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Lindbergh, l’aquila solitaria

by in Libri selezionati

 

Il libro avvincente scritto da A,Scott Berg nel 1998 narra la vita del pilota d’aereo che nel 1927 a venticinque anni sorvolò l’oceano Atlantico da solo su un piccolo areo monoposto, partendo da New York e raggiungendo Parigi in trentatré ore. Nessuno prima di lui l’aveva fatto in solitaria e nessuno suscitò tanta impressione né ottenne tanta popolarità, perché aveva realizzato quello che probabilmente è uno dei desideri più profondi dell’essere umano, come il volo e la libertà degli uccelli. In questo modo aveva colpito l’immaginazione di gran parte delle persone, quale che fosse il ceto sociale, l’istruzione, la nazionalità. Aveva unito il mondo con un simbolo molto forte e con questo aveva favorito l’amicizia fra molti Stati in modo improvviso, con risultati che nemmeno anni di mosse diplomatiche, stanziamento di grandi somme e leggi speciali avrebbero potuto ottenere. In questo libro sono documentati dunque oltre alla vita di Lindbergh e della sua famiglia, la forza dei gesti simbolici e i comportamenti delle masse, che venendone toccati possono esserne avvantaggiati grazie al potere della suggestione quanto perdere il senso della misura e diventare pericolosi, anche nel caso in cui le pulsioni che le dominano sono di venerazione, perché moltiplicate per centinaia, migliaia o milioni di unità.

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