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Il teatro più piccolo del mondo (LU), (PG), (IM)

by in Arte e cultura, Italia inconsueta

Teatrino-di-Vetriano

 

L’iillustre teatro di Vetriano si trova in zona di castagni della Toscana, non molto lontano da Borgo a Mozzano (LU) col suo bellissimo ponte del diavolo. Era stato costruito a fine ottocento all’interno di un fienile donato da un privato ad un gruppo di 18 persone, che si erano autotassate per avere anche loro un teatro come quelli di città. Aveva ben due piani di balconate ed era stato decorato in modo da essere degno delle rappresentazioni di qualità che intendeva ospitare. A quei tempi, per assistere alle rappresentazioni ciascuno si portava la sedia da casa, però. Una particolarità curiosa era ed è l’ingresso alle balconate attraverso una bella scala esterna.

L’industrializzazione dell’Italia ha provocato anche il suo abbandono, fino a renderlo inagibile. Gli abitanti e gli eredi, però, hanno sollecitato l’intervento del Fondo per l’Ambiente Italiano, FAI, che l’ha acquisito e restaurato, aggiungendo anche i camerini ed una saletta di ristoro per gli artisti.

Ritrovata tutta l’eleganza e la raffinatezza del passato, il teatro è stato dichiarato il più piccolo del mondo, inserito nel guinness dei primati. Accoglie 99 spettatori su sedie che sono state tutte offerte da personaggi illustri, tra cui la famiglia Kennedy.                     Prenotare allo 0583 358131

 

teatro della concordia

 

In Umbria, vicino a Todi, anche il teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio si dichiara il più piccolo del mondo, se pur nella capienza è all’incirca equivalente a quello di Vetriano: 99 posti. Contrariamente a lui, però, è stato costruito fin dall’inizio come teatro ed è più antico, terminato nel 1808.  Ha una facciata da vero teatro, infatti, ed ha il posto d’onore in una piazza del paese. A volerlo erano state nove famiglie in epoca napoleonica e la concordia a cui allude il nome era quella dell’amministrazione di allora, con le sue speranze di fratellanza, oltre a quella fra i suoi promotori.
Neppure a lui è stato risparmiato il temporaneo abbandono, seguito fortunatamente da un restauro impeccabile.

 teatro salvini

 

A Pieve di Teco, paese dell’entroterra di Imperia da cui passava una delle strade principali per il Piemonte, insieme alle merci transitavano le persone e le idee. Già dal settecento gli abitanti avevano dimostrato predilezione particolare per la musica e la prosa e volevano avere un teatro come la vicina Imperia. Nel 1834 il consigliere comunale Giuseppe Manfredi aveva ottenuto che là dove c’era un forno, si realizzasse l’edificio adatto. Nell’edificio in muratura si era allestito in legno un piccolo palcoscenico e due ordini di palchi, con la possibilità di adattarsi alle necessità di feste danzanti, comuni all’epoca. Fino al 1920 aveva svolto le sue attività con successo, cambiando solo nome, ma un poco alla volta, con la crisi economica e lo spostarsi dei traffici su nuove strade, il paese aveva perso abitanti e visitatori ed il teatro lo aveva seguito nel declino, fino ad essere chiuso. Nel nuovo millennio, però, è stato restaurato, dandogli una capienza di 90 posti, meno della metà di quanto avvenisse in origine.