I miei articoli

Il museo della forchetta a Milano

by 21 Novembre 2025

 

In un percorso del buonumore, elaborato per mantenere alto il morale anche quando tutto cospira per tenerlo raso terra, si dovrebbe mettere al primo posto il laboratorio di Giovanni Scafuro, nella zona sud di Milano ancora moderatamente affollata e trafficata, con palazzi che fa piacere guardare. Dopo un primo cortile in via Borgognone da Fossano 3, si passa ad un altro dove belle piante in vaso circondano l’ingresso del “Museo della forchetta”. Quella che sembra una gigantesca mano dalle dita sottili, che si può anche scambiare per le radici fuori terra di una pianta che non si lascia spaventare dal cemento, può mantenere diritte tre biciclette di visitatori ecologisti. Ma è anche un forchettone, patriarca della numerosa famiglia di posate che sono sfuggite al loro destino di grigio utilitarismo, grazie al napoletano che le ha riscattate dalla polvere e dalla dimenticanza. E fin dall’anticamera si vedono forchette, cucchiai e coltelli singoli o in gruppo che dimostrano quanto si possa fare con degli elementi che quasi sempre devono limitarsi servire il nutrimento del corpo, mentre loro contribuiscono ad alimentare la fantasia, indispensabile ad una vita di qualità. I rebbi delle forchette si prestano a simulare delle dita che esprimono le cose più varie e in molti casi si allungano fino a diventare rami di alberi e a questi rami si può appendere un’altalena e poi e poi… I cucchiai, dal carattere conciliante per natura, sono disponibili a farsi animaletti dai corpi compatti, i coltelli da tavola, quasi inoffensivi, formano banchi di pesci scintillanti o diventano le penne di un uccello in volo. A volte le forme differenti assemblate cooperano all’invenzione di creature misteriose e forme di vita aliena. Bisogna prendersi il tempo di guardare ciascuna delle opere che nello spazio relativamente limitato di uno studio d’artista fanno sorridere e decidere di trasformare tutto ciò che altrimenti finirebbe nella spazzatura.

 

 

Nella stanza più grande e luminosa, un lungo tavolo che nella maggior parte del tempo fa la parte del piano di lavoro, ogni tanto viene vestito con una tovaglia e diventa una tavola a cui siedono i partecipanti alle cene a tema. Varie e originali sono le attività che Giovanni organizza per chi vuole divertirsi creando e conoscere altri estimatori dell’inventiva. Dietro la barba, gli occhiali, il cappellino, c’è il suo sorriso che vi aspetta.

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I prodigi dei batteri fanno la sostenibilità

by 20 Novembre 2025

creature luminescenti degli abissi

 

La scienza ci offre continue sorprese, studiando il modo di vivere dei tanti esseri che popolano il nostro pianeta, tra cui i batteri, tanto piccoli da essere invisibili ad occhio nudo, indispensabili all’esistenza di ogni altra creatura, compresi noi umani. Prima di tutto sono in un certo senso immortali, perché cessano di vivere solo se li si uccide, ma mai per vecchiaia. Questo perché una volta diventati adulti ciascun individuo si divide in due giovanissimi, che a loro volta si sdoppiano in nuovi giovani entro breve. Non conoscono dunque la gioia dell’unirsi ma solo quella del dividersi. Sono presenti ovunque, perfettamente adattati alle condizioni più difficili, dal gelo più terribile alle temperature più torride, alla tossicità più spaventosa, in presenza di ossigeno quanto in sua assenza, nutrendosi delle sostanze più diverse e causando i più differenti effetti. Certuni sono nostri alleati e altri ci sono nemici, ma tutti sono indispensabili al funzionamento della vita, di cui la morte è solo una fase di trasformazione. Ciò per cui sono forse più conosciuti è la generazione di calore, che aumenta quanto più rapidamente si riproducono.

