello sarebbero molto più efficaci ed economici. Infatti, il soffiatore solleva molta polvere e dunque tante sostanze nocive, che invece di rimanere sotto le suole ci arrivano nei polmoni, insieme al gas di scarico del motore. Inoltre fa un esasperante rumore. Anche l’inquinamento acustico danneggia la salute di persone e animali.

La buona manutenzione e un uso accorto di vecchie macchine e attrezzi, con la conseguente riduzione dello spreco, resta ancora la prima soluzione da favorire per ridurre l’inquinamento.

Un articolo sul tema si trova anche qui

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