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Il primato dei salici

by in Piante

fiori del salicone pendulo, ancora avvolti nel velluto sericeo – foto da Donna di piante

 

All’inizio della primavera, quando la maggior parte degli alberi si prepara ad accrescere la propria famiglia, ciascuna specie fiorisce con colori diversi per attirare l’attenzione degli insetti impollinatori. I tanti toni che distinguono anche le foglie e li fanno riconoscere da lontano sono come voci, richiami, canti. Poi, man mano che l’estate si avvicina, le chiome si confondono le une con le altre con l’aumentare della verde clorofilla, indispensabile a fare dell’aria il proprio cibo. Due famiglie d’alberi si riconoscono invece fra tante per il colore del fogliame che tende all’azzurro: quella degli olivi, che fanno l’uso più parsimonioso dell’acqua e quella dei salici, che più ne assorbono.

 

il minuscolo salice erbaceo – foto da Wikipedia

 

I salici sono parenti dei pioppi, che come loro crescono in fretta vicino ai fiumi, ai laghi, ai fossati. Entrambe le specie hanno sessi distinti e le femmine portano come frutti acini cotonosi dai fiocchi su cui volano lontano i minuscoli semi, non più grandi di un puntino. La famiglia dei salici ha nel mondo il primato di contare fra i suoi l’albero più piccolo che esista, alto solo un paio di centimetri pur rimanendo albero, perché ha un fusto legnoso che si sviluppa alla maniera di quelli grandi. E’ il Salix herbacea, che cresce in alta montagna dove il clima gelido rende quasi impossibile la vita vegetale, a meno di starsene quasi del tutto sotto terra e stretti gli uni agli altri per resistere meglio. Le sue foglioline sono larghe ma ben più piccole di quelle di forma simile del grande salicone, il Salix caprea che vive volentieri in collina e montagna, dove è bellissimo durante i pochi giorni in cui a marzo i suoi fiori maschili chiamati gattini, sono protetti da un velluto argentato, tanto che sui rami luccicano come grosse perle. Poi si aprono e allora diventano simili a pulcini gialli per il polline delle numerosissime antere destinato ai fiori femminili, più piccoli. Anche gli altri salici hanno i fiori nel velluto, ma meno grandi. Tutti possono essere fecondati dal vento, eppure offrono nettare agli insetti perché compiano anche loro l’impollinazione.

 

chiome luminose dei salici da vimini in inverno

 

Vivendo vicino all’acqua da cui a volte vengono in parte sommersi, i salici sanno come evitare di esserne danneggiati. Per questo con il loro legno i contadini si sono sempre costruiti zoccoli che non assorbono l’acqua. Le lunghe radici necessarie per resistere su terreni instabili, li rende utili nel consolidare i terreni e gli argini dei fiumi. La capacità di tenere a bada i malanni dell’umidità, ha fatto elaborare loro l’acido salicilico da cui deriva l’Aspirina, utilizzato da sempre come antireumatico e antinfiammatorio. Chi fa le conserve di verdure o frutta ne conosce le qualità antisettiche, adatte a mantenerle a lungo.

E’ facile trovare il salice bianco Salix alba, riconoscibile dalle lunghe foglie strette, di consistenza setosa e di un verde tendente all’azzurro su un lato, con la pagina inferiore che sembra argentata. Il salice da vimini, Salix viminalis è più piccolo ed ha i rami più giovani rossi o arancioni, che lo rendono molto bello anche quando è spoglio. Sono flessibili, dunque adatti alla realizzazione di ceste e legacci robusti. Lungo i fiumi si trova facilmente il piccolo salice ripaiolo Salix eleagnos, dalle corte foglie strette e i rametti sottilissimi. Molto elegante è il salice piangente Salix babilonica di origine asiatica, dai rami gialli, lunghi e fini, belli anche in inverno e con foglie lanceolate.