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Giardini di Brentonico (TN)

by in Italia inconsueta, Piante, giardini, parchi

veduta del giardino dei semplici a Brentonico

 

Il bel palazzo barocco Eccheli-Baisi è tinteggiato col verde che ha preso il nome del paese Brentonico e ha lo stesso tono delle foglie di salice. Quella terra estratta dalle miniere dell’altopiano del monte Baldo, tra il lago di Garda e la valle dell’Adige, poi macinata da mulini, è stata usata da tanti celebri pittori e ha fatto la fortuna economica dei proprietari del palazzo locale più importante. Il verde delle piante per cui il monte è conosciuto come Giardino d’Europa, non poteva che trovare posto nel terreno di seimila metri quadrati dietro la residenza signorile che è adesso museo, digradante in un giardino terrazzato, a partire dal 2005.

 

secondo livello del giardino dei semplici di Brentonico

 

Due giardinieri e un botanico, sotto la direzione scientifica del Museo Civico di Rovereto, si prendono cura da allora delle piante che hanno sempre privilegiato il monte ma che bisogna saper trovare e riconoscere nei periodi e nei luoghi dove hanno dimora e fioriscono. Per questo sono state riprodotte in un ambiente a somiglianza di quello a loro più gradito, irregolare e roccioso, vicino agli spazi geometrici in cui si coltivano le specie medicinali come si faceva un tempo negli “orti dei semplici”. Si tratta però di terra “addomesticata” e le piante, pur mantenendo l’aspetto esteriore di quelle che crescono scegliendosi il posto, possono non avere profumi e sostanze altrettanto intense.

Alla bellezza del giardino è stata giustamente data molta importanza, con spazi geometrici diversi per le aiole, che nella parte più alta sono riservate alla lavanda, alla salvia, al timo e alla santolina, cresciute in forma di cuscini dalle tonalità di colore più morbide. Si aggiungono poi man mano nelle altre aiole le tante piante conosciute per le proprietà guaritrici, comprese quelle velenose.

In tutto il giardino prosperano alberi e arbusti diffusi nelle nostre regioni più settentrionali come il carpine, il frassino e il biancospino, ma anche il glicine, originario della Cina e del Giappone, che forma una bella galleria verde per tutta l’estate.

 

il parco cittadino Palù di Brentonico

 

A cinquecento metri dall’affascinante giardino c’è il parco pubblico, realizzato cent’anni fa sopra una torbiera. Insieme a pioppi secolari, ippocastani e faggi, tigli e frassini, platani e aceri più facili da riconoscere, ci sono alberi esotici come la metasequoia, il cipresso di Lawson, lo spino di Giuda, intorno a un grande prato. Al suo ingresso, in cima a una colonna c’è la statua barocca che rappresenta san Giuseppe col bambino Gesù in braccio, espressione dello spirito comprensivo e accogliente, per riscattare dall’infamia il luogo dove si erano eseguite pene capitali contro presunte streghe. Chi riusciva ad entrare nel piccolo spazio circondato da catene intorno alla colonna usufruiva dell’immunità, ma i tanti alberi che sono nel parco cittadino estendono ben oltre i loro confini la benevolenza verso ogni essere vivente, con le tante virtù che ancora in troppi ignorano.

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