 

luce dei batteri

 

La loro più sorprendente attività è forse però l’emissione di luce che, come quella delle lucciole, tende al verde. Nelle grotte più buie come nei fondali marini più profondi, le creature che le abitano emettono luce grazie ai batteri che vivono nel loro corpo. Sfruttando questa qualità, in Francia, nella città di Rambouillet una nuova impresa innovatrice si dedica da anni allo studio delle possibilità di illuminare strade ed edifici grazie ai batteri luminescenti allevati in acqua a questo scopo. L’applicazione sperimentale di questo tipo di illuminazione è stata realizzata nella piazza davanti ad un centro sociale dal nome “la Lanterna”. La sorgente luminosa è fioca, ma basta a rendere visibili gli elementi della piazza.

 

Un’altra proprietà dei batteri è quella di poter entrare in dormienza quando le condizioni dell’ambiente sono sfavorevoli e di risvegliarsi quando cambiano. Questa qualità ha permesso di realizzare in Olanda un cemento capace di auto-ripararsi quando dalle crepe piccole e grandi che si formano col tempo, si infiltra l’acqua che corrode anche le barre d’acciaio e porta al crollo della struttura. Occorre mescolare al cemento dei batteri capaci di produrre calce, nutrendosi di calcio lattato inserito con essi in capsule di plastica biodegradabile. Solo in caso di crepe e conseguenti infiltrazioni, l’acqua le scioglie e i batteri risvegliati si nutrono, producendo come residuo digestivo la calce che riempie i vuoti riparando il danno. Per ora è stata realizzata solo una torretta attraverso la quale poter studiare la funzionalità del sistema, ma le prospettive del bio cemento sono buone.

Un articolo sulle proprietà riscaldanti dei batteri si trova qui      Un articolo sui batteri minatori si trova qui

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Potere della suggestione

by 2 Luglio 2025

Rinascita – opera di Francesco Lucarelli

In un progetto di educazione ambientale qual’è A Scuola dagli Alberi, oltre agli articoli su piante, giardini, animali, soluzioni naturali e musei della natura, ce ne sono molti dedicati a ciò che riguarda l’animo umano, anche attraverso libri, film, opere d’arte, luoghi, che a qualcuno potranno sembrare divagazioni non pertinenti. Invece lo sono in misura notevole, perché l’atteggiamento equilibrato verso l’ambiente, intendendolo come tutto ciò che è altro da noi, dipende molto dalla sensibilità, dal carattere, dalla capacità di comprendere le proprie reali necessità e quelle altrui, da quali sono le debolezze e quali i punti di forza. Questo perché anche chi si occupa di attività altruistiche, può comportarsi in modo aggressivo, tirannico, distruttivo o sciatto verso certe persone, animali, piante e cose, quindi costruisce da una parte e demolisce dall’altra. Combattere questi atteggiamenti in modo diretto può funzionare solo dove c’è già molta consapevolezza, ma in tutti gli altri casi è inutile, se non addirittura dannoso. Per raggiungere i punti da cui scaturiscono le pulsioni occorre tempo, pazienza e il mezzo giusto. Questo mezzo è la suggestione, vale a dire qualcosa espresso in una forma capace di sbriciolare i muri delle resistenze, causate da aspetti interiori ancora da risolvere. Tutti vorremmo eliminare gli ostacoli che ci impediscono di raggiungere i nostri scopi, ma il mezzo per farlo è riuscire a vederne certi lati che ancora ci sono sconosciuti, per trovare la soluzione giusta. Occorre conoscerli e questo si può fare con spiegazioni oppure con suggestioni. Le prime vanno ripetute per un gran numero di volte, prima di riuscire a trovare applicazione, le seconde ci conquistano più facilmente, anche se richiedono comunque tempi lunghi. Le suggestioni tendono a farci percepire qualcosa come se ne fossimo i protagonisti reali, anziché quelli di cui stiamo avendo un saggio, cosa di cui le varie forme artistiche sulla nostra linea di comunicazione sono capaci.

