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Adattabilità pericolosa: la salsola

by in Piante, giardini, parchi
cespuglio di salsola, da wikipedia.it

cespuglio di salsola, da wikipedia.it

 

La qualità dipende anche dalla quantità. Questo è particolarmente calzante per una pianta che proviene dalle steppe euroasiatiche degli Urali: la salsola. Date le aspre condizioni di vita a cui ha dovuto far fronte nella sua terra d’origine, ha elaborato strategie efficacissime per sopravvivere e riprodursi.

Le profonde radici le permettono di trovare acqua ovunque e ben presto diventa un cespuglio tondeggiante e vaporoso. In autunno, dopo la fecondazione dei suoi piccoli fiori, al primo colpo di vento il fusto si spezza alla base e la pianta comincia a rotolare e a viaggiare lungo le pianure, i campi e le strade. Gli innumerevoli semi cadono a terra man mano che i frutti si disseccano e trovano sempre nuove opportunità di insediamento. Terreni aridi, sassosi, paludosi e persino salini sono accettati di buon grado e, appena possibile, vengono coperti da nuove pianticelle dall’apparenza innocua.

Intanto i leggeri cespugli secchi e arrotondati dal percorso di semina, esaurito il compito si accumulano intorno agli ostacoli più grandi: case, pietre, alberi. A volte raggiungono le dimensioni di un’automobile e formano cumuli preoccupanti, che alla minima scintilla si incendiano.

Quando a metà dell’ottocento la salsola è arrivata, forse con dei semi di lino, nel Sud Dakota dove non aveva nemici naturali che la contrastassero, ha cominciato la conquista degli USA. Con la sua adattabilità quasi illimitata aveva invaso campi e giardini, sfrattando le piante autoctone e creando difficoltà di ogni genere alle comunità umane. Si era cercato di fermarla sradicandola, erigendo barriere, irrorandola di diserbanti e attaccandola coi bulldozer e le fiamme, ma niente aveva intaccato la resistenza delle radici, da cui spuntavano sempre nuove piante.

Non restava che cercare il lato positivo, dato che ha germogli commestibili e un aspetto di un certo fascino nei giardini di stile desertico e soprattutto nei film western, dove accentua il senso di desolazione e abbandono. Dunque, nonostante tutto, c’è chi ne vende i semi. Anche noi siamo molto adattabili.

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