Blog

I tabià: architettura rurale di qualità

by in Italia inconsueta
BL zoldo alto (2leg)

tabià a Zoldo Alto (BL)

 

Nella zona bellunese del Cadore, i fienili tradizionali in legno, detti tabià, sono di tale bellezza da poter servire come modello di proporzioni e felice relazione col paesaggio. A Zoldo, Lozzo e vicinanze, alcuni sono rimasti interamente rustici, mentre altri sono stati restaurati e adattati ad abitazioni contemporanee. Fino a cinquant’anni fa, quando ancora l’Italia era in gran parte contadina, nei tabià di montagna si immagazzinava sul posto il miglior fieno per il bestiame, tagliato e seccato in estate, per poi essere trasportato nei paesi in inverno, man mano che ce n’era necessità. Era un lavoro che si faceva in gruppo con grandi slitte, così come a volte si metteva nello stesso riparo il fieno di diversi contadini o si costruiva sul terreno altrui, se in posizione più agevole. Nei centri abitati i fienili facevano parte della casa in pietra, con stalla annessa. Erano costruiti interamente in legno di larice, tagliato in luna calante di Agosto, per evitare che si annerisse e si tarlasse. Infatti con la luna crescente i vegetali pare che tendano a produrre più linfa, che poi condiziona il legno e lo rende meno adatto agli scopi utilitaristici umani. Il larice, bellissimo albero di alta montagna, è uno dei più resistenti in vita e quindi anche quando se ne utilizza il legno, che sa far fronte validamente all’acqua. Proprio per questo se ne facevano anche le scandole, le tegoline dei tetti che durano per decenni, sovrapposte come scaglie di pesce e coperte per due terzi le une dalle altre. I tabià avevano anche una parte dove mettere ad asciugare il fieno non completamente secco, evitando così l’auto-combustione causata dai batteri che si riproducono a tale velocità da generare un gran calore e conseguenti incendi.

 

BL zoldo alto (6leg)

adattamento contemporaneo di Tabià a Zoldo Alto (BL)

 

I raggi ultravioletti del sole scuriscono il legno come fanno con la nostra pelle e la pioggia gli dà una sfumatura argentata. E’ con questi toni che si vede impiegato con fantasia nella struttura e nella decorazione realizzata dalle famiglie artigiane, che si tramandavano il mestiere attraverso le generazioni.