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Fantasie erotiche femminili

by in Umanità

sculture erotiche indiane sulle pareti esterne del tempio nel Madhya Pradesh – foto da Wilipedia di Leon Petrosian

 

Per tutta la vita e quindi anche dopo la menopausa il desiderio erotico può rimanere intatto, ma le possibilità di soddisfarlo diminuiscono notevolmente, per la scarsità di occasioni, per i pregiudizi sociali e famigliari e tante altre ragioni. La vagina perde la sua elasticità e diventa vulnerabile, tanto che una visita ginecologica può essere molto dolorosa. Se si hanno dopo anni dei rapporti sessuali occorre usare molta cautela e prevedere perdite di sangue dalle mucose vaginali da tempo non più frizionate. Nel frattempo, però, le naturali esigenze basilari in fatto di eros si possono soddisfare in parte autonomamente, creando situazioni eccitanti con l’immaginazione e dando loro sfogo manualmente. Se si è consapevoli e con un forte senso di responsabilità, indipendenti e portate a prendere iniziative, almeno in quei momenti ci si abbandona volentieri a fantasie in cui si ha un ruolo passivo, in cui uno o più uomini esperti e intraprendenti danno piacere spingendo la donna in situazioni molto audaci. Possono essere uno o due, ma spesso di più, per compensare la loro totale assenza nella realtà della vita quotidiana. Ci si immagina volentieri nella situazione in cui si era trovata la protagonista del romanzo erotico “Storia di O”, cominciando da quando il suo amante nel taxi con lei le sfila reggiseno, mutandine e sottoveste da sotto gli abiti, prima di lasciarla in una specie di albergo dove lei deve imparare ad essere a totale disposizione del piacere maschile. Dalle proprie fantasie molte donne escluderanno forse le frustate inflitte dagli uomini del romanzo a tutte le allieve, ma lasceranno probabilmente altre pratiche oltraggiose, anche se si sono sempre ribellate a ogni sopraffazione, abuso e umiliazione, nell’erotismo come in ogni altro momento della vita. Compiacersi nel fantasticare su pratiche respinte dalla ragione, che controbilanciano il proprio comportamento sinceramente virtuoso, è un modo istintivo per alleggerirlo e renderlo più tollerante e comprensivo.

 

Acquasantiera ad Atri

 

 

Questo non significa affatto che si desideri o si debba realizzare simili fantasie nella realtà. L’autrice del romanzo del 1954 di Pauline Réage, diventato di grande successo negli anni sessanta e settanta, è molto eccitante e mai volgare. Il film che vi si è ispirato è invece banale e incapace di rendere la tensione erotica di quella storia. Far cogliere in un libro come nella vita le sottili e raffinate dinamiche che provocano un intenso desiderio e poi la sua soddisfazione, senza mai scadere nel grossolano né nella violenza è oltremodo difficile. Ciò che piace a noi donne è sentire la forza virile, il legame creato dall’eros e l’affidarsi, il cedere, l’accogliere. Ma non trovando se non di rado chi sia in grado di farci godere appieno di questo, possiamo sentirci attratte da ciò che vi assomiglia, anche se solo vagamente. Dunque la sopraffazione, la costrizione, la sottomissione, l’umiliazione nelle fantasie, che non dovrebbero essere realizzate, ma solo usate come surrogato, per canalizzare correttamente le energie.

Il sesso potrebbe essere per l’umanità una straordinaria risorsa che aiuta ad affrontare meglio le difficoltà dell’esistenza, ma la sua incompresa complessità ha fatto convergere su di esso tutti i possibili fraintendimenti rendendolo troppo spesso veicolo del più bieco degrado e violenza. Gli uomini, che tendono a separare il sesso dal sentimento, risultano più “meccanici” rifuggendo l’impegno che comporta il coinvolgimento emotivo, ma in questo modo non solo si perdono buona parte del piacere dovuto al gioco della seduzione, ma scontentano le donne, innescando meccanismi che rovinano il rapporto.

Sperimentare nella realtà le proprie fantasie di potere attraverso il sado-masochismo può essere un necessario passaggio temporaneo ma pericoloso, nel quale è bene non lasciarsi trascinare, per l’assuefazione a cui può portare, con conseguenze molto spiacevoli e difficilmente reversibili. Attraverso l’unione tra gli opposti e complementari rappresentati da maschile e femminile, come artisticamente rappresentato nelle sculture dei famosi templi indù e jainisti, si può invece sperimentare la sintonia con le energie della vita, basate sul continuo dinamismo a cui si deve la trasformazione che ne è l’essenza.

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