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Le insolite preferenze dell’aspidistra

by in Piante
Aspidistra da gardendrum.com

Aspidistra – foto da gardendrum.com

 

Nelle case di epoca Liberty, all’inizio del novecento, una delle piante che si vedevano più spesso era l’esotica aspidistra, di origine africana e asiatica. Una profusione di grandi foglie robuste come cuoio, color verde scuro a forma di daga, che spuntavano direttamente dal terreno, prosperavano nella penombra e chiedevano davvero poche cure. Anche nei giardini di un tempo, nei punti dove il sole non arrivava che in piccoli sprazzi fugaci, c’erano loro ad offrire un’atmosfera di selvatica intimità.

 

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fiori di aspidistra – foto da debalcones y flores.es

 

Austere e frugali, e anche per questo longeve e resistenti, le aspidistre sembravano rinunciare persino alla fioritura, perché contrariamente a quanto fa la maggior parte delle piante, disdegnavano l’aiuto del vento e degli insetti per essere fecondate. Solo frugando sotto la fitta copertura si potevano scorgere i loro pochi, umili fiori nascosti, posati sulla nuda terra, nati direttamente dal rizoma. A visitarli erano le chiocciole e altre piccole creature amanti dell’umidità e dell’ombra come loro, che nel silenzioso e lento peregrinare non le mangiavano, perché troppo coriacee, ma ne trasportavano accidentalmente il polline, lasciando dietro di sé la traccia luccicante, come unico ornamento.

 

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