Blog

Alberi monumentali della Sardegna, provincia dell’Ogliastra

by in Alberi Monumentali, Sardegna
corbezzolo di Seui

corbezzolo di Seui

 

Proseguendo dopo Seui, dopo circa 8 km si vede la deviazione per Esterzili. Percorrerla per 2 km fino ad una strada sterrata, sulla quale bisogna camminare per 4 km fino ad un ovile, al di sotto del quale c’è un boschetto di grandi corbezzoli molto belli, di cui uno col tronco dalla circonferenza di 2 m che potrebbe avere 200 anni. I corbezzoli sono solitamente arbusti e solo quelli molto longevi diventano alberi. Sono sempreverdi che colonizzano i terreni percorsi dal fuoco ed a Dicembre portano bei fiori bianchi a campanula, contemporaneamente ai frutti tondi rossi, graditi agli uccelli. Le api col nettare producono uno squisito miele amarognolo perché la pianta è ricca di tannino, sostanza disinfettante ed insetticida.

Sempre venendo da Seui, quando si trova la deviazione per Montarbu, percorrerla fino a che si trova l’indicazione per la Caserma forestale, sulla destra. Percorrerla per circa 900 m e prendere poi a sinistra la stradina sterrata lungo la quale, camminando per 40 minuti verso Canali, in un bel bosco, si trova un grandioso LECCIO col tronco dalla circonferenza di 6 m ed un’altezza di 25 della possibile età di 400 anni. Il leccio è una quercia sempreverde tipica delle zone mediterranee,con radici profonde, che ha per frutti le ghiande di cui maiali e molti animali si nutrono. E’ fra gli alberi più diffusi in Sardegna.

Tornati sulla strada per la caserma, proseguendo si troverà una spettacolare cascata dove il calcare ha creato forme sorprendenti.

Nel comune di Urzulei si trova un bel TASSO. Dall’incrocio con la provinciale che viene dal paese e la ss.125 si sale fino a che, dopo circa 3 km si vede sulla sinistra una strada comunale che costeggia la montagna. La si segue in fuoristrada, andando sempre diritti anche quando la strada diventa sterrata, passando in mezzo alla gariga e si continua per 10 km in un paesaggio fantastico, che passa poi a lecceta con molti ginepri notevoli. Ad un bivio si prosegue ancora a destra per un chilometro e, arrivati ad un ovile, ci si ferma. Pochi passi a piedi sulla sinistra portano ad un bel TASSO dalla circonferenza di 4,50 metri, con una raggiera di radici fuori terra a la chioma allargata, bassa e pareggiata dai morsi di animali immuni al suo veleno. Questo sempreverde è infatti totalmente tossico, salvo la polpa rossa degli arilli sulle femmine, mangiati dagli uccelli col seme che si avvantaggia del passaggio nel loro intestino per attecchire meglio nel terreno, una volta rilasciato. Il pascolo di mucche, maiali ed asini impedisce però purtroppo la ricrescita degli alberi. Il legno di tasso è molto duro e compatto a causa della crescita lenta, che avviene all’ombra di altri alberi, così come fanno gli agrifogli. Un tempo serviva per farne archi e frecce.

Ci sono anche bei ginepri arborei nelle vicinanze. I tronchi di questi alberelli, che normalmente sono solo arbusti, vengono usati dai pastori per la copertura a cono della loro abitazione, come si vede nelle vicinanze. Di robustissimo ginepro sono anche le travi delle vecchie case.