Per esempio, una canzone che ci piace molto e in cui ci riconosciamo, quando la sentiamo cantare o meglio ancora, quando la cantiamo noi stessi, ci dà l’impressione di vivere la situazione evocata. Questo può arrivare a farci agire, pensare, sentire diversamente, almeno per un momento. Così avviene quando vediamo un film o un’opera d’arte, leggiamo un libro, vediamo un luogo capace di suggestionarci. Ogni giorno ci piovono addosso stimoli di buona o cattiva influenza, ma se cerchiamo di dare maggiore spazio a ciò che è più propositivo, così come se frequentiamo persone che stimolano maggiormente le nostre qualità, un po’ alla volta ne veniamo influenzati e ne assimiliamo i pregi. Grazie a questi riusciamo a vedere le cose diversamente e ad agire in conformità alla nuova consapevolezza. Ma come distinguere ciò che è meglio? Dipende dalla nostra sincerità verso noi stessi, anzitutto, e da ciò a cui diamo la priorità.

 

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Il momento di uccidere

by 2 Luglio 2025

Film di Joel Schumacher del 1996 dal romanzo di John Grisham, narra del processo nello stato del Mississippi a un afroamericano che ha ucciso due giovinastri di etnia europea, stupratori e massacratori di sua figlia di dieci anni. L’avvocato difensore, bianco, sembra non avere alcuna possibilità di salvare dalla pena di morte il proprio assistito, trovandosi in uno stato a maggioranza razzista e con un giudice ostile. Il redivivo ku klux klan interviene pesantemente con attentati verso chi lavora per la difesa, che oltretutto non può contare nemmeno sull’attribuire a infermità mentale l’uccisione dei due delinquenti, una volta saputo che la sarebbero potuta cavare con una punizione mite.

L’accusato crede però che proprio l’appartenenza dell’avvocato difensore all’etnia bianca, possa rivelarsi la sua vera possibilità di essere assolto, a condizione che si immedesimi fino in fondo nella condizione di padre di una bambina a cui è stato inflitto l’orrore di quel disumano trattamento. Al momento dell’arringa finale, allora, l’avvocato invece di portare l’attenzione sulla situazione del padre, fa vivere con una suggestiva narrazione ai membri della giuria, il susseguirsi delle torture vissute dalla bambina, per portarli a vederla, infine, come se invece che nera fosse stata del loro stesso colore.

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Comandante

by 28 Giugno 2025

 

Film del 2023 di Edoardo de Angelis su quanto accadde nell’oceano Atlantico nei primi mesi della seconda guerra mondiale, quando il comandante Salvatore Todaro affondò, cannoneggiando dal suo sommergibile portato in superficie, una nave belga che pur essendo di un paese ancora neutrale portava armamenti agli inglesi. In contrasto con le normali procedure di guerra che richiedono di abbandonarne i naufraghi, preferì seguire quelle del mare che ne esigono il salvataggio, di chiunque si tratti. Per fare questo aveva dovuto stiparli in parte all’interno e in parte all’esterno, sulla torretta, navigando allo scoperto, col rischio di essere a sua volta affondato dagli inglesi. Tra l’imperativo della guerra e quello dell’umanità scelse il secondo, ma nonostante questo, due dei naufraghi danneggiarono il sommergibile solo perché di bandiera nemica. Tra la disobbedienza civile e l’esecuzione di ordini spietati c’è un lungo percorso interiore che non può essere accorciato da alcuna ideologia.

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Addio, signor Haffmann

by 10 Giugno 2025

 

Film del 2021 di Fred Cavayé. All’inizio della seconda guerra mondiale, nella Parigi già occupata dai tedeschi, un gioielliere ebreo comprende che è necessario fuggire per evitare la deportazione in Germania. Cede così gratuitamente il negozio e l’appartamento in cui abitava al suo aiutante francese e mette al sicuro moglie e figli, ma non fa in tempo a raggiungerli. Si nasconde allora nella cantina della sua ex abitazione e inizia un rapporto molto ambiguo col nuovo proprietario e sua moglie. Cose che sembrano ragionevoli si tramutano per lui in trappole perché controllate dall’altro uomo, del tutto impreparato, che per questo diventa preda dell’avidità e della paura. Solo da un cambiamento di circostanze si affaccia una possibilità di cambiamento.

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