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Il Giardino Belvedere a Caprile (BI)

by in Piante, giardini, parchi

Il Genius Loci

A Caprile, in provincia di Biella, a cinquecento metri di altitudine durante vent’anni un bosco di otto ettari si è lentamente trasformato in un giardino. Ad elaborarlo nella mente e modellarlo con le mani è stata la proprietaria, Maria Teresa Belvedere, presa dal fascino di quello che era stato un mulino abbandonato fra gli alberi. E’ così che ai castagni si sono aggiunti aceri, abeti, faggi, cornus e poi tante altre piante in buona amicizia, che si sono adattate ad un terreno nuovo con la consueta eleganza del popolo vegetale. Adesso è possibile visitare, su appuntamento, questo luogo in cui la fantasia ha frizzato anche con opere in legno che sottolineano quelle della natura. La gentile proprietaria accompagna i visitatori e rivela le particolarità delle piante e degli interventi umani, seminando in loro il desiderio di riprodurre almeno in parte sul proprio terreno, l’armonia del luogo.

 

 

Il percorso comincia salendo la collina dove il pendio è rafforzato da pali di castagno per formare piccoli terrazzamenti, che risultano come lunghissime panchine dagli schienali sagomati e dipinti per sembrare costole di libri. Nel terreno radicano in gran parte le rose, fra cui quelle verdi, mentre i grandi alberi più in alto ombreggiano certe piante da fiore e alcune rare felci preistoriche. Nello spazio piano di intervallo, un carro di legno di foggia antica con un tetto a spioventi e grandi ruote, custodisce mille testi sulle piante, consultabili su richiesta e un enorme libro scolpito nel legno dichiara sulle sue pagine aperte che il luogo è dedicato a lettori e pensatori.

 

Il grande Cornus controversa sopra i terrazzamenti delle sponde dello stagno

 

In ogni stagione si possono vedere fioriture differenti, fra cui in estate la Leycesteria formosa, che ricorda la fucsia nell’aspetto e nel colore, ma è ancora più aggraziata. Nella parte più alta del giardino, invece, occhieggiano quelle che erano ceppaie di alberi morti, rinati in scultura come giganteschi funghi il cui gambo ha fattezze di volto barbuto, sormontato da un gran cappello. Si scende poi verso l’abitazione di Maria Teresa, che in passato era il mulino nel bosco, e si sosta al fresco sotto un grande bersò coperto da un glicine, che ad aprile fiorisce in bianco. Basta poi attraversare il prato per raggiunge l’albero forse più bello fra i tantissimi, un Cornus controversa che ombreggia con le sue foglie quasi completamente bianche, i tavoli per il pic nic dei fortunati visitatori. Da lì si vede, in basso, la parte più spettacolare del grande giardino: lo stagno. Durante l’estate in parte la sua superficie è coperta dalle foglie e dai fiori delle piccole ninfee gialle, le Nuphar lutea. Un ponticello di legno porta al suo centro, su un’isoletta di altre piante acquatiche, lontane da un drago in corten dall’aspetto quanto mai benevolo. Ai margini del boschetto c’è una casa sull’albero a forma di bozzolo, in cui si può passare una notte e guardare sulla riva opposta i terrazzamenti in legno di castagno dipinti come tastiere di pianoforte, ma soprattutto il Genius loci, la cui enorme testa e le mani spuntano appena da dietro una siepe, come per sorvegliare di nascosto il giardino che tutti vorrebbero avere.

 

Un piccolo ma particolarissimo giardino realizzato da una donna è il Giardino della Valle a Cernobbio (CO)

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